Serena Martini fa la chimica. E già questo basterebbe a riempirle le giornate, se non fosse che, fuori dal laboratorio, c’è anche una famiglia vivacemente assortita che reclama tempo, energie e pazienza. Quando una giovane architetto si presenta con una misteriosa polverina da analizzare con urgenza, Serena pensa di trovarsi davanti a uno dei tanti incarichi insoliti del mestiere. Peccato che la cliente sparisca senza saldare il conto. La donna si chiamava Chiara Sbrana. Serena ancora non lo sa, ma Chiara è morta, investita in una strada isolata. Incidente? Omicidio? Femminicidio? L’indagine finisce nelle mani di Corinna Stelea, intendente brillante, intuito da vendere, una statura da cestista e un grado che non rende giustizia alle sue capacità. Per Corinna il primo enigma è proprio quella polverina e la fretta con cui Chiara aveva voluto farla analizzare. Da qui nasce una collaborazione inevitabile con Serena, che alla curiosità naturale affianca la competenza della scienziata. Un’indagine condotta a quattro mani, anche se spesso a distanza, tra intuizioni, esperimenti e rischi sempre più concreti. A complicare il quadro ci pensano una misteriosa «buona notizia» promessa alla madre poco prima della morte, un appartamento che nasconde molto più di quanto sembri, telefonate insistenti e una catena di indizi che, invece di restringere il campo, lo allarga. Nel terzo romanzo della serie con Serena Martini e Corinna Stelea, gli autori intrecciano il piacere dell’indagine su un delitto con quello della scoperta. Il giallo procede attraverso una trama ricca di dettagli che, come in una reazione chimica ben riuscita, trovano il loro equilibrio solo alla fine. Il tutto è raccontato con un’ironia leggera, mai gratuita, e con uno sguardo attento ai personaggi, senza rinunciare al gusto per il sapere: chimica, diritto, tecnica pittorica, scienza dei materiali – persino la sorprendente resistenza della seta – diventano parte integrante del racconto, perché spiegano, incuriosiscono e, soprattutto, ricordano che la conoscenza può essere una forma di meraviglia.
Troppe digressioni, spesso forzate. E due uscite poco felici: 1) sull'intelligenza degli statunitensi 2) sull'intelligenza delle fotomodelle Sapere tante cose non rende persone migliori.
Titolo : La scala di seta- Autori : Marco Malvaldi -Samantha Bruzzone – Editore : Sellerio – Data di pubblicazione : 8 settembre 2026 – pagine: 336 – prezzo : 16,00 Trama Serena Martini, chimica di professione, sommelier per passione e doti naturali, mamma perennemente indaffarata in mille occupazioni diverse. Corinna Stelea, sovrintendente di polizia con un forte senso del dovere, un metro e novanta di professionalità e tenacia. Le loro strade, in un modo o nell’altro, finiscono per intrecciarsi e convergere in irresistibili avventure investigative, in questo caso radicate in un passato molto remoto. È morta Chiara Sbrana. Investita sulle strisce pedonali, non è mai stato trovato il pirata della strada, ma ci sono forti sospetti, fortissimi, che il responsabile sia il fidanzato Gregorio. Chiara lavorava per uno studio di architetti specializzato in ristrutturazioni e prima di rimanere vittima dell’incidente si era rivolta a Serena, da poco titolare di un nuovo laboratorio di consulenza chimica, per far analizzare dell’intonaco. Per vederci chiaro in questa morte incomprensibile Corinna ha ancora bisogno della sua amica. Tanto più che il particolare dell’intonaco alimenta il sospetto che la morte abbia a che fare, più che con il fidanzato, con il lavoro della vittima, in particolare con un appartamento da ristrutturare in centro storico a Pisa, appartenuto alla fine degli anni Ottanta a Giulio, studente universitario con una storia piuttosto triste: una vita sregolata in conflitto con i genitori, droga, sesso e una morte per AIDS, ma guai a parlarne in famiglia. Il fratello Alberto ora vuole liberarsi del passato di Giulio, macchiato, agli occhi del padre, dalla colpa di essere gay, e dell’appartamento ereditato. Ma l’immobile, all’interno di un palazzo del Trecento nel quale per anni ha abitato l’artista Benozzo Gozzoli, nasconde con ogni probabilità tesori di valore inestimabile. Forse i sospetti di Corinna non sono poi così insensati, e Serena e le sue indagini chimiche unite al fiuto formidabile come sempre le saranno di vero aiuto. Recensione La terza indagine della colorita coppia formata dalla chimica Serena Martini e dalla sovrintendente Corinna Stelea non mi ha convinto. Anzi, a essere sinceri, questo terzo capitolo è forse il più deludente dei tre.
Il duo letterario composto da Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone, coppia anche nella vita, mette al centro della trama un omicidio. I due romanzi precedenti, però, erano più diretti e chiari, privi di sottostorie, mentre stavolta la formula non scorre allo stesso modo. La lettura risulta meno fluida a causa dei troppi intermezzi: dalle spiegazioni di Corinna sulla procedura penale e sull'indagine giudiziaria, fino agli approfondimenti su chimica, musica e sulle vicende del figlio di Serena.
Non mancano i punti a favore. L'ironia pisana e il rapporto complementare tra Corinna e Serena si confermano solidi, e lo stile dei due autori resta lineare e comprensibile anche per il lettore medio.
Anche il titolo, La scala di seta, richiama l'opera di Rossini e l'idea che un'invenzione o un'opera non siano un unicum, ma si scompongano in più parti. Suggerirebbe una chiave di lettura affascinante. Lo stesso metodo d'indagine scientifica (come l'analisi della vernice e dell'intonaco) richiede di guardare le cose da una prospettiva diversa, senza fermarsi al singolo particolare.
Tuttavia è proprio qui che il meccanismo si inceppa: la narrazione si perde in queste digressioni, allungando il brodo. La sensazione è che la soluzione del caso, affidata alla scoperta di un QHS originale per certi versi ma macchinosa, sarebbe potuta arrivare molto prima. Ne risulta un impianto poco armonioso tra le varie scale e i diversi livelli della storia, che lascia complessivamente l'amaro in bocca.
Malvaldi mi è piaciuto come scrittore sin dalla prima riga che ho letto di lui, ma quando non racconta di Massimo Viviani e dei "Bimbi" (i Vecchietti attempati) perde la verve umoristica e diventa un bravo - ma non eccelso - narratore. Dico narratore e non giallista perché i suoi scritti gialli mettono quasi sempre "il caso" in secondo piano, preferendo le descrizioni socio-etnologiche della provincia toscana (per la precisione: le provincie di Pisa e Livorno, unite da vincoli geografici di vicinanza e da profondo odio campanilisitco).
In questa serie scritta con la moglie questo si avverte in maniera lampante, ma in questo romanzo in modo particolare.
Il "caso" è - sulla carta - interessantissimo e pieno di spunti, ma non ne viene esplorato mezzo. E sì che tra palazzi del '300, morti sospette negli anni '60, retate di trans, pagamenti non pervenuti e valigette scomparse che non lo erano di possibili spunti - comici e meno comici - c'era una lista chilometrica. Invece Malvald e consorte si limitano a siparietti comici ammuffiti, qualche macchietta ben congegnata e una risoluzione troppo rapida e troppo poco convincente dell'intera vicenda. Come se, una volta raggiunto il numero di pagine contrattato con Sellerio, avessero deciso di tirare le fila il più rapidamente possibile e mandare in stampa il manoscritto.
Stesso ragionamento vale per il titolo, che riprende quello di una farsa di Rossini ma che non ha attinenza alcuna con la soluzione deil caso: semplicemente il figlio di Serena suona per il suo canale social un'aria dell'opera, ma se avesse scelto di suonare l'Ouvertour del Gugliemo Tell non sarebbe cambiato nulla. Come suo solito Malvaldi vuol dare sfoggio di nozionistica, ma con i personaggi di Corinna e di Serena non gli riesce bene come con Massimo il barrista.
Se usciranno altri titol di questa serie, è ovvio, li leggerò, perché sono comunque personaggi simpatici e riescono a strappare un sorriso. Spero però che nel prossimo arrivi qualche novità a dare una svolta, altrimenti le storie rimarrano sempre deludenti.
Come si fa a non comprare un libro dove ci sono chimica, giallo e arte quando lo vedi lì, tra i libri in vendita, mentre sei in attesa di salire in aereo? Sapevo di andare sul sicuro, adesso però devo recuperare i primi due che mi ero persa