Una chicca questo volumetto edito da Einaudi. Contiene, come da titolo, una raccolta di 144 epigrammi che mettono alla berlina vizi e virtù della società albese del dopoguerra.Questa raccolta è ciò che di più vicino va al "libro su Alba" da a" da Fenoglio a lungo vagheggiato. Si assiste infatti a una sfilata di personaggi e caratteri peculiari, tratteggiati in poche righe con tutta l'abilità ritrattistica e ironica della penna di Fenoglio. Abbiamo il turpiloquo, la prostituta, l'usuraio, la madre di famiglia, ma anche semplici amici o conoscenti, che Fenoglio trasporta ai tempi della Roma di Marziale.
Il suo non è però un mero esercizio di stile, un divertissement, ma l'anello di una catena ben più fonda che va ad immergersi fino ai tempi della Resistenza e dell'8 settembre. Interessantissima e condivisibile a questo proposito la prefazione a cura di Gabriele Pedullà, che esplicita tra l'altro le motivazioni (serie) che stanno dietro la scelta della forma epigrammatica.
Un gioiellino per tutti gli amanti di Beppe Fenoglio.