Camilla ha dodici anni e la sua vita è spaccata in due come una mela: la prima metà è stata dolce e piena di succo; la seconda è amara, col verme dentro. Perché il papà non c’è più. Il suo papà, Roby, che amava le montagne e le cose giuste. E che non П riuscito a sopportare le accuse indegne che ha dovuto subire. Per questo Camilla odia la politica. Ma un giorno nella sua vita entra Aristotele, un barbone col suo seguito di cani, gatti e sacchetti di plastica. Prima sospettosa, poi affascinata, Camilla comincia a frequentarlo e ad ascoltarlo. E scopre che non è la politica a essere sbagliata: sono quelli che la fanno, spesso, a sbagliare. Ma scopre anche che Aristotele non è come sembra. Una storia forte, seria, che dice cose importanti con parole semplici.
5🌟 Camilla è una ragazza di 12 anni e ha perso il papà per colpa della politica. Per questo lei la odia, la politica. Un giorno incontra un certo Aristotele, un barbone: la mamma della ragazza, però, non si fida e non le piace che Camilla lo frequenta, parlandogli spesso. Ma Aristotele si dimostrerà utile e gentile, e Camilla imparerà che nulla è come sembra. Una storia dolce ma forte, raccontata con parole quotidiane come il pane.
Il tentativo è apprezabile, perchè chiaro e con un linguaggio che potrebbe arrivare ad ogni ragazzino. Cos'è la politica? La risposta è assicurata.
Ma ci sono delle cose di contorno che stonano altamente: 1. Il ragazzino sordo-muto (ma quante volte si batte il pugno sul cuore? forse l'autore conosceva solo questo segno e l'ha usato almeno 50 volte)
2. Solita dicotomia grasso-magro che proprio non sopporto. E poi ci lamentiamo che le ragazzine vogliono diventare anoressiche. In un romanzetto per ragazzi non si dovrebbero trasmettere certi messaggi. Sono cose subdole, sottili, che entrano incosciamente e fanno il loro danno.
All'inizio della storia Camilla, il personaggio femminile, è grassoccia, perchè mangia tanti dolci, alla fine delle storia è più alta e "meno cicciotta" perchè sta facendo la dieta: "Adesso quando vedo qualcosa ripieno di crema volto la testa dall'altra parte. Mi sono messa a dieta." Non è proprio un bel messaggio, anzi. Essere cicciottella non è una condanna. Esseri obesi è un problema di salute. Ma spesso cicciotto viene usato come sinonimo di obeso. Consiglio a tutti di rifletterci su. E parla una che non è cicciotta, perciò non sto facendo una critica perchè l'ho presa sul personale. Le gente pensa sempre che quando scrivi certe cose è perchè sei toccata in prima persona. La verità è che TUTTI dovrebbero essere toccati di più da certi argomenti. E non venitemi a dire che intorno a voi non c'è una donna, figlia, nipote, cugina, sorella che non è ossessionata dal peso e dalla perfezione fisica.
Camilla ha dodici anni, abita in un piccolo paese, gioca a pallavolo, va a "pesca" con il nonno, ha un amico sordomuto, si vede un po' cicciottina ed è innamorata di un suo compagno di classe. Un'adolescente come tante. Tranne per quel "polipo" che, sei anni prima, le ha portato via per sempre suo papà. Da quel momento la vita è drasticamente cambiata per la sua famiglia. Ma qual è il "polipo" a cui Camilla di riferisce? Si tratta della politica. Il padre di Camilla era un parlamentare; ha subito un arresto ed è stato incarcerato. Qui, non riuscendo a sopportare il peso, ingiusto, delle accuse e la vergogna, ha posto fine alla sua esistenza. Sarà l'incontro con Aristotele, il vecchio barbone puzzolente, pieno di misteri e accompagnato nel suo girovagare da una squadra di cani e gatti molto particolari, a far vedere alla ragazzina la politica con occhi diversi. Le farà capire cos'è la politica, da cosa nasce e come si portano avanti le idee rendendole progetti concreti. Le farà capire che la politica è fatta da uomini (e donne) ma che non tutti ne hanno colto il reale significato. Alla fine della storia Camilla, ormai quattordicenne, prova attivamente, nel suo piccolo, a mettersi in gioco, realizzando un progetto innovativo e utile per tutta la comunità: la casa della gentilezza.
Partendo dalla storia di Camilla si può parlare di politica con i ragazzi in modo semplice, sfruttando i concetti base spiegati da Aristotele alla ragazzina. Sicuramente ne nascerà un confronto interessante. Età di lettura dai 12 anni.
Credo che sia il più bel libro che io abbia mai letto; è emozionante, invita a riflettere molto su una realtà considerata per adulti, quale la politica, vista dagli occhi di una ragazzina di dodici anni. La fine è sconvolgente. Consiglio spassionatamente.
Libro che merita una lettura. L'autore attraverso la storia di una ragazzina di 12 anni, Camilla, spiega il vero significato della politica: ascoltare, partecipare, servire. È un insegnamento attuale. Sono le piccole azioni che avvicinano le persone, le rendono consapevoli e le fanno agire per il bene comune, non le parole "urlate". Si deve insegnare ai ragazzi ad esprimere le proprie opinioni, a confrontarsi con gli altri e ad accettare le diversità. A volte lo si dimentica quindi lo si deve ricordare, sempre. Consiglio la lettura sia ai ragazzi ma soprattutto agli adulti.
Questo è un libro che dovrebbero leggere tutti i bambini delle scuole elementari, oggi più che mai. Anche se è un libro che scorre veloce ci sono racchiusi moti insegnamenti, amicizia, politica ma anche non discriminare il diverso, chi non ha le tue stesse idee. La piccola e coraggiosa Camilla affronta molte difficoltà, la mancanza del padre, il bullismo, il fatto di essere cicciotta, con la verità e il bene e vince. Dobbiamo inspirare i futuri adulti a credere che tutti possono farcela.
Devo dire che mi è piaciuto questo libro. È un po' lento secondo me, però si riprende verso la fine con il colpo di scena di Aristotele che si rivela essere il Professor Sassi. In complesso mi è piaciuto ma non ho un gran che.
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