Una Signora oscura si trova a viaggiare nell’estremo Sud del Sud del mondo. Cammina e intanto ricorda come sa (come può) tutte le vite che è stata. Mentre un uomo che si fa chiamare Vasco Natal Montero la aspetta, pieno di memorie e di vaghe malinconie, nella sua Casa di Sassi di Fiume; un’anomala Locanda, costruita a sua immagine e somiglianza, dove vive tra rovine, libri, quadri e ricordi. Il luogo che, dopo eternità su eternità di terre non trovate, s’è inventato, alla fine; quasi già presagisse quest’attesa. Ma chi è la notissima e mai nominata Signora in cammino? Chi è, per Lei, Vasco Natal Montero? E che cosa avranno da dirsi mentre tutto, forse, è già finito? E ancora, alla fine della chi è veramente Balthazar Páramo? Il poeta argentino ribelle e romantico che – sembra – ha già raccontato questa storia in un sogno sospeso, e lontano, negli anni Trenta del secolo scorso. Come se Anarchica la morte fosse stato scritto altrove e poi trasportato in questa lingua e in questo tempo, per raccontare i giorni che stiamo vivendo. Il nuovo romanzo di Giordano Meacci è un viaggio immaginifico nel potere della parola. Una storia ai confini del mondo sulla memoria (anche del futuro) e sull’impossibilità di separare la vita dalla sua ombra.
Giordano Meacci (Roma, 1971) ha scritto il reportage narrativo Improvviso il Novecento. Pasolini professore (minimum fax, 1999), il racconto Salùn (minimum fax, 2001), il saggio Fuori i secondi - Guida ai personaggi minori (Holden Maps - Rizzoli, 2002) e nel 2005 la raccolta di racconti Tutto quello che posso. Con l'Accademia degli Scrausi ha pubblicato La lingua cantata (Garamond, 1994), Versi rock (Rizzoli, 1996) e Parola di scrittore (minimum fax, 1997). Un suo racconto è apparso nell'antologia La qualità dell'aria.