Ci sono poche cose che il libraio Marzio Montecristo odia più dei matrimoni. Eppure, quando Valérie de Gramont entra nella libreria Les Chats Noirs e chiede al nonno un regalo di nozze semplicemente inaudito – acquistare tutti i libri presenti e “trasferire” la libreria là dove si celebrerà il matrimonio –, Marzio non può sottrarsi. Anche perché la richiesta non è un capriccio Valérie e il futuro sposo, l’inglese Thomas Stuart, stanno per celebrare un matrimonio esclusivo a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale, trasformato per l’occasione in un villaggio di lusso. Quando Marzio vi sbarca con i suoi due inseparabili gatti neri, Marple e Poirot, e gli “investigatori del martedì”, resta senza dove prima c’erano solo rocce, vento e gabbiani, ora ci sono un residence impeccabile, un ristorante da sogno e, come per magia, una riproduzione in scala reale della sua libreria. L’incanto, però, dura un brutale omicidio squarcia l’atmosfera spensierata.
Su un’isola, con il mare a fare da confine e gli orari scanditi da cerimonie e protocolli, chiunque può essere colpevole, e chiunque ha qualcosa da perdere. Miliardi, rivalità, contratti, eredità: la tensione tra le famiglie dei due sposi, ricchissime, perfette in pubblico e spietate dietro le quinte, si avverte a ogni brindisi. Ma le ragioni dell’assassino potrebbero essere un segreto di famiglia, un ricatto, una vendetta covata sotto i sorrisi, o forse la più corrosiva delle l’invidia davanti a un amore esibito come un trofeo?
Tra sospetti e bugie, amori segreti e tradimenti inconfessabili, Marzio e i suoi “investigatori del martedì” dovranno risolvere un rompicapo elegante e feroce, un intrigo che sa di Dieci piccoli indiani.
Piergiorgio Pulixi, scrittore e sceneggiatore, è uno dei più apprezzati autori noir italiani, fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de Fogu, (edizioni E/O 2008). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), finalista al Premio Camaiore 2013 e chiusa col romanzo finale della quadrilogia, Prima di dirti addio (Edizioni E/O 2016). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato il romanzo Padre Nostro. Ha vinto numerosi premi letterari e nel 2015 è stato premiato ai Corpi Freddi Awards come miglior autore italiano dell’anno. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, Canada, e Regno Unito.
Ciao Readers! Che bello tornare dove si è stati bene! Perché è proprio così che mi sento quando torno nella mia amata libreria di Marzio, in compagnia di Marple e Poirot. Un matrimonio per unire due grandi imperi bancari su un’isola adibita a set cinematografico: cosa può andare storto? Beh, tutto, direi. Gli “investigatori del martedì”, insieme a Marzio e a quei due gioielli neri, si ritrovano a dover risolvere un’altra serie intricata di intrecci. Gli indizi lasciati qui e là stavolta mi sono stati di aiuto per risolvere almeno una delle piste che Piergiorgio traccia lungo il cammino. Amo questa serie e non vedo l’ora che esca la prossima storia! Solo una parola: Greta... non me lo dovevi fare! 🥺
In anteprima a Mantova, Piergiorgio Pulixi ha presentato Il fattore gatto, il terzo capitolo delle avventure di Marzio Montecristo, il libraio scorbutico di Les Chats Noirs, affiancato dai suoi inseparabili gatti neri Miss Marple e Poirot e dagli “investigatori del martedì”.
Pur essendo anche questo terzo volume un tributo ad Agatha Christie (l’intreccio richiama Dieci piccoli indiani), i cui romanzi non superavano le 180 pagine, qui, Piergiorgio Pulixi afferma di essersi fatto prendere la mano dalla storia: questo terzo volume, infatti è lungo 544 pagine, e questo è per lui un cruccio.
Marzio Montecristo odia i matrimoni. Quando Valérie de Gramont gli chiede un regalo di nozze impossibile: comprare tutti i libri della libreria e trasferirla sull’isolotto selvaggio di Serpentara per un matrimonio esclusivo tra due famiglie miliardarie, non può rifiutare. Arriva sull’isola con i suoi gatti e il gruppo di lettura e scopre una riproduzione fedele della sua libreria in mezzo a un residence di lusso. L’incanto dura poco: un omicidio brutale spezza l’atmosfera.
“La frase affiorò senza voce. Ora farà più male. Restò immobile a lungo. Poi si chinò in avanti e, con la punta delle dita, scrisse un nome sulla battigia. Il nome della persona che doveva morire.”
Su un isolotto isolato, tra rivalità familiari, segreti, amori proibiti e interessi enormi, chiunque può essere colpevole.
Marzio Montecristo resta sarcastico e pieno di umanità nascosta; i dialoghi sono taglienti, i riferimenti letterari intelligenti. Ho letto anche gli altri due volumi: questo è il più bello della serie.
Ci sono libri che si leggono per scoprire chi è l’assassino e libri che si leggono soprattutto per il piacere di lasciarsi trasportare dalla storia. Il fattore gatto di Piergiorgio Pulixi riesce a fare entrambe le cose e, una volta arrivati all’ultima pagina, lascia addosso una sensazione difficile da spiegare: quella di aver risolto un mistero, ma anche di aver trascorso del tempo in buona compagnia.
Con questo romanzo torna Marzio Montecristo, già incontrato nei due libri precedenti della serie, La libreria dei gatti neri e Se i gatti potessero parlare, con il suo carattere ruvido, l’ironia pungente e quel modo tutto suo di osservare le persone. Dietro la scorza burbera, però, si nasconde un uomo dal cuore grande, come dimostra il suo comportamento nei confronti della gattara Greta e della Presidente Nunzia.
Libraio allergico alle convenzioni mondane e profondamente innamorato dei libri, Marzio si ritrova suo malgrado coinvolto in un matrimonio decisamente fuori dagli schemi. La sua libreria, Les Chats Noirs, viene addirittura ricostruita su Serpentara, un isolotto disabitato della Sardegna meridionale, trasformato per l’occasione in un lussuoso teatro nuziale.
Al suo fianco ci sono gli inseparabili Marple e Poirot, i due gatti neri ormai diventati parte integrante della serie, e gli affezionati «investigatori del martedì». Ma l’atmosfera da favola dura poco: un omicidio trasforma il paradiso in una trappola e tutti gli invitati diventano potenziali sospettati.
Piergiorgio Pulixi costruisce un giallo dal sapore classico, fatto di segreti, rivalità familiari, eredità, interessi economici, tradimenti e personaggi che sembrano nascondere qualcosa dietro una facciata impeccabile. L’ambientazione sull’isola funziona particolarmente bene: il mare diventa una barriera naturale e crea quella sensazione di isolamento che nei grandi mystery è fondamentale. Serpentara, affascinante e al tempo stesso claustrofobica, diventa lo scenario ideale per una storia in cui non è possibile scappare e, soprattutto, non ci si può fidare di nessuno.
Seguire l’indagine è un piacere: gli indizi spingono a cambiare più volte idea sui possibili colpevoli e mantengono viva la curiosità fino alla soluzione del mistero. Ma il fascino del romanzo non risiede soltanto nella ricerca dell’assassino. Una parte importante del piacere di questa lettura nasce dal ritrovare l’universo della libreria Les Chats Noirs, fatto di libri, gatti e personaggi eccentrici, che rende la serie così riconoscibile.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è il modo in cui l’autore mescola mistero e ironia. Marzio è un protagonista difficile da non apprezzare: ruvido, sarcastico, profondamente legato ai libri e molto più umano di quanto voglia lasciar credere. Il suo modo di affrontare le situazioni, spesso con una battuta tagliente o un’osservazione pungente, alleggerisce la narrazione senza compromettere la tensione.
E poi ci sono Marple e Poirot, i due gatti neri che non si limitano a essere una presenza simpatica, ma rappresentano una parte essenziale dell’identità della serie. La loro storia, che verrà svelata nel corso del libro, aggiunge un ulteriore elemento di interesse e permette di conoscere qualcosa in più sulle loro origini e sul legame con Marzio.
Il romanzo richiama apertamente la tradizione del giallo classico e l’atmosfera di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, ma Piergiorgio Pulixi riesce a inserire questi riferimenti nel proprio stile e, soprattutto, all’interno del particolare universo della libreria Les Chats Noirs. Ne nasce un giallo raccontato con leggerezza e ironia, capace però di mantenere alta la tensione. È proprio questo equilibrio a conquistare maggiormente.
Interessante è anche il contrasto tra l’eleganza del matrimonio e ciò che si nasconde sotto la superficie. La ricchezza, il potere e la perfezione apparente lasciano progressivamente spazio a rancori, invidie e segreti. Dietro un evento costruito per celebrare l’amore e il prestigio si nascondono dinamiche familiari e interessi personali che alimentano la tensione e rendono ogni personaggio potenzialmente sospetto.
Il fattore gatto è un romanzo consigliato particolarmente a chi ama i gialli classici, le ambientazioni chiuse, i misteri alla Agatha Christie e le storie in cui i libri rivestono un ruolo importante. È anche una lettura indicata per chi si è già affezionato a Marzio Montecristo e ai suoi investigatori felini.
Una storia piacevole, elegante e ironica, con quel pizzico di noir che le impedisce di trasformarsi in un semplice cozy crime. Piergiorgio Pulixi mette sul tavolo tutti gli ingredienti del mistero: una libreria, un’isola, un matrimonio e un assassino, invitando il lettore a cercare la soluzione insieme ai protagonisti. E, come spesso accade nei buoni gialli, proprio quando sembra di aver capito tutto, emerge la sensazione che manchi ancora qualche tassello.
Chiudendo il libro, rimane il piacere di aver trascorso del tempo in buona compagnia, non soltanto di aver seguito un’indagine. Ed è forse proprio questo il vero «fattore gatto»: la capacità di una storia di farsi ricordare anche dopo essere arrivata alla fine, lasciando il desiderio di tornare ancora una volta tra gli scaffali della libreria Les Chats Noirs, accanto a Marzio, Marple e Poirot.
"Il fattore gatto" è il terzo libro che racconta la saga di Marzio Montecristo, un libraio burbero ma con un'incredibile genialità investigativa e una profonda umanità, caratteristiche che portano il lettore ad empatizzare e ad affezionarsi a lui. La trama di questo capitolo racconta il coinvolgimento di Marzio, affiancato dagli "investigatori del martedì", nella risoluzione di alcuni delitti avvenuti sull'isola di Serpentara prima di un matrimonio sfarzoso organizzato da due importanti famiglie di banchieri europee. Anche questa, come le precedenti, è un'indagine che coinvolge e tiene incollati alle pagine. In questo libro poi si ha modo di conoscere un Montecristo diverso, più introspettivo e coinvolgente. La scrittura di Pulixi si mostra come sempre semplice, scorrevole e ironica, ma capace di toccare corde intime e farti emozionare. Consiglio la lettura a tutti, soprattutto a chi ha voglia di una storia avvincente e piena di sentimenti, con un personaggio originale, umano, vero. Spero sia in previsione un quarto libro che non vedo l'ora di leggere.
A mio parere il migliore della serie fino ad adesso. È riuscito a tenermi incollato fino alla fine con tensione ma allo stesso tempo emozionarmi anche. 💔❤️ Pulixi una garanzia!
Come ho già fatto qualche altra volta (poiché nessuno me lo vieta) recensirò insieme due libri che non c'entrano un caz non hanno nulla a che vedere l'uno con l'altro ma che, avendoli letto di seguito, mi ispirano riflessioni comuni. Questo perché "Il fattore gatto" è più agathachristiano di "Assassinio al Grand Alpine Hotel", che invece è pensato proprio come una sorta di seguito moderno della serie di Miss Marple. Per quanto la soluzione del romanzo della Foley sia indubbiamente soddisfacente e in perfetto stile Christie , devo ammettere di aver trovato la parte dedicata agli interrogatori macchinosa e poco naturale. I delitti, tra l'altro, avvengono a così stretto giro che finiscono per eliminare rapidamente tutti i sospettati, mettendo a rischio l'effetto sorpresa sull'identità dell'assassino. E poi, diciamolo pure, questa Miss Marple non è che lasci proprio il segno... Il giallo di Pulixi, invece, cavoli se è fatto bene. Si basa su un complesso intreccio di relazioni, moventi e passioni, che rende la lettura appassionante e impossibile da mettere giù. I dialoghi tra investigatori e sospettati sono dei botta-e-risposta che scorrono con incredibile fluidità, sfociando nella classica scena finale in cui i potenziali omicidi vengono riuniti per lo smascheramento del colpevole (si tratta a ben guardare un epilogo un tantino prevedibile, ma comunque ben celato al di sotto di una trama intricata e ben congegnata). Mi hanno molto colpita anche le vicende personali dei personaggi ricorrenti, in particolare Non vedo l'ora di leggere la prossima avventura di Marzio Montecristo!
La storia non mi ha preso più di tanto ma i personaggi sono ben descritti, il plot giallo ha senso (a volte troppo) e i gatti, come sempre, fanno la differenza. Il finale però... il finale è bellissimo, veramente eccezionale.
Ritornano Marzio Montecristo, gli investigatori del martedì e, soprattutto, gli amatissimi gatti neri Miss Marple e Poirot. Con Il fattore gatto, terzo romanzo della serie di Piergiorgio Pulixi, ci troviamo di fronte a quello che considero il libro più riuscito della saga.
Nei primi due volumi, La libreria dei gatti neri e Se i gatti potessero parlare, eravamo abituati a un giallo dai toni più leggeri, con situazioni eccentriche e ambientazioni particolari. In questa nuova avventura, invece, assistiamo a un cambio di passo.
La storia ci porta in Sardegna, sull'isola di Serpentara, dove due potentissime dinastie economico-finanziarie decidono di unire i propri destini attraverso un matrimonio. Da una parte gli inglesi Stuart, dall'altra i francesi de Gramont: un'alleanza che sembra quasi rievocare, in chiave moderna, le antiche rivalità della Guerra dei Cent'anni.
Parafrasando il celebre monito manzoniano, questo matrimonio «s'ha da fare» a ogni costo. Come si suol dire, i soldi non fanno la felicità, ma la brama di denaro e di potere può spingere gli uomini a sentirsi onnipotenti.
La giovane sposa, Valérie de Gramont, vuole accanto a sé per l'occasione proprio il libraio Marzio Montecristo e i membri del suo club. Quella che dovrebbe essere una cerimonia da favola si trasforma presto in un incubo. Una serie di omicidi sconvolge l'isola, dove il mare diventa una barriera difficile da superare. Il gruppo di appassionati lettori è costretto a mettere da parte il proprio ruolo di semplici amatori e a trasformarsi in una squadra di investigatori.
Pulixi costruisce una trama ricca di colpi di scena, distribuiti lungo tutto il romanzo. Quando sembra di aver individuato una possibile direzione, nuovi elementi rimettono in discussione le certezze del lettore. Il gioco dei sospetti funziona e tiene viva la curiosità fino alla soluzione del caso.
Ma Il fattore gatto non è soltanto un giallo. In questo terzo capitolo, l'autore approfondisce la vita privata di Marzio Montecristo, portandone alla luce segreti e fragilità. Accanto all'indagine trovano spazio la manipolazione, il potere dei grandi gruppi finanziari e il prezzo che si può essere costretti a pagare per conquistare la propria libertà.
I soldi non danno la felicità, ma possono anche negare la libertà: quella di essere se stessi e di scegliere la propria strada. È una riflessione che accompagna la vicenda e trova riscontro nelle scelte dei personaggi, spesso condizionati dal denaro, dalle ambizioni e dai segreti del passato.
Anche in questo romanzo i due gatti, Marple e Poirot, avranno un ruolo importante. Le loro osservazioni silenziose contribuiranno a offrire a Marzio l'intuizione necessaria per districare la matassa. Una presenza che fa parte del carattere della serie e che Pulixi sa utilizzare senza ridurla a un semplice elemento decorativo.
Il finale, però, non si esaurisce con la soluzione del caso. Una volta tornato alla normalità, Marzio riceve due notizie destinate a scuotere profondamente la sua vita. La sua quiete viene meno e la rabbia lo spinge verso azioni estreme, con conseguenze che potrebbero cambiare gli equilibri del protagonista.
È una conclusione che va oltre il classico scioglimento del mistero e apre nuove prospettive per la storia di Marzio. Anche per questo preferisco non anticipare altro: è meglio arrivare a quelle pagine senza sapere che cosa accadrà.
Il fattore gatto è un romanzo che si legge con piacere, sostenuto da una trama articolata e da personaggi che, nel corso della serie, hanno acquisito una propria identità. Piergiorgio Pulixi alterna il gusto per l'enigma a una riflessione sui rapporti umani, sul denaro e sul potere, senza rinunciare all'ironia che accompagna le avventure del libraio e dei suoi compagni.
Per me è il capitolo più riuscito dei tre: un giallo che intrattiene, sorprende e lascia aperte nuove domande sul futuro di Marzio Montecristo.
IL FATTORE GATTO PIERGIORGIO PULIXI Ci sono poche cose che il libraio Marzio Montecristo odia più dei matrimoni. Eppure, quando Valérie de Gramont entra nella libreria Les Chats Noirs e chiede al nonno un regalo di nozze semplicemente inaudito – acquistare tutti i libri presenti e “trasferire” la libreria là dove si celebrerà il matrimonio –, Marzio non può sottrarsi. Anche perché la richiesta non è un capriccio qualunque: Valérie e il futuro sposo, l’inglese Thomas Stuart, stanno per celebrare un matrimonio esclusivo a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale, trasformato per l’occasione in un villaggio di lusso. Quando Marzio vi sbarca con i suoi due inseparabili gatti neri, Marple e Poirot, e gli “investigatori del martedì”, resta senza parole: dove prima c’erano solo rocce, vento e gabbiani, ora ci sono un residence impeccabile, un ristorante da sogno e, come per magia, una riproduzione in scala reale della sua libreria. L’incanto, però, dura poco: un brutale omicidio squarcia l’atmosfera spensierata. Su un’isola, con il mare a fare da confine e gli orari scanditi da cerimonie e protocolli, chiunque può essere colpevole, e chiunque ha qualcosa da perdere. Tra sospetti e bugie, amori segreti e tradimenti inconfessabili, Marzio e i suoi “investigatori del martedì” dovranno risolvere un rompicapo elegante e feroce, un intrigo che sa di Dieci piccoli indiani.
Per l'ennesima volta Piergiorgio Pulixi mi ha conquistato. La sua scrittura e le sue storie non mi deludono mai. In questo libro non c'è solo un delitto da risolvere, ma c'è anche una storia di dolore, cattiveria, avidità. Chi ha seguito come me questa serie, si è ormai affezzionato ai personaggi e, alla fine, non sono riuscita a trattenere una lacrima. Merita anche questo di essere letto assolutamente, come tutti i suoi libri.
Amo i libri e la scrittura di Piergiorgio Pulixi quindi sono maledettamente di parte. Questo terzo capitolo dei gatti neri mi è piaciuto moltissimo, in perfetto stile giallo classico, mi ha fatto rivivere le atmosfere di Agatha Christie. Il denaro, l'arroganza e i giochi di potere sono i grandi temi con i quali si confronteranno il libraio Marzio Montecristo e i suoi amici, gli investigatori del martedì tutti in trasferta sull'isola di Serpentara per partecipare al matrimonio degli eredi di due famiglie ricchissime. Come in ogni capitolo, qualcuno morirà e i protagonisti si impegneranno per risolvere il caso. E come sempre i due gatti neri, Marple e Poirot, saranno protagonisti dell risoluzione finale.
📖 Il fattore gatto @piergiorgiopulixi ⭐️⭐️⭐️⭐️ Terzo capitolo della saga legata alla libreria Les Chats Noirs,con il libraio scontroso Marzio Montecristo, i suoi inseparabili gatti neri (Miss Marple e Poirot) e gli affezionati membri del "Club dei delitti del martedì". Una ricca ereditiera decide di acquistare l'intera libreria di Marzio e di farne ricostruire una replica identica su Serpentara, un selvaggio isolotto della Sardegna, come stravagante regalo di nozze. Quello che doveva essere un matrimonio da favola tra due famiglie facoltose si trasforma presto in un incubo... Un giallo scorrevole...con un finale che lascia presagire di essere arrivati alla conclusione delle "avventure" di Montecristo. Forse...
Avevo amato tantissimo i due precedenti, questo se la batte dura col secondo della saga per il titolo di mio preferito.Unica cosa, peccato che a due terzi del libro avevo capito il colpevole.Sarò io che ultimamente leggo più gialli e sto diventando più brava a cogliere gli indizi, o forse non era abbastanza ben nascosta, la cosa?Comunque scritto splendidamente.Spero non abbia inaugurato una serie come quella volta che avevo infilato tre libri dove dei cani facevano fini bruttissime perché anche qua...e mi fermo x non spoilerare.
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Dei libri della serie della libreria dei gatti neri è quello che più ho apprezzato. Non sono un grande "giallista", anche se non disdegno il genere, ma i libri precedenti, non mi avevano preso quanto questo (basti dire che l'ho letto in due giorni a cavallo della presentazione dell'autore a Grosseto). Qui ho ritrovato più aspetti di un Pulixi che sono abituato a ritrovare nelle altre pubblicazioni (a partire dai canti del male). Ne consiglio sicuramente la lettura, che siate amanti dei gatti o meno!
Premetto: ho adorato i due libri precedenti ed aspettavo con ansia l'uscita di quest' ultimo. Ovviamente le mie aspettative sono state più che soddisfatte. Mi piace Marzio Montecristo e la sua "banda", mi piacciono i due gatti e vorrei tanto vedere dal vivo la sua libreria, che tanto ho immaginato nella mia mente.
Però una cosa: Piergiorgio se mi stai leggendo, perché? Perché mi hai fatto morire Greta e i suoi gatti? Perché? Ho pianto tutte le lacrime che avevo. Sarebbe stato da cinque stelline, ma questa morte mi ha devastata.
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Un buon racconto investigativo. Certo ch questi ricconi hanno la lingua lunga altrimenti non sarebbe riuscito Marzio ha risolvere il problema. Mi pare che i soldi dati per tutti i libri non fossero poi così tanti 18€ /libro non sono certo una esagerazione. Ad ogni modo, al di là del setup dell'isola Serpentara che mi pare un po' esagerata, trovo inverosimile che due banchieri possano concedere ad un libraio tanta fiducia e librtà. Ma il racconto ci guadagna ed è simpatico. A parte Greta.
Come sempre, Pulixi riesce a portarti dentro il libro in poche righe. L'atmosfera, la narrazione, i dialoghi, tutto ti porta a continuare capitolo dopo capitolo senza che il tempo diventi importante. Come i due libri precendenti, l'ho mangiato in meno di 48h, ma che ci posso fare se l'amore che provo verso Montecristo é cosí forte.
Parte lento, quasi irriconoscibile rispetto agli altri due della serie di Montecristo...Poi decolla. Confesso che alla fine ho rischiato le lacrime. Consigliatissimo