Nell'immaginario occidentale, il Tibet è associato al volto sorridente del Dalai Lama, a film come Sette anni in Tibet, o alla tragedia dell'occupazione cinese consumatasi a partire dalla metà del XX secolo. Questo paese remoto e misterioso viene spesso percepito come il luogo per antonomasia della pace e dell'introspezione, della ricerca interiore. Tuttavia, talune di queste visioni, dove la storia si intreccia saldamente al mito, possono diventare una gabbia per i tibetani, e rischiano di nuocere alla conoscenza sia della loro cultura, e alla sua divulgazione, sia del loro travagliato passato, segnato da numerose invasioni, guerre e dominazioni straniere.
Una storia culturale? Una storia? Né l’una né l’altra. Più che altro questo volume è una sfilza di nomi e date in cui il lettore si ritrova lasciato a se stesso alla ricerca di un senso che fatica a trovare. Un libro che manca di una vera visione e che del Tibet spiega poco o nulla. A tratti ho avuto come l’impressione che il vero senso di questo libro fosse mostrare al lettore quanti nomi e date conoscesse l’autrice. E dopo 400 pagine non so praticamente niente delle tradizioni, della filosofia, dei riti del Tibet
Introduzione esaustiva e aggiornata sulla storia e civiltà tibetana. Lustro della tibetologia italiana contemporanea. Chiaro, esaustivo, intrigante. Interessante anche la de costruzione dell’immaginario fatato del falso Tibet!
Libro che copre oltre 1300 anni di storia, dalla dinastia Tür, all'espansione buddhista, fino all' invasione cinese e alla diaspora contemporanea. La scrittura semplice e scorrevole, arricchita da tantissime foto, non lo rende un libro pesante e si imparano davvero tantissime cose.