Pioneer, Go Home! ranks among the most entertaining of Powell's 19 published novels. Originally released by Scribner's in 1959, it was the immediate follow-up to the author's best-known novel, The Philadelphian. Like its predecessor, Pioneer received rave reviews, spent weeks on the New York Times bestseller list, and was made into a popular movie (1962's Follow That Dream starring Elvis Presley). The similarities end there, for with the new novel Powell chose satirical comedy over high drama with frequently sidesplitting results. Pioneer, Go Home! relates the adventures of the Kwimpers, a motley clan of New Jersey Pineys who break down on the side of a southern highway project and decide to claim squatter's rights. Call them hicks or bumpkins, if you like, but these Kwimpers are a heap more resourceful than most folks give them credit for and at least ten times as stubborn! When the government orders them to vacate, Pop Kwimper gets his dander up and the die is cast. Hilarity ensues as the family defends its humble homestead against a massed onslaught of conniving bureaucrats, Mother Nature, and the mob. This warm and witty satire of little man versus Big Gummint features a fast-paced story, a wonderful cast of characters, and dozens of memorable, laugh-out-loud moments. You can't help but cheer for the heroic Kwimpers as they thumb their noses at the authorities, make a living off the land, and stand up to gun-happy gamblers. Meantime, young Toby Kwimper (he has the strength of a giant because his heart is pure) and the babysitter, the remarkable Holly Jones, find the time to fall in love though it takes Toby some time to realize that Holly is real growed up. Fish and fishing are recurring themes in many of Richard Powell's novels, and there's plenty of both to go around in Pioneer, Go Home!.
Titolo originale “Pioneer, go home!” Sono stati al sud per una villeggiatura e stanno tornando su, nel New Jersey, dove il signor Kwimper intende lavorare un po’ per avere nuovamente diritto alla disoccupazione ed essere in regola per la pensione. Il cartello sullo steccato di sbarramento recita “Assolutamente vietato il transito al pubblico”. “Ma dopo tanti anni che prendeva l’indennità di disoccupazione e l’assistenza per i figli a carico e tutta quell’altra roba papà mica si considerava il Pubblico”. Se non ci si considera il Pubblico, il divieto non ha alcun valore. Si passa a fianco della barriera e si marcia sulla nuova via. fino a quando il carburante finisce e la macchina si ferma. A quel punto non rimane che sistemarsi, organizzarsi e, perché no, sognare un mondo diverso. «Chissà che tipo di mondo cercheremmo di rifare,» disse Holly con quella sua aria di tizia che sta sognando. «Vorremmo cambiarlo molto?» Fu una domanda che ci diede da ponzare. Mica era una cosa facile trovare i cambiamenti che uno poteva desiderare. Togliere di mezzo quegli involti di cellofan che uno non riesce mai ad aprire? Far sparire le macchine che filano a cento all’ora e i coltelli a serramanico e i juke boxe che urlano a tutto volume? E far venire un governo grosso incaricato di badare alla gente piccola o della gente grossa incaricata di badare a un governo piccolo? A pensarci bene capii di non aver abbastanza cervello per capire cos’avrebbe voluto il resto dell’umanità e conclusi che non mi sarei fidato a cambiare lo stato delle cose solo in base alla mia parola. Se non cambiano il mondo, ne creano uno nuovo. Tutto loro. “È come essere pionieri” afferma entusiasta Holly. Papà Kwimper frena: «Non voglio che nessuno ci rimproveri d’aver voltato le spalle al governo per metterci a fare i pionieri. Se tutti quelli che gli salta in testa si mettono a fare i pionieri, dove finisce il governo?». Già, dove finisce? E s’ingegnano i Kwimper, s’inventano un’attività, perché alla fine qualcuno arriverà anche da quelle parti, no? E se servono soldi, basta tornare nel “vecchio mondo” e trovare una banca. Che ci vuole! “Quando avete bisogno di soldi da una banca tutto quello che vi occorre è di essere uno che merita tutta la fiducia di questo mondo oppure uno che non ne merita neanche un po’, e io dico che se la maggior parte della gente non ottiene niente è proprio perché sono tutti a metà strada”. E prosegue l’avventura. Lo sgrammaticato e semplice Toby, col suo stupefacente (e talvolta irritante) candore, con quella capacità di vedere il buono anche dove il buono non c’è, ci pone di fronte a uno specchio, oltre il quale si apre un mondo diverso. «A questo mondo c’è anche quella cosa che si chiama sentimento». Con un po’ di coraggio, anche noi possiamo scegliere da quale parte stare.
Grottesco, surreale, insolente, velatamente anarchicheggiante. Una critica alla società, al sistema sociale, politico, economico, burocratico. Americano, certo. Degli anni ’50, certo. Così lontano da oggi? Così lontano da noi?
Lettura leggera, ma non banale. Sulle righe si sorride, fra le righe si riflette. Direi che per un libro leggero non è poca cosa.
Non è un capolavoro, certo. Ma è un libro fresco e divertente che in modo semplice fa riflettere e ridere. La famiglia Kwimper del New Jersey, composta di un padre che non ha mai lavorato ma sempre goduto del sussidio statale, due gemelli pestiferi e la loro baby sitter e da Toby, aitante ventenne scartato dall’esercito americano con una pensione di invalidità, una famiglia che ha “sempre aiutato il governo usufruendo di ogni sussidio esistente”, si trova senza benzina lungo una strada appena costruita dello stato del Columbiana e si trasforma in novelli Robinson Crusoe, accampandosi in un pezzo di terra ai margini della strada che non è proprietà di nessuno, costruendovi capanne,intraprendendo una attività in proprio, in mezzo alla natura selvaggia. Le disavventure non mancano: arrivano i gangster che vogliono aprire una sala da gioco, arriva lo Stato, nella persona dei capi dipartimento dei lavori pubblici e dell’assistenza sociale, che vuol mettere i bastoni tra le ruote alla famiglia. Ogni avventura è narrata dalla voce sgrammaticata di Toby, un delizioso mix tra Forrest Gump e Charlie Chaplin, con la sua onestà genuina. Ed alla fine i Kwimper e la loro iniziativa trionferanno, anche se….. Una lettura non impegnativa e rilassante, ma non superificiale.
Finalmente un libro leggero e divertente. La famiglia Kwimper in realtà torna da una vacanza nel sud degli Stati Uniti, ma sbaglia strada, finisce la benzina e i viveri e quindi si organizza. I motivi di comicità del libro sono vari: i comportamenti dei Kwimper sono sempre un po’ traslati rispetto a quello che sarebbe prevedibile. Intanto non sono una vera famiglia ma un’aggregazione spontanea di persone; poi, per esempio, i gemelli sono noti per fare il diavolo a quattro, però sono obbedientissimi alla ragazzina che fa loro da babysitter e la chiamano forbitamente “Signorina”. Un motivo di spasso a se stante è rappresentato dal signor Kwimper, che, allo scopo di vivere alle spalle dello Stato, ha perfezionato una conoscenza del Codice legislativo da principe del foro. Tutta la storia celebra umoristicamente la semplicità del pioniere americano che confida in se stesso e possiede un naturale senso della giustizia, qualità che alla fine vengono riconosciute anche dalle autorità. Il fratello Toby esagera un po’ con la semplicità e l’aplomb, ma pare che le doti di prestanza fisica siano tali da metterlo al riparo da problemi più grossi del pagare le tasse e da assicurargli successo incondizionato con il genere femminile.
Ogni volte che chiedevo consigli per un libro divertente, tra i tanti che mi venivano suggeriti, c'era sempre Vacanze Matte. Avrei dovuto trovarlo così divertente da piegarmi in due dalle risate. Invece, grande delusione: risate, pochissime; qualche debole sorriso e poi una ripetitività devastante.
Dopo un inizio lungo e noioso, la storia, metafora del carattere pionieristico degli statunitensi, finalmente si dipana. Avrebbe potuto anche essere interessante, se non fosse stata sovraccaricata dal protagonista principale - Toby - e della ripetitività insopportabile dei suoi comportamenti.
Toby è una via di mezzo tra un ingenuo ed un "semplice idiota": crede ciecamente a quello che gli viene detto, senza capire i sotterfugi, le malignità, i doppi scopi, con le inevitabili conseguenze. Peccato che questo schema si ripeta per tutto il romanzo, diventando così assolutamente prevedibile. Esattamente come prevedibile è il finale. Non c'è stato nulla che mi abbia sorpreso. Tutto assolutamente scontato.
La narrazione manca di sottigliezza, di pungente ironia o anche solo di una buona dose di umorismo. No, i libri che mi fanno ridere sono decisamente altri!
Lettura rigenerante, rilassante, positiva, che rivede – con leggerezza solo apparente - l’ordine delle priorità dell’uomo. In un’America ove tutto è stato diligentemente catalogato, regolato da leggi, burocratizzato, omologato, non v’è più spazio per l’individualismo, per la libera iniziativa, per i colpi di genio, per abitazioni che non assomiglino per niente alle villette, ai vialetti, e agli affacci tutti uguali dei nuovi quartieri chiamati Giardino del Tramonto, ma che sono poco più che baracche cresciute e rese funzionali in risposta ai bisogni primari che di volta in volta si presentano. Pioneer, Go Home! - non reso altrettanto bene nella traduzione italiana – è proprio la ribellione a questo sistema preconfezionato, poco importa se la ribellione dei Kwimper è quasi inconsapevole, non razionalizzata. E’ proprio questa non convenzionalità che mette in serio imbarazzo le istituzioni americane, non sanno come rispondere alla loro originalità, il governo era più a proprio agio quando erogava un sussidio al padre e una pensione di invalidità al figlio – in tal modo questi potevano essere catalogati come disoccupato l’uno e invalido l’altro. Ora i due non rientrano più in categorie definite, non esiste una classificazione per loro, non sono neppure da reputarsi matti, hanno ampiamente dimostrato di essere autosufficienti e di seguire saldi principi morali. I Kwimper si aprono un varco tra gli stretti ingranaggi delle istituzioni conquistando il rispetto di funzionari - il direttore di banca, il giudice – che possiedono ancora la freschezza mentale di riconoscere e rispettare ciò che è diverso, consentendo alla diversità di fiorire. Non è una denuncia totale, molto è da salvare, l’America deve solo alleggerire un po’ la rigida struttura che si è costruita, che tarpa le ali alla libera iniziativa. I Kwimper alzano la testa, non ci riescono invece i personaggi dei racconti di Carver o i Wheeler di Revolutionary Road. Per interagire con i Kwimper – che sanno solo ciò che gli deriva dall’esperienza personale - è necessario eseguire un esercizio di svecchiamento intellettuale, ricostruire logiche più semplici di causa-effetto, di bisogni e del soddisfacimento di questi e, nonostante ciò, a volte si rimane perplessi e lo sforzo di apertura mentale deve essere veramente grande: - Dove le hai imparate tutte queste cose sui granchi violinisti e sul modo di procurarsi l’acqua facendo buche? _ Io leggo molto, Toby. Quando non devo badare ai bambini di qualcuno, non faccio che leggere. _ Ah, be’, allora si spiega tutto, - dissi io. Per un momento m’era venuto il sospetto che fosse molto più intelligente di quello che sembrava e invece si trattava soltanto d’aver letto un sacco di roba. p. 23
Grazie Richard Powell per questa chicca! Grazie anche a te, Einaudi, per aver ripubblicato quest'opera e aver saputo dare valore a ciò che davvero merita! Come non ringraziare sentitamente anche te, inizio del 2016.. Ora capisco che tutte le sòle che mi hai ammollato erano un pretesto per prepararmi a ciò :3 E infine, grazie a te, o stolto lettore che non sai apprezzare i bei regali e hai venduto al mercatino un simil tesoro.. Secondo me non hai idea di cosa ti sei lasciato sfuggire, ma tranquillo: hai fatto felicissima un'altra persona, grazie di cuore :D
Bene, dopo essermi tolta questa necessaria premessa, posso solo dirvi che ho ADORATO il romanzo (si era pure capito, mi sa :D): divertente, dissacrante, intelligente e mai stonato.. I Kwimper vi faranno impazzire e vi conquisteranno!! Una serie di avventure rocambolesche, personaggi che ce la metteranno tutta per cacciare la famiglia di pionieri più strampalata del mondo e la totale ingenuità di Toby formano un mix perfetto, è stata dura alla fine lasciarli.. E sì che è passata una settimana e io sento ancora un po' di nostalgia! A volte può sembrare tutto davvero 'troppo' e irreale, ma è una sensazione che passa in fretta di fronte alla curiosità del "E ora cosa potrà mai succedere?" e alla tentazione di entrare nel romanzo per dare un po' di schiaffi a chi si frappone tra i Kwimper e la loro terra!! :D
I saw this book at the public library and picked it up to scan it. My boyfriend that I was crazy for choosing that one but I thought it had quite an exciting cover. I think the book is an original because it looks like it was printed in the 50's. I checked it out and read it in two days. Its one of the best books I have read all year! When people would ask me why I was reading it, I would say it was because the cover said it was "hilarious". If that isn't a good reason I do not know what it. I think I really appreciated the book because the location was based on South Florida Ecology. All the plants and animal species that were brought up in the book, I was familiar with. I really appreciate that sort of thing.
Can't ask for more from a book than a great story, great writing and a consistent tone, in this case, of humor. This is very different than other Richard Powell writings I've read before. His knack for humor will have me hunting for anything else he did in the same genre.
The characters are spot on and the setting is well thought out. The story is rather simple, but it's the interaction of the characters that make this book shine. The first person narrative and dialogue is just incredible. It's very hard to be consistent with humor. It's darn hard work just to be funny. Powell achieves the effort with a rash of gold stars.
Making the effort even more difficult is that the narrative is written in a certain dialect throughout. His knowledge of certain terminology involving the dialect is impressive. Some might question how the characters could have come from rural New Jersey with such a dialect, but that's how Hollywood has managed to stereotype Southerners.
This book was transformed into a film starring Elvis Presley. The adaption is amazingly faithful including the location of the shooting of the film in Yankeetown here in Florida. Practically the entire book is present in the film with most scenes that read straight from the book. The most dramatic change from book to film is swapping the characters coming from New Jersey to Georgia. I guess Hollywood can't have people from New Jersey seem like bumpkins.
Powell based this book on a story involving a road opening and some problems associated with it. Something not new to Floridians. Powell does swap the Florida name for "Columbiana", I guess not to make Floridians upset, though it's clearly in Florida with mentions of "the Glades' and the like. The book also well describes US 19 at the time.
This is a well written, hilarious book that should be read by anyone wanting a good time!
Botom line: i highly recommend it - IF you can find it! Check your local library.
The Kwympers—Pop, twenty-two year old Toby, seven year old twins Eddy and Teddy (who may be Toby’s cousins or his uncles, nobody’s quite sure) and the twins’ baby sitter Holly Jones—are far from home in Jersey, returning from vacation when Pop drives on to a road closed to public. Many miles down the road, they run out of gas, and end up, Swiss Family Robinson style, building a hut, digging a well in the sand, catching fish, and settling down. By the time the authorities turn up, wanting to oust the Kwympers, the family is happy and content.
Pioneer, Go Home is told from the point of view of Toby, who’s described succinctly by Arthur King, the frustrated officer whose every move to evict the Kympers is neatly (but unintentionally) foiled by Toby: “Yeah, his heart is pure and his head is empty, and I don’t know how you can beat that combination”. Because Toby is innocent as a babe, sweet and naïve beyond belief, but his strength and the half-baked knowledge he can boast of makes him pretty lethal as an adversary—even if Toby doesn’t recognize people as adversaries.
I enjoyed this book a lot. Toby is hilarious. The situations the family gets into, the knots they get tangled up in, are untangled in a very creative way. Toby’s unintentional flattening out of the opposition is brilliant and I couldn’t help but feel a wee bit sorry for Blackie and Nick, at least: how utterly exasperating living next door to the Kwympers must have been!
Vacanze matte è uno di quei rari romanzi che mantiene la promessa fatta: far ridere, divertire, intrattenere con leggerezza ma anche con intelligenza. Mi ha conquistato sin dalle prime pagine con il suo ritmo brillante, i dialoghi surreali ma credibili, e quel tipo di umorismo che non ha bisogno di essere sviscerato: arriva dritto al segno e lascia piacevolmente basiti.
A differenza di tanti altri libri etichettati come "spassosi", ma che poi si rivelano piatti o caricaturali, questo romanzo è davvero esilarante e — cosa rara — invecchia molto bene. Nonostante il passare del tempo, conserva freschezza e vitalità, senza perdere nulla del suo smalto, con una comicità che oggi risulterebbe retrò, semplice ma decisamente affascinante.
Il vero cuore del libro è la famiglia protagonista: un gruppo di personaggi così assurdi e sopra le righe che ti viene il dubbio se siano realmente così fuori di testa o se stiano semplicemente recitando una parte, una commedia nella commedia. Questo doppio livello aggiunge profondità a una narrazione che, pur restando leggera, non è mai superficiale.
Vacanze matte è il tipo di romanzo che si legge con piacere e che si vorrebbe consigliare a chiunque abbia bisogno di una risata onesta e intelligente. Un piccolo gioiello del genere comico-letterario, capace di farti sentire meglio senza mai sembrare banale.
This book, a broad satire of modern America in the late 1950s by a Florida author, became the basis for a pretty decent Elvis movie called "Follow That Dream" which was filmed in Florida. (There's now a "Follow That Dream Highway" near Yankeetown to commemorate the location of the filming.) If you've seen the movie, as I have, there's nothing in this book that will surprise you. It may be the most faithful film adaptation of a novel that I've ever seen. If you haven't seen the movie, you'll probably laugh a few times at least, and shake your head at a few others.
The novel tells the story of the Kwimper family of New Jersey, a close-knit clan of rural hillbillies who come from that state's pine barrens. They have all become dependent on government aid -- sometime conman Pop gets relief, his son Toby gets total disability from an incident that happened in the Army, and they have sort of adopted a pair of orphan twins who get aid to dependent children. Also part of the group is Holly Jones, who is officially part of their group as a babysitter/tutor to the twins. The story is told from the viewpoint of Toby, who appears to be the second coming of Li'l Abner -- a giant, strong as an ox and maybe half as smart, who when he played football would throw himself passes and then catch them and score. Toby is painfully honest, and completely oblivious to the fact that Holly is in love with him -- or even that she's old enough now to be a woman.
They take a vacation down to a state identified in the text as "Columbiana" but it's clearly Florida, and while there Pop decides to take a detour along a new road by the waterfront that hasn't been opened yet. The car runs out of gas, and after a while they realize nobody else is going to come along that empty road and rescue them, so they wind up camping there for several days. Holly has read extensively and comes up with ideas for digging a well, catching fish and so forth that save the day. After a while, they build lean-tos and decide they like staying there -- and that's about when the government bureaucrats show up to try to throw them off of it.
Through a quirk of dredge-and-fill work, though, the land they're camping on is beyond the state road right-of-way and not part of the state's submerged land holdings, and thus it's declared to be a sort of no-man's-land that any homesteader could claim. Pop sees this as an opening and they decided to stick it out there, mostly out of orneriness. If only the first bureaucrat to come along had acted nicer, they would have gone home to Jersey, but he was a jerk and that sets the plot in motion.
Over time the Kwimpers overcome -- through a combination of honesty, luck, Holly's inventiveness and Toby's strength and speed -- all their enemies, a group that includes state officials, a man-hungry county welfare supervisor, and the most inept group of mobsters this side of "The Gang That Couldn't Shoot Straight." All of this is told from Toby's simple-minded point of view, which is where most of the comedy comes from. There is also a bit of an ideological spin to the book, as the Kwimpers accidentally free themselves from all their government aid and become independent, much to the displeasure of the government officials who just want them to go home.
The courtroom showdown with the welfare supervisor is a comedic highlight of the movie, and it's enjoyable here too. Then comes a hurricane they have to survive, and Holly has to convince Toby that she's OK to kiss, and there's a final twist when their claim to the land is finally approved. All in all, a pleasant enough comedy, but not nearly as funny as seeing Elvis playing a stupid hillbilly instead of adopting his usual cool singer/chick magnet persona.
Tutti andiamo in cerca, io credo, di libri divertenti. L'umorismo è merce così rara e preziosa! Questa però è la terza volta che anobii mi porta a leggere un libro considerato a furor di popolo divertentissimo, esilarante, arguto, e rimanere delusa. Questo romanzo a me è apparso stupido, noioso e tutt'altro che divertente. Quando si tratta di umorismo (e non solo, per la verità) i consigli dovrebbero essere più mirati. Cercherò dunque di inquadrarlo meglio che posso: non si tratta di umorismo british, non si tratta di umorismo ebraico, né di umorismo nero, e nemmeno di umorismo grottesco o surreale o demenziale, non si tratta di satira né di caricatura; lo definirei piuttosto appartenente al genere in cui un protagonista tontolone, quasi idiota ma puro di cuore, si rivela come per miracolo, dopo molte avventure, più in gamba di tutti. Ecco, se vi è piaciuto Forrest Gump, vi piacerà anche questo.
Credo che alcuni libri comici abbiano bisogno di essere letti in uno stato d’animo particolare per… far morire dalle risate. Non si spiega, altrimenti, come i (tanti) giudizi che affermano il divertimento e la comicità di questo romanzo siano contrapposti ad altri, tra cui il mio, che ne sanciscono la deludente mediocrità.
Sarà che non sono riuscito a ben sintonizzare la lunghezza d’onda della trasmissione di umorismo: ho collezionato solo qualche sporadico debole sorriso ricavandone una lettura sì leggera, ma mediamente prevedibile e poco divertente.
L’indole pionieristica degli americani viene messa alla berlina in contrapposizione alla ostinata burocrazia governativa, ma il risultato non raggiunge alcuna vetta ironica o umoristica, neanche quando viene farcito con le incursioni malavitose di una banda di criminali. Anche il linguaggio del narratore, volutamente sgrammaticato, diventa ben presto stucchevole.
Pioneer, Go Home! è il titolo originale del libro, pubblicato nel 1959, da cui, qualche anno dopo, è stato tratto un film in cui la parte del candido Toby è stata assegnata addirittura al mitico Elvis Presley.
Avete presente quei libri che comprate all'usato solo perchè vi attira titolo e copertina? Pagato esattamente un euro, super scontato, tutta felice torno a casa e scopro di avere tra le mani una chicca. La ristampa di Einaudi, dopo circa 50 anni, di un romanzo che è stato un best seller e che, dopo la morte dell'autore, sono andate a ruba le ultime copie. Rispolverato grazie a una reading challenge, sennò chissà quando l'avrei letto. La storia è originale, un'idea brillante per un romanzo davvero godibile e frizzante. Tutto ruota attorno alla famiglia Kwimper che, durante un viaggio di ritorno dalle vacanze, prende una strada chiusa e si ritrova a occupare una zona privata... sì, ma proprio a piantare le radici. Una famiglia composta da padre, figlio ventenne, i piccoli gemelli e la baby sitter. Che ha di particolare questa famiglia? Campa alle spalle del governo. Quando saranno invitati ad andarsene da quel pezzo di terra occupato, la famiglia farà di tutto per dare una lezione al governo ed evitare di lasciare la loro "nuova casa". Davvero, una piccola perla in un mare di storie già sentite e risentite, un libro divertente, fresco, pazzo, con situazioni al limite della normalità, tanto che a volte ti viene da dire "ma come fanno sempre a scamparla?". Una di quelle famiglie indimenticabili, che ti strappano continui sorrisi (per le risate, magari, bisogna avere una predisposizione che io non ho) e che vorresti avere come amici nonostante le loro particolarità e diversità. Lo consiglio se siete alla ricerca di una lettura originale, piena di personaggi, quasi delle caricature, e piena di (dis)-avventure.
Powell is one of the few American writers, post-Twain and O'Henry, who is able to write humor. The modern American humor writers, such as Sedaris, aren't all that funny in my estimation. They tend to be more bleak than funny. There's Garrison Keillor, of course, but his writing also has a rather substantial vein of bleakness running through it. Perhaps it is all those cold Minnesota winters?
At any rate, if you appreciate a light-hearted touch with humor, sort of a simpler, American version of Wodehouse, you'd do well to try Powell's Pioneer or Don Quixote USA. Pioneer, in a nutshell, is about a backwoods family on vacation in the south who, due to their stubbornness and innate self-reliance, end up in a series of entanglements with the government. Gangsters, fishing, tourists and true love abound. This book is worth owning, as it bears up well under repeated reads.
I watched the movie version of this book, Follow That Dream a few months back and I really enjoyed the movie. It made me laugh and I thought it was a sweet film. So I decided to give the book a try and I'm glad I did. The book was very close to the movie. It's probably one of the closest book to movie adaptations I've ever seen. I laughed a lot while reading and I loved reading all the crazy shenanigans the Kwimpers got into and managed to somehow weasel their way out of. Toby Kwimper is an endearring character. He is a Himbo, a precious cinnamon roll, and I love him.
“Quel che il Governo fa per me lo so benissimo, ma mi sembra che si dimentichi quello che io ho fatto per lui. Sono uno dei più forti sostenitori del governo io, e… Io ho aiutato il governo in tutto quello che il governo si è messo in testa di fare, dall’indennità di disoccupazione, all’assistenza per i figli a carico, alla pensione d’invalidità totale…”
Det här är en av mina favoritböcker. Jag vet inte exakt när jag läste den första gången, troligen när jag gick på högstadiet och hade läst igenom den lilla barn- och ungdomsavdelningen på biblioteket på den lilla orten jag växte upp och började leta böcker bland skönlitteraturen. Jag läste allt jag hittade av Richard Powell när jag hade läst den här boken, hans humoristiska, ironiska, men ändå vänliga stil, tilltalade mig.
Mycket gick mig säkert förbi då, när jag först läste boken som tonåring, men någonting gjorde att jag fäste mig vid familjen Kwimpers pionjärliknande äventyr. För många år sen köpte jag ett utrangerat exemplar från biblioteket där jag bor nu och jag återkommer till den med jämna mellanrum. Nu uppskattar jag ännu mer hur boken lyfter den lilla människan (i den gigantiske Tobys kropp) som gör sitt bästa för att vara ärlig och sann i en värld där det blivit enklare att låta andra godtyckligt bestämma och faktiskt trycka ner.
Jag har ingen aning om vad författaren hade för motiv, om det fanns något mer än avsikten att roa, men när man återkommer till en bok om och om igen, (även när man är en omläsare som jag) i olika skeden i livet, så är den riktigt bra!
Remember those movies where the hero of the story is completely clueless but somehow because of this innocence, everything works out in the end? Well that is Pioneer, Go Home! How else could a dangerous gang of thugs be handled? Or an innocent bank visit look like a robbery? This book was delightful to read.
I would never have stumbled upon this gem of a book if not for my mother. The last prompt for this year's Popsugar reading challenge is reading a favorite prompt from the past 3 years. Since I didn't participate the first two years (I didn't know about it) I looked for a prompt from one of those years. In 2015 there was a, chose to read a book your mom loves. I asked my mom to choose a book and this is what she came up with.
What is amazing to me is how much my mom remembers about this book from her first time reading it in high school. What a memory!
2018 Popsugar Reading Challenge #40 Your favorite prompt from the 2015, 2016, or 2017 POPSUGAR Reading Challenges. (2015 A book your mom loves)
Dovremmo tutti essere un po’ come i Kwimper. I protagonisti del romanzo di Richard Powell vivono una vita semplice, senza conoscere la malafede, i sotterfugi e l’invidia. In effetti, forse, in alcune situazioni il loro modo di essere li fa apparire dei veri e propri tontoloni, tuttavia la “purezza di cuore” permette loro di superare ogni situazione avversa. Riescono a trovare un modo per poter vivere dopo avere imboccato una strada ancora chiusa al traffico e aver finito la benzina in una terra desolata; si costruiscono una casa; riescono a diventare proprietari terrieri e da persone che vivono grazie al sussidio dello Stato, orgogliosamente si fanno artefici del loro destino. Si emancipano? Non so: il finale del libro lascia forse intendere che alla fine vengono “fregati” dal governo in cui tanto confidavano. Ogni pagina è intrisa di umorismo e il modo di vedere la vita dei protagonisti ci fa sorridere.
Sweet story of the renowned government-dependent Kwimpers of the New Jersey Pine Barrens as narrated by big-hearted and unsophisticated Toby Kwimper. Four members of the Kwimper family, along with babysitter Holly Jones, run out of gas on a newly constructed, unopened road in the South. When no one comes to their rescue, they set up camp and, relying on their own ingenuity, learn that going off the dole can be as satisfying as it is fun. What follows is a rollicking good time with the Kwimpers foiling the government at every turn, where even a judge has a great sense of humor and a dollop of humanity, and where the bad guys are cast as their own worst enemies and absolutely no contest for the guileless Toby, whose "strength is as the strength of ten because his heart is pure." A 1959 classic that pokes fun at the system, mobsters, the needy and indigent, and Mother Nature herself.
Ho comprato questo libro 10 anni fa, ho letto forse due facciate e poi l’ho chiuso e mai più riaperto. Mossa da non so quale forza l’ho ripreso in mano la settimana scorsa, ho saltato la prefazione e dopo due facciate (sempre le stesse?) ho cominciato a ridere e non ho fatto altro che leggere in ogni momento libero per gli ultimi sei giorni.
Perché racconto tutto questo? Perché è un libro senza troppe pretese, che sa tenere compagnia, ma penso anche che vada inquadrato il momento giusto per leggerlo.
60 (e passa) anni dopo la sua pubblicazione è ancora attuale. Questo fa pensare. Ma rende il libro unico e ci fa immedesimare in alcuni dei personaggi, ci fa riconoscere amici e parenti in altri, i vicini e potremmo andare avanti.
Lo consiglio a chiunque sappia prendere la vita con un po’ di filosofia e riesca a trovare il lato divertente in situazioni un po’ diverse dal solito.
Quando ho letto nella postfazione che per decenni questo libro non è stato più editato e che questa ristampa la si deve al cinquantesimo anniversario della prima edizione non ci volevo davvero credere. Libro divertentissimo, pirotecnico, ricco di personaggi strampalati e dalla trama decisamente originale, ha fatto dei Kwimper, l'improbabile famiglia protagonista di queste pagine, dei veri e propri precursori dei Simpson. Fin dall'inizio si ride e si sorride per le battute, per la filosofia di vita, per i dialoghi e le avventure a volte surreali che ti fanno sembrare di essere piombato in un cartoon nel quale i kwimper diventano i tuoi eroi e nel quale non si capisce dove si andrà a parare fino al più inatteso e divertente dei finali. Grazie del consiglio alla mia amica Tianxia!!
"Vacanze matte" è una commedia satirica e irresistibile che si è guadagnata lo status di cult per la sua celebrazione anarchica e divertentissima della resistenza al conformismo e all'autorità. È un inno all'ingegno di chi vive al margine, scritto con un umorismo affilato e un grande cuore. "Vacanze matte" è molto più di una semplice commedia: è un'ode alla libertà non convenzionale e un manuale di sopravvivenza (o almeno di non-conformità). È consigliato a chi cerca una lettura divertente, intelligente, e a tratti sovversiva, che celebra l'ingegno popolare contro la rigidità delle istituzioni.