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L'eremo dei folli
Mi chiamo June McFlynn e sono un’entomologa forense. La scienza non è soltanto il mio è il mio modo di stare al mondo. Garantisce ordine e giustizia, tutto ciò che la vita intorno a me non possiede. Lo studio delle cose piccole mi permette di tenere a bada un mondo troppo grande per me, a cominciare dalla Sicilia assolata e tormentata che mi circonda, dove ancora mi chiamano «l’americana», come se non fossi nata e cresciuta qui.
Nel mio lavoro non ho paura di sporcarmi le ho imparato fin da bambina che il nostro destino non si decide nelle grandi imprese, ma nei dettagli. E so che la natura nasconde le risposte che terriccio, insetti, foglie, frammenti di vita che si fanno prove. Essere una donna in questo campo non è semplice. Ogni giorno devo dimostrare di meritare il ruolo di consulente del tribunale di Catania, espormi in prima persona, sfidare i pregiudizi.
Ho sempre creduto che la scienza bastasse a tenermi al sicuro. Ma questa indagine è diversa da tutte le altre. Una madre e sua figlia scomparse nel nulla. Nessuna traccia, soltanto lo sgomento dell’assenza. E in quest’assenza riconosco qualcosa che credevo sepolto e che mi riempie d’angoscia.
Io sono June McFlynn. Sono una donna di scienza e per me la verità è tutto.
Eppure, ho un segreto inconfessabile. E dovrò affrontarlo.
Agnese Messina ha iniziato a fantasticare su June McFlynn, l’indimenticabile protagonista di questo esordio, mentre studiava entomologia forense. Un personaggio capace di vedere i dettagli minimi, quasi trascurabili, che non sempre riusciamo ad afferrare, ma che decidono la nostra vita. È così che arriva alla verità e alla giustizia. Forse questa è anche la strada della sua salvezza.
Nel mio lavoro non ho paura di sporcarmi le ho imparato fin da bambina che il nostro destino non si decide nelle grandi imprese, ma nei dettagli. E so che la natura nasconde le risposte che terriccio, insetti, foglie, frammenti di vita che si fanno prove. Essere una donna in questo campo non è semplice. Ogni giorno devo dimostrare di meritare il ruolo di consulente del tribunale di Catania, espormi in prima persona, sfidare i pregiudizi.
Ho sempre creduto che la scienza bastasse a tenermi al sicuro. Ma questa indagine è diversa da tutte le altre. Una madre e sua figlia scomparse nel nulla. Nessuna traccia, soltanto lo sgomento dell’assenza. E in quest’assenza riconosco qualcosa che credevo sepolto e che mi riempie d’angoscia.
Io sono June McFlynn. Sono una donna di scienza e per me la verità è tutto.
Eppure, ho un segreto inconfessabile. E dovrò affrontarlo.
Agnese Messina ha iniziato a fantasticare su June McFlynn, l’indimenticabile protagonista di questo esordio, mentre studiava entomologia forense. Un personaggio capace di vedere i dettagli minimi, quasi trascurabili, che non sempre riusciamo ad afferrare, ma che decidono la nostra vita. È così che arriva alla verità e alla giustizia. Forse questa è anche la strada della sua salvezza.
312 pages, Hardcover
Published August 1, 2026
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Community Reviews
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
September 3, 2026
Non un esordio da cinque stelle, ma un bel esordio che potrebbe bene.
Lettura veloce, scorrevole con colpo di scena finale.
Consigliatissimo!
Lettura veloce, scorrevole con colpo di scena finale.
Consigliatissimo!
September 21, 2026
L’eremo dei folli, esordio di Agnese Messina e, a quanto pare, primo capitolo di una serie con protagonista June McFlynn partiva da un’idea che sulla carta funziona benissimo.
June è un’entomologa forense italo-americana analizza gli insetti presenti su un cadavere per fornire elementi utili alla polizia nella ricostruzione della morte, un mestiere insolito, affascinante e perfetto per un thriller.
Quando una donna viene ritrovata morta e sua figlia Olimpia scompare, June viene coinvolta nelle indagini al fianco del suo migliore amico Emmanuel, pubblico ministero incaricato del caso.
L’inizio mi ha coinvolta, la scrittura è piacevole e scorrevole e, trattandosi di un esordio, trovo giusto riconoscere all’autrice alcuni meriti come una buona capacità narrativa e un personaggio che avrebbe tutte le caratteristiche per diventare interessante.
Peccato che l’entomologia forense, che dovrebbe essere uno degli elementi distintivi della storia, finisca per avere un ruolo quasi marginale, e per me questo è stato il problema principale.
June è un’entomologa forense, ma il romanzo non sfrutta davvero questa caratteristica perchè quella che poteva essere la sua peculiarità diventa quasi un dettaglio biografico.
Al suo posto trova molto spazio la dimensione personale della protagonista con traumi, sofferenze, dubbi, relazioni e tormenti interiori. Capisco la volontà di costruire un personaggio tridimensionale e di far sì che il caso abbia anche un riflesso sulla sua storia personale, ma qui, a mio parere, si esagera.
È un thriller e io, in un thriller, voglio soprattutto essere coinvolta dal thriller.
In questo caso, invece, la parte investigativa finisce progressivamente per perdere spazio e tensione con la trama che è piuttosto scarna e lineare e, soprattutto, manca quella componente di sorpresa che mi aspettavo. Anche quello che dovrebbe essere il colpo di scena conclusivo arriva in un momento in cui la storia sembra essere arrivata a un punto morto e, proprio per questo, appare quasi come l’unica direzione possibile.
Il risultato è che quello che all’inizio sembrava promettente finisce per perdersi in una quantità di dettagli personali e sentimentali che, invece di aumentare il coinvolgimento, per me lo hanno progressivamente fatto diminuire.
Anche la protagonista, con il suo carico di problematiche personali, finisce per inserirsi in uno schema che abbiamo ormai incontrato moltissime volte: la detective/protagonista tormentata, segnata dal passato, con i propri demoni da affrontare mentre cerca di risolvere il caso. Non è necessariamente un problema in sé, ma qui avrei preferito che fosse il caso a occupare il centro della scena.
E questa, per me, è la grande occasione mancata del romanzo, con l’idea di partenza davvero interessante con un’entomologa forense protagonista di una serie thriller che avrebbe potuto dare vita a indagini originali e sfruttare un ambito investigativo poco utilizzato nella narrativa e invece con l’entomologia che resta quasi sullo sfondo e la storia si concentra sempre di più sulla protagonista e sulle sue vicende personali.
Essendo un esordio, posso sicuramente considerare alcune ingenuità narrative e alcune scelte meno riuscite come parte di un percorso di crescita dell’autrice, e infatti non penso che manchino le potenzialità perché la scrittura c’è, l’idea di base anche ma per me, ciò che manca, è una trama abbastanza solida da sostenerle.
Alla fine, quindi, rimane soprattutto la sensazione di aver intravisto un’ottima premessa che però non è stata sfruttata fino in fondo.
Per me, 2 stelle.
Un esordio con un’idea molto interessante e una protagonista che potrebbe avere ancora parecchio da dire, ma che in questo primo capitolo si perde troppo tra sentimentalismi, tormenti personali e una parte investigativa che avrebbe avuto bisogno di molto più spazio, ritmo e soprattutto di qualche sorpresa in più.
June è un’entomologa forense italo-americana analizza gli insetti presenti su un cadavere per fornire elementi utili alla polizia nella ricostruzione della morte, un mestiere insolito, affascinante e perfetto per un thriller.
Quando una donna viene ritrovata morta e sua figlia Olimpia scompare, June viene coinvolta nelle indagini al fianco del suo migliore amico Emmanuel, pubblico ministero incaricato del caso.
L’inizio mi ha coinvolta, la scrittura è piacevole e scorrevole e, trattandosi di un esordio, trovo giusto riconoscere all’autrice alcuni meriti come una buona capacità narrativa e un personaggio che avrebbe tutte le caratteristiche per diventare interessante.
Peccato che l’entomologia forense, che dovrebbe essere uno degli elementi distintivi della storia, finisca per avere un ruolo quasi marginale, e per me questo è stato il problema principale.
June è un’entomologa forense, ma il romanzo non sfrutta davvero questa caratteristica perchè quella che poteva essere la sua peculiarità diventa quasi un dettaglio biografico.
Al suo posto trova molto spazio la dimensione personale della protagonista con traumi, sofferenze, dubbi, relazioni e tormenti interiori. Capisco la volontà di costruire un personaggio tridimensionale e di far sì che il caso abbia anche un riflesso sulla sua storia personale, ma qui, a mio parere, si esagera.
È un thriller e io, in un thriller, voglio soprattutto essere coinvolta dal thriller.
In questo caso, invece, la parte investigativa finisce progressivamente per perdere spazio e tensione con la trama che è piuttosto scarna e lineare e, soprattutto, manca quella componente di sorpresa che mi aspettavo. Anche quello che dovrebbe essere il colpo di scena conclusivo arriva in un momento in cui la storia sembra essere arrivata a un punto morto e, proprio per questo, appare quasi come l’unica direzione possibile.
Il risultato è che quello che all’inizio sembrava promettente finisce per perdersi in una quantità di dettagli personali e sentimentali che, invece di aumentare il coinvolgimento, per me lo hanno progressivamente fatto diminuire.
Anche la protagonista, con il suo carico di problematiche personali, finisce per inserirsi in uno schema che abbiamo ormai incontrato moltissime volte: la detective/protagonista tormentata, segnata dal passato, con i propri demoni da affrontare mentre cerca di risolvere il caso. Non è necessariamente un problema in sé, ma qui avrei preferito che fosse il caso a occupare il centro della scena.
E questa, per me, è la grande occasione mancata del romanzo, con l’idea di partenza davvero interessante con un’entomologa forense protagonista di una serie thriller che avrebbe potuto dare vita a indagini originali e sfruttare un ambito investigativo poco utilizzato nella narrativa e invece con l’entomologia che resta quasi sullo sfondo e la storia si concentra sempre di più sulla protagonista e sulle sue vicende personali.
Essendo un esordio, posso sicuramente considerare alcune ingenuità narrative e alcune scelte meno riuscite come parte di un percorso di crescita dell’autrice, e infatti non penso che manchino le potenzialità perché la scrittura c’è, l’idea di base anche ma per me, ciò che manca, è una trama abbastanza solida da sostenerle.
Alla fine, quindi, rimane soprattutto la sensazione di aver intravisto un’ottima premessa che però non è stata sfruttata fino in fondo.
Per me, 2 stelle.
Un esordio con un’idea molto interessante e una protagonista che potrebbe avere ancora parecchio da dire, ma che in questo primo capitolo si perde troppo tra sentimentalismi, tormenti personali e una parte investigativa che avrebbe avuto bisogno di molto più spazio, ritmo e soprattutto di qualche sorpresa in più.
August 25, 2026
L’ho appena concluso e vorrei subito leggere il secondo. June non è la solita protagonista tosta e inscalfibile, né quella impacciata alla Bridget Jones. È diversa, ha tante sfaccettature, soffre come se fosse reale. Il giallo è ben costruito. E soprattutto è il tipo di giallo che, in questo momento, mi mancava nel panorama italiano. Lo consiglio assolutamente!
September 14, 2026
La mia recensione oggettiva e senza spoiler qui 👉🏼 https://salottogiallo.com/2026/09/14/...
August 26, 2026
L'ho comprato al rientro dalle ferie, ero un po' giù di corda e mi serviva un romanzo coinvolgente. Si tratta della storia di una entomologa forense, professione di cui non sapevo davvero niente, che indaga sulla misteriosa scomparsa di una bambina. All'inizio pensavo non fosse nelle mie corde e invece ho trovato la prima protagonista dopo Teresa Battaglia di Ilaria Tuti (un'autrice che amo!!) a essermi rimasta davvero impressa. 5 stelle e consiglio assolutamente!
September 13, 2026
Purtroppo né la storia né i personaggi mi hanno convinto in questo libro. Mi sarei aspettata più storia legata agli insetti e al fatto che la protagonista è una entomologa forense e invece c’è molta più storia attorno ai sentimenti dei personaggi, ai loro rapporti e a delle intuizioni che aiutano a risolvere il caso un po’ vaghe. Insomma non male ma nemmeno wow.
September 1, 2026
Un giallo molto interessante che si divide perfettamente fra la narrazione del caso e la vita dei personaggi, in particolare della protagonista June.
Per nulla forzato scorre anche nei momenti descrittivi più fitti.
Per nulla forzato scorre anche nei momenti descrittivi più fitti.
September 21, 2026
Bello, mi è piaciuto
Un bel giallo articolato, interessante anche per i vari temi toccati
Un nuovo personaggio nel panorama dei detective o presunti tali dalle caratteristiche particolari a cominciare dal suo interesse per l’entomologia
Un bel giallo articolato, interessante anche per i vari temi toccati
Un nuovo personaggio nel panorama dei detective o presunti tali dalle caratteristiche particolari a cominciare dal suo interesse per l’entomologia
August 27, 2026
Un giallo che mi ha sorpresa, storia originale e avvincente
September 1, 2026
Libro bellissimo.
Scritto egregiamente.
Ho pianto e riso.
Consiglio vivamente
Scritto egregiamente.
Ho pianto e riso.
Consiglio vivamente
September 4, 2026
Aspetto il secondo volume!
September 26, 2026
Come esordio non è male...anzi... Scrittura scorrevole, storia che ti prende con colpi di scena finale.
Mi è piaciuta la protagonista June
Consigliato
Mi è piaciuta la protagonista June
Consigliato
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