IL POETA PAZZO CHE NON ERA PAZZO⠀
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Dino Campana nasce a Marradi nel 1885 da Giovanni Campana, il mestro del paese e Francesca Luti, fervente cattolica. La sua indole schiva fa sì che inizi a venir preso in giro dai compaesani e dai compagni di scuola. Piuttosto che correre dietro alle gonnelle delle fanciulle merradesi, preferiva passeggiare in campagna in compagnia di un libro da leggere.⠀
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In seguito ad una bocciatura nel 1901 e alle furiose litigate con la madre, viene fatto visitare da uno psichiatra che invece di chiuderlo in manicomio (come voleva la madre) spiega i suoi atteggiamenti con una naturale ribellione adolescenziale.⠀
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Nel 1903 sostiene l'ammissione all'Accademia militare e contemporaneamente si iscrive alla facoltà di chimica a Firenze. Riesce ad entrare a far parte del corso allievi ufficiali, ma alcuni mesi dopo viene espulso per non aver superato l'esame al grado di sergente. Non gli rimane che la chimica che non lo interessa affatto. Dopo due anni di discussioni col padre, litigate furiose con la madre, un solo esame sostenuto e due bocciature, decide di scappare. Prende il primo treno e fugge verso la Svizzera dove inizia a lavorare in un Luna Park itinerante, ma arrivato in Francia viene rispedito dalla gendarmeria a Marradi perché senza documenti.⠀
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Nel settembre del 1906 viene internato nel manicomio di Imola per "impulsività e vita errabonda". Un mese dopo, il padre di Dino, impietoso dal figlio piangente rinchiuso tra i matti veri, decide di liberarlo dal manicomio, ma lui dovrà promettere di partire per l'Argentina, dove gli hanno trovato un lavoro, e non tornare più.⠀
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Ciò che successe dopo è storia, tutti lo volevano matto ed alla fine lo è diventato. Il modo affettuoso e protettivo con cui ne parla Vassalli lo rende ancora più vicino, più che una biografia è il racconto di un viaggio alla scoperta della verità.⠀