Un bel romanzo d'avventura scritto da sir Walter Scott, capostipite del romanzo storico ambientato in terra scozzese.
La storia è ambientata a cavallo dello scoppio della seconda insurrezione giacobita, durante la quale gli scozzesi si sollevarono nuovamente contro il casato degli Hannover (considerato illegittimo) nel tentativo di reinsediare sul trono l'erede degli Stuart.
Una situazione piena di rischi per un inglese di famiglia filo-Stuart venutosi a trovare in terra scozzese: Edward Waverley è un giovane nobile di campagna il quale, per evitare che il suo temperamento romantico e sognatore potesse spingerlo ad un fidanzamento avventato, è stato frettolosamente insignito di un grado da ufficiale e inviato dal suo reggimento di stanza in Scozia.
Il nostro Edward rimarrà talmente affascinato dai luoghi e dalle persone di questa terra da decidere di intraprendere un viaggio nei territori abitati dai fieri highlanders...con un pessimo tempismo visto che la seconda insurrezione giacobita esploderà imprigionandolo in una posizione politicamente scomoda e molto pericolosa.
Un ottimo primo atto per un romanzo diviso in due parti (conto di recuperare la seconda parte il prima possibile), anche se è necessario abituarsi ad un romanzo scritto da un autore Ottocentesco con tutto quello che ne consegue
Prima di tutto tanta, tanto esposizione: introducendo buona parte dei personaggi l'autore si premura di fornire al lettore una veloce descrizione fisica e un completo background familiare, caratteriale e morale (praticamente l'opposto rispetto alla maggior parte dei romanzi moderni), e infatti il primo terzo del libro è tutta una grande esposizione sulla famiglia del protagonista, su come suo padre (figlio cadetto di una nobile casata) si sia riavvicinato al fratello primogenito grazie ad un incontro fortuito tra quest'ultimo e il protagonista bambino, su come questo incontro abbia indotto l'aristocratico ad interessarsi al futuro del nipote, per poi passare all'educazione e all'indole del protagonista negli anni della crescita e infine alle circostanze che l'hanno portato a lasciare la casa in cui è cresciuto.
Altre caratteristiche tipiche del romanzo Ottocentesco sono un ritmo narrativo più lento rispetto al solito (non aspettativi un'azione al cardiopalma) e un lessico ricco e ricercato, oltre ad una fitta serie di citazioni storiche e letterarie (particolarmente apprezzata la premura della casa editrice nello spiegarle tutte con coincise ma utilissime note a fondo pagina).