Jump to ratings and reviews
Rate this book

Un día cualquiera

Rate this book
La frase, en boca de la protagonista del cuento que da título al libro, resume el arte narrativo de Hebe Uhart. Y es que todos sus relatos son pequeñas historias que se atienen a las pequeñas cosas: siestas o juegos de la infancia, visitas a parientes o vecinos, primeros alejamientos de la casa, experiencias de la vida laboral o estudiantil, caminatas urbanas, visitas a un café o al zoológico.
Anécdotas nimias en las que lo que importa es la mirada: una mirada extrañada, corrida de lugar, siempre al sesgo, que partiendo de lo pedestre, doméstico y cotidiano y sin apartarse nunca de allí busca raras conexiones y se formula preguntas esenciales que la transforman en una meditación de dimensiones filosóficas, económicas, sociológicas.
La protagonista y narradora de estos cuentos es una niña nacida en Moreno, más tarde adolescente y maestra temprana, que se va apartando del modelo familiar y de la medianía de la clase media para sumergirse en la literatura y la filosofía y convertirse en una escritora que camina por el barrio, pasea por el centro y cocina escuchando la radio o mirando algún partido. «No se trata de una mera disposición autobiográfica», dice Martín Kohan, «sino de la convicción [...] de que no existe escritura hasta que no existe encarnadura en laexpericnia». Una escritura con la sabiduría afable y el tono inconfundible de HebeUhart.

176 pages, Paperback

First published June 12, 2013

28 people are currently reading
332 people want to read

About the author

Hebe Uhart

66 books110 followers
Hebe Uhart was an Argentine author born in 1936. She majored in Philosophy at the University of Buenos Aires and worked both as a teacher and a professor. She also taught in literary workshops.

Uhart published six short novels, among which we find "Camilo asciende" and "Mudanzas", and a number of short stories, collected in the books "Dios, San Pedro y las almas" (1962), "Eli, Eli, lamma sabacthani?" (1963), "La gente de la casa rosa" (1970), "El budín esponjoso" (1977), "La luz de un nuevo día" (1983), "Leonor" (1986), "Guiando la hiedra" (1997), "Del cielo a casa" (2003), "Camilo asciende y otros relatos" (2004), "Turistas" (2008) and "Un día cualquiera" (2013). During her last years she wrote the travelling chronicles "Viajera crónica" (2011), "Visto y oído" (2012), "De la Patagonia a México" (2015), "De aquí para allá" (2017) and "Animales" (2018).

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
38 (19%)
4 stars
71 (36%)
3 stars
62 (31%)
2 stars
23 (11%)
1 star
3 (1%)
Displaying 1 - 30 of 43 reviews
Profile Image for Gabril.
1,058 reviews262 followers
May 20, 2023
Voci di donna che giungono dal Sudamerica per raccontare sprazzi di vita, memorie frastagliate, frammenti di storie inverosimili e tuttavia plausibili, pensieri divergenti che, come le varie protagoniste, guardano la vita il mondo e se stesse da un remoto angolo d’ombra, lanciando verso chi legge insoliti lampi di chiaroveggenza. Sguardi intrisi di curiosità filosofica e intelligente ironia.

1.GINA
Gina, apparentemente ingenua ragazza di campagna, va a fare le pulizie a casa della narratrice e dopo svariate partite a carte ne sposa l’amico.

2.UN POSSIBILE MARITO VECCHIO
L’assurdo incontro tra una ragazza che inventa di chiamarsi Catalina e un pittore sessantenne per le vie di Buenos Aires intrise di malinconia, alla ricerca di fantomatici altri.

3. UN VIAGGIO A BAHIA
La narratrice è a Bahia, dove c’è povertà e antiquariato, ma nemmeno lei sa bene perché. Quando resta senza soldi si rivolge a una donna sua vicina di stanza. Malinconia e speranza accendono i loro discorsi.

4.IL SAGGIO DI PIANOFORTE
Abe ha una madre potentissima verso cui può esprimere il suo dissenso con l’espressione intima “gliela farò vedere”. E così farà alla fine del tanto atteso saggio di pianoforte.

5.OMBRE CINESI
La narratrice è una giovane prostituta che sta perdendo la memoria.

6.LA TORTA
Il tentativo della giovane narratrice di fare un dolce paradiso con l’aiuto di un’amica si risolve in un miserando fallimento.

7.LA SIGNORINA IRMA
La signorina Irma pensa che il mondo sia una grande prigione. Ama i bambini a cui insegna e le piace farli travestire e recitare in classe. L’ispettrice però pensa che sia una pazza.

8.IL GIOCO DI CARTE
Una bambina impara il gioco delle carte e cerca di scoprirne i meccanismi segreti.

9.LA LUCE DI UN NUOVO GIORNO
Genoveva cade dalle scale e viene soccorsa dalla vicina, donna Erminia, che prega per lei la medaglia miracolosa di Sant’Antonio mentre l’altra è in ospedale con l’anca rotta. Smemorata ma guarita Genoveva torna a farsi accogliere da Erminia.

10.GUIDANDO L’EDERA
Forza, vita meravigliosa!

11. COME TORNO?
La protagonista racconta la sua povera vita nel posto desolato di una stazione di servizio. Il primo viaggio fuori dal suo ambiente ristretto le fa scoprire nuove realtà.

12. NIENT’ALTRO CHE OMBRE
Qui si racconta di una strana relazione, dove i silenzi contano più delle parole.

13. CARA MAMMA
Lettera e rimpianto di una figlia a una madre che non c’è più.

14. LUI
La giovane narratrice incontra un ragazzo più grande, bello e misterioso che diventa il suo amore segreto e su cui moltiplica le bizzarre fantasie.

15. IL LAMPO DEL COLTELLO
Omar il cattivo, Hugo il buono e il coltello che lo ammazza. La protagonista divide a metà le cose del suo emporio con la moglie di Hugo e insieme vedono crescere i loro figli mentre Omar è in carcere.

16. TURISTI E VIAGGIATORI
La narratrice e la sua famiglia, marito e figlio adolescente, vanno a Napoli, ma lei pretende che siano viaggiatori e non turisti e in questo modo cerca (invano) di organizzare le loro giornate.

17. L’ESCURSIONE IN ALTA MONTAGNA
Escursione estiva sulla cordigliera delle Ande con vari esemplari umani. Ma la più originale di tutti è proprio la protagonista.

18. POCA IMMAGINAZIONE
La narratrice non sa fare bene le cose come fanno gli altri. Non ha aspirazioni: non vuole essere nulla e nessuno e rimane infine da sola in compagnia delle sue idee.

19. DETIPIZZARE
Studentessa di filosofia, la narratrice si esercita a detipizzare, cioè a valutare le persone indipendentemente dal loro contesto familiare e sociale.

20.COM’È POTUTO ACCADERE?
L’adolescente Susana sta sempre in disparte, non si piace, è pallida, le gira la testa, non sa dove e come stare… fino a quando capisce cosa le piace davvero… Troppo tardi.

21. DAL PARRUCCHIERE
Dal parrucchiere la protagonista osserva tutte le gerarchie sociali e le tipologie umane… Fino ad arrivare al vertice: il parrucchiere in persona che impassibile taglia i capelli “con quello sguardo abituato qualsiasi cosa”.

22.PER SMETTERE DI FUMARE
“… persino Dio riposò il settimo giorno e si compiacque della sua opera. Che poi è il momento perfetto per fumarsi una sigaretta.“

23. LA MODERATRICE
La narratrice accetta l’incarico di moderatrice a una Fiera del libro, ma non riesce a svolgere il suo compito e l’incontro diventa una baraonda.

23. UN GIORNO QUALUNQUE
Dalla mattina alla sera di un giorno qualunque: pensieri, impressioni, fantasie.

“E, se il tempo si è impadronito di me, trovo che mi abbia reso insieme più padrona del tempo.
Spero che duri.”
Profile Image for Jaqueline Franco.
296 reviews28 followers
August 25, 2021
Es un libro digerible, de fácil lectura, donde la protagonista, nos va narrando su vida, como instantáneas, donde se desenvuelve lo que está detrás de lo que uno hace, con y sin conciencia. Por momentos parece una especie de epifanía personal.
Profile Image for cafejuntoalibros.
584 reviews53 followers
January 30, 2025
Un día cualquiera es como tal cual como su título indica, eventos, situaciones del día a día con el que cualquiera de nosotros atravesaria. Días buenos, días malos, al fin y al cabo son cosas que no podemos controlar y que nos toca vivir, pero lo más importante es todo aquello que aprendemos, personas que conocemos, lugares en el que nos hallamos en el transcurso de nuestra vida, todo es parte de nosotros.

Consta de 20 historias que tocan algunos temas cómo: las clases sociales, tipos de familia, los secretos, la herencia genética y monetaria.

Un libro muy cortito en dónde no hay mucho que ahondar sin revelar mucho. Es una lectura muy amena, ágil, con mucho lirismo y reflexión. Adecuada para una tarde de invierno (esa fue mi experiencia) y bueno, cumple su cometido, porque la verdad es que me hizo pensar mucho en situaciones que pese a que no se las ya vivido, llegas a identificarte con lo que estás leyendo.
Profile Image for Fabio Luís Pérez Candelier.
301 reviews20 followers
April 12, 2023
"Un día cualquiera" de Hebe Uhart, conjunto de relatos o novela fragmentada, engañosos en su simplicidad, que narran la cotidianidad de una mirada que va en formación, centrándose en pequeños detalles de la vida diaria, que adquieren una dimensión simbólica, que calan en la educación sentimental de la protagonista, alter ego de la autora.
Profile Image for Joni.
820 reviews46 followers
June 27, 2020
En forma de anecdotario y cronológicamente Hebe cuenta de su vida, la evolución de su mirada y la madurez inquisitiva. Su estilo simple y directo vuelven esta lectura muy amena.
Profile Image for Nicolas.
12 reviews1 follower
October 3, 2017
Tres me parece poco, cuatro me parece mucho. Primer libro que leo de Hebe Uhart, autora que venía pensando hace rato. Si bien tiene relatos excelentes, el libro como un todo no me terminó de mover.
Profile Image for Iracema Miel.
246 reviews
January 11, 2023
Tengo dudas para clasificar este libro, una especie de incomodidad. Por un lado reconozco la capacidad de la escritora para relatar sucesos cotidianos y por otro pido más, necesito más.
Cuentos o crónicas? Mitad y mitad a mi parecer.
La genialidad aquí es la mirada, una mirada fina de las cosas y del pensamiento ordinario. La capacidad para captarlo en palabras. Llevar a un cuaderno el pensamiento que no controlamos, ese que va sucediendo mientas nos vestimos o guardamos las cosas en la bolsa. La descripción de lo cotidiano es lo hermoso del libro, difícil tarea para un escritor.
Como lector me faltó. Me gusta leer "historias", "sucesos", "causa y consecuencia" de principio a fin. Leo para disfrutar, para salirme de lo cotidiano, para encontrar otras vidas, para que me "cuenten" algo. Y con este libro me faltó eso, sentí que la escritora daba clases de "como escribir", "como poner en palabras sucesos sencillos" y para eso hay libros, que de hecho leo.
Buscaré otro libro de la gran cuentista para intentar que me atrape. Para clases de escritura creativa hay libros específicos. De hecho lo clasificaría en ese género. Léelo si buscas saber como llamar cosas cotidianas en palabras, para disfrutar de una anécdota hay mejores libros de cuentos y relatos.

Profile Image for Julio César.
859 reviews2 followers
January 20, 2022
La verdad medio flojo, eh, esperaba más de Hebe. Dónde está esa chispa, esa mirada incisiva sobre el campo y la ciudad. Me pareció un libro cansado, de una escritora tratando de dar algo más pero sin saber para qué.
Profile Image for Alejandra.
363 reviews15 followers
April 3, 2023
Uhart es genial. La historia puede ser absurda de lo brutalmente intrascendente, y sin embargo brilla.
Profile Image for Rosa Tolava.
344 reviews9 followers
September 23, 2020
ANTONIO TORMO
Tema: la identidad la marginalidad
"El único linyera que yo conocía era un viejo, lo llamaban Pato. Le preguntaban: «¿Cómo te llamás?». Y él contestaba, lo más sonriente, con el nombre que le habían puesto. Del nombre verdadero no se sabía nada, de su pasado, tampoco. Más bien parecía que él tampoco conocía su pasado ni su nombre verdadero, y además, que le importaba muy poco todo eso".
"No sé soñar ni en la vida deseo triunfar.
No tengo norte, no tengo guía,
para mí todo es igual".
"Pero, pero, yo no soy como el linyera, yo no soy linyera, entonces ¿qué soy? Y así, sin ruido ni drama se anunciaban los quién soy y los cómo soy. Ya vendrían después las mismas preguntas con ruido y drama".

LOS SCHIAVI Y LA TÍA CELINA
Los temas de estos dos cuentos son la familia, las enfermedades, el suicidio, la culpa, la decadencia.

MI BARRIO Y LOS VECINOS
Temas: las clases sociales, tipos de familia, los secretos, la herencia genética y monetaria.

"la abuela se fue entristeciendo porque le nació primero el albino, y un albino en el
campo se nota más, queda como perdido, después Ricardo pateado por la vaca y después el papá de Mirta, carajeando y gritando desde la infancia. Y entonces la abuela se fue callando, avergonzada por haber hecho nacer hijos tan diferentes".
"—Te voy a contar un secreto, pero no se lo digas a nadie. Hasta que llegó Perón al gobierno, nosotros comíamos puchero todos los días. ¿Entendés?
Sí, entendí. Debió ser terrible, pero ¿por qué tan secreto? ¿Será una vergüenza ser pobre? ¿Será lo más avergonzante de un ser humano? A mí tanto no me parecía, pero se ve que ella lo había guardado en secreto mucho tiempo… Ella debía ser una persona más sensible que yo".

Y COMO PUDO SER
La búsqueda de identidad, el destino fatal.

LA COORDINACIÓN
—"¿Usted cree que solo los terratenientes pueden querer al campo y escribir sobre él? Explíquese mejor.
La miraba con cara de pegarle un tiro si no se explicaba mejor.
La escritora arregló como pudo, pero ya la gente estaba agitada. No sé cómo fuimos a parar a la Campaña del Desierto, de ahí al reparto de tierras mal hecho durante el siglo pasado y a la matanza de los indios. Después alguien recordó que el gaucho y el indio son dos cosas distintas, y otro salió con que tenían mucha relación. Ya a esa altura yo había perdido toda intención de coordinar y los miraba como quien mira una película".

UN DÍA CUALQUIERA
"Una vez una conocida dijo despreciativamente, en general: «Necesitan escuchar la sensación térmica para saber si tienen frío o calor».
"Yo no le dije nada, pero soy muy sensible a ese tipo de apreciaciones que
corresponden a la estética del alma. Porque va más allá de mí: necesito saber la temperatura y la hora".

"Yo no quiero defraudar a nadie ni que nadie me defraude; tampoco quiero producir una
mala impresión. Por eso a veces voy a esos cafés enormes, donde el mozo no mira a nadie, y cambio constantemente de sitio porque si no pensarán: «¿Quién es esa mujer que se pasa la vida leyendo y anotando?». A veces deseo que el mozo o el diariero me vean con alguien, para que no crean que mi vida se reduce a estudiar, siempre sola. Las raras veces en que voy con alguien, a la mañana, paso delante del kiosquero y del mozo con aire de triunfo".
Profile Image for Literatura Incómoda.
23 reviews1 follower
February 20, 2024
La palabra “sencillo” es una palabra mágica, y es que la sencillez es una virtud maravillosa y no tan común como debería ser. Que alguien se mueva con la idea de lo sencillo significa que lo que hace lo realiza de manera transparente, fluida.
Y así es la literatura de Hebe Uhart, sencilla, sin maquillaje.

Contrariamente a lo que suele pensarse lo sencillo no es sinónimo de fácil, la tarea de convertir lo cotidiano en extraordinario es algo sumamente complejo, porque la materia con la que se trabaja son esas pequeñas acciones, esas frases repetidas, esa cotidianidad que se ha vuelto invisible a fuerza de repetición y en donde mayormente se asienta la vida

Hebe camina, ve, oye y guarda en su memoria frases, rostros, anécdotas. Luego con palabras sencillas, sin adornos innecesarios, con humor y amor creará personajes entrañables, una maestra que da clases en un vagón de un tranvía, una niña que quiere entender “las edades de la vida”, una escritora que es invitada a coordinar una mesa de escritores en la feria del libro y lo de ella es mediar, no coordinar: “ nunca pude coordinar a nadie; si dos personas que están conmigo discuten o se emperran en sus respectivas posiciones, inmediatamente invento una tercera alternativa para quedar bien con las dos: yo sé mediar, no coordinar”.


En el prólogo de las obras reunidas Graciela Speranza, en cuanto a lo que puebla la literatura de Uhart dice “visitas a la casa de la abuela, parientes y vecinos, clases en la escuela, incidentes domésticos, lugares comunes de una familia media de clase media. (...) Capta esas minucias de la experiencia o del lenguaje en las que nadie repara, tan nimias y tan efímeras que ni siquiera anclan en la conciencia, en una suerte de micrometafísica que extraña y reencanta el mundo cotidiano.”

Y para cerrar esta recomendación de forma sencilla, solo resta decir: lean a Hebe y devuélvanle a un día cualquiera la capacidad de volverse único
Profile Image for Ivandro Menezes.
Author 5 books27 followers
January 12, 2020
O cotidiano, o ordinário, o despercebido compõe a matéria-prima dos contos/relatos de Uhart neste livro. Sua narradora nascida no interior da Argentina reúne memórias da infância, da leveza do tempo que parece tardar em seguir entre os vizinhos, as brincadeiras de criança, os campos e pastos. Passando por sua adolescência de descobrimentos, silêncios, ausências, desejos e pertencimentos até a velhice em que os dias parece pregar peças e uma luta contra um sentimento de inutilidade aflora.

O mundo vai se tornando mais complexo ao tempo em que a vida avança. Suas reflexões meninas transformações em dúvidas adolescentes, dilemas adultos e filosóficos e encruzilhadas desimportantes na velhice.
Há um tom displicente no modo de narrar, sem grandes preocupações em trazer sentido estético ou profundo ao que se conta. Tal qual a vida, as páginas passam, as palavras constroem e desconstroem mecanismos, dilemas e a própria representação que faz do ser e do envelhecer.

Não há como discordar da maestria de Uhart. Um ótimo livro.
253 reviews
December 11, 2025
Me remito a la sinopsis del libro: "todos sus relatos son pequeñas historias que se atienen a las pequeñas cosas: siestas o juegos de la infancia, visitas a parientes o vecinos, primeros alejamientos de la casa, experiencias de la vida laboral o estudiantil, caminatas urbanas, visitas a un café o al zoológico.Anécdotas nimias en las que lo que importa es la mirada: una mirada extrañada, corrida de lugar, siempre al sesgo, que partiendo de lo pedestre, doméstico y cotidiano y sin apartarse nunca de allí busca raras conexiones y se formula preguntas esenciales que la transforman en una meditación de dimensiones filosóficas, económicas, sociológicas"

Hay un recorrido de las historias, al principio narradas por una niña, luego ya adolescente y después, joven profesora, que es como hasta la mitad del libro. Son las mejores. El resto son temas más diversos y sobre todo, alguno de ellos, enganchan menos.
21 reviews1 follower
July 9, 2021
Esta cuentista argentina nos pasea en breves postales por la vida pausada y surreal de un pueblo rural de esos que se arremolinan en torno a una calle principal. Los recuerdos de la narradora se despliegan con nostalgia y con un lenguaje muy personal, sentimos cómo nos cuenta sus cosas, como si fuéramos amigos. Se pase entre imágenes de infancia en la quinta de la abuela o en los juegos de la calle, hasta otras que se acercan a su vida de tiempo real como estudiante o recién enamorada. Pero siempre da la sensación de que fueran confesiones hechas con la luz apagada, antes de dormir. Verdaderas y muy propias. Pinta cada una de colores y de expresiones, de sensaciones que podemos reconocer. Es una vida como tantas otras —es un día cualquiera— entre inocencia y despertar, entre campo y ciudad, entre soledad y compañía que nos forma. Preciosa prosa.
Profile Image for Ari.
159 reviews1 follower
April 12, 2023
Cuentos cortos, historias pequeñas contadas en primera persona, no hacen más que hacerte pensar en la autora relatándonos partecita a de su vida. El recorrido nos lleva a historias narradas por la mirada de una niña, de una adolescentes, y finalmente de una joven ya entrada en la adultez.
Hay algo único en la manera de contar cada historia, Hebe relata y sobre su relato acota comentarios, pensamientos, deseos y más. No pasa desapercibido esa manera en que el sarcasmo y el humor posan sobre los personajes de una manera brillante, muchas veces diciendo lo que uno querría opinar. El lector de repente se siente en una conversación con Hebe dónde cuestionan al o la protagonista.
Profile Image for Veronica.
72 reviews3 followers
September 24, 2025
Hebe ha raccontato in un’intervista che le persone che conosce e le storie che sente le sono di ispirazione per ciascun racconto.
Mi sono domandata, in realtà, quanto in ogni racconto fosse un particolare suo personale e quanto fossero effettivamente vissuti altrui.
Piccole pillole di vita, frammenti di quotidianità trasformati in nuclei centrali, meritevoli di parole e di pagine.
Una piacevole introduzione alle opere dell’autrice!
Profile Image for agustín n.
96 reviews2 followers
August 17, 2025
llegué a este libro por recomendación de la tallerista de un taller de ensayo en que participo desde el año pasado. haber leído desde esa perspectiva estos textos de uhart me ha hecho reconocer cómo la voz de la narradora se transforma progresivamente, como si a medida que creciera se agudizara su mirada sobre lo que la rodea, y en esa transformación cambiara también ella.
177 reviews7 followers
January 18, 2026
Una delicia. La autora perfila los personajes de forma psicoanalítica y lo hace de forma espectacular. Coincido con otros lectores que Desfulanizar centra lo esencial de esta colección de cuentos. Creo que siempre hemos necesitado una desfulanización! Por otro lado, me ha encantado conocer una parte de Argentina de los años 50 y 60.
Profile Image for Andrés.
68 reviews
March 24, 2019
Los cuentos de este libro, más que ser cuentos, son crónicas. La estructura y metodología son impecables, pero los relatos en sí simplemente no logran capturar mi imaginación, no logran despertar una emoción...
65 reviews1 follower
Read
December 27, 2022
Cuidado máximo del lenguaje, lenguaje muy inspirado en la oralidad, se fija en cosas pequeñas para contar cuentos donde aparentemente no pasa mucho. Bien trabajados los personajes/narradores niñas/os. Mucha frase antológica con la que hacer un libro de aforismos.
Profile Image for Jonathan Alvarez.
269 reviews8 followers
April 1, 2024
Perfecto ejemplo de la estampa literaria. Se aleja del artificio de la escritura cuentística para dar lugar a la remembranza hecha letras. A pesar de ello, más de un relato le arranca sonrisas o lágrimas a uno.
Profile Image for Manuel Molina.
124 reviews1 follower
August 31, 2020
Los primeros relatos son más flojos que los últimos. Me interesa esta autora por sus comentarios filosóficos en los relatos, son brillantes.
Profile Image for Angeles G-S.
5 reviews5 followers
June 10, 2022
Obra maestra. Si Uhart hubiera escrito en inglés estaría en lo mas alto. Una grandísima autora. Y encima sabe escribir con verdad y con humor.
Profile Image for Catalina.
56 reviews20 followers
December 1, 2022
Bonito libro de relatos, creo que leeré más de Bebé ❤️
Profile Image for Flor Nicolas.
129 reviews2 followers
February 23, 2023
Ritualizar lo cotidiano, posar la mirada en la nada intrascendente pero a la vez, porque no, tan valiosa del día a día, del vida a vida. Una oda a la simplicidad.
Displaying 1 - 30 of 43 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.