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Roma Caput Mundi #3

Roma 46 d.C.: Vendetta

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Contraccambiare il male ricevuto con il male peggiore. Questo è ciò che ha spinto un uomo misterioso a compiere l’atto più nefando. Marco Quinto Rufo questa volta non dovrà combattere guerre, né affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero, perché la vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue. Non il suo, né quello di sua moglie ma quello di un essere indifeso che il vile, oscuro, nemico gli ha sottratto. Lui che non teme nulla e nessuno dovrà affrontare il Male Supremo, faccia a faccia, in una partita a due che avrà un solo vincitore ma non un solo protagonista. Perché in quei giorni oscuri e terribili, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano Arash Tahmurat…

320 pages, Paperback

First published June 1, 2015

63 people want to read

About the author

Adele Vieri Castellano

23 books198 followers
An Italian author of historical romance, Adele penned her first short romance story at the age of nine, when she selected the pseudonym she uses today, the name of her great-grandmother. Her historical romances are set in ancient Rome and published by Leggereditore. Born in the mid-sixties, she lived in France for years and has two points firmly in her life: reading and writing. She lives in Milan with three cats. Her passion? Ancient history, which she loves to recreate with passion in her books.

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Displaying 1 - 28 of 28 reviews
Profile Image for Chiara Allegranti.
210 reviews7 followers
June 17, 2019
Ormai lo sanno anche i sassi, che amo alla follia Marco Quinto Rufo e che adoro tutto il suo contorno.
Mi immergo nella Roma imperiale a capo fitto, come se non ci fosse altra via d'uscita.
Come se l'unico modo per provare emozioni vere e sensazioni che mettono i brividi sulla pelle, fosse perdersi tra le sue strade e le sue trame.
Quindi seguo tracce di lui, di Livia, di Messalla ecc. come se fossi un segugio. Non perdo un post di Adele Vieri Castellano, in modo da essere pronta all'entrata in scena del Legato più forte, virile, bello, coraggioso ed emozionante che io abbia mai "incontrato".
Si perché chi di noi non ha mai incontrato un Legato del Sacro Romano Impero???
Dai avete capito cosa voglio dire!!!!
Comunque non perdiamoci in altri sogni ad occhi aperti e veniamo al succo della questione.
MI è PIACiUTA QUESTA NUOVA AVVENTURA?
Ecco bisogna che ammetta a me stessa che non è stata la solita esperienza travolgente e coinvolgente che ormai sono abituata a vivere con questa Saga.
Mi è piaciuta ma c'è un MA...
Perché?
Perché io ho necessità di godermi la storia, i dialoghi, le parole sussurrate ed urlate con il ritmo giusto.
E questa volta ho avuto la sensazione che la storia corresse via troppo veloce.
Tutto succede in troppo poco tempo.
Si è vero che tutto è legato alla brutta esperienza che vive la piccola Valeria ed in questo caso il tempo è nemico e bisogna correre per salvarla.
Dall'altro lato però le storie che accompagnano quella centrale a me hanno dato l'impressione di essere raccontate con tempi un po' ristretti.
Voglio dire per un personaggio come Arash Tahmurat, secondo me, c'era bisogno di qualche pagina in più in modo da farci assaporare in pieno tutte le sfumature del suo essere.
Che ragazze ve lo dico, già dalla prima descrizione,Stende!
Invece nel giro di due pagine è belle che andato per Mirta.
La loro storia poi comunque è una bella storia, ma qualche altra paginetta in modo da farli interagire e per far si che noi lettori potessimo aggognare ciò che poi accade, io l'avrei gradita.
In modo da arrivare al dunque ed essere sopraffatta da un'ondata di brividi e calore.
Proprio come ho vissuto Marco e Livia.
E LORO DUE?
Io lo ripeto, li amo alla follia.
La Castellano secondo me quando scrive di loro, da sempre il meglio di se.
Si, anche con loro avrei preferito un maggior numero di scene che li ritraggono insieme, ma i loro dialoghi, i loro momenti di intimità sono perfetti.
Traspare il loro amore e la dedizione dell'uno per l'altra.
Sono bellissimi i loro sguardi, I sussurri e le loro carezze.
Con Marco e Livia ho ritrovato, il sentimento che ha accompagnato le mie letture fin dall'inizio.
Quindi alla fine dei conti ho dato 4 perché trovare un autrice che racconta la Storia antica e descrive momenti storici e protagonisti indimenticabili non è facile.
Perché poi alla fine ho letto il libro in pochissimi giorni ed ancora una volta sono rimasta attaccata ai protagonisti come se chiudendo il libro potessi perdermi qualcosa.
E nonostante il MA del quale ho spiegato il perché, è una cosa sulla quale si passa sopra se poi arrivi alla fine con le stelline negli occhi.
Adesso è il turno di Messalla....e reggetevi gente.Secondo me sarà un tornado.
Spero!
Profile Image for Feel The Book.
1,739 reviews55 followers
July 22, 2019
Recensione a cura di Lady Hawke per Feel the Book

Ogni volta leggere un libro della Castellano è emozione pura, è immergersi nell’antica Roma respirandone gli odori, le sensazioni e il pulsare della vita. Rufo e Livia sono tornati e, come sempre, il corollario di personaggi che li accompagnano sono superbi. In questo libro, la figlia dei nostri protagonisti viene rapita da un nemico del passato che impone una caccia per la salvezza della piccola. Vediamo Livia, madre e matrona romana, che non perde se stessa, ma si evolve, anche a causa della grande sofferenza che deve affrontare. Mentre Rufo, il nostro Marco, lo ritroviamo senatore e consigliere dell’imperatore Claudio, ma sotto la toga del senato è sempre un guerriero. E un uomo giusto, dotato di carisma, vinto solo dall’amore per due creature, la moglie e la figlia. In questa corsa per salvare la piccola Valeria dalle grinfie di Gaio Cornelio Fusco, sboccerà l’amore tra Arash, il guerriero siriano che, come ogni guerriero che si rispetti, è una statua fatta di carne dai lunghi capelli neri e dagli occhi color ambra, e Mirta, schiava, figlia della donna che è stata complice nel rapimento della piccola Valeria. Uno squilibrio non di poco conto. Mirta però è davvero un bel personaggio, ha sempre vissuto nel tempio di Ecate dove la disciplina era imposta a suon di scudiscio, ma nonostante quello che succede e la giovane età, non perde la propria forza d’animo e il proprio cuore generoso. Per riparare al torto perpetrato dalla madre è pronta anche a sacrificare se stessa. Una donna che ha coraggio e forza, ma anche dolcezza e insicurezza, e questo la fa risultare come vera.

La bellezza di questo libro è anche nel suo essere corale, nel ritrovare vecchi personaggi come Tassus (uno dei personaggi migliori di sempre), con il suo cinico umorismo e il rapporto che lo lega a Rufo e alla sua Ancilla.

La ristampa ci permette anche di conoscere personaggi come Lupo che avremo modo di apprezzare nel Leone di Roma (e spero che avrà un libro tutto suo), e di scorgere maggiori tratti del rapporto tra Arash e Mirta. Cosa che secondo me un po’ mancava nella precedente stesura.

Vediamo anche nuovi elementi del rapporto tra Rufo e Livia, come genitori e come coppia, ma ritroviamo anche un piccolo scorcio del passato di Brinonne, e ritroviamo Massimo e Raganhar. Come sempre la scrittura della Castellano è elegante, fluida e coinvolgente. Il tratteggio dei personaggi è sempre ben riuscito, non risultano mai fuori posto e, come sempre, è l’ambientazione che la fa da padrona. Avete letto la precedente versione? Leggete anche questa, non ve ne pentirete!

Editing a cura di Lady Owl per Feel the Book
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews238 followers
July 8, 2019
Veronica - per RFS
.
Solo alcune parole mi servono per descrivere questo libro “amo Rufo, amo Rufo, amo Rufo”, potrei finire qui la mia recensione e già sapreste che il libro io lo adoro. Mi ha fatto piacere poter rileggere questa storia e ogni volta che i miei occhi posavano lo sguardo su Rufo, mi sembrava di averli a cuoricino. Che dire, è sempre il solito bronzo di Riace, ma oltre a ciò in questa storia possiamo scorgere anche la sua più grande vulnerabilità: la moglie Livia e il suo piccolo amore. Dio sono stata risucchiata nuovamente dentro la storia, ogni volta che lo leggo è esattamente come la prima volta, un’ estasi infinita. Anche il suo amico Arash ha avuto una parte importante, tanto da poterlo conoscere meglio, in questo libro infatti, comincia ad affezionarsi alla giovane schiava Mirta. La loro storia s’intreccia alle vicende che si susseguono per salvare una creaturina indifesa che viene messa in mezzo da un uomo senza scrupoli che vuole la sua vendetta su Rufo. Ok sarei stata io stessa a eviscerarlo perché ha toccato il mio Rufo, so che è una storia e tutto il resto ma che ci posso fare, io mi sono innamorata di questo personaggio! La prima volta che ho letto il libro su di lui per la maggior parte del tempo volevo colpire a badilate Livia la moglie. Ora, solo un pochino, mi sono ricreduta su di lei, perché è cambiata molta dal primo volume della serie (per sua fortuna, il mio badile era già pronto). La storia come al solito è stata raccontata magistralmente, faccio e continuerò a fare i complimenti all’autrice per come ha saputo creare questi capolavori e soprattutto il personaggio di Rufo. Non posso far altro che dire a chi ha già letto la prima edizione di rileggerlo e a quelli che non hanno mai posato le loro manine sulla serie “Roma Caput Mundi” di correre a leggerla perché v’innamorerete di tutti i personaggi. Io ho il mio preferito ma vorrei sapere chi amerete voi.

Vi saluto e alla prossima.
Profile Image for Mirella.
34 reviews3 followers
May 12, 2020
La mia CARISSIMA AMICA Adele ha fatto ancora una volta centro !!!! La piccola Valeria - a soli 3 anni - si dimostra la degna erede dei genitori che si ritrova, e dei loro amici; ed é stato anche suggestivo ritrovare Marco e Livia, a tre anni dalla loro avventura : l' esser diventati genitori li ha indubbiamente resi più maturi, e di conseguenza meno irritanti ai miei occhi. Col loro aiuto, inoltre, la mia amica Adele ha ECCELLENTEMENTE smentito la diffusa convinzione che il matrimonio sia la tomba del romanticismo : malgrado il dramma che vivono, fra Marco e Livia avvengono delle splendide scene di "romance coniugale", a dimostrazione del loro affiatamento di coppia che si rafforza ulteriormente invece di crollare (come purtroppo spesso succede) . E' fin troppo facile vivere un romance giovanile e godersi la sua fiamma, come avviene tra Arash e Mirta § coppia che mi é sembrata la versione giovanile della mia PREFERITA, ovvero Aquilato ed Isholde §, ma la vera impresa é farla vivere nel tempo e resistere alle GRANDI prove del Destino. Adorando poi da sempre i cani, ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine per Piccolo, il quale - seppur di razza diversa - si dimostra il degno erede di Sotere : la sua devozione a Valeria é ENCOMIABILE E COMMOVENTE, perfetta dimostrazione del detto "il cane é il miglior amico dell' uomo" !!!! Sebbene m' abbia fatto piacere ritrovarli tutti... penso che questo gruppo di personaggi abbia dato ormai tutto e che - una volta narrata la storia di Messala e di Raganar - all' autrice convenga passare alle nuove generazioni, ovvero i loro figli. Forse, forse... potrebbe spezzare l' attesa donando un GRANDE AMORE anche a due personaggi che m' hanno molto molto colpita, pur apparendo poco : il medico Essene e Tassus !!! COMPLIMENTI VIVVISSIMI, Adele cara :)
Profile Image for The Reading's Love Blog.
1,340 reviews189 followers
February 1, 2020
RECENSIONE QUI: https://thereadingslove.blogspot.com/...

description
Anche questa volta la Castellano si è rivelata all'altezza delle mie aspettative. Con la sua prosa curata ed elegante riesce a calamitare i lettori alle pagine dei suoi libri, a trasportarci nella Roma antica fino a sentirci parte della storia stessa, a sentire gli odori di quella città, il calore della gente e gli intrighi che avvenivano e ad innamorarci delle descrizioni accurate dell’ambientazione. Con destrezza e maestria Adele Vieri Castellano conferisce a questa storia ingredienti forti e differenti sfaccettature di uno spaccato storico, capaci di travolgere il lettore. L'autrice sa essere cruda nelle battaglie quanto dolce e romantica nelle scene di passione e piene d'amore in cui vengono esaltati i sentimenti. Le scene erotiche sono descritte alla perfezione rendendo vivi le emozioni e i sentimenti del momento dei due protagonisti. Nelle pagine di questo romanzo ritroviamo Marco Quinto Rufo, un guerriero forte e irremovibile ma al tempo stesso un padre e un marito che al di sotto dell’armatura cela un uomo dai sentimenti forti e che ci mostra la sua determinazione di fronte al pericolo delle vite delle persone più importanti della sua vita. Viviamo insieme a lui i suoi tumulti interiori, le emozioni, i sentimenti come anche l’amore incondizionato verso Livia e la passione che lo infiamma. Livia è una protagonista forte che conforta il suo amato, che gli ricorda quanto è forte il loro amore e che la loro figlia tornerà a casa. Intense sono scene sensuali tra Rufo e Livia che parlano di un amore profondo e totale che si rafforza dinanzi alla minaccia imminente. L’autrice è stata bravissima nel descrivere perfettamente la contrapposizione tra l’amore di Rufo e Livia e il male che cerca di calpestare il bene. Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati e impreziosiscono la storia con la loro personalità e il loro ruolo. Ricordiamo Tassus, l’assassino di origine spagnole, Mirta e Arash e la nascita del loro amore che scorre parallelamente a quello dei due protagonisti. Ciò che amo delle storie della Castellano è il suo riuscire a darci una visione completa dello spaccato storico in cui è ambientata la storia intersecato ad eventi immaginari e a creare personaggi maschili che non mostrano solo la loro forza ma anche le loro debolezze. I personaggi sembrano così veri tanto da uscire dalle pagine del romanzo, tanto da attirarci all’interno della storia e farci vivere ciò che vivono loro. È come se sono i personaggi a muovere le fila del romanzo, a spingere l’autrice a scrivere di loro. Il lettore si ritrova a tifare per il bene e per la salvezza dell'amore dei protagonisti e a combattere il male. La magia dell'autrice è proprio quella di riuscire a travolgere il lettore con questa storia perfetta, creando un mondo passionale, impetuoso e ricco di tante sfaccettature. Lo stile è elegante e raffinato, brutale per le scene di lotta narrate alternato a momenti di pieno accoglimento dei propri sentimenti in cui si esaltano i gesti di dolcezza, di profondo rispetto e di delicatezza...

CONTINUA SUL NOSTRO BLOG. VENITE A TROVARCI
https://thereadingslove.blogspot.com/
Profile Image for Chiara Martin.
Author 3 books6 followers
August 24, 2015
A dire la verità, ho adorato il primo libro della serie, credo di averlo letto per intero due volte, e di aver letto le scene più belle un numero indefinito di volte. Anche in questi giorni me lo sto riguardando e rigustando con piacere. Una scrittura fresca, sentita - avete presente quando un libro riesce a catturarvi completamente, quando non avete alcun dubbio sul fatto che l'autrice senta ogni singola parola, ogni emozione dei personaggi, quando insomma un libro vi fa sognare e vi toglie il sonno perchè la storia vi ha semplicemente conquistata? Ecco, Roma 40 D.C. era stato questo per me, una lettura travolgente. Il secondo libro della saga aveva raffreddato un po', ma non di molto, il mio entusiasmo. Il prequel, invece, l'avevo sentito tanto come una trovatella commerciale per catturare le lettrici che - non senza ragione, perchè anche io mi annovero in questa cerchia per certi aspetti - si sono innamorate del legato Marco Quinto (anche Valerio in quest'ultimo libro) Rufo.

A dirla tutta, Roma 46 D.C.- Vendetta mi sembra molto più simile al prequel, ma uno se non due gradini più sotto.
Anche se, ripeto, sono (ero?) una fan della saga, non mi aspettavo grandi cose da questa lettura. La prospettiva di reincontrare i protagonisti del primo volume da un lato mi intrigava, ma dall'altro mi è subito sembrato un modo per riempire carta bianca con le fantasie dell'autrice.
Cercherò di spiegarmi meglio.
Da scrittrice so bene che una storia non finisce mai con l'ultimo punto di un libro. I personaggi continuano a vivere nella mente del loro creatore, nascono altre storie, altri intrecci... la parola fine non è mai in realtà la fine della storia. L'impressione che ho avuto è che la Castellano abbia cullato nella sua fantasia la storia di Marco Quinto Rufo e Livia fino a volerne scrivere il seguito. E' vero che ci sono collegamenti con il secondo libro della serie, perchè Gneo Cornelio Fusco, causa scatenante di quel che accade praticamente durante tutto il libro, e' un personaggio che cerca la sua vendetta per qualcosa che è accaduto in Cuore nemico, ma questo mi è sembrato comunque un riferimento molto labile. Questo nuovo romanzo della Castellano è un qualcosa di completamente avulso, di totalmente diverso da quelli che l'hanno preceduto. Ha uno schema completamente diverso, un'impostazione diversa, quasi direi che appartiene ad un'altra serie.
Sì, d'accordo, ritroviamo i nostri beneamati Rufo e Livia - che però onestamente ho stentato a riconoscere - e anche altri nuovi personaggi, ma non riesco a togliermi dalla testa la sensazione che se anche questo libro non fosse mai stato pubblicato, la serie non avrebbe perso nulla, ma forse, anzi, avrebbe guadagnato in coerenza. Diversificare i libri di una serie è un'ottima cosa, ma questo mi è sembrato troppo differente dallo stile della Castellano in generale.


Per quanto riguarda i nuovi personaggi: i due che meritano una menzione - oltre alla piccola Valeria di cui però non voglio dire nulla per non rovinare il gusto della lettura - sono Arash Tahmurat, un arciere siriaco al seguito di Rufo, e Mirta, una giovane schiava tutta riccioli biondi. Tra i due scoppia l'amore ma nemmeno questo aspetto non mi ha soddisfatta. La loro storia non mi ha suscitato nessuna emozione, dire che è un qualcosa di "buttato là" è forse esagerato ma non di molto. L'ho trovata una relazione troppo poco sviluppata, che nasce troppo in fretta e i cui fondamenti non vengono mostrati con la giusta attenzione. Non c'è nulla della passionalità delle precedenti storie d'amore della stessa autrice, non ho trovato la stessa attenzione ai dettagli, alle emozionim, alle più piccole sensazioni. E' una storia che nasce quasi dal nulla e che se ne va senza lasciare il segno. Potrei dire quasi una storia d'amore ideata con l'unico scopo di inserire un po' di sensualità e un pizzico di romanticismo sullo sfondo della vicenda principale e del vero argomento del libro, ossia il disperato tentativo di Rufo e Livia di ritrovare la piccola Valeria. Giusto per attirare l'attenzione delle lettrici più smaliziate e romantiche.
Sulla trama avrei altre cose da dire, ma voi volete una recensione, non un saggio, giusto?

Quindi avviamoci alla conclusione parlando un po' dello stile. Forse questo è l'aspetto che mi ha colpito di più: frammentario e spezzettato come nessun'altro libro della Castellano che finora ho letto ha. Frasi brevi, a volte staccate dal resto del discorso, tanto da farmi chiedere se si trattasse di sviste, di errori di battitura (entrambi aspetti che, con mia sorpresa, non sono mancati) o di una scelta consapevole. Ma più di tutto è frammentaria la storia: è divisa in brevi capitoletti, ciascuno copre lo spazio di poche ore; per la maggior parte sono ore consecutive, ma a volte sono ore staccate. Tante scene discontinue che mi hanno disorientata un pochetto. Non ho trovato quella fluidità, quella continuità delle altre letture di questa autrice, mi è sembrato che in alcuni punti facesse fatica a scegliere le parole, come se procedesse a scatti e scrivesse più per dovere che per passione e ispirazione.

Ribadisco la prima impressione che ho avuto e che a lettura terminata si è solo rafforzata: questo è un libro staccato dal resto, scritto per far piacere alle lettrici innamorate di Rufo e per dilettarsi ad immaginare la vita di una coppia dopo il coronamento della storia d'amore. Non che sia una cattiva idea, per carità, ma credo che in questi casi sia opportuno considerare se la serie nel suo complesso tragga giovamento da una scelta simile o se piuttosto non possa esserne danneggiata.

Visto che ormai ho detto praticamente tutto e voi sapete che preferisco sempre essere sincera e dire quello che penso, piuttosto che nascondermi dietro a un "meraviglioso, bellissimo, stupendo" o "fa schifo, bruciatelo", aggiungo come ultima cosa che alcuni passaggi della trama non mi hanno convinta molto, anzi li giudico poco verosimili. Se non si trattasse di questione di vita o di morte, mi piacerebbe sperimentare di persona se certe situazioni possono essere effettivamente affrontate da comuni essere umani senza rompersi l'osso del collo, tanto più se ad affrontarle è una bambina di quattro anni.

Termino così, chiedendomi se sia solo una mia impressione o se effettivamente la freschezza e l'apparente fluidità dei precedenti episodi si siano dileguati, soppiantati dal desiderio di rispondere ai sogni delle lettrici più esigenti e quindi cedendo alla tentazione di un "capitolo a parte".
Tuttavia, questo non significa che non stia aspettando con ansia il successivo volume della serie, e proprio per verificare se Roma 46 D.C. è stata una parentesi non del tutto riuscita, secondo me, nella carriera della Castellano o se effettivamente lo stile narrativo di questa autrice è così profondamente cambiato dal primo impatto che ho avuto con la sua scrittura. Per ora rimango un po' così così, più perplessa che delusa - non avevo grandi aspettative, quindi non c'è stata delusione - ma mi sarebbe piaciuto trovare un libro che potesse emozionarmi come la prima storia di Rufo e Livia... spero sia per la prossima volta!
Profile Image for Martina Nix Govoni.
513 reviews32 followers
July 20, 2015
“Arash cercò in un primo momento di guardare altrove, ma non vi riuscì. Indossava una tunica viola, stretta in vita da una fascia di stoffa gialla. Sulle spalle due laccetti tenevano fermo il tessuto, che scendeva ad accarezzarle le braccia.
Da quando era così attento agli abiti femminili? Cosa aveva fatto ai capelli? Non la vedeva dal giorno prima, ma gli sembrava più bella. Forse perché non c’era traccia di unguento sulle sue guance, dove i graffi erano ormai ridotti a segni sottili? E da quanto era diventato un osservatore della natura femminile?”

Dalla platea si alza un grido: Rufo! Rufo! Rufo! È tornato!! Eh sì, lo stavamo aspettando in tante e finalmente Marco Quinto Rufo è qui. Poteva quest'uomo vivere una vita tranquilla? Ma quando mai! Con tutti i nemici che si è fatto nel tempo, dal suo passato riemerge un folle che mette in pericolo la sua famiglia, costringendolo ad una caccia serrata per salvare sua figlia, la piccola Valeria Rufilla.
Al suo fianco i fedeli Batavi e romani che servivano sotto di lui nella legione, il fido Tassus e soprattutto Arash Tahmurat, l'arciere siriano che avevamo conosciuto in Roma 42 d.C. Cuore Nemico.
Rufo e Livia si trovano a dover affrontare un dramma, la prova più difficile per due genitori, che potrebbe distruggere tutta la loro vita.
Ho faticato un poco a reimmergermi nella Roma di Adele Vieri Castellano, soprattutto per l'unicità che questa ambientazione ha rispetto alla maggioranza del panorama del romance storico. Seppure i libri di Adele mi abbiano sempre rapito alla fine, in questo caso mi ci è voluto un po' di più per riprendere il ritmo. Ma una volta acquisito, che spettacolo!
Il bello dei libri della Castellano è la vitalità che da alla storia, dove i personaggi spiccano e sono veri, tridimensionali. In questa storia ritroviamo gli amati Rufo e Livia, alle prese con una prova terribile, che nonostante tutto si sostengono a vicenda e trovano l'uno nell'altra la propria forza e ne escono rafforzati nel loro amore. È stato particolarmente emozionante vederli ripercorrere la loro storia, i ricordi dei primi incontri e soprattutto scontri. Rufo e Livia sono una coppia formidabile.
Al fianco della loro storia troviamo le vicende d'amore di una nuova coppia: quella che si forma tra l'arciere siriano Arash e la schiava/ancella della dea Ecate Mirta, causa e testimone delle vicende della piccola Valeria. Di Arash si può solo dire che è un uomo della Castellano, ovvero maschio allo stato puro; più interessante ho trovato la figura di Mirta, dallo spiccato senso dell'onore e della giustizia. È una fanciulla ingenua del mondo, dato che ha vissuto gran parte della sua vita nel tempio di Ecate, e questo traspira dal suo comportamento, ma ha anche una forza morale straordinaria, che la porta a sacrificarsi per ciò che è giusto. Non stupisce che ci si affezioni a lei così in fretta.
Intorno a loro si muovono vecchie e nuove conoscenze. Tra tutti i Batavi è bello ritrovare Brinnone, che dalle briciole del suo passato che l'autrice ci elargisce meriterebbe un posto tutto suo in questa serie. Ma soprattutto ritroviamo Tassus (Tassus!! Un uomo, un mito!) che a mio parere è uno dei personaggi più riusciti della Castellano in generale. Un uomo dalla lingua svelta e dallo stomaco incontentabile! Adoro Tassus, riesce a portare un lato umoristico nella narrazione, necessario perché la storia di suo è decisamente cupa. Non male anche la new entry Valente, il marsicano, un ottima spalla per Tassus e forse qualcosa di più. In fin dei conti sono uomini della Castellano, non riesce a farli banali e poco interessanti.
Altrettanto mi sono rallegrata di ritrovare Giulia, la cugina di Livia, uno dei personaggi a cui mi ero affezionata di più nel primo libro. Giulia si dimostra un personaggio estremamente moderno, una donna indipendente e libera, anche se ancora molto segnata dal suo passato.
Ma in fin dei conti, ogni personaggio della Castellano conquista, visto che mi sto già facendo viaggi su un 10-15 anni dopo e sulla storia della volitiva piccola Valeria Rufilla, degna figlia di quei due testardi dei suoi genitori. E sì che io reggo poco i bambini, preferisco i gatti... tipo quello dell'epilogo, ma ne parleremo tra un attimo di quello (non lo potete vedere ma sto fissando malissimo l'autrice).
In tutto questo non manca la Storia, come siamo abituati in questa serie. La Storia permea tutto il romanzo, ma le informazioni che ci vengono date non sono sterili, fini a se stesse, sono inserite nella trama per far comprendere il contesto e l'ambientazione, non sono piazzate lì perché l'autrice ormai le aveva trovate nelle sue ricerche e da qualche parte le doveva usare, fanno invece parte dell'affresco che è l'ambientazione del romanzo. In questo la Castellano non sbaglia mai.
Dello stile non sono io la persona adatta a parlarne, ma mi ha colpito l'utilizzo che spesso viene fatto degli aggettivi, che nelle descrizioni sono raggruppati tre alla volta. Da un ritmo accattivante.
E infine, ebbene sì, Castellano ho una rimostranza da farti. Che è poi il motivo perché non do un giudizio Bellissimo o Indimenticabile. Quell'epilogo, porca miseria! È sleale! Castellano non è possibile che tu ogni tanto mi sventoli sotto il naso il principe Raganhar di Gerlach per poi sfilarmelo via così! Mi hai servito un sogno erotico su un piatto d'argento più di due anni fa e me lo hai sottratto dopo solo un assaggino! Non si fa! Quindi sappi che l'indimenticabile me lo tengo in ostaggio finché non esce qualcosa su Raggy.
Scherzi a parte, anche questo viaggio dentro le storie di Adele Vieri Castellano è stato stupendo e non si può perdere.

La recensione è comparsa anche su blog La mia biblioteca romantica.
Profile Image for Giulia Venturi.
162 reviews1 follower
July 12, 2019
La scrittura della Castellano per me rimane sempre una delle migliori. Riesce sempre a farmi entrare nei paesaggi, negli odori e nei sapori che i personaggi vedono e sentono, grazie al suo modo ineccepibile di descrivere ogni singolo dettaglio. Capacità che purtroppo ho trovato solo in poche scrittrici finora.
Negli ultimi capitoli ti fa rimanere col fiato sospeso fino all'ultimo secondo e, staccare per dover andare a dormire, è stato difficile!
Profile Image for Lettrici Impertinenti.
299 reviews102 followers
September 2, 2019
Se non conoscete la serie "Roma Caput Mundi", fidatevi, leggetela tutta. Non avete bisogno di essere appassionate di storia romana per apprezzarla, anzi è molto probabile che lei vi faccia ricredere su quella parte di storia che… dai, ammettiamolo… ma quanto era noiosa?

Cinque bacchette per le Donne. Sì “Donne” e non una sola protagonista, perché qui, le protagoniste sono almeno due, ma ci sono affreschi di altre donne che, per quanto piccoli, meritano menzione. Come riesce Adele Vieri Castellano a descrivere, spesso in pochi paragrafi, delle personalità così vere, così intramontabili e crossover di millenni di storia… pochi, davvero pochi altri, ci riescono e includo sia autrici che autori. Non potete non leggere della ragazza di cui si innamora lo straordinario Arash, e nemmeno dell’amore di Marco Quinto Rufo, la mia preferita di ieri, oggi e domani, se Adele vorrà mai scriverne ancora.
Speriamo.

Cinque bacchette per gli Uomini. Arash Tahmurat ovviamente, ma anche Marco e tutti gli altri loro compagni, soldati e amici in un tripudio di testosterone perché, in un mondo in cui la sopravvivenza era legata a filo doppio con fisicità e salute, che tu fossi un conquistatore o un conquistato, eri comunque sempre un sopravvissuto. I romani (e non) di Adele Vieri Castellano non sono solo belli, chi più chi meno, ma soprattutto hanno personalità sfaccettate che hanno permesso loro di ricavarsi un posto in una società complessa, precaria e spietata come quella dell’antica Roma, soprattutto (ed è ciò che più amo dei suoi uomini) hanno un’etica coerente, sia con il loro tempo che con l’umanità. Sono umani, sono veri e, come le loro donne, trascendono dalle pagine del romanzo.

Cinque bacchette per la sensualità e il romanticismo. Quello che mi conquista, che mi toglie il fiato, che soddisfa la mia fame di romanticherie, non sono solo le frasi ad effetto tipo
“Ti amo così tanto da riempire tutto il mondo che conosco…”
anzi diciamo che, dopo centinaia di romanzi letti, anche le frasi a effetto suonano meno memorabili, ma le frasi unite alle situazioni e alle immagini vibranti e calde di una delle penne più raffinate e sensuali che conosco… beh lì tutto si mischia in un elisir d’amore potentissimo. E ancora una volta, non tutte, non tutti, riescono a creare la miscela perfetta che mi scalda il cuore e mi fa sospirare. Avrete notato, forse, che difficilmente metto citazioni, se lo facessi dovrei ricopiare intere scene che, oltretutto, raggiungono un certo pathos perché in tutte le pagine precedenti… in tutte le pagine precedenti… ci sono stille di sensualità o romanticismo che magicamente, come i rivoli infine creati dalle gocce sui vetri, confluiscono nella scena madre. E in questo romanzo, da 300 e più pagine, di scene madri ce ne sono parecchie.

Cinque bacchette per lo stile. Scritto in terza persona al passato (il mio preferito) con tante soggettive dei personaggi principali, molti dei quali conosciuti (e amati) nei precedenti romanzi, è ricco di rumori, profumi, odori, colori. Adele non descrive, Adele “mostra”… l’antica Roma, il cibo, la vegetazione, le costruzioni, la natura umana. La sua scrittura è potente, è vivida, sostituisce un film e probabilmente nessun regista potrebbe renderle onore... però non sarebbe male se ci provassero!

Cinque bacchette per la struttura del romanzo. Non è mai facile scrivere dei sequel, c’è sempre il rischio che siano brodo allungato, oppure che prendano derive che scontentino i fan… NON è assolutamente questo il caso. Oltretutto, data l’importanza di Arash, questo può essere definito uno stand alone: leggibilissimo e godibilissimo anche senza aver letto i precedenti, e tuttavia io consiglio di leggere “prima” i romanzi dove Marco Quinto Rufo e Livia si sono conosciuti e innamorati (Roma 39 d.C.- Marco Quinto Rufo e Roma 40 d.C. – Destino di un amore).

Attenzione, Impertinente in vista!
Amazon Publishing, la cover… per favore! Veramente, siamo giusto in pollice più su del “trucido bisunto” (altro editore) che non c’entrava un emerito niente con il romanzo su cui era finito. Chi è in copertina? Arash dopo una litigata con il parrucchiere? E cosa tiene in mano, una freccia recuperata dal set di Tesoro mi si è allargato il ragazzino? Per non parlare del campo di grano che fa tanto Il gladiatore (Spagna) e 300 (Sparta).
Immagino non sia facile avere delle idee grafiche originali, ma almeno provateci!
Lettrici, fregatevene delle cover e leggete.


A chi può piacere questo romanzo?
A tutti!
Piacerà a chi ama le storie d’amore dense di tanti significati, non solo mipiaci-bella-bello-tiamo.
Piacerà a chi ama storia, avventura e intrigo magistralmente mescolati con amore e sentimenti.
Piacerà a chi cerca un romanzo ricco di descrizioni, di storia e di curiosità.

Chiudo lasciandovi la sequenza con cui (per me) dovrebbero essere letti i romanzi di "Roma Caput Mundi" anche se, lo ripeto, questo di cui avete appena letto la recensione può tranquillamente fare da apripista a tutti gli altri:
Roma 39 d.C. – Marco Quinto Rufo
Roma 40 d.C. – Destino di un amore
Roma 42 d.C. – Cuore Nemico
La Vendetta del Serpente
Il Leone di Roma
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1,713 reviews253 followers
July 17, 2015
Finalmente, dopo tantissime richieste, Adele Vieri Castellano ci riporta una delle coppie più belle di cui abbia mai letto: la coraggiosa Livia Urgulanilla e il potente Marco Rufo. Il loro amore è ancora forte e passionale soprattutto adesso che, come le lettrici più attente ricorderanno, la familia dell'ormai senatore, si è allargata con l'arrivo della piccola Valeria Rufilla.
description

“La porta si aprì. Ecco la donna per cui
avrebbe dato la vita non una ma cento,
mille volte. Entrò, le si avvicinò, rimase
fermo dietro di lei, in attesa. Sono qui,
pensò e seppe da un impercettibile
movimento che lei ne fu consapevole,
così come un cieco consce il sole,
la pioggia sul volto e il tiepido respiro
del vento. Le sfiorò una spalle, la sua
pelle era un territorio conosciuto
perché l'aveva baciata, divorata, adorata
così tante volte da non poterle contare.”


La tranquillità domestica però, verrà ben presto messa a dura prova dalla pianificata vendetta di un letale nemico e Marco Rufo, sarà costretto a una corsa contro il tempo per salvare quello che ha di più caro. Per farlo, il guerriero dovrà fare affidamento su fedeli compagni d'armi e vecchi amici: Giulia, cugina di Livia, sfortunata in amore ma non negli affari, Ancilla e il prezzemolino marito Tassus, ma soprattutto l'arciere siriano, dal potente olfatto, Arash Tahmurat. Alla compagnia si unirà poi Mirta, giovane ancella strappata alla crudele sacerdotessa Luteia che si rivelerà di fondamentale aiuto.
Ritrovare tutti questi personaggi che abbiamo conosciuto e di cui abbiamo seguito le vicende(anche se in una situazione non particolarmente felice) equivale per chi come me, ha amato la serie di Roma Caput Mundi, a un meraviglioso ritorno a casa e di questo va dato atto e merito alla bravura di Adele Vieri Castellano. Scrivere una serie storica così ben documentata, con venature che spaziano dal romance alla narrativa, fino a una sottile striatura saggistica (interessanti persino i cenni all'evoluzione architettonica della Roma imperiale) non è cosa da poco. Rendere un ambientazione per molti ostica mai pesante, mai noiosa e soprattutto senza risultare saccenti è un pregio assoluto da riconoscere alla scrittrice.
Le descrizioni dei panorami del litorale campano (Baia Domitia) dove comincia la storia (nota a parte va alla descrizione iniziale della pineta sotto il temporale, sembrava di essere davvero lì) fino al viaggio nell'Urbe, delle ville romane, della vita dei quartieri, e lo spostamento a Ostia è solo il perfetto sfondo alle descrizioni dei sentimenti dell'animo umano.
continua a leggere sul blog.. inoltre l'autrice stessa che ci ha regalato una panoramica degli avvenimenti della serie imperdibile!

CrazyforRomance
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70 reviews27 followers
July 26, 2015
Quarto libro della serie Roma Caput Mundi, ritroviamo personaggi già conosciuti e amati, seguiamo Marco Quinto Rufo e i suoi batavi impegnati nella ricerca della figlia rapita e scopriamo nuovi aspetti di questo splendido maschio Alpha: il suo lato più umano. Rufo e Livia genitori sono da non perdere, Ben descritti anche tutti i comprimari con una prosa ricca e piacevole che sempre contraddistingue questa autrice. Bella e delicata anche la storia d'amore di Arash, arciere siriano che avevamo imparato a conoscere nel secondo capitolo della saga, con Mirta giovane vestale della dea Ecate.. Tassus e Ancilla che ritroviamo sposi felici con una prole numerosa. Brinnone il guerriero batavo dal cranio lucido che ci regala un toccante aneddoto sulla sua famiglia.
Un plauso anche a Federica per la copertina dove troviamo riassunto il libro: Gneo Cornelio Fusco arcinemico di Rufo, con la cicatrice sulla guancia che Isholde gli fece nel secondo libro della serie,, guarda minaccioso la bambina (Valeria Rufilla) e sullo sfondo la luna (calante) che ci richiama la dea Ecate.
Un libro, un'avventura che continua e che non smette di affascinarmi, aspetto il quinto, ma anche il sesto insomma brava Adele Vieri Castellano continua così.

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1,124 reviews
September 16, 2015
SERIE ROMA CAPUT MUNDI n. 3

LETTURA DI GRUPPO E&L

Bello bello bello. La Castellano per me è una garanzia. Riesce a trasportarti nell'antica Roma come solo Piero Angela sa fare. Anzi direi meglio. ^_^

Sono passati 4 anni e Rufo e Livia sono sposati e hanno una bimba. La loro tranquillità viene spezzata dal rapimento della loro bambina. Al tempo stesso si intreccia la storia di Mirta figlia della loro schiava e del batavo Siriano che è nella legione di Rufo.
Bellissimo davvero non ho parole. Mi si è stretto il cuore per Livia e Marco. Ed è stato bello leggere di come sono uniti anche nel dolore. Di come si sono presi cura l'uno dell'altro. Davvero non ho parole. Bello ritrovare tutti i personaggi. Mi sono accorta che mi sono mancati.
È vero sono di parte adoro Roma, la storia di Roma e dei Romani. E qui è come catapultarsi in quell'epoca.
Mirta e il Siriano davvero teneri. Ma quello che mi è piaciuto di più è stato il coraggio di Livia come madre come moglie e come donna, l'affetto e il rispetto dei guerrieri di Rufo. Di come si siano stretti a lui e subito si sono mossi per aiutarlo nella ricerca della figlia.
Bellissimo davvero.
Non sono proprio cinque stelle ma ci siamo vicini ^_^
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1,564 reviews180 followers
September 17, 2015
4 e 1/2

Come sempre la Castellano è riuscita a sorprendermi con questo nuovo capitolo della serie "Roma Caput Mundi". In questo nuovo capitolo si intrecciano due storie molto belle ma anche molto tristi da una parte ritroveremo Marco e Livia alle prese con una tragedia che li colpisce molto da vicino, dall'altra scopriremo il volto di uno degli uomini di Marco, Arash alle prese con i sentimenti che la giovane Mirta, una giovane da un passato molto tragico, gli fa provare. La storia naturalmente viene descritta in modo eccellente come solo la Castellano sa fare, è riuscita anche a catturarmi sin dal primo rigo; ma la parte più interessante è l'epilogo dove c'è un breve apparizione di due personaggio che mi hanno intrigato dalla loro prima battuta: Massimo Valerio Messalla e Ragahnar che spero di rivedere presto con una loro storia.
Profile Image for Cristina.
78 reviews36 followers
December 15, 2017
La scrittura di Adele Vieri Castellano sembra essere cresciuta dai primi libri di questa serie e questo non può che farle onore. Anche i temi (la genitorialità dei protagonisti) rispecchiano una crescita e maturazione naturali pur mantenendo la freschezza dell'inizio di una storia che stavolta è affidato ad una coppia parallela di persone molto diverse tra loro: Mirta e Arash
Profile Image for Floriana Amoruso.
1,343 reviews11 followers
September 14, 2015
http://labibliotecadellibraio.blogspo...
Quante volte un uomo deve combattere per la propria vita? Il nemico è sempre dietro l'angolo, si nasconde dove non possiamo cercarlo, trovarlo, ma non per Marco Quinto Rufo, un uomo, un guerriero, un senatore, un amico, un marito e un padre...
Forte, intransigente, capace in tutto, un vincitore è questo quello che abbiamo imparato a vedere in Rufo, ma oltre l'armatura, un uomo con dei sentimenti forti, celati a volte dal suo sguardo truce che si addolcisce davanti a Livia e a Valeria.

Lui che aveva affrontato decine di battaglie,
aveva visto suo padre trucidato dai barbari e gettato, sprezzante,
la testa del suo uccisore ai piedi di Caligola, lui,
che aveva sventato la congiura ordita per uccidere l'imperatore,
lui non riusciva ad aprire quella porta...
Si fermò, la mano stretta alla maniglia.
Quel coraggio dov'era finito?
Come poteva affrontare la madre a cui era stata sottratta la figlia?
"Giove," invocò e fu un roco sospiro
"fa che il mio amore sia sufficiente, fa che parte della mia forza possa sostenerla".

Una cosa che ho sempre ammirato nel modo di scrivere di Adele è la capacità di riuscire attraverso le parole a farti immaginare, vivere in pieno i tumulti, le sensazioni, le azioni degli uomini, dei protagonisti di ogni singolo romanzo. Probabilmente questa cosa l'avrò già scritta, ma parte del mio apprezzamento va proprio in questa direzione.
Questo nuovo romanzo è un pugno nello stomaco, i sentimenti la fanno da padrona, si passa dal terrore all'amore puro, dalla battaglia alla passione, il tutto raccontato con parole, tempi che riesci a calarti come un vestito. Non sei mai fuori dalla storia, ti entra dentro e sostieni, dibattiti, sulle sensazioni che uomini come Rufo, Arash provano, donne come Livia e Mirta, le loro paure, i loro affanni.

"Tu sei l'amore che cercavo.
L'amore che pensavo di non trovare mai e,
quando finalmente ti ho amato,
ho creduto di perderti." gli disse.

Un amore che si consolida, un amore che brucia, che arde, fiducia, dolore, passione...
Livia sostiene Marco, attraverso le parole lo incita, lo sprona a non dimenticare ciò che sono, ciò che sono diventati e ad amare e perseverare perché Valeria tornerà a casa, deve tornare!

"Non guardarmi in quel modo, Mirta" sussurrò lui...
"Lascia che ti tocchi, che possa conoscerti con le mie mani.
Concedimi questo privilegio, per dimostrarti che sei diversa e unica per me.
Lo sei stata dal primo istante, mi sono chiesto tante volte il perché".

E poi ancora un storia, che intreccia il proprio destino con quello di Marco e Livia, che si stringe in un legame indissolubile. Arash e Mirta, lontani per cultura, lontani per potersi amare, ma basta poco per avvicinarsi, perché gli occhi si cercano, il cuore batte fino a scontrarsi con l'altro e tra sguardi, movimenti, respiri due anime si bramano per incontrarsi e fondersi in una sola e unica cosa.

"Se mi accetti per quello che sono," mormorò lui
"se mi vuoi nello stesso modo in cui ho detto di volerti,
lascia che ti dia il bacio che da giorni sta sulle mie labbra,
aspettando di congiungersi alle tue."

Sono le parole che lasciano spazio all'immaginazione e Mirta non può far altro che dire di sì, aprendosi a nuove emozioni che mai avrebbe immaginato di provare, lei destinata ad altro, lei che poco conosceva del mondo esterno, afferra quel sentimento che nasce dal cuore e la trasporta in una dimensione nuova, dove luce e ombra si scontrano, dove sofferenza e passione si abbracciano perché è il momento di dare inizio a qualcosa di diverso e nuovo.

Fu un bacio perfetto,
fu una sensazione in cui crogiolarsi,
a cui partecipare,
in cui indugiare.
Una mano di lui le spingeva la schiena,
l'altra l'accarezzava dai glutei alle spalle,
una delle solide cosce si era insinuata tra le sue gambe e le premeva in modo intimo,
eccitante.
Si sentì posseduta,
dominata,
amata.
Bello.

Descrizioni scritte a regola d'arte, personaggi ben caratterizzati, una trama che racconta di una storia, di uomini e donne, di battaglie sul campo e nell'animo, una storia, più storie, e tanti volti che si susseguono e che ritornano, tutto ciò in un romanzo che non mi ha lasciata mai, dalla prima all'ultima pagina.

La serie Roma Caput Mundi è composta da:
#0,1 Roma 39 D.C. Marco Quinto Rufo - recensione
#1 Roma 40 D.C. Destino d'amore - recensione
#2 Roma 42 D.C. Cuore nemico - recensione
#3 Roma 46 D.C Vendetta
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews238 followers
April 23, 2018
Eccomi pronta a parlarvi di quello che considero, al momento, il più bel libro che Adele Vieri Castellano abbia mai scritto.
Arrivare a una tale conclusione a fine lettura è stato inevitabile. Siamo di fronte ad un libro coinvolgente, completo, ricco di emozioni.
Sulla trama non aggiungo nulla, la traccia qui sopra è già completa. Seguire l’evoluzione della storia, il quando e il come fa parte del fascino di questo libro. Cavalcare anche noi al fianco di Rufo, mentre segue tutte le piccole tracce che gli permetteranno di arrivare alla fine della ricerca del suo bene primario, del suo amore rapito, sarà naturale. Come lui, non dormirà praticamente mai durante tutti quei lunghi giorni di ricerca, così per noi sarà quasi impossibile interrompere la lettura, prese dall’assoluta necessità di trovare la piccola Valeria Rufilla.
Entriamo anche noi, con Livia, a far parte di quel mondo cameratesco, pieno di affetto e di rispetto che lega Rufo ai suoi uomini e devo dire che, nonostante un Brinnone fantastico, un Tassus che svela la sua profonda umanità, un Arash superlativo e sulle cui spalle pesa tutta la parte romance del romanzo, Aquilato mi è mancato profondamente. Il suo legame con Rufo è diverso da quello di tutti gli altri, avrei voluto tanto vederlo al fianco di suo “fratello”. Adele, spero tanto che alla fine riunirai tutti questi fantastici uomini intorno al senatore Rufo, terminando il loro girovagare per l’impero. Ma parliamo proprio di loro, dei protagonisti della storia.
Rufo è il fulcro di tutta la serie dei Romani, l’uomo intorno a cui tutto ruota. Abbiamo imparato a conoscerlo sotto vari aspetti. Il guerriero indomito, il maschio alfa che vuole e pretende, l’amate generoso e fantastico, il fine stratega, l’uomo passionario, il soldato pieno di autocontrollo; mai, però, lo abbiamo visto nel ruolo padre.
Il Rufo che conosciamo in queste pagine è finalmente un uomo completo, e sottolineo, uomo. Il Lupo esce prepotentemente a galla, disposto a proteggere la prole e a vendicarsi, ma non si farà prendere dalla fretta, si muoverà con circospezione tenendo a bada il suo istinto omicida. Dentro quelle iridi di ossidiana, dentro quei pozzi neri che prima, solo Livia poteva comprendere e contrastare, brilla ora una nuova fiamma, un amore diverso, forse ancora più intenso: l’amore di un padre che si è visto portare via il suo cuore, la sua vita. Questo amore ha reso il personaggio di Rufo maturo, comprensivo come non mai neiconfronti di una Livia distrutta ma agguerrita, resa indomita dall’amore che solo una madre cova nel suo animo. Rufo e Livia in questo libro si sostegno l’uno con l’altro, schiacciati da questa tragedia. Vediamo quindi non due amanti, anche se il fuoco della passione non si spegne resta sopito nell’animo, ma due genitori che devono darsi forza per la loro figlia, la quale li tiene uniti ma che rischia anche di allontanarli. Livia non ha lo stesso controllo del marito, soffre apertamente, espone i sentimenti con forza, esagerando, passando a volte da un estremo all’altro. Rufo sarà la sua ancora. Solo lui riuscirà ad ammansire questa donna sopraffatta dagli eventi, la terrà saldo accanto a sé, pazienterà fino a quando Livia non sarà solo più madre ma tornerà ad essere compagna. Grande uomo Rufo, grande personaggio.
«Fa’ di me ciò che vuoi, non mi importa» continuò e la voce si incrinò del tutto. «Ma sappi che, se mi impedirai di seguirti rinchiudendomi da qualche parte, non ti perdonerò mai. Hai capito, Marco Quinto Valerio Rufo? Mai.»
Perché aveva il fiatone? Fece un sospiro tremulo, la mano non era più così ferma e l’abbassò per nasconderla, scossa da ciò che aveva appena detto.
Prima che riuscisse ad afferrare la maniglia per fuggire via, venne afferrata, spinta con poca grazia e molta risolutezza contro la parete. Gli occhi scurissimi del marito scintillavano, la sua espressione era dolente, risentita.
La durezza di quel muro non l’avrebbe protetta dalla tempesta che sapeva di aver scatenato. Non avrebbe potuto controllarla, né arginarla, ma non ne aveva paura. Temeva di più la sua stessa collera, che si potesse trasformare in risentimento. Lo amava in modo sconfinato, profondo, ma se le avesse impedito di seguirlo tutto sarebbe cambiato.
Con le lacrime che le scorrevano sulle guance, lo fissò:
«Non sto piangendo per Valeria,» disse a bassa voce e tirò su col naso «sto piangendo per noi.»
Da quanto potete capire la parte, diciamo così, romance non è preponderante nelle vicende principali del nostro senatore. Non temete però care estimatrici del genere: la storia d’amore c’è, eccome se c’è! L’affascinante arciere siriano Arash, che già abbiamo imparato a conoscere, intreccerà la sua vita con quella di Mirta, ancella di Ecate, il cui destino è legato a quello della figlia di Rufo: Valeria Rufilla. Mirta si dimostrerà una donna degna di un guerriero scaltro e passionario come Arash e la loro storia porta una ventata di felicità tra le righe ricche di tensione che costituiscono il romanzo. Non mancheranno quindi gli sguardi, i baci, il sesso, l’amore e ovviamente il lieto fine che tutti esigiamo.
Come ho detto, un libro assolutamente completo, che ci lascia con la soddisfazione di avere seguito un amico in un arduo compito, averlo completato con lui e aver goduto della fine sperata.
Una parola per il cattivo di turno. Se non fosse stato animato dall’odio, dal desiderio di una vendetta assurda, l’avrei amato tanto quanto invece l’ho odiato. Assolutamente psicopatico, sociopatico, sopra le righe, non è solo il desiderio di vendetta ad animarlo ma l’odio contro tutto il mondo, il disprezzo totale della vita umana. Il personaggio che Adele ha costruito è perfetto nella sua cattiveria ed è un vero peccato non aver partecipato alla sua fine.
Il nostro voto massimo è 5 stelline ma avrei voluto dare veramente di più a questo libro
Profile Image for Adele.
260 reviews29 followers
July 29, 2015
Mi dispiace dare 2 stelle, ma dopo Implacabile la Castellano ha modificato il suo modo di scrivere, a questo punto mi chiedo come mai ora utilizza un lessico troppo forbito e descrizioni troppo elaborate? da quasi l'impressione di salire in cattedra e farci vedere che è bravissima a scrivere... Bhe! ora leggere un suo scritto mi risulta pesante e "stressante", io che ero una super fans. Spero che torni a pubblicare con la Leggereditore che forse le faceva un buon editing.
Profile Image for Sonia Donelli.
2,513 reviews114 followers
September 14, 2019
http://www.esmeraldaviaggielibri.it/l...

La vendetta del serpente di Adele Vieri Castellano, Vol. 2 della Serie Roma Caput Mundi, pubblicato l’8 luglio 2019 da Amazon Publishing

Smeraldine, quante di voi amano il genere storico? E quante di voi negli ultimi anni si sono perse e ritrovate nei romanzi di questa scrittrice che con le sue descrizioni, il suo evidente amore per un periodo storico molto particolare, riesce a farmi sentire un’antica romana? Le sue storie sono così ricche di particolari e di scorci di quella che era la Roma di quei tempi che è impossibile non esserne travolti. Ho scoperto questa autrice proprio leggendo la storia di Rufo e Livia e da quel momento in poi ,ogni volta che ho aperto un suo libro, è stata sempre una gran bella avventura. Il suo amore per l’antica Roma è così evidente nel suo modo di scrivere che talvolta, leggendo qualche descrizione, mi ritrovo a pensare a strade acciottolate, case opulente, modi di fare e di essere, come se li stessi vivendo in prima persona. Devo ammettere che vado spesso a curiosare nella sua pagina autrice, alla ricerca di qualche aneddoto che parla di un popolo che ha dato così tanto all’umanità e da cui buona parte di noi italiani discende.

“La vendetta del serpente” è l’edizione rivista ed ampliata del libro “Roma 46 D.C. Vendetta” pubblicato qualche anno fa, quindi, molto probabilmente, qualcuna di voi, come me, ha già avuto il piacere di leggerne la storia ed ora potrà apprezzarla una volta di più, grazie all’inserimento di nuovi aneddoti che, a mio parere, non hanno fatto altro che rendere la vicenda ancora più bella ed intensa. Ma veniamo a noi e scopriamo di cosa parla il libro. Dopo le tante battaglie combattute in nome e per conto di un Impero che per Rufo è ragione di vita, questa volta il nostro amato Senatore dovrà fare i conti con un nemico brutale, un uomo odioso che per vendicare un torto inesistente è così vile da volersi rifare sull’odiato nemico usando quello che di più puro esiste al mondo: una dolce bambina indifesa. La storia ha inizio proprio con il rapimento di Valeria Rufilla, figlia di Livia e Rufo, ad opera della sua balia. Alla donna è stata promessa la liberazione della figlia in cambio della bambina, ma è stata ingannata e prima ancora che se ne accorga viene ferita a morte e le portano via la bimba. Da questo momento in poi, Rufo e i suoi uomini più fidati, lotteranno contro il tempo per ritrovare le tracce della bambina e riportarla fra le braccia amorevoli di una Livia che, seppur sconvolta da questo atto ignobile, nutre in Rufo, l’amore della sua vita, una fiducia sconfinata. Nella ricerca spasmodica di sua figlia, Rufo si imbatterà in Mirta, figlia della donna che ha rapito Valeria Rufilla. La giovane, vissuta tra le mura del Tempio del Dio Ecate, è sconvolta dal ruolo svolto dalla madre e, sebbene abbia compreso che la donna ha compiuto l’insano gesto solo per liberarla e farle vivere una vita normale, non può fare a meno di sentirsi in colpa. L’incontro con il Senatore le farà conoscere anche Arash, il Naso siriano, che fin dal primo momento in cui i loro occhi si sono incrociati, proverà per la giovinetta un trasporto mai sentito prima per nessun altro. L’innocenza della fanciulla lo affascina e gli provoca tenerezza, sentimento ben lontano da quanto lui abbia mai provato in vita sua. La loro continua vicinanza, in quanto impegnati entrambi nella ricerca del colpevole, essendo lei una testimone preziosa per accusare l’uomo che ha perpetrato l’insano gesto, li avvicinerà sempre più e farà nascere nei loro cuori un sentimento che nessuno dei due conosce ma a cui è impossibile resistere.

Come fosse un’ostrica capì che il suo dovere, meglio, il suo desiderio, era quello di proteggerla, custodirla, difenderla come la conchiglia.”

La storia procede alternandosi tra la vicenda di Rufo e Livia e altri dedicati a alla coppia Arash e Mirta. Come lettrice è stato bello poter ritrovare l’amore tra il Senatore e la sua splendida moglie. Un amore che traspare forte e vitale anche e soprattutto in questo momento di grave tribolazione per loro. Poter “rivivere” in un certo qual modo quella che è stata la loro storia è stato entusiasmante. Ho sempre considerato Rufo un personaggio bellissimo e poterlo ammirare di nuovo nelle vesti di condottiero, uomo, marito e, soprattutto, padre mi ha fatto sentire appagata come non mai. Di solito quando leggo un libro stand alone non mi piace ritornarci sopra con un’altra storia, ma in questo caso è diverso, perché una volta di più ho potuto apprezzare le qualità di questo grande uomo, che pur essendo in grosse ambasce, non esita un momento ad aiutare chi è più debole di lui, né a dimenticarsi degli amici, né a fare del bene anche aldilà dei limiti imposti alla sua persona.

La storia di Arash e Mirta è molto più delicata, più introspettiva. In un certo senso la loro vita è stata una vita vissuta a metà. Mirta ha trascorso gran parte della sua rinchiusa in un Tempio, del mondo esterno non sa nulla e, una volta uscita da quel posto che le ha tarpato le ali, rimane comunque una schiava che non sa cosa aspettarsi dalla vita. Arash è figlio di un guerriero, sul letto di morte del padre ha giurato che farà di tutto per proteggere il suo re, quindi ha conosciuto sempre e solo la guerra, i sentimenti per lui sono qualcosa di astratto.

“Non era la prima volta che la vedeva sorridere e non gli piacque l’effetto che gli fece. Ebbe la sensazione che il sangue gli si scaldasse nelle vene. Avrebbe dovuto chiedere un parere a quel sapiente, anche se i greci non gli piacevano. Forse, con qualche intruglio di sua invenzione, lo avrebbe guarito dalla sua strana malattia.”

Ma di fronte al cuore e a quanto pulsa in esso, nemmeno la fanciulla più timorata o il soldato più ligio ai suoi doveri, saranno in grado di opporre resistenza, regalando al lettore momenti di assoluta bellezza.

Qualche motivo per leggere questo libro? Leggere un romanzo della Castellano da la sensazione di tornare indietro nel tempo e ritrovarsi nei panni di una matrona romana, la sua competenza e il suo modo di scrivere mi lasciano sempre senza respiro. Nel libro c’è azione, adrenalina, senso di giustizia e amore, sia quello più maturo di una coppia già consolidata, sia quello che fa battere il cuore per una prima esperienza. Pertanto, non mi resta altro che consigliarvi questa lettura che vi prenderà per mano al primo rigo e vi lascerà all’ultimo con la sensazione di aver vissuto un lungo viaggio insieme ai protagonisti.
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831 reviews6 followers
July 9, 2019
Quante di voi amano il genere storico? E quante di voi negli ultimi anni si sono perse e ritrovate nei romanzi di questa scrittrice che con le sue descrizioni, il suo evidente amore per un periodo storico molto particolare, riesce a farmi sentire un’antica romana? Le sue storie sono così ricche di particolari e di scorci di quella che era la Roma di quei tempi che è impossibile non esserne travolti. Ho scoperto questa autrice proprio leggendo la storia di Rufo e Livia e da quel momento in poi ,ogni volta che ho aperto un suo libro, è stata sempre una gran bella avventura. Il suo amore per l’antica Roma è così evidente nel suo modo di scrivere che talvolta, leggendo qualche descrizione, mi ritrovo a pensare a strade acciottolate, case opulente, modi di fare e di essere, come se li stessi vivendo in prima persona. Devo ammettere che vado spesso a curiosare nella sua pagina autrice, alla ricerca di qualche aneddoto che parla di un popolo che ha dato così tanto all’umanità e da cui buona parte di noi italiani discende.

“La vendetta del serpente” è l’edizione rivista ed ampliata del libro “Roma 46 D.C. Vendetta” pubblicato qualche anno fa, quindi, molto probabilmente, qualcuna di voi, come me, ha già avuto il piacere di leggerne la storia ed ora potrà apprezzarla una volta di più, grazie all’inserimento di nuovi aneddoti che, a mio parere, non hanno fatto altro che rendere la vicenda ancora più bella ed intensa. Ma veniamo a noi e scopriamo di cosa parla il libro. Dopo le tante battaglie combattute in nome e per conto di un Impero che per Rufo è ragione di vita, questa volta il nostro amato Senatore dovrà fare i conti con un nemico brutale, un uomo odioso che per vendicare un torto inesistente è così vile da volersi rifare sull’odiato nemico usando quello che di più puro esiste al mondo: una dolce bambina indifesa. La storia ha inizio proprio con il rapimento di Valeria Rufilla, figlia di Livia e Rufo, ad opera della sua balia. Alla donna è stata promessa la liberazione della figlia in cambio della bambina, ma è stata ingannata e prima ancora che se ne accorga viene ferita a morte e le portano via la bimba. Da questo momento in poi, Rufo e i suoi uomini più fidati, lotteranno contro il tempo per ritrovare le tracce della bambina e riportarla fra le braccia amorevoli di una Livia che, seppur sconvolta da questo atto ignobile, nutre in Rufo, l’amore della sua vita, una fiducia sconfinata. Nella ricerca spasmodica di sua figlia, Rufo si imbatterà in Mirta, figlia della donna che ha rapito Valeria Rufilla. La giovane, vissuta tra le mura del Tempio del Dio Ecate, è sconvolta dal ruolo svolto dalla madre e, sebbene abbia compreso che la donna ha compiuto l’insano gesto solo per liberarla e farle vivere una vita normale, non può fare a meno di sentirsi in colpa. L’incontro con il Senatore le farà conoscere anche Arash, il Naso siriano, che fin dal primo momento in cui i loro occhi si sono incrociati, proverà per la giovinetta un trasporto mai sentito prima per nessun altro. L’innocenza della fanciulla lo affascina e gli provoca tenerezza, sentimento ben lontano da quanto lui abbia mai provato in vita sua. La loro continua vicinanza, in quanto impegnati entrambi nella ricerca del colpevole, essendo lei una testimone preziosa per accusare l’uomo che ha perpetrato l’insano gesto, li avvicinerà sempre più e farà nascere nei loro cuori un sentimento che nessuno dei due conosce ma a cui è impossibile resistere.

Come fosse un’ostrica capì che il suo dovere, meglio, il suo desiderio, era quello di proteggerla, custodirla, difenderla come la conchiglia.”

La storia procede alternandosi tra la vicenda di Rufo e Livia e altri dedicati a alla coppia Arash e Mirta. Come lettrice è stato bello poter ritrovare l’amore tra il Senatore e la sua splendida moglie. Un amore che traspare forte e vitale anche e soprattutto in questo momento di grave tribolazione per loro. Poter “rivivere” in un certo qual modo quella che è stata la loro storia è stato entusiasmante. Ho sempre considerato Rufo un personaggio bellissimo e poterlo ammirare di nuovo nelle vesti di condottiero, uomo, marito e, soprattutto, padre mi ha fatto sentire appagata come non mai. Di solito quando leggo un libro stand alone non mi piace ritornarci sopra con un’altra storia, ma in questo caso è diverso, perché una volta di più ho potuto apprezzare le qualità di questo grande uomo, che pur essendo in grosse ambasce, non esita un momento ad aiutare chi è più debole di lui, né a dimenticarsi degli amici, né a fare del bene anche aldilà dei limiti imposti alla sua persona.

La storia di Arash e Mirta è molto più delicata, più introspettiva. In un certo senso la loro vita è stata una vita vissuta a metà. Mirta ha trascorso gran parte della sua rinchiusa in un Tempio, del mondo esterno non sa nulla e, una volta uscita da quel posto che le ha tarpato le ali, rimane comunque una schiava che non sa cosa aspettarsi dalla vita. Arash è figlio di un guerriero, sul letto di morte del padre ha giurato che farà di tutto per proteggere il suo re, quindi ha conosciuto sempre e solo la guerra, i sentimenti per lui sono qualcosa di astratto.

“Non era la prima volta che la vedeva sorridere e non gli piacque l’effetto che gli fece. Ebbe la sensazione che il sangue gli si scaldasse nelle vene. Avrebbe dovuto chiedere un parere a quel sapiente, anche se i greci non gli piacevano. Forse, con qualche intruglio di sua invenzione, lo avrebbe guarito dalla sua strana malattia.”

Ma di fronte al cuore e a quanto pulsa in esso, nemmeno la fanciulla più timorata o il soldato più ligio ai suoi doveri, saranno in grado di opporre resistenza, regalando al lettore momenti di assoluta bellezza.

Qualche motivo per leggere questo libro? Leggere un romanzo della Castellano da la sensazione di tornare indietro nel tempo e ritrovarsi nei panni di una matrona romana, la sua competenza e il suo modo di scrivere mi lasciano sempre senza respiro. Nel libro c’è azione, adrenalina, senso di giustizia e amore, sia quello più maturo di una coppia già consolidata, sia quello che fa battere il cuore per una prima esperienza. Pertanto, non mi resta altro che consigliarvi questa lettura che vi prenderà per mano al primo rigo e vi lascerà all’ultimo con la sensazione di aver vissuto un lungo viaggio insieme ai protagonisti.
Profile Image for Elena Micheli.
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November 19, 2021
3.5 mi è sembrato come un storia di passaggio per allacciarsi al leone di Roma...avrei preferito venissero descritti di più mirta e arash...conoscerli di più
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August 3, 2015
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls
“Marco Quinto Valerio Rufo ti dice niente?”

Personalmente è una garanzia. Il senatore romano, ma prima ancora il legionario, un guerriero, la cui forza e intelligenza traspaiono ad ogni movimento. Fin dall’inizio Rufo ha affascinato oltre che per il suo aspetto, soprattutto per il suo carattere e per il gran cuore che in questa occasione viene messo davvero a dura prova.
Rufo è abituato alle battaglie crude e intense, quelle in cui ha guardato in faccia la morte tante volte e altrettante l’ha domata lasciando ai suoi nemici il privilegio di assaporare l’amaro abbraccio.
Lo abbiamo conosciuto, all’inizio di questa meravigliosa serie, come guardia del corpo di Caligola, e una volta a Roma, si è lasciato catturare dalle spire dell’amore. Livia lo ha stregato, fin da subito, riuscendo alla fine ad ammansire il lupo.
Rufo è il capo indiscusso anche quando veste la toga da senatore e parla all’imperatore Claudio come se fosse un suo pari. Si è guadagnato il rispetto del divino Cesare con l’onestà e la lealtà, e con esso anche l’invidia dei suoi pari.
Rufo è un marito fedele, un padre amorevole che diventa spietato e senza misericordia quando affronta il nemico. Quando è chiamato a combattere la battaglia più aspra, non delude. Si rivela marito compassionevole e padre ferito alla costante ricerca di riprendersi ciò che gli è stato tolto e salvare quello che gli rimane.
Tutto precipita all’improvviso: la notte avvolge la casa del senatore e la gelida e spietata mano del nemico arriva a colpire proprio al cuore della sua famiglia, in maniera inaspettata. Non ci può essere un orrore peggiore della perdita di un figlio, lo comprende bene Rufo ma ancora meglio Livia. Nel suo dolore composto appare maestosa e decisa. Non abbandona l’idea di essere sconfitta, la sensazione di aver perso una parte del suo cuore non la sfiora che per alcuni momenti. Il suo primo pensiero è quello di lasciarsi morire, è comprensibile, ma subito dopo, grazie anche al supporto del marito, reagisce come solo una madre sa fare. Dopo il primo lungo attimo angosciante in cui il mondo scompare, la vita perde ogni significato e non esiste alcun appiglio cui agganciarsi per restare, c’è sempre l’amore, incondizionato e disperato, la roccia su cui salire per prendere fiato e ricominciare a sperare. Rufo e Livia vivranno momenti d’angoscia e di tensione, ma mai saranno abbandonati dalla speranza e dalla forza dell’amore che li spingerà ad andare avanti uniti come non mai.

“Fa di me ciò che vuoi, non mi importa. Ma sappi che, se mi impedirai di seguirti, richiudendomi da qualche parte, non ti perdonerò mai. Hai capito, Marco Quinto Rufo? Mai.”
Rufo e Livia non sono soli nella ricerca più dura della loro vita. I compagni, i guerrieri, coloro che si sono distinti al fianco del condottiero germanico in tante battaglie, ora si uniscono all’uomo colpito nel profondo dell’animo e insieme rimarranno fino alla fine. Tra questi ritroviamo molte facce conosciute come Tassus, fedele amico di Rufo. Il suo aiuto si rivelerà ancora una volta prezioso; l’arciere siriano: Arash Tahmurat, anche lui pronto a sacrificarsi per il bene della causa.
Ben presto il suo cuore palpiterà non solo per l’ardore della lotta, ma anche per l’amore puro e incondizionato nei confronti di una fanciulla, un’eletta. Mirta, questo è il suo nome, vittima inconsapevole della cattiveria umana, si adopererà affinché la colpa della madre venga cancellata e lo farà con coraggio, tipico delle donne del panorama dei romanzi storici della Castellano. Dalla crisalide dell’innocenza, ben presto scaturirà una donna determinata che per amore e per giustizia si trasformerà nell’eroina del romanzo. I due protagonisti scopriranno pian piano quanto sia inspiegabile e forte il sentimento che li legherà per sempre.
“Ti domandi perché il sole sorge, i fiumi vanno verso il mare o perché la luna illumina la notte?”
C’è poi la piccola Valeria che incarna i pregi e le doti dei suoi genitori. Lontana dal suo ambiente e dai suoi cari, vive la sua avventura senza perdersi d’animo.
Per la prima volta, da quando ho memoria, devo ammettere di non aver incontrato nel personaggio negativo niente di affascinante. Impossibile quando ci trova davanti al malvagio per eccellenza, perché non c’è nulla di attraente in un disgraziato, passatemi il termine, che rapisce un bambino. Allora ci si esalterà alla fine e magari ognuno di noi si immedesimerà in Rufo immaginando i modi più atroci possibili in cui la mano possa distruggere l’infame.
La forza dell’amore così come la fede e l’amicizia sono le componenti che animano la storia che si snoda attraverso dialoghi e sensazioni che ci colpiscono e ci prendono fino al sospirato epilogo. A proposito dell’epilogo, sono ansiosa di rivedere Messalla e Raganhar e affermo che anche io, come il principe germanico, non ho dimenticato la notte da Calpurnia, ma per alti motivi, ovvio.
Profile Image for Babette Brown.
1,124 reviews28 followers
August 2, 2016
Contraccambiare il male ricevuto con il male peggiore. Questo è ciò che ha spinto un uomo misterioso a compiere l’atto più nefando. Marco Quinto Rufo questa volta non dovrà combattere guerre, né affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero perché la vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue. Non il suo, né quello di sua moglie ma quello di un essere indifeso che il vile, oscuro, nemico gli ha sottratto. Lui che non teme nulla e nessuno dovrà affrontare il Male Supremo, faccia a faccia, in una partita a due che avrà un solo vincitore ma non un solo protagonista. Perché in quei giorni oscuri e terribili di sofferenza, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano Arash Tahmurat…

La nuova avventura di Rufo & Compagni è volata subito ai primi posti della classifica di Amazon, spinta dalle fan che attendevano da tempo il ritorno dei loro beniamini.

Questa volta, però, la nostra attenzione devia dalla meta consueta (leggi “Rufo”) e si incolla alle membra affascinanti di Arash Tamurath, l’arciere siriano di cui leggiamo con avida curiosità la vicenda che lo porta a desiderare e amare la giovane schiava Mirta.

Un nemico antico, crudele e privo di scrupoli, strappa alle braccia amorose di Rufo e Livia qualcosa di molto prezioso, un tesoro per ritrovare il quale sarebbero disposti a dare la propria vita. Da qui, la nascita di un duello che seguiamo attimo dopo attimo, pagina dopo pagina. La vicenda è narrata con piglio sicuro e ritmo veloce da un’Adele Vieri Castellano in stato di grazia (status abituale, detto fra noi, ma tant’è). Unici attimi di respiro (affannoso… non chiedetemi perché) quelli dedicati ai sentimenti che uniscono una coppia già collaudata e che troverà nuovi motivi di unione in un fatto atroce che l’ha colpita, e una nuova, che impariamo a seguire con affettuosa partecipazione.

Come sempre, un gruppo di comprimari scolpiti dalla penna della scrittrice, alcuni dei quali ricordano i “tipi” della commedia latina. Una rimembranza culturale che non manca mai nei libri di Adele Vieri Castellano. Di cui conosciamo l’amore per la ricerca storica, da lei sapientemente unita a storie avvincenti con protagonisti molto amati.

Co-protagonista un “villain” da manuale. Lo odiamo con la stessa forza viscerale di Rufo, con la stessa furia di Livia. Il batticuore ci accompagna a ogni minuto, appena consolate dalla granitica certezza che ci sarà il lieto fine.

Sullo sfondo, la Roma imperiale dei palazzi del potere e della Suburra brulicante di umanità; la città di Ostia, le campagne della Marsica. Sentiamo, vediamo, ascoltiamo, portati per mano da questa scrittrice che sa costruire un’ambientazione che cattura il lettore e lo fa entrare nel mondo da lei creato.

Come direbbe Arash Tamurath, Adele Vieri Castellano ha fatto centro un’altra volta.
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February 13, 2020
RECENSITO DA KAT WOMAN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI"
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Questo romanzo nasce come riedizione ampliata e editata di una precedente versione, Roma 46 D.C. Vendetta. Nella storia ritroviamo Marco Quinto Valerio Rufo e Livia Urgulania, uniti nella vita come marito e moglie, entrambi vittime di un crimine orrendo perché un nemico oscuro trama nell’ombra al solo scopo di prendersi la sua vendetta contro il valoroso guerriero e senatore romano.

Ciò che segna le pagine di questo romanzo è certamente il dolore e l’agonia di una madre a cui è stato sottratto il bene più prezioso, la rabbia di un padre che si impegna a mettere da parte la propria sofferenza per salvare la sua ragione di vita, ponendo fine così all’angoscia propria e della donna amata. Rufo è il giustiziere che combatte per ristabilire l’equilibrio delle cose, per proteggere l’innocente vittima della malvagità altrui, ma è anche colui che sacrifica sé stesso per vedere ancora sorridere l’amata Livia.

D’altra parte, la stessa Livia dimostra una forza d’animo e una determinazione mirabili, a fronte di una perdita tanto drammatica, mentre rischia di perdersi nell’incertezza di un futuro che potrebbe rivelarsi tragicamente doloroso. Tratti caratteriali, questi, che affermano la crescita di un personaggio già noto certamente ma che aveva mostrato in passato immaturità e incertezze, attraverso comportamenti che l’avevano spesso resa invisa alle lettrici. Una nuova maturità che è facile interpretare come la crescita di una donna divenuta moglie e madre, perfettamente coerente con il personaggio e con questo romanzo.

Accanto a sentimenti così potenti e complessi, prende forma la storia d’amore tra Arash Tammurat e Mirta. Lui guerriero valoroso e scaltro al servizio di Roma, lei giovane schiava macchiata dall’onta commessa da una madre disperata. Nonostante la sua giovane età e l’inesperienza delle vicende della vita, sarà proprio Mirta a riscattare il terribile peccato compiuto da sua madre Larentia, grazie al proprio coraggio e alla forte personalità che non contrastano con la sua innocenza, anzi contribuiscono a creare un personaggio interessante che ho apprezzato molto. La sete di conoscenza, il desiderio di vita, il sentimento sconosciuto che germoglia e che lei stessa accoglie con meraviglia e trasporto sono gli aspetti che l’hanno resa ai miei occhi tenera e al contempo determinata, rientrando senza dubbio tra le mie preferite.
LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG:
https://libriesognalibri.wordpress.co...
Profile Image for ☠tsukino☠.
1,275 reviews159 followers
September 19, 2015
Roma Caput Mundi #3
Poche righe e, grazie alla solita maestria della Castellano, ti ritrovi catapultata nell'antica Roma, con la voglia di essere in quella attuale per vedere con i tuoi occhi le cose descritte, anche se solo nel presente.
La trama è affascinante come sempre, ed è un piacere vedere di nuovo l’indimenticabile Rufo e la su amata Livia, soprattutto nelle nuove vesti di genitori.
Tenera la storia tra Arash e Mirta.
Mi ha fatto riflettere l’isolamento iniziale di Mirta, su come dev’essere non conoscere niente, non sapere cosa c’è intorno a te e, quando ti ritrovi nel mondo “vero”, la sorpresa della scoperta, praticamente per la prima volta, di tutto.
L’epilogo del libro riporta alla nostra attenzione due personaggi già conosciuti, Massimo Valerio Messalla e Ragahnar (il cui nome, inevitabilmente mi fa pensare a Ragnar Loðbrók), lasciando intendere che saranno i protagonisti del prossimo.
Con questo libro, mi sembra che la scrittura della Castellano sia anche maturata.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Stella Shine.
34 reviews3 followers
July 23, 2015
Meraviglioso <3 Adele con questa storia, si riconferma una delle migliori scrittrici Italiane nella categoria ''Historical Romance'. Prima la consideravo un talento, adesso posso dire che sia un vero '' Portento*''Storia avvincente, personaggi uno piu' bello dell'altro. ''Marco Quinto Valerio Rufo ''si riconferma un vero eroe. Mi fermo scrivendo una frase '' Provare per credere''. Bene provate a leggere i libri della Castellano, non ve ne pentirete.



*PORTENTO = Persona dotata, in un certo settore, di qualità eccezionali
Profile Image for Valentina Morgana la fata.
271 reviews24 followers
September 1, 2015
Un libro carino, piacevole da leggere, niente di troppo complicato.
Devo dire che è stato un piacere incontrare di nuovo Rufo e Livia, ma soprattutto l'IspanicoXD, anche se non mi sarebbe dispiaciuto rivedere il caro Aquilato.
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