Come si fa a crescere sani di mente con una mamma che si suicida un po’ troppo spesso? Come si fa a credere in una vita stronza e nei servizi sociali che ti sbattono da una famiglia di opportunisti all’altra? Autore di testi rap, megalettore, megalomane, sessista, razzista, convinto di essere un mezzo genio, privo di qualsivoglia empatia per gli altri, la Bestia tenta di sfangarla nei modi più incredibili e terribili. Divorato dal desiderio bruciante di ritrovare mamma, ovunque sia, a qualsiasi costo, lascia una scia infinita di crimini, debiti e misfatti.
Un libro scioccante e tutto da ridere, un esordio che ha sconvolto mezzo Canada. Un’immersione lisergica, magnetica nella vita e nella mente di un sociopatico – alla fin fine simpatico – un grido di dolore e ribellione di fronte a un’ipocrisia sociale drammaticamente diffusa.
Un sociopatico narra in prima persona le sue peripezie, tra abuso di sostanze varie, ludopatie, violenza sugli animali e non solo, nel tentativo di ricongiungersi con la sua amata mamma.
L'inizio non è neanche male, ma progressivamente si svela la pasta di un romanzo che non va oltre lo stereotipo della rappresentazione di violenza spesso gratuita ai fini della narrazione. Qualche scena che vorrebbe shockare messa qua e là, un tono che vorrebbe essere caustico e sarcastico ma che finisce per irritare. Aggiungiamoci una totale assenza di sguardo sociale, o quantomeno di contestualizzazione, di elementi di contemporaneità e una sfiancante ripetitività delle situazioni e se ne ricava un esercizio assolutamente velleitario, antiletterario in un certo senso.