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Il cacciatore ricoperto di campanelli
Questo romanzo mi pervenne alla redazione di «Epoca» e le dediche, una stampata nell'introduzione e l'altra vergata a mano, invocavano da sole la diffidenza: la prima diceva "A tutti i camerati caduti" e l'altra iniziava con "Al Maestro..." eccetera. La leggenda vuole che lo scrittore affermato butti il tutto subito nel cestone della carta da macero, ma la realtà esige una confessione (che spero non mi costi nell'avvenire troppa penitenza): ho letto tutti, in parte almeno, i dattiloscritti o libretti che indebitamente mi sono stati inoltrati in questi ultimi cinque anni e, spesso, cioè sempre, sono stato costretto dalle circostanze (dalla mancanza di un testo, cosa a cui nessuna velleità può supplire) a dare risposte più vicine all'invettiva che alle formulazioni d'obbligo. Sia come sia, lette dieci pagine di “Il cacciatore ricoperto di campanelli”, ne ho lette subito altre venti, con mio grande stupore. Cercai di contattare questo Lo Presti, che era in carcere, e subito non mi è stato facile - è un'esperienza non comune avere a che fare con un direttore carcerario e non con il solito agente letterario che ti fissa un appuntamento al ristorante più chic della città... In seguito, non ho mai voluto troppo appurare perché Lo Presti era dentro, e la formula “terrorismo di destra” non mi ha mai incuriosito più di tanto. C'era un testo, mi bastava, e lo scrittore uomo mi interessa tanto di meno della sua capacita di scrivere e, visto che lo deve pur fare da qualche parte, che lo faccia in prigione a Prato non lo pregiudica di meno che se lo stesse facendo al Grand Hotel et de Milan.
Aldo Busi
Aldo Busi
- GenresItalian Literature
122 pages, Paperback
First published July 1, 1986
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Community Reviews
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
August 7, 2020
Videorecensione: https://youtu.be/LXgn5DlIdZM
Capolavoro assoluto.
Romanzo apparso per pochi mesi nelle librerie nel 1990 per poi sparire completamente (forse, stupidamente, per la biografia dell'autore, decisamente controversa).
Basandoci sul solo scritto, il libro è un gioiello. Uno squarcio di lucida follia, con scrittura straordinaria (a volte reminescente di Dostoevskij e Céline), che logora dentro.
Indimenticabile.
Capolavoro assoluto.
Romanzo apparso per pochi mesi nelle librerie nel 1990 per poi sparire completamente (forse, stupidamente, per la biografia dell'autore, decisamente controversa).
Basandoci sul solo scritto, il libro è un gioiello. Uno squarcio di lucida follia, con scrittura straordinaria (a volte reminescente di Dostoevskij e Céline), che logora dentro.
Indimenticabile.
October 9, 2016
Strano, surreale, simbolico e decadente. Scritto da una persona forse poco raccomandabile, il fu Giuseppe Lo Presti, Il cacciatore ricoperto di campanelli è un romanzo poderoso nella sua brevità, in cui il linguaggio si fa lama di coltello, goccia di arsenico, arma micidiale con il quale il diabolico cacciatore-scrittore incanta e bracca la sua preda-lettore.
December 26, 2020
Uno dei romanzi italiani maledetti per eccellenza, scritto da Giuseppe Lo Presti, all'epoca in carcere per numerose rapine e con collegamenti con l'estremismo di estrema destra e divenuto introvabile (forse per il retroscena personale dell'autore, per quanto non ci sia nulla di politico in esso) fino a raggiungere uno status semi-leggendario. La reputazione dell'opera è sorprendentemente in linea con la qualità stessa del libro. È sconvolgente come un'opera così sottile, così penetrante e tagliente sia stata scritta da un autore al suo primo libro e senza alcun background letteraro di alcun tipo. Sin dalla sua uscita non furono in pochi ad accorgersi delle qualità di questo romanzo, diventando da subito un caso editoriale e guadagnandosi la reputazione di cult; la critica all'epoca fece pure dei paragoni con nomi quali Céline, Dostoevskij, Poe, Campana, paragoni per nulla esagerati, ma allo stesso tempo ristretti in quanto l'originalità e la profondità di questo libro è totale e tutta propria. Un romanzo rabbioso, indubbiamente con elementi autobiografici, e una vertiginosa rappresentazione dell'incomunicabilità.
January 24, 2024
Mi sono rotto il cazzo di leggere di esseri umani che si pongono definitivamente dalla parte della ragione.
Sul romanzo più nello specifico: quando affronta i massimi sistemi, ci si scontra con banalità o al limite con concetti con cui si concorda ma che è poco interessante ribadire. Lo stile non è male, salvo qualche inciampo. L’ingenuità come filtro per descrivere i rapporti umani potrebbe essere interessante ma semplicemente non lo è qui.
Poi, nelle ultime pagine, si capisce l’intento dell’intero romanzo: giustificare le sue condotte criminose con banale benaltrismo. Vittimista come gli ambienti di estrema destra che era solito frequentare.
La cosa più interessante del libro è contenuta nella prefazione di Aldo Busi, da scovare facendosi spazio tra il suo parlarsi addosso.
Sul romanzo più nello specifico: quando affronta i massimi sistemi, ci si scontra con banalità o al limite con concetti con cui si concorda ma che è poco interessante ribadire. Lo stile non è male, salvo qualche inciampo. L’ingenuità come filtro per descrivere i rapporti umani potrebbe essere interessante ma semplicemente non lo è qui.
Poi, nelle ultime pagine, si capisce l’intento dell’intero romanzo: giustificare le sue condotte criminose con banale benaltrismo. Vittimista come gli ambienti di estrema destra che era solito frequentare.
La cosa più interessante del libro è contenuta nella prefazione di Aldo Busi, da scovare facendosi spazio tra il suo parlarsi addosso.
January 18, 2024
Sarò io che non l'ho capito. Non mi è sembrato niente di eccezionale, ma di solito non fanno molta presa su di me questi romanzi così intimisti.
Lo segno da rileggere perchè - appunto - potrei essermi perso un gioiello, per quanto sarà difficile recuperarlo un'altra volta.
Lo segno da rileggere perchè - appunto - potrei essermi perso un gioiello, per quanto sarà difficile recuperarlo un'altra volta.
June 14, 2023
Credo sia difficile parlare di questo libero senza prima precisare che l’autore è stato un terrorista di estrema destra. Ma è sufficiente leggere la brillante prefazione di Busi per accettare la distinzione tra opera e autore (distinguo che nella società moderna pare inaccettabile se non nei casi di politici e miliardari).
In questo libro il protagonista è fragile, instabile e insoddisfatto della vita. Ricorda un po’ il Joker di Joaquin Phoenix, che vaga per Torino un po’ vivendo e un po’ edulcorando la realtà.
La storia in sé conta poco, è la scrittura di Lo Presti ad essere protagonista. Una mano formidabile che avrebbe dovuto scrivere ben più pagine e prendere in mano meno armi. La prosa ha un tono poetico (mi ha ricordato vagamente Radiguet) ed è trascinante, difficilmente si leggono meno di dieci pagine alla volta.
Un grande libro, forse non un capolavoro, ma di sicuro un testo che non va fatto cadere nell’oblio (ci sono ben altri titoli da lasciare nel dimenticatoio).
In questo libro il protagonista è fragile, instabile e insoddisfatto della vita. Ricorda un po’ il Joker di Joaquin Phoenix, che vaga per Torino un po’ vivendo e un po’ edulcorando la realtà.
La storia in sé conta poco, è la scrittura di Lo Presti ad essere protagonista. Una mano formidabile che avrebbe dovuto scrivere ben più pagine e prendere in mano meno armi. La prosa ha un tono poetico (mi ha ricordato vagamente Radiguet) ed è trascinante, difficilmente si leggono meno di dieci pagine alla volta.
Un grande libro, forse non un capolavoro, ma di sicuro un testo che non va fatto cadere nell’oblio (ci sono ben altri titoli da lasciare nel dimenticatoio).
December 5, 2023
Un delirio lucido, Lo Presti cerca di abbracciare quella che egli chiama libertà in una lotta, senza speranza (?), contro chi ci dice come dobbiamo vivere.
May 16, 2021
Vista le particolari vicissitudini dell’autore e dunque della sua opera, sono arrivata alla lettura con grandissime aspettative, le quali non sono state affatto deluse (non do 4 stelle solo perchè sento di dover fare una rilettura).
Un romanzo che è al contempo personale e universale, e che esplora concetti ampi come la libertà del pensiero e i suoi confini.
Ma la recensione migliore la fa Busi, che nella prefazione distingue il lavoro di Lo Presti da un racconto lungo, definendolo romanzo in quanto strutturato “in frasi che in sé e per sé, nel loro minimo comun denominatore, sono dei romanzi”.
Un romanzo che è al contempo personale e universale, e che esplora concetti ampi come la libertà del pensiero e i suoi confini.
Ma la recensione migliore la fa Busi, che nella prefazione distingue il lavoro di Lo Presti da un racconto lungo, definendolo romanzo in quanto strutturato “in frasi che in sé e per sé, nel loro minimo comun denominatore, sono dei romanzi”.
November 17, 2022
Una de esas joyas que encuentras por casualidad, y luego ya no te abandonan. Un amigo raro.
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