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Gabor (Blu Atlantide Vol. 82)

157 pages, Kindle Edition

Published September 16, 2026

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Profile Image for Massimo Baudone.
196 reviews
October 5, 2026
Un manager tedesco di alto livello di una grande banca d'affari (Gabor, appunto), uno di quelli che fanno fare e fanno un mucchio di soldi, comprando e vendendo azioni e speculando sulle guerre che ci sono su quelle che verranno, cade rovinosamente dalla mountain bike mentre è in vacanza in Toscana e si procura diverse fratture che lo constringono a vivere immobile su un letto per qualche mese nell'impossibilità di essere trasportato pena la non completa guarigione e la prospettiva fo rimanere zoppo per tutta la vita. Si trasferisce, pertanto, in un casale dove, dove essersi dotato delle più avanzate tecnologie, continua a ritmo serrato, dal letto, la sua attività speculativa mentre dall'altra parte della vetrata del suo alloggio, vede i proprietari del casale continuare nella loro vita fatta di niente che per lui è inspiegabile. È dopo che Gabor viene abbandonato dall'amante (stufa di doverlo accudire) che tra lui e Armanda (la proprietaria del casale che, dietro pagamento, si sostituisce all'amante nelle cure, somministrandolgli i medicinali, facendogli fare i bidogni e cambiandogli il pannolone) che tra i due prende vita un rapporto di odio/amore che per lei diventa un conflitto interiore tra repulsione per la persona che lui è e attrazione per il suo corpo (si scoprirà andando avanti nella lettura che con il marito lei non fa sesso) e per lui diventa un'ossessione che lo porterà a riflettere sulla sua visione predatoria del mondo e del corpo delle donne. Probabilmente il libro vuole dire qualcosa di più ma io non sono riuscito a recepirlo. Peccato perchè avevo delle aspettative.
Profile Image for mdl.
25 reviews2 followers
October 4, 2026
Gabor, Margherita Loy

“Dal giorno successivo cominciai a sentirmi trasportato dal flusso temporale di quella coppia; stavo scivolando nella loro routine, nella sospensione che abitava quel luogo.”

Ho letto questo libro e sono rimasta totalmente affascinata e incatenata ad esso, ma procediamo con ordine.

“Gabor” è l’ultimo romanzo della scrittrice Margherita Loy pubblicato in Italia da @
Si tratta di un testo breve, all’incirca centocinquanta pagine, in grado di fornire al lettore una smisurata e sfaccettata serie di interrogativi giocando, in primo piano, tra e con il sottilissimo confine tra giusto e sbagliato.
La trama sembrerebbe, all’apparenza, molto semplice: due coppie si ritrovano sulle colline toscane. Ci sono Andrea e Armanda, originari del luogo e padroni della casa all’interno della quale si trovano ad alloggiare, in villeggiatura, Gabor e Ingrid. Ma è proprio qui che iniziano a incontrarsi, e scontrarsi, due visioni del mondo completamente agli antipodi che caratterizzano il fulcro principale del romanzo e tutto ciò che ne consegue.
Proprio in tal senso, l’interrogativo che più mi ha accompagnata, nella turbinante lettura di questo testo, è stato «e adesso cosa farai, Gabor?».

Al contempo, però, ho iniziato a concentrarmi sulla figura della scrittrice e sulla sua storia traendo da essa interessanti e numerose sfaccettature.
Prima tra tutte la parentela con Rosetta Loy (madre di Margherita), scrittrice che ho spesso incontrato per vie traverse e che, prima o poi, approfondirò. Analogamente ho trovato affascinanti alcuni aspetti che legavano madre e figlia e che, per ovvi motivi, non mi lasciano indifferente e non posso mancare di sottolineare. Margherita Loy infatti, ha ereditato dalla madre l’amore per l’arte, tramandata poi anche ai figli mediante l’esperienza all’interno dei musei. Al contempo, ha realizzato come i libri rappresentassero lo strumento pratico per “portare” ciò che aveva modo di ammirare nelle sale dei musei all’interno delle case e tra le mani di un bambino, lavorando così nella direzione di una sempre maggiore accessibilità dell’arte, che tanto mi sta a cuore da sempre. Il risultato sono tre libri illustrati dedicati alla “cameretta” di Vincent Van Gogh presso Arles, al surrealista René Magritte e ai barattoli di zuppa Campbell e alla Pop Art di Andy Warhol.

In conclusione, questo libro ha aperto in me numerose porte lasciandomi attonita e senza parole ma anche motivata e curiosa nei confronti di questa figura e delle sue passioni, forse perché, sono anche un po’ le mie.
A prestissimo, Margherita
🧡

“Ora mi sentivo in balia di qualcosa di lento, oscuro e melmoso, che non controllavo.”
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