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L'amore è una banana

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La scena si apre su una danza quasi macabra da condominio, anzi da pianerottolo. Scrittori, di successo e no, juventini e poliziotti si incrociano per le scale dove vive Bernardo Barigazzi, vedovo di Francesca e padre di Daguntaj. Arriva una denuncia. Per quale delitto? Per quale castigo?

185 pages, Kindle Edition

Published September 29, 2026

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About the author

Paolo Nori

114 books257 followers
Dopo il diploma in ragioneria ha lavorato in Algeria, Iraq e Francia. Tornato in Italia ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Russa presso l'Università di Parma, con una tesi sulla poesia di Velimir Chlebnikov. Ha quindi esercitato per un certo tempo l'attività di traduttore di manuali tecnici dal russo part time. Alla redazione de Il semplice conosce Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Daniele Benati, con i quali collabora per anni, cominciando a pubblicare i suoi scritti fortemente influenzati dalle avanguardie russe ed emiliane. È fondatore e redattore della rivista L'Accalappiacani, edita da DeriveApprodi. Collabora con alcuni quotidiani tra cui Il Manifesto, Libero, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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Profile Image for Come Musica.
2,224 reviews690 followers
October 16, 2026
“Quand’era piccolo, Barigazzi si chiedeva cosa fosse questo amore di cui parlavano tutti, che era al centro di tutti i film, di tutte le canzoni, l’amore, l’amore, e gli era venuto il dubbio che fosse un po’ come Babbo Natale.
Dopo, da grande, aveva letto la storia della Russia e delle banane.”

Bernardo Barigazzi è il nuovo alter ego di Paolo Nori, che torna in libreria con la sua voce inconfondibile: quella che parla come se ti stesse raccontando una storia sul pianerottolo, tra una sigaretta e un digressione su Dostoevskij, mentre sotto passa qualcuno che non sa nemmeno di essere finito in un romanzo.

Per dirla alla Paolo Nori, io a Paolo Nori voglio molto bene.

L’amore è una banana si muove tra le scale di un condominio, tra personaggi che sembrano usciti da un catalogo di tipi umani leggermente storti, e lascia che le cose accadano con quella naturalezza disordinata che è il marchio di fabbrica di Nori.

Bernardo Barigazzi è un vedovo, con una figlia

“Daguntàj, sua figlia, aveva ventun anni, quasi ventidue, era bionda, aveva gli occhi azzurri e stava facendo un dottorato in fisica delle particelle, o qualcosa del genere.
O, piuttosto, astrofisica, delle particelle.
O qualcosa del genere.”

Cosa ci tiene ancora attaccati agli altri, anche quando gli altri ci irritano, ci fraintendono o semplicemente non ci guardano?

La scrittura è quella che amo: orale, digressiva, piena di parentesi, di ricordi che spuntano all’improvviso, di citazioni che non sembrano citazioni ma cose dette a voce alta.
E in mezzo a tutti questi piccoli mondi che respirano, c’è l’amore (quello storto, quotidiano, a volte ridicolo), che diventa qualcosa di concreto e di banale come una banana: qualcosa che si tiene in mano, che si mangia, che si butta via, ma che intanto ti ha nutrito.

È un romanzo che vuole solo stare lì, con te, a guardare le scale del condominio e a chiedersi, senza troppa retorica, se continuare ad avere a che fare con il mondo, anche quando il mondo non sembra interessato a ricambiare, sia già una forma di amore.
Profile Image for Gable.Reads.
45 reviews1 follower
October 4, 2026
Bernardo Barigazzi è uno scrittore originario di Parma che vive a Bologna. Ha una figlia ventenne, studentessa universitaria, che lui chiama affettuosamente Daguntàj. Aveva anche una moglie, Francesca, che purtroppo non c'è più, e ora ha una compagna, Marzia, della quale tiene all'oscuro la figlia.

Attorno a lui ruotano numerosi altri personaggi, ciascuno con un ruolo più o meno marginale, che contribuiscono a comporre questo spaccato di vita di Barigazzi, un protagonista che ha davvero molto in comune con lo stesso Paolo Nori.

Sorprendentemente, almeno per me che avevo iniziato la lettura senza neanche guardare la trama, la storia assume tinte gialle nel momento in cui Barigazzi si ritrova a dover fare i conti con un suo passato nascosto da giornalista sportivo.

Da amante del calcio ho apprezzato moltissimo questo libro, un tema che del resto con Paolo Nori non manca quasi mai. Se poi capita che si parli male di una certa squadra, la mia soddisfazione raddoppia. Su questo aspetto, però, niente spoiler: è un dettaglio che va scoperto lasciandosi trasportare dall'avanzare della narrazione.

Di questo autore avevo già letto altri due libri, risalenti agli inizi della sua produzione letteraria. Rispetto ad allora, qui la scrittura mi è sembrata meno caotica, pur mantenendo uno stile inconfondibile e perfettamente riconoscibile.

Sono circa duecento pagine che scorrono in modo estremamente fluido. I capitoli brevi saltano agilmente da un personaggio all'altro, tenendo sempre viva l'attenzione ed evitando di perdersi in dettagli inutili alle vicende narrate.

Oltre all'intreccio giallo, c'è un livello più intimo che esplora le dinamiche umane. I legami del protagonista con Marzia e con la figlia racchiudono, nella loro apparente semplicità, tutta la complessità dei rapporti di ogni giorno, quelli capaci di rovinarsi per un sentimento non esternato, una parola taciuta o un gesto mai compiuto.

Il tutto è affrontato nel tipico stile di Paolo Nori: con ironia, sarcasmo e con quel tono sempre un po' sfavato che rappresenta esattamente ciò che più amo di questo scrittore.

Insomma, il mio giudizio è più che positivo e spero di riuscire a partecipare presto a una presentazione dal vivo per ascoltare qualche passaggio letto direttamente da Paolo Nori, o forse da Bernardo Barigazzi!
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