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Lucchetti babbani e medaglioni magici: Harry Potter in italiano: le sfide di una traduzione

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Nuova edizione, riveduta ed ampliata.

Cosa c'entra Albus Silente con un insetto fastidioso?
Come parla davvero Hagrid nell'originale?
Quanto si perde delle espressioni idiomatiche inglesi nella versione italiana dei libri di J.K. Rowling?

Questo saggio scorrevole e arguto riflette sulla difficile arte della traduzione, passando in rassegna i primi sei romanzi della saga di Harry Potter: curiosità e paradossi, errori e imprecisioni, ma anche soluzioni azzeccate e invenzioni geniali. E senza rivelare nulla sulla trama del settimo libro...

255 pages, Paperback

First published November 19, 2007

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About the author

Ilaria Katerinov

147 books3 followers
Translator ENG to ITA.

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Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Shauna.
112 reviews93 followers
May 28, 2016
I picked this up months ago for a uni module, the first block of which involved analysing translations of Harry Potter in different languages. Hands down the most excited I've been about secondary reading, needless to say. I'd kind of come across the topic before thanks to the internet, so I'd already had a laugh that Harry waves a "baguette" in the French translation, or that to form the anagram "Je suis Voldemort" Tom's middle name became Elvis (which I very much hope is not a spoiler at this stage), but really getting into it, I found the topic endlessly interesting, not to mention it gave me a greater appreciation for the original series, as well as for the struggles of translators.

Example: the Italian translators took the "Dumb" in Dumbledore- in the sense of lacking the power of speech- and rolled with it to create Professor Silente. However, Rowling later said in the interview she'd had an Old English word for a "humming insect" in mind, the headmaster in her mind wandering around the castle humming to himself, not silent at all. Rather than being a poor translation though, Dumbledore does keep things from Harry for the greater good in the series, leaving the surname Silente somewhat prophetic.

I may be in the minority here admittedly, but I recommend checking out his book, or books/articles like it, if you're a Harry Potter fan with even the teeniest interest in languages. Although actually the Spanish translations from what I remember seemed awfully literal which takes a lot of the fun out of it. Anyway, I leave you with two bits Fred&George hilarity for the price of one:

"How do you feel, George?"
"Saint-like," he murmured..."You see...I'm holy. Holey, Fred, geddit?"

"Come ti senti, Georgie?"
"Romano" mormorò..."Sai...mi sento un po' romano. Come il foro. Il foro, Fred, capito?"

-which could be translated:

"How do you feel, George?"
"Roman" he murmured..."You see...I feel a bit Roman. As in the Forum. The hole, Fred, geddit?"

What a pun-save.
Profile Image for Psicologorroico.
472 reviews43 followers
June 8, 2020
Saggio sulla traduzione italiana di Harry Potter: molto, molto interessante, ben scritto e scorrevole! Speravo durasse di più! :D
Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,210 reviews134 followers
July 11, 2015
Visto che ho deciso di passare il sabato pomeriggio distesa sul divano, questo libriccino mi ha fatto compagnia.

All'inizio Harry Potter non mi aveva conquistata. Dopo aver visto il primo film a causa di un patto con la mia ex migliore amica - io vengo a vedere Harry Potter con te, tu viene a vedere Atlantis con me - ho recuperato i primi tre volumi e li ho divorati. Gli altri li ho letti direttamente in inglese appena usciti. Ho quindi una confusione di nomi in testa che metà basterebbe.

Ho fatto qualche studio di traduttologia nella mia carriera universitaria e ho cercato di leggere Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione ma l'ho piantato, nonostante fosse un testo d'esame, quindi buona parte dei concetti che l'autrice ha presentato mi erano familiari.

Oltre ad essere un testo di traduttologia, però, questo è anche un atto d'amore nei confronti dell'intera saga e mi ha permesso sia di scoprire un sacco di cose interessanti sull'origine di determinati nomi, sia di riflettere su cose a cui non avevo mai pensato, come il modo in cui l'inglese accentato di Fleur e Viktor viene tradotto in italiano.

Da un lato, questo libro rafforza anche la mia decisione di leggere in originale ogni volta che posso. Perché così sono responsabile dei miei errori. Ovviamente ci saranno un sacco di riferimenti che mi scapperanno, però non dovrò dipendere da qualcuno che ha pensato al posto mio. Dopotutto, il motto dei friulani è «Fasin di be soi!» (Facciamo da soli).

Perché sì, caspita, moltissimi referenze mi sono scappate quando ho letto HP in italiano. Quindi è ovvio che perderò anche quelle in inglese. Lo cosa mi rode ma credo sia tipico di chi studia lingue: questa tendenza a voler conoscere una lingua sempre meglio, a padroneggiarla come un madrelingua, anche se poi è un traguardo che non si raggiungerà mai.

Una cosa che mi ha colpito particolarmente è stata la collaborazione nulla della Rowling nelle traduzioni. Già io della tipa non ho mai avuto un'altissima opinione (è una di quelle persone che mi sono state antipatiche d'istinto) e questo suo trascurare i traduttori non gioca a suo favore. Insomma, ha studiato letteratura francese all'uni, vuoi che non abbia capito il ruolo che i traduttori giocano nel portare un romanzo fuori dai confini. E questo suo modo di fare è diametralmente opposto a quello che Eco descrive in Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione: il semiologo ha sempre collaborato strettamente con i suoi traduttori e nel libro riporta parecchi esempi.

Comunque il libro è utilissimo per riflettere sulla lingua italiana e sul mondo dei traduttori ed è anche molto scorrevole.
Profile Image for Georgiana 1792.
2,425 reviews165 followers
October 16, 2013
Tradurre la saga dei romanzi di Harry Potter si può rivelare una vera e propria sfida, anche perché, al contrario di altri romanzi fantasy meno noti, si hanno gli occhi di centinaia di migliaia di fan puntati addosso, pronti a giudicare ogni minimo errore.

Un traduttore deve saper fare molti mestieri. Dev’essere un linguista e critico letterario, per apprezzare pienamente la ricchezza del testo così da poterla rendere in un’altra lingua: dev’essere scrittore, per dar vita a una prosa non meno scorrevole dell’originale; dev’essere redattore, per individuare i punti in cui il testo “scorre male” se tradotto letteralmente, e in cui quindi chi traduce può e deve prendersi qualche libertà interpretativa. Dunque, per rendere giustizia al lavoro di un traduttore bisogna valutarlo in base ad una molteplicità di fattori e variabili.

Queste sono le parole con cui Ilaria Katerinov apre la conclusione di questo breve ed appassionante saggio sulle scelte operate dalle traduttrici italiane di Harry Potter, che si sono trovate davanti ad una serie di romanzi molto complessi dal punto di vista linguistico. Non perché l’autrice della serie, J. K. Rowling, utilizzi una prosa altamente complessa, anzi. Piuttosto perché Harry Potter è ricco di nomi “parlanti”, nomi cioè che hanno un significato intrinseco, di giochi di parole e di riferimenti che un lettore con un retaggio culturale differente da quello anglosassone difficilmente riuscirebbe a cogliere. Pertanto un traduttore dovrebbe innanzitutto cogliere ogni sfumatura di significato (compito assai arduo), e poi decidere cosa tradurre, come tradurlo e, nel caso di nomi che hanno più di un significato, scegliere quale di essi sia più giusto privilegiare (e talvolta azzeccare il significato migliore a priori è solo una questione di fortuna).

La Katerinov, lungi dal criticare le scelte delle traduttrici, Marina Astrologo dei primi due, Beatrice Masini del terzo, del quarto e del sesto (e dei due ‘companion-books’: Il Quiddich attraverso i secoli e Gli animali fantastici: dove trovarli) e sempre Beatrice Masini coadiuvata da Valentina Daniele e Angela Ragusa per il quinto, si limita a farci notare in questo libro le scelte che esse hanno fatto: alcune rivelatesi felici, e altre meno, quando, come è naturale per qualsiasi libro che sia stato tradotto in tempi brevi, esse sono incappate in qualche errore – cosa peraltro naturalissima per ogni essere umano – e da cosa tale errore sia stato generato.

Ecco quindi come abbiamo pensato di procedere: proveremo a metterci nei panni di un traduttore per riflettere sulle difficoltà connesse a un’impresa così vasta e complessa. Proporremo anche, a volte, traduzioni “alternative”: non necessariamente migliori, ma testimonianza del fatto che ogni scelta traduttiva non può che risentire della sensibilità personale e del gusto del traduttore.

Il tutto tenendo presente che Lucchetti babbani e medaglioni magici è stato scritto dopo la pubblicazione in lingua inglese del settimo ed ultimo romanzo della serie (ma non della sua traduzione italiana), per cui Ilaria Katerinov poteva valutare ‘col senno di poi’ ogni sfumatura della traduzione, mentre le traduttrici sono dovute andare un po’ a naso in tutto l’arco delle pubblicazioni, data la segretezza di cui J. K. Rowling ha ammantato ogni volume dell’eptalogia.

Infatti due fattori fondamentali compromettevano una traduzione precisa e puntuale da parte di qualsivoglia traduttore: il primo è appunto la segretezza e la mancanza di indicazioni e di indizi da parte della Rowling, per cui un personaggio o un particolare apparentemente insignificante nel capitolo in cui compare, potrebbe diventare fondamentale in uno dei capitoli successivi; il secondo è il fattore tempo: la richiesta da parte dei fan di una traduzione tempestiva, a breve distanza dall’uscita in lingua originale, tenendo presente che la Rowling non forniva alle case editrici straniere alcuna copia del manoscritto prima che avvenisse la pubblicazione in lingua inglese. Questo ha portato al proliferare in rete di numerose traduzioni pirata dei romanzi, che hanno costretto le case editrici a stringere i tempi di traduzione/pubblicazione, con conseguente aumento del rischio di errore.

La casa editrice Salani ha per ben due volte indetto una sorta di concorso per dare ai lettori la possibilità di scegliere democraticamente la traduzione più calzante per alcuni nomi. La prima volta nel 2000, con Il Calice di fuoco, la seconda volta in occasione dell’uscita dell’ultimo romanzo della serie.

Il rischio concreto di questo “esperimento di traduzione democratica” era quello di affidare ai lettori un compito che spettava ad un professionista con una conoscenza perfetta della lingua inglese; si è finito inevitabilmente per scontentare la maggioranza dei fan. Forse è per questo motivo che la politica editoriale che ha guidato la traduzione del libro successivo, il quinto, è stata quella di lasciare immutati quasi tutti i nomi.

Il titolo del saggio è un esempio di traduzione frettolosa, una probabile distrazione: nel sesto capitolo, L’Ordine della Fenice, la traduttrice, distratta forse dal contesto (si parlava di un oggetto che non si riusciva ad aprire), ha tradotto la parola locket con lucchetto anziché con medaglione (il suo corretto significato). La Katerinov ha poi giocato sul significato di ‘babbano’ e ‘magico’ per enfatizzare quale delle due parole costituisse la traduzione corretta (e trattandosi di Harry Potter la traduzione magica è ‘in’, quella babbana è ‘out’).

Interessanti sono i confronti con le traduzioni in altre lingue: sebbene le versioni italiane di Harry Potter si siano fatte attendere più a lungo, ci sono state nazioni in cui la qualità della traduzione ha notevolmente lasciato a desiderare. Addirittura ci sono state opinabili ‘traduzioni’ dal British English all’American English!

Simili operazioni privano il lettore americano del confronto, che avrebbe peraltro un elevato valore educativo, con una cultura diversa dalla propria. Il significato della maggior parte delle parole sostituite, a parte forse l’ambiguità jumper/sweater, era perfettamente deducibile dal contesto. E infatti l’operazione condotta dalla Scholastic ha suscitato non poche critiche, sia negli Stati Uniti sia fuori. Un editoriale del “New York Times” è giunto ad accusare la casa editrice di “contribuire all’istupidimento della società americana” e non sono mancate le accuse di “imperialismo culturale”.

Il saggio di Ilaria Katerinov è interessantissimo ed assolutamente consigliato a chiunque volesse immergersi in una rilettura dell’intera eptalogia, soprattutto perché sarebbe inutile, per lettori che non hanno una perfetta padronanza della lingua inglese, intraprendere la lettura in lingua originale: come potrebbero cogliere le sfumature di significato che sono sfuggite persino alle traduttrici? (Anche se, nel loro caso, ciò potrebbe essere imputabile alla fretta). Invece, grazie alla Katerinov, anche i digiuni di lingua e di cultura anglosassone potrebbero affrontare consapevolmente una rilettura.

Per chi invece si accinge a leggere per la prima volta la serie, Salani, ora che ogni mistero è stato svelato, essendo a conoscenza della valenza di ogni minimo dettaglio, si è impegnata per una nuova edizione dell’intera saga, a cura di Stefano Bartezzaghi, linguista appassionato della serie di Harry Potter, coadiuvato da un vero e proprio comitato scientifico composto dall'editor Viola Cagninelli, da Marina Astrologo e Beatrice Masini, che hanno tradotto rispettivamente i primi due e gli altri cinque volumi; dalle due editor che hanno curato i sette volumi per Salani, Serena Daniele e Daniela Gamba; dalla curatrice del sito di Harry Potter, Maria De Toni; dalla presidente della Società Nazionale Harry Potter, Laura Faggioli; dall'autore dello studio Harry Potter e la filosofia, Simone Regazzoni; dal presidente di Salani, Luigi Spagnol e dal direttore editoriale, Mariagrazia Mazzitelli.

Bartezzaghi ha dichiarato:

"Sono stato un appassionato di Harry Potter già dalla prima ora, lo sono stato fino all’ultima pagina. All’inizio sembrava una bellissima storia per ragazzi; alla fine del settimo volume, era un’opera diversa, i cui personaggi erano cresciuti assieme ai loro lettori. Neville Paciock era il nome giusto per il ragazzino pasticcione dell’inizio, non certo per il coraggioso eroe del settimo volume, nonché futuro professore di Erbologia… Fare questi cambiamenti mi è perciò parso come restituire al testo qualcosa che gli era dovuto".

Il primo volume Harry Potter e la pietra filosofale è stato pubblicato da Salani ad Aprile 2011, con la nuova copertina di Clare Melinsky, voluta dalla stessa J. K. Rowling (che ha scritto il nome ‘Harry Potter’ di suo pugno), che aveva espresso dei dubbi sulla pur bella ma troppo infantile e poco coerente copertina realizzata da Serena Riglietti.

L’ufficio stampa di Salani ha dichiarato:

Ogni dettaglio è stato rivisto e considerato con attenzione perché la nuova edizione di Harry Potter e la pietra filosofale fosse più vicina allo spirito dell’originale, nel rispetto di quello che è ormai diventato un grande classico dei nostri tempi.

Tuttavia, tornando ai dubbi espressi da Ilaria Katerinov in Lucchetti babbani e medaglioni magici e valutando l’elevato numero di versioni a cui si presta un classico della letteratura, a maggior ragione della letteratura fantasy, possiamo dire che, seppur ottima, ogni traduzione ha un valore soggettivo e non oggettivo; ma purtroppo, quando è impossibile leggere un libro in lingua originale e riuscire a cogliere il suo giusto spirito, bisogna affidarsi a dei professionisti. E Salani in questo senso sta facendo tutto ciò che è in suo potere per garantirci la migliore versione in lingua non-originale.

Puoi leggere l'articolo completo QUI:

http://greenyellowale.blogspot.it/201...
Profile Image for alice.
188 reviews9 followers
January 10, 2013
Il mio inglese è decisamente scarno, posso sopravvivere se vengo abbandonata in Inghilterra, ma riuscire a leggere e a capire libri in inglese.. no!
Questo libro è stato davvero interessante. Mi ha fatto capire quanto davvero perdiamo a leggere libri stranieri e quanto di diverso ci sia tra due paesi oltre alla lingua.
Di sicuro ci sono cose che ricorderò: bogey, blimey, geroff, wotcher...
il vero peccato è sicuramente per il caso "Mezzosangue". anche nel libro l'accusa Mezzosangue a Hermione non mi tornava affatto!! Lei non era una Mezzosangue... tecnicamente era proprio una Non-sangue!!! Non ne ha nemmeno una goccia di sangue Babbano!!
La distinzione della Rowling era ovviamente più precisa. E questo libro mi ha fatto capire che alcune cose inspiegabili nei nostri libri hanno, in realtà, una spiegazione ^^
Profile Image for Ornella.
188 reviews25 followers
September 15, 2023
Anche 4,5 in realtà.
Si tratta di un saggio divulgativo di semplice comprensione per i non addetti ai lavori, ma ovviamente per chi ha letto tutti i libri di Harry Potter.
L'autrice analizza le sfide traduttive che la resa in italiano della saga ha comportato, le scelte effettuate dai traduttori e gli errori commessi, nonché le relative plausibili cause e le possibili soluzioni alternative. Io sono stata anche fortunata ad aver casualmente comprato e letto l'edizione più recente e aggiornata in seguito alla ritraduzione della saga pubblicata da Salani.

Dal libro emerge la passione per la storia di Harry Potter e l'autrice non muove critiche sterili o gratuite ma pone l'attenzione sulla difficoltà che il mestiere del traduttore presenta: raggiungere un compromesso tra la creazione di un libro perfettamente adatto al nuovo pubblico destinatario dell'opera e la fedeltà alle intenzioni dell'autore del testo di origine e alla caratteristiche tecniche, linguistiche, lessicali e musicali del libro originale.
È stata una lettura soddisfacente e appassionante.
Profile Image for Andre iread.
82 reviews15 followers
June 3, 2021
Davvero molto interessante ed esaustivo!
Profile Image for Lupurk.
1,110 reviews35 followers
February 16, 2022
Un'affascinante lettura per chi ha adorato la serie di Harry Potter, per chi in questi anni si è chiesto il perché di certe scelte di traduzione e per chi ha semplicemente interesse in questa difficilissima attività.
Un bel saggio in cui la traduzione dei primi sei libri della saga viene analizzata senza condanne e senza giustificazioni, ma con un'occhio attento alle difficoltà incontrate e superate in alcuni casi con successo, in altri con scelte poco fortunate. Non nego che, se da una parte mi piacerebbe moltissimo riuscire a fare la traduttrice, dall'altra tutte le trappole che si incontrano nel rendere un testo in un'altra lingua e, soprattutto, in un'altra cultura, mi spaventano un po'.
Profile Image for elena.
69 reviews3 followers
September 13, 2018
Ho dato 4 stelle anziché 5 perché, pur essendo un libro basato su un'analisi linguistica e stilistica molto approfondita e ben curata che mi ha insegnato moltissime cose nuove e interessanti, mi ha lasciato perplessa in alcuni punti e mi trovo a non condividere alcune scelte traduttive delle nuove edizioni Salani, nonostante abbia ora compreso i ragionamenti che hanno portato a tali scelte.
Profile Image for SensationDaria.
333 reviews5 followers
January 27, 2020
In questo volumetto l'autrice guida il lettore in un piccolo viaggio filologico alla scoperta degli oneri e delle difficoltà di un traduttore davanti a un'opera così complessa come la saga di Harry Potter. Attraverso questo saggio prendiamo coscienza delle necessità che un traduttore deve affrontare e delle responsabilità a cui l'editore va in contro nel momento in cui compie determinate scelte. Da lettrice e da fan mi ero ovviamente fatta un'idea sentendo alcune delle modifiche apportate dalla nuova traduzione al testo, ma non avendo mai letto la saga in lingua originale (a parte i primi due) e comunque non avendo mai fatto un lavoro approfondito di confronto fra i testi, tante cose me le sono perse per strada. È difficile ritradurre una saga intera dopo che ne sono stati fatti anche dei film e che oramai da anni si associano certi nomi a certi personaggi, e bisogna tenere conto di questa continuità, ma se pensiamo al livello testuale forse sarebbe stato meglio mantenere tutti i nomi propri in lingua originale, come se ci pensiamo avviene quasi sempre nelle traduzioni. Ma ci sono molti altri aspetti che vengono considerati, come la questione dei dialetti di classe usati dalla Rowling e resi molto male in italiano; oppure parole tradotte in modo errato confondendone il significato originale. Gli aspetti che più mi hanno fatta arrabbiare sono stati il completo disinteresse della Rowling e del suo team nei confronti delle varie traduzioni dei romanzi e il ricorrere sa parte della Salani ai fan per tradurre certe parole. Questa lettura la consiglio assolutamente a tutti gli appassionati della saga!
Profile Image for Martina Ferraina.
32 reviews
May 2, 2018
Essendo allo stesso tempo una traduttrice e una fan della saga di Harry Potter da quando avevo sei anni, ho inevitabilmente trovato questo libro estremamente interessante e originale. Trovo sia molto difficile analizzare e mettere in discussione le scelte operate dai traduttori e dalla casa editrice nella pubblicazione di un libro, a maggior ragione se si tratta di opere che hanno un valore culturale ormai affermato, e Ilaria Katerinov secondo me ha fatto un ottimo lavoro: quella che presenta è un'analisi totalmente accessibile anche ai non addetti ai lavori, e anzi in alcuni punti mi sarebbe piaciuto un maggiore approfondimento tecnico, ma mi rendo conto che il target di questo testo non si limitava ai soli traduttori professionisti.
Il valore aggiunto di questo testo, per quanto mi riguarda, è la prospettiva nuova che fornisce sui libri della saga: come dicevo prima, Harry Potter è una parte integrante della cultura di una certa generazione, la mia, e mettere in discussione la propria prospettiva su questi testi è molto difficile. Eppure, grazie a questo libro, ho ri-scoperto degli elementi della storia e dello stile della Rowling che in tutti questi anni, e in tutte queste riletture periodiche, mi erano chissà come sfuggiti, e ora la apprezzo ancora di più (non credevo fosse possibile).
Profile Image for Alessandra.
572 reviews19 followers
March 18, 2018
Secondo Beatrice Masini, la traduzione dei libri di Harry Potter non sarebbe stata poi così difficile. Peccato che in realtà ci abbia infilato alcuni strafalcioni mica da ridere (il famoso lucchetto/medaglione, gli occhi verdi di Draco Malfoy, e altre amenità). Ma il vero "genio" era Marina Astrologo, a cui dobbiamo una serie di traduzioni di nomi propri a volte ridicole, (es. Neville Longbottom/Paciock e Gilderoy Lockhart/Allock), a volte inutili e/o incomprensibili (Terry Boot/Steeval; Susan Bones/Hossas; Parvati/Calì Patil; e i meravigliosi Professor Flitwick/Vitious e Binns/Ruf - quest'ultimo assolutamente mindboggling per me fino alla rivelazione di questo libro che "ruf" in dialetto milanese vuol dire immondizia. In dialetto milanese?? Ma pensa che i libri in Italia li leggano solo i meneghini?????)
Uno dei capolavori delle traduzioni ridicole, però, resta Rowena Ravenclaw/Priscilla Pecoranera. E visto che "Pecoranera" non aveva nessun senso, si è passati a Cosetta Corvonero. Cosetta, dritto dritto dai Miserabili di Victor Hugo. Non ci sono parole. Sorvoliamo su Orvoloson e Orfin Gaunt per non sparare sulla Croce Rossa.
Profile Image for Salvo Mannino.
2 reviews
August 29, 2021
Consiglio vivamente la lettura di questo testo a tutti i fan della saga. La Katerinov illustra in modo molto logico e strutturato tutte le sfide dietro la traduzione di un testo complesso come Harry Potter, dai nomi propri ai giochi di parole all'importanza di rendere giustizia ai dialoghi dialettali, tutte cose di cui la Rowling fa gran uso e che il lettore italiano purtroppo spesso non vede proprio a causa di una traduzione (la prima) piena di errori e incongruenze, alcune delle quali ma non tutte risolte con la seconda traduzione operata da Salani nel 2011. Con molta professionalità analizza però anche tutte le trovate geniali dei traduttori italiani nell'aver saputo trasporre nella nostra lingua in modo azzeccato tanti neologismi che caratterizzano il mondo magico. Molto interessante anche vedere come spesso anche gli altri paesi europei non siano stati anche loro tanto fortunati con le loro traduzioni.
Profile Image for Chris.
310 reviews1 follower
January 1, 2021
Avevo aspettative molto elevate nei confronti di questo volume, che sono ulteriormente lievitate anche a causa di una prolungata attesa sul ripiano della mia libreria. Posso dire che non sono state disattese: un saggio puntuale, equilibrato, ed evidentemente scritto da chi ha avuto e ha a cuore la saga. Uno spaccato onesto e appassionante per chiunque ami le lingue straniere e le sfide che pongono le traduzioni. Consigliatissimo.
Profile Image for Chiara Roscio.
58 reviews
August 15, 2024
Ottimo saggio sulla traduzione di una delle saghe più influenti degli ultimi vent'anni. L'autrice fa un eccellente lavoro nell'offrire considerazioni di ordine traduttivo mantenendo comunque alta l'attenzione di chi non è esperto del settore. Davvero un'interessante analisi comparativa fra le edizioni inglese e italiana, completata da un confronto fra la prima traduzione nostrana e la ritraduzione del 2011.
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books97 followers
January 12, 2017
Imperdibile per tutti coloro che hanno amato e amano Harry Potter. Consigliato a chi ha letto la saga tradotta in italiano e, magari, non ha avuto modo di prendere i volumi rivisti e corretti. Dopo aver letto questo approfondito e divertente saggio sui segreti della lingua e delle scelte stilistiche della Rowling, vi verrà voglia di rileggere tutti e sette i volumi in una nuova luce. E con nuovi spunti e suggestioni.
Consigliatissimo.
Displaying 1 - 18 of 18 reviews

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