Un romanzo documento, uno sguardo in prima persona, un linguaggio letterario brutale e impietoso. Il racconto abbacinante del mondo neofascista giovanile.
Cosa spinge un ragazzino oggi ad avvicinarsi a un movimento di estrema destra? Oriente ci porta negli abissi dell’odio e della sottomissione a un dogma e lo fa con uno stile lineare, immersivo, lasciandoci partecipare a riunioni segrete tra flessioni sfiancanti e scontri generazionali, raccontandoci uno spaccato del contemporaneo che non possiamo assolutamente più ignorare.
Non sono i grandi temi, i grandi eventi, le grandi riforme a doverci fare paura. L’oscurità è una piccola variazione di tonalità rispetto a quello che possiamo trovare giusto, condivisibile, apprezzabile.
Una scrittura netta e coinvolgente: ti trasporta facendoti passare sotto una serranda mezza alzata, che non avresti mai oltrepassato. Una serranda che potrebbe essere in ogni città, vicino a casa tua.
Una saracinesca in cui la ricerca che ogni adolescente a suo modo attraversa - quella di un posto nel mondo - finisce per rivelarsi una trappola. Ma se quell’adolescente rappresentasse un intero popolo che, ignaro, si sta gettando nella bocca del lupo?
È un libro che ti fa combattere contro i pensieri, le ambiguità e le dissonanze che ci abitano. Che ti fa venire voglia di fare le flessioni e mentre le stai facendo capisci quanto la tua mente sia plasmabile. Perché le narrazioni, quelle fatte bene, ti portano ad agire.