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Der Abend der Seelen
Die Geschichte einer unmöglichen Liebe vor der rauen Kulisse Sardiniens
Kurz vor Allerheiligen kehrt Iride Dessì zum Begräbnis des Vaters zurück in ihren Heimatort Padria. Nach ihrer Scheidung will sie hier nicht nur die Angelegenheiten der Familie ordnen, sondern ihr Leben wieder in selbstbestimmte Bahnen lenken. In der Villa Dessì lebt nun nur noch Tata Manuella, die seit jeher die Geheimnisse der Familie hütet. Als Iride dort auf die Spur ihrer Ururgroßmutter Mimì stößt, beginnt Tata zu erzählen: von Donna Mimìs unglücklicher Ehe, von einer ungewöhnlichen Frauenfreundschaft und von Emanuele Manca, einem damals auf Sardinien berüchtigten Banditen, in den sich Mimì unsterblich verliebte – bis sie spurlos verschwand.
Gemeinsam mit ihrem Kindheitsfreund Piero begibt sich Iride auf die Spuren ihrer Ururgroßmutter. Als der 1. November näher rückt, spürt sie, dass der Abend der Seelen Mimì endlich Ruhe bringen und Iride die ersehnten Antworten zu ihrem eigenen Leben liefern könnte.
»Eine fesselnde Geschichte, die bis zur letzten Seite Überraschungen bereithält.« Sette, Corriere della Sera
Kurz vor Allerheiligen kehrt Iride Dessì zum Begräbnis des Vaters zurück in ihren Heimatort Padria. Nach ihrer Scheidung will sie hier nicht nur die Angelegenheiten der Familie ordnen, sondern ihr Leben wieder in selbstbestimmte Bahnen lenken. In der Villa Dessì lebt nun nur noch Tata Manuella, die seit jeher die Geheimnisse der Familie hütet. Als Iride dort auf die Spur ihrer Ururgroßmutter Mimì stößt, beginnt Tata zu erzählen: von Donna Mimìs unglücklicher Ehe, von einer ungewöhnlichen Frauenfreundschaft und von Emanuele Manca, einem damals auf Sardinien berüchtigten Banditen, in den sich Mimì unsterblich verliebte – bis sie spurlos verschwand.
Gemeinsam mit ihrem Kindheitsfreund Piero begibt sich Iride auf die Spuren ihrer Ururgroßmutter. Als der 1. November näher rückt, spürt sie, dass der Abend der Seelen Mimì endlich Ruhe bringen und Iride die ersehnten Antworten zu ihrem eigenen Leben liefern könnte.
»Eine fesselnde Geschichte, die bis zur letzten Seite Überraschungen bereithält.« Sette, Corriere della Sera
350 pages, Paperback
Published September 22, 2026
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Community Reviews
Displaying 1 - 24 of 24 reviews
November 16, 2025
Anche basta con la Sardegna magica e selvaggia in cui sembra che non siamo mai usciti dall'età del bronzo.
Anche basta con la parola "ancestrale" solo perché sì.
Qui, poi, a dare a riti/tradizioni/credenze una patina di cultura pop ci pensa l'amore impossibile a prima vista.
Va be'.
Anche basta con la parola "ancestrale" solo perché sì.
Qui, poi, a dare a riti/tradizioni/credenze una patina di cultura pop ci pensa l'amore impossibile a prima vista.
Va be'.
September 7, 2026
Il libro perfetto per una lettura durante una vacanza ad Alghero.
Un bel mix di mistero e di novità, tutto condito con tradizioni antiche e paesaggi mozzafiato.
Non guasta anche una storia d’amore un po turbolenta.
Cosa mancano? Ah si. Personaggi femminili tosti, che crescono tra le pagine.
Tutti elementi per rendere la storia accattivante.
Un bel mix di mistero e di novità, tutto condito con tradizioni antiche e paesaggi mozzafiato.
Non guasta anche una storia d’amore un po turbolenta.
Cosa mancano? Ah si. Personaggi femminili tosti, che crescono tra le pagine.
Tutti elementi per rendere la storia accattivante.
September 28, 2025
La Cena delle Anime è una storia con una premessa affascinante e un'idea di fondo molto bella. L'ambientazione in Sardegna è un vero punto di forza: i luoghi sono descritti con cura, offrendo un sottofondo evocativo e ben reso. La scrittura è indubbiamente scorrevole e piacevole, rendendo la lettura molto rapida e adatta a chi cerca un romanzo che si divora in fretta.
Tuttavia, il potenziale della storia non è sfruttato a pieno. Il racconto risulta a tratti troppo sbrigativo e avrebbe beneficiato di uno sviluppo più ampio. In particolare, la seconda parte in mia opinione è gestita in modo troppo veloce e immediato, togliendo spessore all'evoluzione dei sentimenti. Avrei gradito una caratterizzazione e un'evoluzione dei personaggi più dettagliate, che avrebbero dato maggiore profondità emotiva alla narrazione.
Infine ho sentito la mancanza di una chiusura più netta su certi aspetti, ma non voglio fare spoilers! Lettura comunque consigliata!
Tuttavia, il potenziale della storia non è sfruttato a pieno. Il racconto risulta a tratti troppo sbrigativo e avrebbe beneficiato di uno sviluppo più ampio. In particolare, la seconda parte in mia opinione è gestita in modo troppo veloce e immediato, togliendo spessore all'evoluzione dei sentimenti. Avrei gradito una caratterizzazione e un'evoluzione dei personaggi più dettagliate, che avrebbero dato maggiore profondità emotiva alla narrazione.
Infine ho sentito la mancanza di una chiusura più netta su certi aspetti, ma non voglio fare spoilers! Lettura comunque consigliata!
March 25, 2026
La Cena delle anime racconta una storia d’amore mescolata alla suggestione di riti antichi. Non posso dire che non sia stato interessante in molte parti ma ho sempre avuto la sensazione di leggere un romanzo leggero . Troppo poco accurati o forse troppo veloci i passaggi e mi è mancata la magia di entrare in una storia e sentirla vera e non un romanzo scritto.
January 27, 2026
In Sardegna, nella notte tra l'uno e il due novembre, si celebra Sa chena pro sos mortos (in italiano la cena per le anime dei defunti). Usanza in passato ampiamente diffusa adesso si mantiene soltanto in alcune località. Consiste nel preparare una tavola usando il tovagliato migliore che si possiede, si arricchisce poi Sa mesa di svariate pietanze della tradizione sarda (principalmente pane e dolci), e si attende l'arrivo delle anime che tornano a far visita alle famiglie.
Questa storia vede protagonista la famiglia Dessì, a Padria, in generazioni diverse: la storia di Iride si svolge nel 2022 e quella di Mimì, sua trisnonna, si svolge nel 1899.
Iride torna in Sardegna alla morte del padre per dare l'ultimo saluto e sistemare le sue cose ed entra in contatto con una storia passata, una sorta di "maledizione" che colpisce le donne della sua famiglia.
Tra realtà, folklore, reperti nuragici e pozzi sacri la storia si svolge in una terra selvaggia e profumata che viene descritta molto bene; mi sono sentita a casa ed è stato bello fare un viaggio nel passato, all'epoca dei banditi.
Mi è piaciuto, forse l'unica pecca è stata non avere tutte le risposte sul finale (ma questo dipende dal mio bisogno spasmodico di sapere quindi è una personale opinione). Nel complesso è un libro scritto bene, scorrevole, con diversi intrecci e una storia d'amore travolgente che mi ha emozionato.
Se mai vi capitasse di passare da queste parti vi consiglio di visitare il citato pozzo di Santa Cristina che si trova nell'area archeologica vicino a Paulilatino. Nel pozzo, grazie alla sua apertura superiore, avviene ogni 18,6 anni il Lunistizio maggiore: la luce della luna raggiunge lo specchio d'acqua, perfettamente allineata con il foro del pozzo. L'area è davvero bellissima.
Questa storia vede protagonista la famiglia Dessì, a Padria, in generazioni diverse: la storia di Iride si svolge nel 2022 e quella di Mimì, sua trisnonna, si svolge nel 1899.
Iride torna in Sardegna alla morte del padre per dare l'ultimo saluto e sistemare le sue cose ed entra in contatto con una storia passata, una sorta di "maledizione" che colpisce le donne della sua famiglia.
Tra realtà, folklore, reperti nuragici e pozzi sacri la storia si svolge in una terra selvaggia e profumata che viene descritta molto bene; mi sono sentita a casa ed è stato bello fare un viaggio nel passato, all'epoca dei banditi.
Mi è piaciuto, forse l'unica pecca è stata non avere tutte le risposte sul finale (ma questo dipende dal mio bisogno spasmodico di sapere quindi è una personale opinione). Nel complesso è un libro scritto bene, scorrevole, con diversi intrecci e una storia d'amore travolgente che mi ha emozionato.
Se mai vi capitasse di passare da queste parti vi consiglio di visitare il citato pozzo di Santa Cristina che si trova nell'area archeologica vicino a Paulilatino. Nel pozzo, grazie alla sua apertura superiore, avviene ogni 18,6 anni il Lunistizio maggiore: la luce della luna raggiunge lo specchio d'acqua, perfettamente allineata con il foro del pozzo. L'area è davvero bellissima.
January 28, 2026
MARIA LAURA BERLINGUER
LA CENA DELLE ANIME
Sa chena pro sos mortos
Autrice mai sentita
Grazie cugina per il regalo.❤️
Storia dalla dinamica abbastanza prevedibile,con un interessante riferimento alla psicogenealogia…
avrebbe potuto coccolare di più se la prosa fosse stata più originale, i riti, le descrizioni di paesaggi, paesi e persone avrebbero avuto una spinta in più se lo stile non fosse stato così comune… o forse sono io troppo esigente che vorrei la prosa di Zola nella descrizione delle nostre campagne, l'introspezione di Proust nel descrivere stato d'animo o i riti ancestrali sardi che il libro racconta. O la poesia di Sergio atzeni mentre parla degli antenati..
Sapori e profumi familiari sono emersi , ma più dal ricordo che dall evocazione letteraria .
Tradizione che va perdendosi
Non ci sono più le nonne di una volta .. è un peccato…
La memoria va preservata e i segreti devono svelarsi per un giusto fluire delle energie e dei destini.
Sapeva che certi sogni non erano mai casuali. Gli antenati trovano sempre il modo di comunicare
dafnomanzia
«Chi tiene tutti lontani lo fa perché porta dentro una ferita, un segreto. È come un animale che si protegge.»
«Quando ero ancora una bambina papà mi portava fuori all’alba. Mi diceva di ascoltare la musica del mondo. Ascoltala anche tu…»
piante nella tradizione popolare della Sardegna, di Aldo Domenico Atzei
LA CENA DELLE ANIME
Sa chena pro sos mortos
Autrice mai sentita
Grazie cugina per il regalo.❤️
Storia dalla dinamica abbastanza prevedibile,con un interessante riferimento alla psicogenealogia…
avrebbe potuto coccolare di più se la prosa fosse stata più originale, i riti, le descrizioni di paesaggi, paesi e persone avrebbero avuto una spinta in più se lo stile non fosse stato così comune… o forse sono io troppo esigente che vorrei la prosa di Zola nella descrizione delle nostre campagne, l'introspezione di Proust nel descrivere stato d'animo o i riti ancestrali sardi che il libro racconta. O la poesia di Sergio atzeni mentre parla degli antenati..
Sapori e profumi familiari sono emersi , ma più dal ricordo che dall evocazione letteraria .
Tradizione che va perdendosi
Non ci sono più le nonne di una volta .. è un peccato…
La memoria va preservata e i segreti devono svelarsi per un giusto fluire delle energie e dei destini.
Sapeva che certi sogni non erano mai casuali. Gli antenati trovano sempre il modo di comunicare
dafnomanzia
«Chi tiene tutti lontani lo fa perché porta dentro una ferita, un segreto. È come un animale che si protegge.»
«Quando ero ancora una bambina papà mi portava fuori all’alba. Mi diceva di ascoltare la musica del mondo. Ascoltala anche tu…»
piante nella tradizione popolare della Sardegna, di Aldo Domenico Atzei
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February 19, 2026
Apprezzabile la descrizione della cultura sarda, sia dal punto di vista architettonico che di usanze popolari. Al di là di questo, però, ho trovato veramente molto poco.. personaggi poco convincenti, sviluppi eccessivamente improvvisi, una storia che non riesce mai ad appassionarmi davvero.
September 17, 2026
Tra romance e avventura: un romanzo delle seconde occasioni di ambientazione sarda
Nel 2022, Iride Dessì torna in Sardegna da sola in occasione del funerale del padre. È una donna piena di rimpianti, che ha rinunciato alla sua carriera di archeologa in giro per il mondo, accontentandosi di un non meglio specificato lavoro mediocre per un matrimonio ormai finito. Purtroppo non ci viene detta la sua età, né quanti anni abbiano i suoi due figli, ma viene accennato al fatto che deve provvedere economicamente a loro. Spero che almeno siano già abbastanza grandi, visto che non si mette in contatto con la progenie nemmeno una volta durante i giorni trascorsi a Padria!
Appena rivede l’amico d’infanzia Piero Alivesi, ora psichiatra a Nuoro, il cuore però inizia a batterle forte e il prevedibilissimo romance contemporaneo è servito. Fortunatamente, la storia di Iride e Piero è solo la cornice per la scoperta delle intriganti ma drammatiche vicende della di lei trisavola Mimì Oppes.
Nel 1899, la giovane donna sopravvive a malapena al terzo aborto spontaneo. Ha già una figlia, ma il marito Augusto Dessì vuole assolutamente un maschio.
Il destino di Mimì sembra inesorabilmente segnato, vittima com’è di un pessimo matrimonio combinato dal padre.
Augusto Dessì è un uomo a cui importa più della sorella Ada che della consorte, a cui vieta invece categoricamente l’accesso a una delle stanze della casa. Giuro che all’inizio ho pensato che nascondesse una prima moglie pazza come quel filibustiere di Rochester in Jane Eyre.
Cosa c’è in realtà nella stanza segreta di Augusto? Antichi reperti nuragici provenienti dal pozzo sacro situato in un terreno di sua proprietà, tra cui tre spade da usare in un rituale ancestrale tramandato dalla sua famiglia.
Fratello e sorella sono così uniti da apparire sinistramente incestuosi. In casa spadroneggiano Ada e Augusto, mentre la povera Mimì viene relegata al ruolo di vacca da riproduzione: oggi ti compri un utero, un tempo ti compravi una moglie.
Continuando in quel modo, presto o tardi Mimì sarebbe veramente morta in un lago di sangue o magari Augusto l’avrebbe fatta uccidere per restare vedovo e potersi risposare con un’altra donna, una in grado di dare a quel maschilista il tanto agognato erede.
La svolta arriva con la visita dell’inglese Elisabeth Hope, figlia di un amico del defunto padre di Augusto. Sir Charles Hope, ormai malato, era stato uno dei principali studiosi dei pozzi sacri, templi dedicati al culto dell’acqua.
Elisabeth desidera portare a termine il lavoro del padre e con i suoi racconti affascina Mimì. Viaggia da sola, non è sposata eppure dà a intendere di aver conosciuto intimamente più uomini. L’inglese incoraggia Mimì ad amare e Mimì si innamora di un bandito assoldato dal marito per una battuta di caccia.
È un colpo di fulmine ricambiato. Mimì fa di tutto per incontrarlo nuovamente e lui la bacia. Lo cerca ancora e lui la fa sua anima e corpo.
Elisabeth la mette in guardia. Ma come? Prima lancia il sasso e poi nasconde la mano?
Chi gioca con il fuoco si scotta e a fare la spia è la procace Assuntina, ambiziosa figlia di un mezzadro e assidua frequentatrice dell’accampamento dei banditi, decisa a vendicarsi per essere stata ripetutamente respinta proprio dal loro capo, Emanuele Manca.
Chi sarebbe Assuntina oggi? Un’escort, l’amante di un vecchio politico, la moglie di un calciatore, un’influencer siliconata.
Ada ovviamente rivela la scandalosa relazione al fratello che non reagisce immediatamente, ma escogita un piano diabolico: avvelenare lentamente la moglie, giorno dopo giorno, un po’ come il personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio nel film Killers of the Flower Moon.
Mimì diventa così sempre più debole e la partenza di Elisabeth è ormai vicina. L’unica salvezza possibile è la fuga, ma Mimì non si accontenta dell’amante e vuole portare con sé anche la figlia Paola, figlia di cui in realtà non si è mai occupata molto e che, se invece avesse dovuto accudire personalmente, probabilmente non le avrebbe lasciato il tempo per trastullarsi con il bandito bello e tenebroso, che grazie a lei e solo a lei è riuscito a lasciarsi alle spalle il dolore per la moglie e il figlio uccisi anni prima.
La cena delle anime non è un libro per persone ansiose o impazienti. Non sapere fino alla fine se Mimì si sarebbe salvata o meno mi ha tenuta sulle spine.
A Padria tutti l’hanno creduta annegata in mare, ma Iride e Piero scoprono che in realtà sia lei che Emanuele Manca sono riusciti a raggiungere Elisabeth in Inghilterra. La figlia Paola invece è stata trattenuta in Sardegna ed è stata cresciuta dal padre Augusto e dalla zia Ada, ma Elisabeth è tornata varie volte a farle visita. Ma com’è possibile? L’inglese non ha temuto per la sua vita? Paola, ormai adulta, si è poi persino recata a sua volta in Inghilterra per un viaggio di formazione.
Voto complessivo? 3 su 5 per un romanzo che spalanca le porte sull’affascinante mondo dei pozzi sacri nuragici e della tradizione della cena delle anime, per molti versi simile al Giorno dei Morti (Día de Muertos) messicano, ma in cui si sarebbe potuto tranquillamente omettere il trito cliché del ritorno di fiamma per l’amico d’infanzia, oltre ad alcuni refusi.
Nel 2022, Iride Dessì torna in Sardegna da sola in occasione del funerale del padre. È una donna piena di rimpianti, che ha rinunciato alla sua carriera di archeologa in giro per il mondo, accontentandosi di un non meglio specificato lavoro mediocre per un matrimonio ormai finito. Purtroppo non ci viene detta la sua età, né quanti anni abbiano i suoi due figli, ma viene accennato al fatto che deve provvedere economicamente a loro. Spero che almeno siano già abbastanza grandi, visto che non si mette in contatto con la progenie nemmeno una volta durante i giorni trascorsi a Padria!
Appena rivede l’amico d’infanzia Piero Alivesi, ora psichiatra a Nuoro, il cuore però inizia a batterle forte e il prevedibilissimo romance contemporaneo è servito. Fortunatamente, la storia di Iride e Piero è solo la cornice per la scoperta delle intriganti ma drammatiche vicende della di lei trisavola Mimì Oppes.
Nel 1899, la giovane donna sopravvive a malapena al terzo aborto spontaneo. Ha già una figlia, ma il marito Augusto Dessì vuole assolutamente un maschio.
Il destino di Mimì sembra inesorabilmente segnato, vittima com’è di un pessimo matrimonio combinato dal padre.
Augusto Dessì è un uomo a cui importa più della sorella Ada che della consorte, a cui vieta invece categoricamente l’accesso a una delle stanze della casa. Giuro che all’inizio ho pensato che nascondesse una prima moglie pazza come quel filibustiere di Rochester in Jane Eyre.
Cosa c’è in realtà nella stanza segreta di Augusto? Antichi reperti nuragici provenienti dal pozzo sacro situato in un terreno di sua proprietà, tra cui tre spade da usare in un rituale ancestrale tramandato dalla sua famiglia.
Fratello e sorella sono così uniti da apparire sinistramente incestuosi. In casa spadroneggiano Ada e Augusto, mentre la povera Mimì viene relegata al ruolo di vacca da riproduzione: oggi ti compri un utero, un tempo ti compravi una moglie.
Continuando in quel modo, presto o tardi Mimì sarebbe veramente morta in un lago di sangue o magari Augusto l’avrebbe fatta uccidere per restare vedovo e potersi risposare con un’altra donna, una in grado di dare a quel maschilista il tanto agognato erede.
La svolta arriva con la visita dell’inglese Elisabeth Hope, figlia di un amico del defunto padre di Augusto. Sir Charles Hope, ormai malato, era stato uno dei principali studiosi dei pozzi sacri, templi dedicati al culto dell’acqua.
Elisabeth desidera portare a termine il lavoro del padre e con i suoi racconti affascina Mimì. Viaggia da sola, non è sposata eppure dà a intendere di aver conosciuto intimamente più uomini. L’inglese incoraggia Mimì ad amare e Mimì si innamora di un bandito assoldato dal marito per una battuta di caccia.
È un colpo di fulmine ricambiato. Mimì fa di tutto per incontrarlo nuovamente e lui la bacia. Lo cerca ancora e lui la fa sua anima e corpo.
Elisabeth la mette in guardia. Ma come? Prima lancia il sasso e poi nasconde la mano?
Chi gioca con il fuoco si scotta e a fare la spia è la procace Assuntina, ambiziosa figlia di un mezzadro e assidua frequentatrice dell’accampamento dei banditi, decisa a vendicarsi per essere stata ripetutamente respinta proprio dal loro capo, Emanuele Manca.
Chi sarebbe Assuntina oggi? Un’escort, l’amante di un vecchio politico, la moglie di un calciatore, un’influencer siliconata.
Ada ovviamente rivela la scandalosa relazione al fratello che non reagisce immediatamente, ma escogita un piano diabolico: avvelenare lentamente la moglie, giorno dopo giorno, un po’ come il personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio nel film Killers of the Flower Moon.
Mimì diventa così sempre più debole e la partenza di Elisabeth è ormai vicina. L’unica salvezza possibile è la fuga, ma Mimì non si accontenta dell’amante e vuole portare con sé anche la figlia Paola, figlia di cui in realtà non si è mai occupata molto e che, se invece avesse dovuto accudire personalmente, probabilmente non le avrebbe lasciato il tempo per trastullarsi con il bandito bello e tenebroso, che grazie a lei e solo a lei è riuscito a lasciarsi alle spalle il dolore per la moglie e il figlio uccisi anni prima.
La cena delle anime non è un libro per persone ansiose o impazienti. Non sapere fino alla fine se Mimì si sarebbe salvata o meno mi ha tenuta sulle spine.
A Padria tutti l’hanno creduta annegata in mare, ma Iride e Piero scoprono che in realtà sia lei che Emanuele Manca sono riusciti a raggiungere Elisabeth in Inghilterra. La figlia Paola invece è stata trattenuta in Sardegna ed è stata cresciuta dal padre Augusto e dalla zia Ada, ma Elisabeth è tornata varie volte a farle visita. Ma com’è possibile? L’inglese non ha temuto per la sua vita? Paola, ormai adulta, si è poi persino recata a sua volta in Inghilterra per un viaggio di formazione.
Voto complessivo? 3 su 5 per un romanzo che spalanca le porte sull’affascinante mondo dei pozzi sacri nuragici e della tradizione della cena delle anime, per molti versi simile al Giorno dei Morti (Día de Muertos) messicano, ma in cui si sarebbe potuto tranquillamente omettere il trito cliché del ritorno di fiamma per l’amico d’infanzia, oltre ad alcuni refusi.
Review of advance copy
Wir begeben uns auf eine wunderbare Reise beim Lesen dieses fantastischen Romans. Die Geschichte beginnt in der Gegenwart, nimmt uns dann bald mit in die Vergangenheit. Iride kehrt in ihr Heimatdort auf Sardinien zurück, nachdem ihr Vater gestorben ist. Sie stößt auf ein Geheimnis, das mit ihrer weiblichen Familie zu tun hat – es geht um ihre Ururgroßmutter Mimi und deren Schicksal. Alles geschah bereits im 19. Jahrhundert.
Iride bekommt Hilfe von ihrem Jugendfreund Piero.
Die Geschichte durchzieht eine mystische Stimmung – geheimnisvoll und durchdrungen von Traditionen, wie man sie auf Sardinien findet. Sie beginnt in der Gegenwart, Oktober 2022 und geht in weiteren Kapiteln dann 123 Jahre zurück, ins Jahr 1899.
Das Haus Dessi wird atmosphärisch beschrieben, Tonino Oppes besucht seine schwangere Tochter Mimi, die mit Augusto Dessi verheiratet ist. Sie hat bereits die kleine Tochter Paola, die wir ebenfalls in der Szene antreffen. Bald wird klar, wer im Haus das Zepter führt, nämlich die Schwester von Mimis Gatten. Es sieht so aus, dass mit dem Eintreffen von Elizabeth Hope aus England die Gruppendynamik im Haus eine neue Richtung nehmen wird. Sie und Mimi werden eine Freundschaft beginnen, die Mimi aus einer quälenden Isolation befreien wird, die ihre Schwägerin und sogar ihr Ehemann ihr auferlegen. An einer Stelle auf S.102 vergleicht Elisabeth Mimis Zustand mit einer Art Strafe denn „schließlich war (auch) sie von ihrem Vater gedrängt worden, einen Adligen zu heiraten, und saß nun in einem Leben fest, das sie gar nicht wollte…“. Immer wieder durchziehen Andeutungen den Text, dass das Seelenmahl an diesem 1. November denkwürdig sein würde… Wie denkwürdig dieser erste November wird, verfolgen wir atemlos, während wir diesen „pageturner“ nicht aus der Hand legen können. Berlinguer ist eine Meisterin des magischen Realismus. Die vielen Beschreibungen der sardischen Kultur regen an, sich im Nachgang mehr mit der prähistorischen Kultur der Insel zu beschäftigen.
„In unserer Kultur stellen die Ahnen die Verbindung zwischen Vergangenheit und Zukunft dar, sie sind wie die Wurzeln eines Baumes: Fundamente für das Wachstum, für die Blätter und Früchte. Unsere Ahnen führen uns.“ Dieses Wissen nehmen wir außerdem mit, wenn wir uns von diesen Erkenntnissen angezogen fühlen. Aus Erfahrung kann ich zustimmen. Diese wunderbare Erzählung könnte immer so weitergehen und uns noch mehr davon erzählen, dass
„die Zeit keine gerade Linie darstellt, sondern in Kreisen verläuft und die Toten zurückkehren lässt.“ Unsere Toten sind bei uns, sie sind Seelen keine Geister. Aber nicht jeder kann sie wahrnehmen.
Ich danke vorablesen.de für die Möglichkeit dieses Buch vor Erscheinen zu lesen und zu rezensieren,
Iride bekommt Hilfe von ihrem Jugendfreund Piero.
Die Geschichte durchzieht eine mystische Stimmung – geheimnisvoll und durchdrungen von Traditionen, wie man sie auf Sardinien findet. Sie beginnt in der Gegenwart, Oktober 2022 und geht in weiteren Kapiteln dann 123 Jahre zurück, ins Jahr 1899.
Das Haus Dessi wird atmosphärisch beschrieben, Tonino Oppes besucht seine schwangere Tochter Mimi, die mit Augusto Dessi verheiratet ist. Sie hat bereits die kleine Tochter Paola, die wir ebenfalls in der Szene antreffen. Bald wird klar, wer im Haus das Zepter führt, nämlich die Schwester von Mimis Gatten. Es sieht so aus, dass mit dem Eintreffen von Elizabeth Hope aus England die Gruppendynamik im Haus eine neue Richtung nehmen wird. Sie und Mimi werden eine Freundschaft beginnen, die Mimi aus einer quälenden Isolation befreien wird, die ihre Schwägerin und sogar ihr Ehemann ihr auferlegen. An einer Stelle auf S.102 vergleicht Elisabeth Mimis Zustand mit einer Art Strafe denn „schließlich war (auch) sie von ihrem Vater gedrängt worden, einen Adligen zu heiraten, und saß nun in einem Leben fest, das sie gar nicht wollte…“. Immer wieder durchziehen Andeutungen den Text, dass das Seelenmahl an diesem 1. November denkwürdig sein würde… Wie denkwürdig dieser erste November wird, verfolgen wir atemlos, während wir diesen „pageturner“ nicht aus der Hand legen können. Berlinguer ist eine Meisterin des magischen Realismus. Die vielen Beschreibungen der sardischen Kultur regen an, sich im Nachgang mehr mit der prähistorischen Kultur der Insel zu beschäftigen.
„In unserer Kultur stellen die Ahnen die Verbindung zwischen Vergangenheit und Zukunft dar, sie sind wie die Wurzeln eines Baumes: Fundamente für das Wachstum, für die Blätter und Früchte. Unsere Ahnen führen uns.“ Dieses Wissen nehmen wir außerdem mit, wenn wir uns von diesen Erkenntnissen angezogen fühlen. Aus Erfahrung kann ich zustimmen. Diese wunderbare Erzählung könnte immer so weitergehen und uns noch mehr davon erzählen, dass
„die Zeit keine gerade Linie darstellt, sondern in Kreisen verläuft und die Toten zurückkehren lässt.“ Unsere Toten sind bei uns, sie sind Seelen keine Geister. Aber nicht jeder kann sie wahrnehmen.
Ich danke vorablesen.de für die Möglichkeit dieses Buch vor Erscheinen zu lesen und zu rezensieren,
August 10, 2026
Iride Dessì, la protagonista del romanzo, torna nel suo paese d'origine dopo la morte del padre. Quello che, all'inizio, sembra il racconto del funerale si trasforma in un viaggio molto più profondo: Iride è costretta a confrontarsi con il proprio passato, con i rapporti familiari irrisolti e con i segreti custoditi dalla comunità in cui è cresciuta.
Tutti noi, prima o poi, dobbiamo fare i conti con la morte dei nostri genitori. Un momento che segna un prima e un dopo nelle nostre vite.
Conoscere il proprio passato è fondamentale per capire, ancora meglio, il presente. Iride attraverso le parole di Tata, una donna anziana che l'ha accudita fin da piccola, conoscerà la travagliata vita della sua bisnonna: Mimì Oppes.
Il titolo richiama l'antica tradizione sarda "sa chena pro sos mortos" ("la cena per i morti"), un rito dedicato alla commemorazione dei defunti, simbolo del legame che continua a unire vivi e morti.
Questa usanza, nel romanzo, non è solo uno sfondo folkloristico ma diventa una chiave narrativa che esplora temi come: il dolore per la perdita, il peso dell'eredità familiare, la memoria individuale e collettiva, il confine sottile tra realtà, superstizione e spiritualità.
Un romanzo introspettivo e corale, in cui il paesaggio e la cultura della Sardegna hanno un ruolo centrale, contribuendo a creare un'atmosfera unica, intensa e profondamente suggestiva.
Tutti noi, prima o poi, dobbiamo fare i conti con la morte dei nostri genitori. Un momento che segna un prima e un dopo nelle nostre vite.
Conoscere il proprio passato è fondamentale per capire, ancora meglio, il presente. Iride attraverso le parole di Tata, una donna anziana che l'ha accudita fin da piccola, conoscerà la travagliata vita della sua bisnonna: Mimì Oppes.
Il titolo richiama l'antica tradizione sarda "sa chena pro sos mortos" ("la cena per i morti"), un rito dedicato alla commemorazione dei defunti, simbolo del legame che continua a unire vivi e morti.
Questa usanza, nel romanzo, non è solo uno sfondo folkloristico ma diventa una chiave narrativa che esplora temi come: il dolore per la perdita, il peso dell'eredità familiare, la memoria individuale e collettiva, il confine sottile tra realtà, superstizione e spiritualità.
Un romanzo introspettivo e corale, in cui il paesaggio e la cultura della Sardegna hanno un ruolo centrale, contribuendo a creare un'atmosfera unica, intensa e profondamente suggestiva.
May 18, 2026
4 stelle su 5 perché ho trovato alcuni momenti narrativi un po dispersivi e non sempre la descrizione dei personaggi è veramente chiara.
Il ritmo narrativo delle ultime 100 pagine è davvero serrato rispetto alle prime 250, sicuramente un incentivo a voler scoprire il capo della narrazione.
Nel complesso la storia l’ho trovata originale, avrei voluto affezionarmi di più ai personaggi ma l’autrice tiene sempre un distacco tra lettore e narrato.
Mi ha fatto di sicuro affezionare alla cultura tramandata, le tradizioni che nel nel tempo si perdono e fa sicuramente riflettere sul tema delle credenze popolari.
Mi sento comunque di consigliarlo a chi ama le storie con balzi temporali (definiti), romanzi familiari con un’impronta storica e quella punta investigativa che va a movimentare il racconto.
Il ritmo narrativo delle ultime 100 pagine è davvero serrato rispetto alle prime 250, sicuramente un incentivo a voler scoprire il capo della narrazione.
Nel complesso la storia l’ho trovata originale, avrei voluto affezionarmi di più ai personaggi ma l’autrice tiene sempre un distacco tra lettore e narrato.
Mi ha fatto di sicuro affezionare alla cultura tramandata, le tradizioni che nel nel tempo si perdono e fa sicuramente riflettere sul tema delle credenze popolari.
Mi sento comunque di consigliarlo a chi ama le storie con balzi temporali (definiti), romanzi familiari con un’impronta storica e quella punta investigativa che va a movimentare il racconto.
April 29, 2026
Ok dopo secoli di pausa dal leggere sono riuscita finalmente a finire questo boboetto di libro regalatomi da un signore dolce e caro.
Che dire, vorrei riuscire a trovare il primo libro di Maria Laura Berlinguer - il suo modo di scrivere mi piace tantissimo e a me personalmente mi ha tenuta attaccata alle pagine, la storia molto carina fatta di misteri che incuriosiscono, tradizioni sarde e una storia d’amore d’altri tempi.
Che dire, vorrei riuscire a trovare il primo libro di Maria Laura Berlinguer - il suo modo di scrivere mi piace tantissimo e a me personalmente mi ha tenuta attaccata alle pagine, la storia molto carina fatta di misteri che incuriosiscono, tradizioni sarde e una storia d’amore d’altri tempi.
October 9, 2025
Letto in un giorno durante un viaggio. Forse mi aspettavo qualcosa di piu, ma ammetto di averlo letto velocemente perche’ non mi prendeva piu di tanto e volevo inziarne un altro. Bella la storia degli antenati, ma molto fantasiosa. Misteri, leggende, maledizioni. Non indimenticabile. Non so se lo consiglierei.
November 8, 2025
“Il passato non è solo memoria e non va solo ricordato. Il passato è segno, richiamo. E va compreso lasciandosi guidare dalla bussola del cuore”
Un segreto che accompagna una famiglia da molte generazioni.
Un’amore che ha voluto sfidare il destino e le convenzioni sociali
Una tradizione che appartiene a questa terra, la Sardegna.
Un bel romanzo, lo consiglio!
Un segreto che accompagna una famiglia da molte generazioni.
Un’amore che ha voluto sfidare il destino e le convenzioni sociali
Una tradizione che appartiene a questa terra, la Sardegna.
Un bel romanzo, lo consiglio!
February 1, 2026
Una storia appassionante, che si sviluppa tra il 1899 e il 2022 portando alla luce la verità sul grande coraggio di Mimì Dessì che per amore scelse di stravolgere la sua vita trasformando la sua fuga in un vero mistero tramandato per decenni.
Saranno i discendenti a ricostruire la verità, riportando alla luce quei segreti che renderanno possibile a loro raccogliere l'eredità dei loro avi.
Saranno i discendenti a ricostruire la verità, riportando alla luce quei segreti che renderanno possibile a loro raccogliere l'eredità dei loro avi.
November 30, 2025
Ma com'è' possibile? Ancora con queste cose dell'800? Poi i sardi si incazzano, perché diciamo che scrivono sempre le stesse cose. Tempo sprecato, per non parlare dei soldi. Evitate: è scritto da terza media.
December 29, 2025
un po' lento
January 15, 2026
Romanzo storico mescola ricordi, invenzioni e tradizioni popolari sarde. Intrigante e misterioso tiene incollato il lettore fino alla fine
May 17, 2026
Meraviglioso. Una storia emozionante che ti tiene in sospeso fino alla fine. Raccontata con grande maestria. Tradizioni sarde che si mischiano all'epoca moderna. Consiglio vivamente
October 21, 2025
Carino, leggero, romantico. Una Sardegna meno pesante che in altri romanzi.
November 7, 2025
Romanzo molto scorrevole: lo stile dell'autrice è leggero e mai pesante. Personalmente, ho preferito le parti ambientate nel 1899. Mi ha colpito il rapporto d'amicizia descritto e la passione che travolge Mimì, raccontata in modo davvero emozionante.
Il libro parla di riti antichi, archeologia sarda e passioni che affondano radici profonde nel passato. Ho scoperto i pozzi nuragici, luoghi magici e spettacolari.
L’unico aspetto che mi ha un po’ delusa è che mi aspettavo di trovare qualcosa in più su sa chena pro sos mortos.
Nonostante questo, resta un libro che mescola mistero, storia e emozione, capace di far scoprire un lato affascinante della Sardegna.
Piaciuto: Sì Sì Sì!!!
Il libro parla di riti antichi, archeologia sarda e passioni che affondano radici profonde nel passato. Ho scoperto i pozzi nuragici, luoghi magici e spettacolari.
L’unico aspetto che mi ha un po’ delusa è che mi aspettavo di trovare qualcosa in più su sa chena pro sos mortos.
Nonostante questo, resta un libro che mescola mistero, storia e emozione, capace di far scoprire un lato affascinante della Sardegna.
Piaciuto: Sì Sì Sì!!!
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