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L'artiglio

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Lo chalet degli Holloway, sul lago Skaneateles, sembra un rifugio da legno vecchio, odore di resina, il buio che sale dal bosco come una marea. Ma per Constance, sceneggiatrice di successo in fuga da Brooklyn, è il luogo in cui ha deciso di capire se vuole ancora vivere. È qui che, tra i ricordi del marito e del figlio morti nel sonno, affiorano oggetti che incrinano l’idea di una pistola nascosta in una scatola di gelati, una cassaforte chiusa, un teschio decorato con strani simboli. E la sensazione, sempre più forte, che il lago e la foresta intorno alla casa stiano cercando di dirle qualcosa. A New York, intanto, l’ispettrice May Malkasian dà la caccia al Grande Lupo Cattivo, un serial killer che morde, spoglia e dispone le sue vittime come bambole, con le unghie laccate di rosso. I profiler parlano di perversione e rituali, lei vede solo una qualcuno che studia Manhattan come un terreno di caccia, conosce ogni telecamera, ogni vicolo, ogni porta sul retro. Mentre la task force ufficiale la tiene ai margini, May passa le notti sui referti autoptici e sulle foto dei corpi, cercando il dettaglio che nessuno ha ancora visto. E più cerca le tracce del killer per le strade del Greenwich Village, più ha l’impressione che anche lui, da qualche parte nel buio, stia fiutando le sue. Con un gioco di specchi tra il silenzio ipnotico del lago e il brulichio incessante della metropoli, Chattam costruisce un thriller psicologico sui segreti che scegliamo di seppellire e su quelli che, quando meno ce lo aspettiamo, vengono a galla da soli.

447 pages, Kindle Edition

Published October 6, 2026

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About the author

Maxime Chattam

45 books1,086 followers
Enfant discret, Maxime Chattam grandit en région parisienne. Il n'est pas particulièrement brillant à l'école mais se passionne pour le cinéma. À quatorze ans, après avoir regardé le film Stand by Me, il se met à le réécrire en rajoutant des péripéties. Il découvre le livre Le Seigneur des anneaux et les romans de science-fiction de Stephen King notamment. Il suit le cours Simon, devient figurant dans un spectacle de Robert Hossein, et joue dans plusieurs téléfilms. Son premier livre, plein d'humour, s'intitule Le Coma des mortels. Il fait plusieurs petits boulots et reprend ses études de lettres modernes à la fac. Pour se faire connaître du milieu du livre, il entre à la FNAC, mais n'a toujours pas envoyé de manuscrit aux maisons d'édition. Il suit une formation de criminologie pendant un an où il étudie la psychiatrie criminelle, la police technique et scientifique et la médecine légale. Il assiste même à des autopsies et rencontre des spécialistes pour préparer son roman. Toujours libraire, il consacre ses week-ends à son projet de thriller. Il rédige L'Âme du mal en 2001 et l'envoie à trois maisons d'édition. Un soir, Michel Lafon le contacte et lui propose de signer un contrat. In Tenebris sort en mars 2003 alors qu'il est déjà en train d'écrire Maléfices. Cette même année, il achève le troisième opus de la trilogie Maléfices. Il publie en 2005 Le Sang du temps. En tout, Maxime Chattam signe cinq romans et parvient à réaliser son rêve d'enfant.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Chiara LibriamociBlog.
473 reviews382 followers
October 16, 2026
Dopo Loro e La pazienza del diavolo, due thriller che mi avevano conquistata, le mie aspettative nei confronti di Maxime Chattam erano decisamente altissime. Questo è il terzo romanzo che leggo dell’autore e, pur riconoscendone la capacità di scrittura, devo ammettere che questa volta qualcosa non ha funzionato.

Con L’artiglio, Chattam abbandona in parte il terreno del thriller poliziesco più classico per avventurarsi in una storia dalle tinte decisamente psicologiche, costruita su due vicende che procedono parallelamente con, da una parte, a New York, un’indagine su un serial killer che coinvolge una poliziotta d dall’altra, una donna che si rifugia in uno chalet isolato dopo aver perso il marito e il figlio. Due percorsi apparentemente distanti, destinati a incrociarsi. Ed è proprio capire dove e come avverrà questo incontro il gioco su cui si regge buona parte della narrazione.

Senza entrare troppo nei dettagli per evitare spoiler, posso dire che, arrivata a un certo punto, ho iniziato a intuire la direzione presa dalla storia e qui il mio entusiasmo ha cominciato a scemare.

Il problema, per me, non è tanto il tentativo di sorprendere il lettore attraverso un intreccio psicologico, quanto il modo in cui questo finisce per mettere in secondo piano tutto il resto. L’indagine sul serial killer, che inizialmente sembra destinata a essere il fulcro della vicenda, perde progressivamente centralità, lasciando spazio alle protagoniste, alle loro evoluzioni, ai loro tormenti e agli approfondimenti sul passato familiare.

Tutto questo può sicuramente avere un senso per chi ama i thriller psicologici, quelli in cui la dimensione interiore dei personaggi prevale sull’indagine e sulla ricostruzione dei fatti. Io, però, cerco altro in un thriller, perché voglio sentire la tensione crescere, voglio essere trascinata nell’indagine, voglio quel coinvolgimento che mi spinge a girare pagina dopo pagina per capire chi si nasconde dietro una serie di delitti e come si arriverà alla soluzione.

Qui, invece, ho avuto la sensazione che la trama si perdesse in una serie di dettagli, approfondimenti e sviluppi che, alla luce del finale, mi sono sembrati in gran parte superflui. Su circa 460 pagine, molte mi sono parse funzionali a costruire un percorso estremamente articolato per arrivare a una conclusione che, per come l’ho percepita io, finisce quasi per svuotare di significato ciò che è venuto prima, ed è un peccato, perché Chattam scrive bene, sa costruire atmosfere e riesce a mantenere vivo l’interesse per buona parte della lettura. L’ho letto volentieri, almeno fino a quando ho cominciato a intuire dove mi avrebbe portata, ma quel momento è come se si fossero sgonfiati tutti i palloncini; la curiosità si è affievolita e la voglia di scoprire come si sarebbe sviluppata l’indagine ha lasciato il posto alla sensazione di aver già capito troppo.

Apprezzo il tentativo dell’autore di sperimentare e di sorprendere attraverso una strada diversa da quella dei suoi precedenti romanzi, ma questa scelta narrativa, per me, non ha funzionato. Dopo due letture che avevo trovato eccezionali, avrei desiderato ritrovare quella stessa tensione, quel ritmo e quella centralità dell’indagine che mi avevano fatto amare i suoi libri.

Il mio giudizio? Tre stelle, ma con riserva. Più precisamente, direi un 2,75, il piacere della lettura e la qualità della scrittura mi impediscono di bocciarlo del tutto, ma la storia, per i miei gusti, non è riuscita a convincermi.

Un romanzo che potrebbe conquistare chi ama scavare nella psicologia dei personaggi, ma che, per chi cerca soprattutto un’indagine serrata e un thriller capace di tenere con il fiato sospeso, rischia di trasformarsi in una lunga strada verso un finale che non ripaga del tutto il viaggio.
Profile Image for Giuseppe.
262 reviews
October 17, 2026
Chattam si conferma uno dei grandi Autori di thriller-noir nel panorama mondiale!
870 reviews5 followers
November 3, 2026

May è una detective che aiuta l’FBI alla ricerca dello spietato serial killer Grande Lupo Cattivo.

Constance ha appena perso il marito e il figlio e si isola nello chalet di famiglia, scoprendovi segreti nascosti e ciò che più di tutto ha cercato di tenere all’oscuro. I loro destini si intrecceranno in modo sorprendente.

Un thriller psicologico che deve il suo impianto all’elaborazione del lutto e che, dalla seconda parte, fa comprendere facilmente al lettore che cosa accadrà, smorzando l’entusiasmo della lettura.

La trama può anche risultare originale, ma tralasciare troppi elementi della narrazione senza dare alcuna spiegazione mi ha lasciato un senso d’incompiutezza e di inutilità per i dettagli che non sarebbero serviti a risolvere il caso. Avrei voluto che ci fosse una risoluzione più definita del thriller, di cui non posso aggiungere altro per non fare spoiler.

In conclusione, un romanzo che non è risultato convincente, anche se lo stile narrativo dell’autore sottolinea il dolore della perdita di una persona amata e la drammaticità di certi eventi, esperienza personale dello stesso Chattam.

Questo scrittore mi ha abituata a ben altri romanzi!
Profile Image for Paola Barillari.
155 reviews
October 27, 2026
⭐⭐⭐⭐★ Un thriller claustrofobico e implacabile

Ho iniziato questo libro il 10 ottobre e l'ho terminato oggi, 27 ottobre. Maxime Chattam si conferma un maestro assoluto della suspense e della tensione psicologica. In "L'artiglio", l'autore riesce a tessere una trama oscura e serrata, capace di catturare il lettore fin dalle primissime pagine.

L'atmosfera è densa, quasi soffocante, e i personaggi sono tratteggiati con una profondità psicologica notevole. Il ritmo, sebbene rallenti leggermente nella parte centrale per dare spazio all'introspezione, accelera in un finale travolgente e ricco di colpi di scena. Quattro stelle meritatissime per un romanzo che tiene incollati alle pagine e lascia addosso una piacevole sensazione di inquietudine. Consigliatissimo agli amanti del thriller puro.
Profile Image for iammatte.
18 reviews1 follower
October 17, 2026
Sicuramente l'autore sa scrivere bene ma ahimè Chattam stavolta ha voluto cimentarsi su un altro genere. Avendo pressoché divorato quasi tutti i suoi romanzi precedenti mi sono gettato a capofitto su questo appena uscito ma per me è stata una cocente delusione. Sarà per il prossimo!
Profile Image for Lia Valenti.
916 reviews31 followers
October 27, 2026
Tutta la storia raccontata in questo libro non mi ha per niente soddisfatta.
Avevo avuto sentore del finale, è stato come lo avevo immaginato.
Tre stelle sono pure troppo.
35 reviews3 followers
October 14, 2026
Uno chalet isolato sulle rive di un lago. Una donna distrutta dal dolore che cerca di allontanarsi dal mondo. A New York, un'ispettrice impegnata nella caccia a un serial killer spietato. Due storie apparentemente lontane, destinate a convergere in un gioco di specchi dove la realtà diventa fragile e ogni certezza vacilla.

📕 Con "L'artiglio", Maxime Chattam conferma la sua straordinaria capacità di fondere tensione narrativa e profondità emotiva. Dietro la caccia al mostro si nasconde infatti una riflessione intensa sulla perdita, sulla memoria e sul modo in cui il dolore può deformare la nostra percezione del mondo.

📗 Un thriller oscuro e sofisticato, costruito con precisione chirurgica, che non si limita a sorprendere ma invita il lettore a interrogarsi su ciò che vede, ricorda e crede di conoscere.
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