È da molto che non mi capita una saga di questo tipo, così coinvolgente ed emozionante, tanto da farmi desiderare di avere già tra le mani il secondo volume.
Di solito, negli ultimi libri Urban Fantasy, l’ambientazione è quasi scontata: una città che conosciamo, anche solo per sentito dire.
Ne “Il mondo che non vedi” c’è tutto questo e molto di più perché, partendo da una Venezia che non è mai stata così magica, ci ritroviamo in un mondo completamente Altro, con i suoi abitanti, le sue tradizioni, le sue regole e i suoi miti. Dall’Urban Fantasy di concezione contemporanea veniamo trasportati nel primo Fantasy, quello delle Cronache di Narnia, ad esempio, dove la realtà cede il passo a un Mondo indipendente e meraviglioso. Ci ritroviamo a Gallaibh, nelle Highlands scozzesi, con la sua meravigliosa cittadella, la biblioteca, le scuole per i residenti che diventeranno pozionisti, alchimisti, tessitori, maestri, illusionisti, artigiani o semplici domestici e l’accademia dei laoich, i guerrieri, e le numerosissime botteghe che costellano le vie della Capitale dei Custodi degli Elementi.
Anche i personaggi sono speciali e incredibilmente nuovi nel panorama Fantasy: guerrieri e residenti, benché in misura diversa, nascono sotto l’influenza e la guida di uno dei quattro elementi. Aria, Acqua, Terra e Fuoco, un tempo fondamentali nella filosofia occidentale, rientrano di petto nello scenario fantastico e ne escono vincenti – e convincenti. Ognuno dei personaggi ha tratti e personalità ben definite e fidatevi se vi dico che li crederete reali. Sono così ben descritti che faticherete a vederli come personaggi di fantasia.
Celine, protagonista a tutto tondo dell’universo dei Custodi, è una ragazza che ti entra nel cuore. Decisa, intraprendente e pronta a fare ciò che ritiene giusto per il bene di chi ama, mi ha legata a sé con un doppio filo e ha stretto il nodo ben bene! Difficile dirvi quanto mi ha catturata: ho condiviso e provato ogni emozione.
E se di emozioni si parla, non posso non menzionare il coprotagonista, che nelle pagine di “Il mondo che non vedi” emerge in tutta la sua complessità: Aidan.
Aidan, uno dei migliori laoich e rappresentante indiscusso dei guerrieri del fuoco, emerge non solo come i classici protagonisti maschili belli e dannati, ma aggiunge anche una profondità d’animo e un senso dell’onore (legato al rispetto delle proprie idee e ciò in cui si crede) che lo rendono difficile da non amare. Certe volte vorresti gridargli di lasciarsi andare, ma in fondo ogni sua scelta è coerente con il personaggio. Aidan è così e non potrebbe agire in altro modo.
Ma non sono i soli personaggi a cui vi affezionerete. Per quanto mi riguarda ce ne sono altri due che mi hanno rapita: Buonia e Mercurio! Lascio a voi lo scoprire perché.
Menzione a parte va fatta per le descrizioni. Il mondo che non vedi è un tripudio di dettagli e descrizioni fatte a regola d’arte. Vedrete anche voi quel mondo invisibile all’occhio umano e questo grazie al modo in cui Laura Rocca lo racconta.
Starei a parlarne a più non posso, ma lo cosa che conta è che non deve lasciarvelo scappare. È il primo volume di una saga che si preannuncia epica e che regala tutte le emozioni possibili. Cercate odio, amore, speranza, disillusione, coraggio? Li trovate ne Il mondo che non vedi!