«Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; solo pochi potranno assaporare questo frutto amaro senza rischio.» È l'avvertimento che apre I canti di Maldoror, opera maledetta del conte di Lautréamont, pubblicata nel 1869. Poema in prosa intriso di male e di violenza, impastato di sangue e umori maligni. Poco dopo, una serie di atroci delitti insanguina Parigi. Le vittime sono ragazzini biondi, giovanissimi, tutti morti per sventramento e rinvenuti con un granchio infilato in gola. L'assassino ricalca alla perfezione le gesta efferate di Maldoror, eroe malvagio dei Canti, ma questo ancora nessuno lo sa. È una raffinatezza che la polizia non ha. Solo l'ispettore Letamendia capisce che quelle morti hanno un'unica firma, e che non si tratta di un criminale qualsiasi, ma di una sua nuova e perversa evoluzione. Un omicida reiterato, che uccide per piacere e per sfida. Quando il giovane Étienne, in place Vendòme, si trova faccia a faccia con l'assassino, e con la sua nuova vittima, la faccenda si complica. Perché ora lui è l'unico testimone, e in più ha in mano fortunosamente il taccuino dell'uomo. La sua vita è in pericolo. Una discesa nei meandri di una Parigi cupa, tra bettole fumose, case di piacere, intellettuali in preda all'oppio e riunioni sovversive, con un protagonista perversamente moderno.
Oh, povero Lautreamont con i tuoi voli nei flutti dell'oceano del male, ma sempre elevati nel loro canto... ora, oggi, ripiegato nelle trame di un noir... dov'è la tua corona? dov'è la tua eccellenza?
La bontà del male: ossimoro diabolico!
La poesia non è atta alla vita... la poesia, i tuoi canti di Maldoror, restano elevati (celestiali) solo sulla carta dove sono nati.
Alcuni brani:
"Baudelaire?" fa la voce di Isidore, soffocata dentro a una manica. "Quel dilettante." (pagina 129)
(pagina 223) Ossia, l'emozione che nasce dalla trasformazione...
A partire da quando, da quale limite, si abdica alla propria condizione di uomo? Che prospettive eccitanti! Ecco un post scriptum ai Canti che il conte di Lautreamont non rinnegherebbe affatto! (pagina 452) La domanda posta in maniera errata conduce ad una risposta altrettanto errata: serve abbassare (abbattere?) il trono sul quale viene posta la condizione di uomo.
Ed infine, Lautreamont: Avrei voluto essere figlio di una femmina di squalo, la cui fame è sinonimo di tempesta, e di una tigre, la cui crudeltà è nota: non sarei stato così cattivo!" (pagina 416)
Très bien écrit et plein de suspense, un très bon roman noir. J’aurais mis 5 étoiles si je n’avais pas trouvé la fin un peu expédiée - les personnages, auxquels on finit par s’attacher, méritaient selon moi des épilogues plus épais. Et même si c’est un roman noir, cette fin est un peu trop dark à mon goût.
Αλλο ένα συγκλονιστικό μυθιστόρημα του συγραφέα. τέλη του 19ου αιώνα μέσα στο χαμό της παρισιμής κομμούνας ένας κατά συρροήν δολοφόνος ψυχοπαθής, ένας ρομαντικός και επίμονος αστυνομικός και ένας φτωχός άστεγος θα συναντηθούν μοιραία. με τον γνωστό του τρόπο να σπεριγράφει τα πιο φριχτά πράγματα με τον πιο λογοτεχνικό τρόπο
En plein 19eme, sous Napoléon III, quand les luttes sociales commencent à enfler, on est plongé dans la traque d'un homme fou qui tue des jeunes garçons blonds avec une obsession pour les chants du Maldoror de Lautréamont. Très bien écrit et très prenant !