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Ecologia letteraria

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Da sempre gli uomini hanno raccontato storie e tracciato segni. Gli esseri umani sono le uniche “creature letterarie” della terra. Se la creazione della letteratura è un’importante caratteristica della nostra specie, allora bisogna esaminarla con attenzione per scoprire la sua influenza sul nostro comportamento e quindi sull’ambiente che ci circonda, per determinare quale ruolo essa gioca nel benessere dell’uomo e quale sguardo porta nelle relazioni con le altre specie e con il mondo naturale. Che cosa può significare tutto ciò nell’ottica impietosa dell’evoluzione e della selezione naturale? La letteratura contribuisce più alla nostra sopravvivenza o alla nostra estinzione? Se la letteratura è parte di una strategia evolutiva, può orientare consapevolmente quest’evoluzione? E come può farlo oggi, mentre la crisi ambientale si fa più pressante? Quali strumenti ci offre? In queste domande risiedono la sfida e il senso di Ecologia letteraria. Serenella Iovino riprende gli assunti teorici dell’ecocriticism, metodo interpretativo nato in Usa negli anni 90, e propone un’interpretazione delle opere letterarie come veicolo di una “educazione a vedere” le tensioni ecologiche del presente. Primo studio di questo genere ad apparire in Italia, è arricchito da due contributi delle figure chiave dell’ecocriticism in America, Cheryll Glotfelty e Scott Slovic. Il risultato è un invito a pensare la letteratura come una strategia di sopravvivenza che ci aiuti a superare “evolutivamente” le sfide poste dalla crisi ecologica.
Ecologia letteraria è il libro che per primo ha introdotto l’ecocritica nel nostro paese e da oggi è disponibile in formato ebook. Riconosciuto ormai come un testo canonico sul tema, resta a tutt’oggi la panoramica italiana più completa e originale per gli studi di ambiente e letteratura.

241 pages, Kindle Edition

First published March 5, 2014

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Serenella Iovino

18 books7 followers

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for ✨Jinglemarco✨ .
586 reviews52 followers
July 14, 2017

Apprezzo e sento vicino il tema dell'ecologia e del rispetto per l'ambiente, ma questo libro, manuale di un corso universitario, è davvero troppo pesante e incentrato sull'aspetto filosofico (quindi no).

Aggiornamento: visto che l'esame del corso mi è andato benissimo (e intendo proprio il massimo), e tutto sommato alla fine dello studio mi sono trovato a trovarlo meno pesante e strambo, aumento il punteggio a 2 stelle per celebrare. :D
Profile Image for Filippo.
170 reviews11 followers
August 11, 2018
Il campo di studio della cosiddetta ECOLOGIA LETTERARIA (ecocriticism in lingua originale) prende il via in America negli anni ’80 del novecento ed unisce la critica letteraria agli studi di carattere ambientale, filosofico ed etico, creando così un affascinante minestrone che si prefigge l’obiettivo di riflettere sul rapporto uomo-ambiente in una prospettiva multidisciplinare.
Quello dell’ecologia letteraria non è un campo di studi molto conosciuto in Italia, seppur esso si stia diffondendo abbastanza anche grazie al contributo di studiosi come Serenella Iovino, docente all’università degli studi di Torino. Il suo obiettivo è quello di sensibilizzare le persone all’etica ambientale, ossia al rispetto dell’ambiente e della natura, ma anche alle differenze culturali e di genere delle persone che abitano il pianeta, con l’utilizzo indispensabile della letteratura.
In questo senso l’autrice si muove in due direzioni ben distinte: nella prima parte parla dell’ecocritica in generale, definendone il ruolo e raccontando la storia della sua nascita e la sua evoluzione fino ai giorni nostri, ponendo anche un forte accento sui vari filoni in cui si dipana l’ambientalismo (eco socialismo e social ecology, ad esempio) e alla “lotta” alla globalizzazione attraverso politiche ecologiche mirate, che parlino alle piccole comunità, adottando un sistema “chiuso”, regionale, oppure aprendosi al globale ma allo stesso tempo guardando al locale (bioregionalismo, Cosmopolitismo); nella seconda parte, che a mio avviso è quella più interessante, l’autrice esamina, analizza in modo brillante, alcune opere di scrittori quali Anna Maria Ortese e Pier Paolo Pasolini, utilizzando i metodi propri dell’analisi ecocritica.
Nella parte dedicata a “l’iguana” di Anna Maria Ortese, la Iovino sottolinea fortemente la tematica dell’oppresso, del debole, del diverso propria del romanzo; nel capitolo dedicato alle tematiche delle opere di Pasolini viene sottolineato il volere dell’autore di valorizzare le periferie, gli spazi marginali, lontani dallo sporco “sviluppo” delle città, uno “sviluppo” che porta inevitabilmente al degrado delle realtà più piccole. Non ho citato gli altri passaggi della seconda parte, gli altri autori evidenziati dalla Iovino, non perché non meritino attenzione, ma semplicemente perché rischierei di dilungarmi troppo; ma soprattutto perché quella di Pasolini e della Ortese sono le analisi che mi sono piaciute di più.
Sia chiaro a chi vuole avvicinarsi a questo testo, che non è una lettura facile; si tratta anzi di una lettura che impegna, soprattutto chi non ha basi in filosofia. Io stesso ho dovuto andare su internet ad informarmi su alcuni filosofi che non conoscevo, prima di riprendere la lettura del testo della Iovino. Può anche sorgere il dubbio che per leggere questo testo sia necessaria una lettura preliminare dei testi citati nella seconda parte; la mia risposta è no, non è necessario: nel libro l’autrice cita diversi passaggi dei romanzi o delle poesie che ha preso in esame, per poi commentarli con estrema chiarezza e semplicità.
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