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Homo pluralis: Essere umani nell'era tecnologica

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Mercati finanziari automatizzati; relazioni umane mediate dai like su Facebook; un flusso d’informazioni incessante e invadente; protesi digitali che arricchiscono l’esperienza. Le macchine sembrano conquistare funzioni sempre più autonome dall’intervento dell’uomo, e le piattaforme online sulle quali ci informiamo e coordiniamo impongono i loro algoritmi, mentre raccolgono e analizzano enormi quantità di dati imparando dagli utenti. È una dinamica evolutiva digitale che richiede un drastico adattamento culturale. Con Homo pluralis Luca De Biase propone un approccio all’infosfera che supera la contrapposizione tra ottimismo tecnofilo e allarmismo neoluddista, e riconosce la necessità per l’uomo di diventare cittadino consapevole di questo nuovo ambiente digitale, imponendo la propria creatività, intelligenza e senso etico, e conquistando così una dimensione più autentica.

219 pages, Paperback

First published February 19, 2015

29 people want to read

About the author

Luca De Biase

25 books3 followers

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Emanuela.
Author 4 books82 followers
March 31, 2015
Innanzi tutto è u libro che richiede molta attenzione. Questo un po' per la densità concettuale dei contenuti, un po' anche perché lo stile, proprio per la caratteristica precedente, risulta carico di termini che necessitano il tempo mentale per creare le immagini corrispondenti per cui, spesso, bisogna ritornare a rileggere il periodo. Certe parti, almeno quelle iniziali, avrebbero avuto bisogno di uno sviluppo più ampio.

Fatta questa personale valutazione, il libro è veramente molto interessante perché si ripropone un'analisi dello stato dell'arte della rete, toccando diversi ambiti che corrispondono ai titoli di nomi e attributi dati ai capitoli: rete, evoluzione, collettivi, tecnosociali, plurali, umani, sostenibili.
La prospettiva è critica, nel senso di focalizzare il periodo di svolta e di scelte attuali che potrebbero oscillare, o verso una privatizzazione e aziendalizzazione o mantenere la caratteristica della rete, almeno iniziale, come luogo comune, fruibile da tutti e utile a tutti.

L'autore dà alcune indicazioni, non tanto operative, quanto delle "vision", usando spesso metafore efficaci, per propendere ancora verso la seconda opportunità che la nostra società non deve lasciarsi sfuggire.

Riferimenti anche al mondo "education" in particolare con l'analisi dei big data dei MOOCs con i quali migliorare l'efficacia dell'apprendimento e avvicinarsi, nonostante il numero elevato dei corsisti, a proposte personalizzate in linea con gli stili di apprendimento di ciascuno. Da tempo, infatti, mi chiedevo se l'analisi dei big data servisse solo a vendere spazzole.
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
December 21, 2016
Apprezzo il tentativo di affrontare un argomento così complesso. La sensazione però è che in assenza di una mappa precisa, De Biase spesso cammini in territori inesplorati senza aver chiara una meta. Avrei apprezzato più narrazione, perché solo le narrazioni hanno il potere di aiutarci a percepire il mondo. De Biase invece sceglie di ridurre al minimo le narrazioni (sebbene vi siano alcuni interessanti spunti di “cose nuove” che non conoscevo) e adotta un approccio più vicino alla filosofia, discettando di definizioni, modelli e paradigmi. Il risultato è un libro freddo, poco comprensibile e poco intrigante. La sensazione è che l’autore sia partito con una bella idea, quasi un’inchiesta giornalistica, e si sia arenato strada facendo per la difficoltà di dare un senso a quello che stava vedendo. Forse perché le contraddizioni a cui stiamo assistendo non possono essere “ridotte” dentro a uno o più modelli, e forse questo tentativo anziché renderle più leggibili non permette di coglierne la portata.
Profile Image for Omar Venturi.
51 reviews9 followers
June 17, 2017
Ho trovato questo libro molto interessante ed attuale. Descrive la scena delle piattaforme web (facebook, google ed altre in generale) senza entrare minimamente in dettagli tecnici o soffermarsi su una piattaforma in particolare ed analizza dal punto di vista tecnologico, economico ed ecologico (nel libro questi tre punti di vista sono spesso richiamati) la loro evoluzione e l'impatto che hanno ed avranno sull'uomo come individuo e come pluralità.
Dovendo citare un punto del libro, citerei il capitolo conclusivo (la postfazione) il cui inizio sembra parlare di altro (biografia di Steve Jobs e Elon Musk) ricollegandosi poi perfettamente a tutto il resto e ponendo l'accento sul controllo che abbiamo (consapevolmente o meno) sulla nostra vita - o sulla nostra autobiografia.
Mi piacerà ricordare in particolare il passaggio nella postfazione nel quale si parla della difficoltà di scrivere l'autobiografia di re Luigi IX (1214-1270) rispetto alla verifica delle fonti. "la molteplicità delle fonti storiche [...] non semplifica il compito del biografo [...] non solo perchè le fonti vanno messe a confronto per decidere quali fatti sono provati e quali no [...] ma anche e soprattutto perchè le fonti contemporanee al re [...] influenzavano [...] le scelte del protagonista della vicenda".
Questa riflessione si collega al contesto odierno in cui ognuno di noi, vivendo in un mondo tecnologico, deve rendersi conto di quanto "scrive consapevolmente" la propria autobiografia (ossia vive la propria vita con decisioni consapevoli) e di quanto gli algoritmi che fanno muovere le piattaforme tecnologiche che utilizziamo e che registrano ogni nostra azione (piattaforme che sono ormai pervasive indipendentemente dalla nostra predisposizione ad utilizzare i social network, vedi ad esempio i sistemi che controllano le carte di credito) quanto questi algoritmi dicevo influenzano le nostre azioni, così come le fonti contemporanee al re influenzavano le sue e così come, in generale, il contesto in cui viviamo influenza le nostre azioni.

Quattro stelle perchè in alcuni passaggi il testo non è troppo scorrevole. Ma in generale assolutamente consigliato.
Profile Image for sus ⊹⟡₊⋆∘.
212 reviews1 follower
December 23, 2022
Il problema penso sia che non sono abbastanza intelligente per apprezzare questa tipologia di libri
Profile Image for Angelo Ventriglia.
10 reviews7 followers
October 3, 2015
Inizio subito col riconoscere che mi ha "folgorato" meno di Cambiare pagina. Ma è pur vero che intanto sono passati 4 anni e nel 2011 l'ecosistema digitale era molto meno "squilibrato" rispetto a oggi (a mio parere).

Stavolta però c'è molta riflessione e meno visione o suggestione, al centro c'è l'uomo e non i media, lo sguardo è più rivolto alla vita sociale che alla "sfera pubblica". E inevitabilmente a fine lettura si esce meno ottimisti e meno compiaciuti.

Detto questo, oltre al concetto di pluralità in generale ho apprezzato e condiviso tanto il ragionamento sul rapporto tra persone e piattaforma/codice, secondo me centrale, e in particolare quanto l'autore scrive tra pag. 109 e 115, nel paragrafo "Internet fra due culture", e tra pag. 157 e 162, in "La forza culturale e dunque etica del software".

Un passaggio illuminante su tutti: "il computer è la bicicletta del cervello. Come una bicicletta non è fatta solo per andare da Cupertino a Palo Alto, così un computer non è fatto per svolgere una sola funzione cerebrale, ma per consentire agli utenti di stupire i suoi progettisti con le mille idee impreviste che svilupperanno. Purché il computer sia facile da usare". C'entra Steve Jobs ed è pagina 41 ;)

Infine, piccolo aneddoto sull'acquisto: può sembrare incredibile, ma a luglio una copia del libro era disponibile al Libraccio di Milano, tra quelli usati a metà prezzo (ma la copia era come nuova!). Io e Alessandra non abbiamo resistito, anche se molto contrariati.
Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 75 books147 followers
August 30, 2015
L'"uomo plurale", secondo Luca De Biase, è è quello che aumenta il suo essere uomo interagendo con le altre persone. In questo ultimo suo libro raccoglie una grande quantità di idee espresse in rete e fuori in questi ultimi decenni e le legge sotto questo punto di vista. Attenzione: la cosiddetta intelligenza collettiva non è quella emergente che siamo soliti associare a formiche e api, dove il comportamento essenzialmente stupido dei singoli individui risulta in un comportamento intelligente dell'insieme. De Biase nota come il (piccolo) gruppo di persone possa risultare più intelligente dell'individuo migliore del gruppo stesso: ma questo capita solo se all'interno del gruppo c'è diversità di opinioni, oltre che ovviamente propensione all'ascolto. Queta è per lui la "narrazione ecologista", che si contrappone a quella finanziaria ("il mercato si regola da solo") e a quella tecnologica ("una volta definito il problema, gli scienziati riescono prima o poi a trovare una soluzione") che si sono entrambe rivelate perdenti. Il guaio è che un modello ecologista non è affatto facile: il successo di Facebook è dovuto alla seplicità d'uso - puoi fare poche cose - e al dominio del like che tende a achiudere le persone in un orticello con quelli che la pensano come loro ed eliminare così la diversità. Solo pochi "cavalieri dell'internet", con una bella metafora medievale, cercano dei nuovi modelli, ma la cosa non è semplice: De Biase, da buon giornalista, non dà risposte ma si limita a raccogliere e presentare la situazione.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
September 4, 2017
Come spesso accade, i testi italiani dedicati alla tecnologia si limitano a fare i punto del dibattito internazionale (prevalentemente statunitense). Il libro di De Biase non fa eccezion e procede con una serie di citazioni da testi degli ultimi 4-5 anni che chiunque segua questi temi grosso modo conoscerà già. L'approccio è giornalistico e aggiunge poco di nuovo sul tema. Per chi sia però a digiuno di questi temi è senz'altro caldamente consigliato.
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