Sergio Saviane era la sola persona che potesse scrivere un libro sui delitti di Alleghe, perché è anche lui un protagonista della storia. Arrivato da ragazzo nel paese di montagna per la prima volta nel 1939, Saviane divenne amico non solo degli albergatori del Centrale, ma anche di Luigia e Luigi del Monego, assassinati poi la notte del 18 Novembre 1946. (...)
Questo libro è la testimonianza di un’Italia in cui il giornalismo d’inchiesta era ancora una cosa seria e non la spazzatura mediatica che oggi siamo costretti a sorbirci ogni sacrosanto giorno; di un tempo in cui cercare accanitamente la verità era la cosa più importante, più importante perfino del grande scoop. Un giornalista coraggioso, tenace e curioso, rischiando e pagando di suo, indaga su una serie di omicidi rimasti impuniti per anni causa la complicità delle autorità e il clima di omertà creatosi, non nel “profondo Sud”, bensì in un centro turistico delle Alpi bellunesi, Alleghe. Cronaca romanzata di fatti realmente accaduti. Taglio giornalistico stile “pane al pane, vino al vino” come si usava una volta; assente la fuffa ammantata di belle parole come va per la maggiore oggi. Inquietante.
L'ho letto perché volevo capirci qualcosa in più su questa triste vicenda italiana del secolo scorso. La prima parte più "metodologica" sull'inchiesta non mi ha preso particolarmente, a tratti era noiosa, a tratti poco chiara, anche se vengono evidenziate bene le difficoltà di cosa voleva dire cercare di risolvere un caso complicato coi soli mezzi disponibili all'epoca - solo testimonianze. Ho apprezzato invece la seconda parte di possibile ricostruzione dei fatti, che era scorrevole e si poteva cogliere finalmente un minimo di senso e una possibile interpretazione. Saviane si è guadagnato un punto obiettività mettendo alla fine anche altri punti di vista e critiche sollevate
Che strana sensazione andare in biblioteca per prendere un libro così vecchio ed immergersi in fatti di cronaca realmente verificatesi. Vorrei leggere i libri di Toni Serena per aver un quadro più completo della vicenda, ma già così si è rivelata super appassionante. La figura stessa di Saviane mi ha molto affascinata. Bella lettura!
Testo avvincente che illustra la vicenda dei delitti di Alleghe, lasciando però dei punti oscuri (p.e. Umberto Giovanni Riva è effettivamente esistito ed è effettivamente scomparso nel 1933?). Quest’edizione, purtroppo piena di refusi, riporta in calce ampi stralci del memoriale di Pietro De Biasio.
La scrittura di Saviane è chiara, i fatti sono narrati in modo lineare. Ho apprezzato anche le frasi in dialetto (il lettore le capisce, pur non essendo del posto). Il fatto che l’autore, in un certo qual modo, sia uno dei protagonisti permette di creare un legame con lui.
Letto tutto d'un fiato. Coinvolgente perché da colore a tutti i personaggi, compreso se stesso, ma mantiene l'andatura di un articolo di cronaca che si aggiorna capitolo dopo capitolo.
This book exemplifies the difference between a journalist and a writer. It describes what lies beneath the surface of a tranquil provincial town: the usual base emotions - mostly greed, triggering a chain of "inevitable" murders to keep the culprit of the original one from being discovered. But most of all this book constitutes the author's attempt to get his own back and set the record straight, after being condemned for slander following a piece of investigative journalism on the murders.
The book can be seen as consisting of two parts: the first is the autobiographic account of the events as lived and viewed by the journalist, who happened to learn about them as a frequent holiday maker in the (apparently) tranquil town of Alleghe; the second is the authors reconstruction of how the murderers felt and how events developed, although much of it is speculative. The second half was for me the less convincing, as it just does not have the literary quality to make it work. The first part reads much better as a factual account of the author's first hand experience of the town and the events, seasoned with a good dose of reflections on provincial life.
Not sorry I read it as I already had a gifted copy, but not sure it is worth buying.