Questa raccolta riunisce i racconti più «neri» di Marco Vichi. Vi si ritrovano le sue atmosfere e i suoi personaggi, e quella sua capacità di farsi ascoltare mentre narra vicende quotidiane e terribili dove all’improvviso qualcosa si incrina, un meccanismo si inceppa, e a poco a poco tutto diventa follia, assurdità, mistero, fino al piccolo, spesso del tutto inaspettato colpo di scena finale. Come in Amen, in cui un giovane ricco e nullafacente, che si gode l’eredità di famiglia senza un pensiero e senza un impegno, viene aggredito da un ometto bizzarro, che lo accusa di avergli ucciso l’amico più caro, il suo unico affetto. Eppure il ragazzo è certo di non aver mai fatto del male a nessuno... O in Mio figlio no, dove l’ossessione di un padre che teme l’omosessualità del figlio adolescente spinge l’uomo a una decisione crudele. O ancora in Puttana, una vicenda di sesso e vendetta ambientata nel famigerato villino romano frequentato dai gerarchi fascisti e dal Duce stesso, dove va a lavorare la giovane Simonetta, in arte Sissi, che ha un sogno segreto.
Marco Vichi was born in Florence. The author of eleven novels and two collections of short stories, he has also edited crime anthologies, written screenplays, music lyrics and for radio, and collaborated on and directed various projects for humanitarian causes. His novel Death in Florence won the Scerbanenco, Rieti and Camaiore prizes in Italy. Marco Vichi lives in the Chianti region of Tuscany.
Marco Vichi è famoso, almeno qui in Toscana, per la serie del Commissario Bordelli. Ma di quei libri ne ho letti due e non mi son piaciuti. Ho voluto dargli un'altra possibilità con i racconti e l'ho apprezzato di più. Questi "Racconti neri" sono storie che vanno dalle poche pagine alla ventina e, come in tutte le raccolte, la qualità varia da storia a storia. Tuttavia Vichi dimostra di padroneggiare sia le tecniche di intreccio sia il dosaggio della suspense. Ho apprezzato inoltre che, anche nella maggior parte dei racconti più "polizieschi", l'importante non sia la risoluzione del caso - che tuttavia in alcuni si capisce dagli indizi lasciati lungo la narrazione - ma il percorso, l'attenzione ai personaggi e al contesto. La lettura è scorrevole e spesso avvincente. Ottimo se cercate uno svago scritto bene ma che non impegni troppo (e qui la suddivisione in storie aiuta).
penso che ogni Toscano abbia in libreria almeno un libro di Marco Vichi, così come di Malvaldi. Opera del campanilismo. Anche a casa mia ce ne sono e io ho voluto iniziare da questa serie di racconti per farmi un'idea. Le trame le ho trovate un po' deboli, ma come atmosfere e scrittura nulla da eccepire. Gli darò un'altra possibilità.
Con questi suoi racconti, Vichi fa di nuovo centro.
In genere i racconti mi lasciano poco, ma alcuni di questa raccolta sono veramente ottimi.
Vichi, anche nel breve, ha la capacità di condurre il lettore attraverso meccanismi e situazioni incredibili, coinvolgendolo - a volte - con colpi di scena (piccoli ma) molto efficaci.
Me lo sono gustato tutto questo libro, pian piano, racconto dopo racconto, fino alla fine.
Nove racconti noir, qualcuno più lungo qualche altro più breve, ma tutti estremamente interessanti e coinvolgenti. L’ultimo mi ha lasciato in sospeso fino alla fine e, sì, forse … anche oltre. A me sono piaciuti tutti moltissimo e ho ritrovato in ognuno di loro quello stile, proprio dell’autore, che mi ha sempre incantato e conquistato, a cominciare dalla serie dedicata al Commissario Bordelli, una delle mie preferite. ******* Alla rilettura si conferma il precedente giudizio.