Una biografia che vuole lanciare una sfida: rendere il senso di un'esistenza apparentemente priva di avvenimenti, animata soltanto da pochi rapporti umani, e che ha lasciato come unica traccia di sé una straordinaria produzione poetica e alcune lettere private. Una vita che Barbara Lanati, finissima conoscitrice della Dickinson, racconta facendo uso di strumenti diversi. Non soltanto l'epistolario familiare, le pagine dei diari delle amiche di Emily, le testimonianze di chi la conobbe abbastanza da restarne straordinariamente colpito. Anche le lettere che di volta in volta lei scrisse alle persone amate, allontanate e riavvicinate con l'impulsività di chi si sente naturalmente obbligato a rispondere al richiamo della propria inquietudine. Una fotografia nitida dell'intersezione tra la biografia di una donna dalla personalità potente, "mistica e al contempo blasfema", tra una anomalia femminile vissuta e guardata con tormento, e il conformismo dell'America ottocentesca, attraversata da alti ideali intellettuali e aneliti religiosi, ma imbrigliata nelle complicate trame di soffocanti moralismi borghesi e provocatorie aperture a una nuova "educazione sentimentale".
What I dream I had, pressed in organdy, Clothed in crinoline of smoky Burgundy, Softer than the rain. I wandered empty streets down past the shop displays. I heard cathedral bells tripping down the alley ways, as I walked on. And when you ran to me, your cheeks flushed with the night. We walked on frosted fields of juniper and lamplight, I held your hand. And when I awoke and felt you warm and near, I kissed your honey hair with my grateful tears. Oh, I love you, girl. Oh, I love you. (For Emily Whenever I May Find Her/Simon & Garfunkel)
Difficile trovare qualcosa che parli esaurientemente della vita di questa figura straordinaria . Doppiamente difficile; data l' eccentricità della figura ,che era così discreta da lasciare così poche tracce di se, a parte un ricco epistolario (e neanche questo del tutto integro perché manomesso da coloro che sono stati i destinatari di quelle lettere)e data l' eccezionalità della figura stessa...
Ma la Lanati nutre profonda stima e affetto per questa figura. Avendone tradotto e conosciuto esaurientemente l' opera. E quindi cerca di avventurarsi nella vita di questa figura iridescente, tentando di capirne in qualche modo la vita , ma non riuscendoci pienamente...
Perché Emily è sfuggente, conosce senza mai farsi conoscere, i suoi punti di vista non ci è dato scoprirli del tutto, i suoi sentimenti nemmeno, dobbiamo fidarci della testimonianza spesso distorta che danno di lei amici , vicini e parenti e infine di quei capolavori straordinari che sono le sue poesie e farcele bastare...
Nonostante tutto questa autobiografia mi è piaciuta, perché mi ha permesso una conoscenza approfondita di questa figura che amo profondamente ...
Tuttavia non mi è piaciuta la scelta della Lanati di liquidare in cosi poco spazio le fasi dell' infanzia e dell' adolescenza di Emily che così tanto peso hanno avuto nella sua produzione e visione del mondo ...
Non è facilissimo entrare nella poesia della Dickinson - alcuni componimenti sono talmente rarefatti da sembrare fili di pensieri che si accavallano l'uno sull'altro, sensazioni che spuntano all'improvviso e che portano ad altre riflessioni, ricordi che suscitano un'emozione descritta da una singola parola. Alla fine, l'interpretazione dei versi può benissimo adattarsi a chi li legge, ma per renderli un po' più espliciti, la Lanati li inserisce nel racconto della vita di Emily, provando a tracciare un collegamento tra quanto le succedeva e quello che scriveva. Mi ha stupito molto scoprire in che tipo di ambiente ha vissuto - vivace, pieno di intrighi amicali ed amorosi, affollato di personaggi interessanti che si sono alternati nello scorrere degli anni - e leggere che la sensazione predominante della sua esistenza sia stata la solitudine. Di certo il tormento interiore non le ha dato pace e le ha impedito di incanalarsi in una vita come le tante del tempo; forse sarà anche stata una tara ereditaria, vista la situazione della mamma. Mi dispiace che il prezzo da pagare per una tale profondità d'animo, una sensibilità letteraria ed una capacità di espressione tanto all'avanguardia sia stata la sofferenza per non essere riuscita a raggiungere un sublime forse umanamente impossibile. In pochi del suo tempo l'hanno capita e non stento a crederlo, dato il contenuto delle lettere e le frasi oltremodo criptiche che inseriva nella sua corrispondenza. Ci vorrebbe un'edizione commentata e parafrasata dei componimenti, ma anche lì, chissà se davvero intendeva quello che a noi oggi sembra di capire.
Nn è facile entrare nella vita di una scrittice di emily poi.. L'ho tenuto sullo scaffale per un po' di anni poi ho deciso che era il momento giusto credo che i libri debbano avere il loro momento giusto per essere letti
"... io me ne resto sola, in grande splendore" Una vita piena di trascendenza, con i silenzi, la riservatezza, il candore e quella sfrontata irriverenza di chi vive di fronte al mistero in perenne ricerca, continuamente appassionata, sempre sul confine del senso. Che anime magnifiche – tutt'altro che incorporee – hanno abitato questa terra. Il testo di Barbara Lanati, decisamente ben riuscito, pur cercando di entrare nel privato e nell'intimo della poetessa, lo fa con sincero rispetto e sorvolando appena – come è giusto che sia – sull'avidità di chi è rimasto dopo di lei, dopo Emily.
E' scritto bene e ben documentato, ma non è riuscito a interessarmi. Mi sembra che si possa apprezzare la poesia di Emily Dickinson anche senza conoscere gli affari di famiglia, ogni singola lettera, ogni palpito e amicizia, ogni "deliquio religioso". La sua vita spirituale può rimanere privata.
Uno scorcio aperto sulla vita di una donna straordinaria, sempre fuori dagli schemi e con una sensibilità tutta speciale. Il mondo di Emily mi ha travolto e quando sono arrivata in fondo anch'io, a mio modo, mi sono sentita in lutto per la sua morte. La ricostruzione dei fatti parte dalle fonti storiche, ma passa soprattutto attraverso la tela composta dalle poesie della Dickinson, che agiscono sulla storia sia da filtro che da specchio.
P.S: per ideare la Wisteria Lane di "Desperate housewives" si dovono essere per forza ispirati alla Amherst di metà '800! Altro che che le soap di oggi: allora sì che c'erano trame intrigate!