La Resistenza è stata la dimostrazione del meglio di cui gli italiani fossero un’assunzione di responsabilità, una volontà di riscatto che non riguarda solo la storia del fascismo e della partecipazione italiana alla Seconda guerra mondiale. Si affrontano qui alcuni problemi controversi della storia della Resistenza senza cedere alla sacralità o alla strumentalizzazione si ricostruisce infatti una narrazione anti-eroica, senza aggettivi, ma ricca di colori. L’obiettivo è cercare una via d’uscita alternativa alla ricostruzione spesso rancorosa degli eventi. Non una storia di fatti sanguinosi, di efferatezze, di morti e di corpi violati, ma un tentativo di individuare le motivazioni profonde di un periodo di grandi speranze e di crescita collettiva. E di cogliere le ragioni di una storia, ma anche le ragioni della vita. Un libro per le giovani generazioni che cerca di dare risposte esaurienti a quesiti difficili e spesso trascurati.
Meneghello, partigiano e scrittore, a proposito della Resistenza dice: «nell'euforia attivista dei primi mesi, raramente ci si era fermati a domandarsi: Ma che cosa sta succedendo esattamente? Come si inquadra tutto questo nella storia italiana?» Il libro di Cavaglion è un testo che cerca di far chiarezza su un periodo estremamente complesso e lo fa con un linguaggio semplice, analizzando la storia e rispondendo a quanti più interrogativi possibili.
Il proposito lo trovo sicuramente ottimo, ma onestamente non so come un adolescente possa non annoiarsi. Non so, forse me l'aspettavo diverso. Ci sono tante riflessioni mischiate in mezzo al racconto dei fatti che è ovviamente molto, molto sintetico e frammentato e neanche sempre in ordine cronologico. Mi sembra tutto un po' confuso. A me personalmente non ha lasciato molto, anche gli spunti di riflessione mi sembrano confusi e un po' buttati via. Poi non ho capito la parte finale sui libri perduti, a che serviva?
Due stelle perchè comunque apprezzo il tentativo e anche per la discreta bibliografia.
PS: non è certo un saggio e quindi l'intento forse è diverso, ma "Ci chiamavano banditi" di Guido Petter lo trovo molto meglio per un bambino/ragazzo come inizio di letture sul tema Resistenza.
Lettura interessante per le informazioni riguardanti la Resistenza italiana. Mi lasciano dubbiosa però lo stile adottato e la struttura del libro, poiché sembra di leggere un testo universitario piuttosto che una lettera indirizzata alla propria figlia.