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Il Romanzo della Nazione

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C’era una volta il popolo. C’era una volta il sogno di costruire – attraverso il popolo – una nazione. C’erano le storie che facevano degli uomini, delle donne, delle famiglie, la premessa dell’essere popolo e poi nazione.
Maggiani rifà la storia della sua famiglia quando la sua famiglia comincia a morire. La madre, il padre, i legami di sangue, i legami di idee, la città, la memoria di quel venir meno “ad ogni usata amante compagnia” di persone che hanno lavorato per spingere avanti destini comuni, avventure comuni, speranze in comune.
Maggiani ci dice cos’è il romanzo di una nazione quando quel romanzo tramonta. Quando quella possibilità non si dà più.
La chiusura di un mondo ne apre un altro di cui si sa ancora e soltanto che è il “sogno di una cosa”.
Che cosa si racconta, di fatto? Si racconta di una madre e di un padre che si spengono portando, prima nella smemoratezza e poi nella morte, un mondo di certezze molto concrete: la cura dell’orto, delle cose, della casa, dei rapporti parentali. Il figlio-narratore rammenta la fatica giusta (e ingiusta) di procurarsi il pane e di stare appresso a sogni accesi poco più in là, nella lotta politica, negli scioperi, nella piana assolata quando arriva la notizia della morte di Togliatti. Si racconta, con un ginnico balzo indietro narrativo, della costruzione del porto di La Spezia, il porto che, nella lungimiranza di Cavour, avrebbe dovuto essere il più attivo del Mediterraneo. Si racconta di altri fondatori di nazioni: di ebrei e di palestinesi. Si racconta di come si diventa grandi e di come si fondano speranze quando le speranze sono finite.

230 pages, Kindle Edition

First published August 27, 2015

6 people are currently reading
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About the author

Maurizio Maggiani

34 books34 followers
Nato in una famiglia di modeste condizioni, dopo aver svolto decine di professioni (è stato anche impiegato e costruttore di pompe idrauliche) è approdato alla letteratura, politicamente vicino agli anarchici.
Nel 1987 ha vinto il Premio "Inedito - L'Espresso" con il racconto Prontuario per la donna senza cuore.
Con Il Coraggio del pettirosso (1995) ha poi vinto il Premio Viareggio e il Premio Campiello; con La Regina disadorna (1998) ha vinto il Premio Alassio e nel 1999 il Premio Stresa di narrativa e il Premio Letterario Chianti. Nel 2005 ha vinto, con il romanzo Il viaggiatore notturno, i premi Premio Ernest Hemingway e Premio Parco della Maiella e il Premio Strega.
Come giornalista e commentatore cura una rubrica all'interno del quotidiano genovese Il secolo XIX e scrive per La Stampa. Per la casa editrice Feltrinelli pubblica dei podcast sotto il titolo Il viaggiatore zoppo.
Nel 2008 ha pubblicato il CD Storia della meraviglia, con Gian Piero Alloisio, tratto dallo spettacolo teatrale rappresentato dai due nella stagione precedente.
Nel 2010 apre il suo archivio personale ai lettori rendendo disponibili sul suo sito, con una licenza copyleft, i suoi primi racconti, pubblicati in edizioni ormai introvabili, e dei cui diritti è tornato in possesso esclusivo, nonché gli inediti, insieme agli articoli scritti in tanti anni di collaborazioni con vari giornali.

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
April 12, 2025
Ultimo libro del 2015; e non ci sarebbe stato modo migliore per concludere. Erano anni che non leggevo nulla di Maggiani, mi ricordavo il piacere e la meraviglia provati leggendo la Regina disadorna e il Coraggio del pettirosso, ma era un ricordo sfumato, come il sapore di un cibo che mangiavi da piccolo e sai solo che vorresti assaggiarlo nuovamente.
Il Romanzo della Nazione ha soddisfatto queste mie aspettative, fin dalle prime pagine mi sono sentito avvolgere da quella sensazione di attesa che provi quando scorrono i titoli di testa di un film che sai già sarà bellissimo, oppure quando ti siedi ad ascoltare una di quelle persone capaci di raccontare, e sai che è tutto perfetto, un buon vino, una buona cena, la giusta atmosfera.
La chiave di ciò che inconsapevolmente stavo apprezzando la trovo a pagina 178: “La gran parte dei romanzieri difetta in generosità, pensano di avere una limitata disponibilità di tempo e di pagine, pensano di dover fare in fretta. Così consumano il loro genio ad architettare meccanismi di straordinaria complicazione perché tutto fili liscio e in fretta fin dove vogliono arrivare. Mai abbastanza lontano, in verità. Mai abbastanza per rendere giustizia di come vanno veramente le cose del mondo degli uomini.” Fedele a questa osservazione, in questo libro Maggioni divaga, si prende tempo, apre mille parentesi, e racconta, racconta, racconta. E tu ascolti, perché questo è un libro di voci, un libro che sarebbe bello che ti fosse letto, un libro che quando lo leggi ti sembra di ascoltare il suo autore che ti parla. Un libro che riporta in vita parole perse, come sono persi i mestieri che queste parole descrivevano: lo stipettiere, il ralmigatore, il tappullista. Un libro che disegna una città, un territorio, un popolo, che scava nella storia e nelle storie, che è fatto di intimità e di epica. Un libro che gioca con la memoria, con la conservazione dei documenti e delle testimonianze, con una bellissima contrapposizione giocosa tra “le carte” e “le voci”, dove Maggioni finge di parteggiare per le voci, e farebbe arrabbiare la mia archivista preferita. Forse alla fine qualcuno potrà essere deluso, chiedere una storia con un filo da A a B, un inizio e una fine. Questo libro non ha queste cose, e Maggioni sembra esserne ben consapevole, quando in una delle tante divagazioni racconta di essere stato redarguito da un grande critico letterario per l’uso della parla “uccelletto”: “E la cosa veramente grave è che da allora sono passati venti anni esatti e io sono qui come se niente fosse a scrivere ancora uccelletto. (…) Ditemi voi come, anche potendo, avrei mai potuto scrivere il Romanzo della Nazione con dentro la parola uccelletto.” Quindi apparentemente un romanzo non riuscito. Che mi è piaciuto tantissimo.
Profile Image for Jacopo.
31 reviews12 followers
March 24, 2018
Mio nonno è nato a San Terenzo, a un passo da Lerici. Quando gli ho parlato di questo libro gli ho detto che si racconta di Spezia, della costruzione del grande Arsenale di cui lui è sempre andato molto fiero. Si racconta delle moltitudini che si sono radunate nel cuore del Golfo per lavorare alla fondazione, scrive Maggiani, della Nazione. Si racconta dei singoli, in realtà, di madri e di padri. La madre di mio nonno era una stiratrice di origine toscana, suo padre un marinaio di Latina con altre famiglie alle spalle.
Mio nonno è stato zitto e poi ha detto "Eh. Ma Maggiani è un cognome di Sarzana", come a dire che cosa ne sa.
3 reviews
April 23, 2019
Il libro mi è piaciuto poco e tuttavia non avrei rinunciato a finirlo. Per metà è triste, decisamente autobiografico, sempre di assistere ad una seduta da uno psicoterapeuta (Forse sistemico o più probabilmente lacaniano). L'altra metà l'ho trovata noiosa, sarà perché la storia non mi appassiona. Tuttavia il messaggio tra le righe spinge a continuare la lettura. Che messaggio? Leggete il libro, mica voglio spoilerare...
Profile Image for Elalma.
910 reviews105 followers
June 5, 2016
Avevo delle aspettative un po' diverse su questo libro. Mi immaginavo una specie di "Quarto stato" di Pelizza da Volpedo, e invece ho faticato a mantenere una visione di insieme che mi facesse apprezzare la storia. Ben scritto, ma poco organico, a mio avviso
Profile Image for Frabe.
1,202 reviews58 followers
August 27, 2017
Quelle due parolone nel titolo, con le maiuscole, Romanzo e Nazione, di primo acchito hanno dell'esagerato. Poi, in corso di lettura, si conviene che Maggiani affronta questa volta un tema effettivamente grande: intanto premette che le Nazioni le costruiscono i popoli, che sono fatti di persone perlopiù comuni ma impegnate, persone le cui storie contribuiscono decisamente a fare la Storia, sicché le narrazioni delle stesse, spesso minori e dimenticate, ricostruite mettendo insieme pezzi di verità e magari un po' d'immaginazione, compongono - per l'appunto - il Romanzo della Nazione; e quindi Maggiani parla di gente che ha conosciuto personalmente, famigliari e compaesani, e poi di persone comuni delle quali ha sentito o letto, risalendo indietro di alcune generazioni fino al tempo del Risorgimento, e dà a loro il merito per ciò che hanno fatto, costruito: sicuramente molto, però - sostiene - non abbastanza: la Nazione è certo progredita, ma l'opera è chiaramente incompiuta e “non si possono lasciare le cose a metà, non funziona”, per cui ora starebbe a noi...
Il libro è complessivamente buono, e meritorio, ma anche disomogeneo tra la parte autobiografica, fresca e scorrevole, e quella più decisamente storica, interessante ma piuttosto pesante. (Poi, un'annotazione di dettaglio: va bene il dialetto inserito qua e là perché ha un suo senso, ma nell'italiano di Maggiani, generalmente di alto livello, risulta fastidioso lo sdoganamento di certi “a me mi”, “a gratis”, o dell'espressione “era dietro a fare questo o quest'altro”... L'italiano, qui come ovunque, dovrebbe essere corretto.
Il libro è complessivamente buono, e meritorio, ma anche disomogeneo tra la parte autobiografica, fresca e scorrevole, e quella più decisamente storica, interessante ma piuttosto pesante. (Poi, un'annotazione di dettaglio: va bene il dialetto inserito qua e là perché ha un suo senso, ma nell'italiano di Maggiani, generalmente di alto livello, risulta fastidioso lo sdoganamento di certi “a me mi”, “a gratis”, o dell'espressione “era dietro a fare questo o quest'altro”... L'italiano, qui come ovunque, dovrebbe essere corretto.)
Profile Image for Lea Ross.
Author 10 books1 follower
May 19, 2021
Mi ha un po' delusa e l'ho trovato un tantino inconsistente. Parte abbastanza bene anche se, per come è costruito e scritto, è un tipo di romanzo che va letto con una certa continuità perchè, altrimenti, si fa fatica a recuperare il filo del discorso. Poi, però, si perde in considerazioni e in una commistione tra passato e presente, tra storia e autobiografia, che infiacchiscono il discorso e, soprattutto, non fanno capire il senso del romanzo.
Profile Image for Franco Vite.
218 reviews17 followers
March 10, 2016
Un libro bellissimo, come pochi in questi anni (e non è il primo di Maggiani), in cui si racconta - in maniera onesta, commossa, partecipe, sofferente, problematica - la storia della Nazione: cioè la storia di tutte e tutti noi.

La storia di chi ha creato la Nazione con le proprie mani, con i propri calli, pagandone conseguenze pesantissime: i cittadini e le cittadine "normali", quelli che quasi mai finiscono sui giornali e tanto meno ai telegiornali. Noi.

Un libro bellissimo ed intelligente, perché senza retorica ci dice, ci di/mostra, una cosa banale che ci siamo dimenticati da tanto, troppo tempo:

che la storia siamo noi.
Profile Image for G. Prove.
69 reviews7 followers
October 7, 2019
Due e mezzo/ tre meno

Devo dire che mi aspettavo qualcosa di leggermente diverso da questo libro, forse la quarta di copertina mi ha un po' tratto in inganno.
Nonostante non sia il primo libro di Maggiani che leggo, devo dire che in questo caso mi sono più volte forzato per andare avanti nelle pagine, cercando più volte di ignorare la tentazione dell'abbandono totale del libro.
La scrittura è molto scorrevole, e trovo il suo stile sempre molto "elegantemente poetico". Ma non sono proprio riuscito ad appassionarmi alla prima (e corposa) parte dedicata quasi esclusivamente alla vita dell'autore e dei genitori
5 reviews1 follower
August 4, 2020
Tra il metaromanzo e il saggio storico, riesce a non essere nessuno dei due: temi complessi buttati superficialmente, letture storiche molto discutibili. Sembra che dovesse per forza scrivere un romanzo senza avere veramente materiale per scriverne uno e quindi in qualche modo si è dovuto ingegnare a riempire i buchi.
Profile Image for Eddy64.
602 reviews17 followers
May 31, 2025
La Storia con la maiuscola è fatta di tante piccole storie, a partire da quelle che ognuno si porta dietro, vissute e sentite in famiglia: è questo che sembra voler dire Maurizio Maggiani in questo libro che in realtà racconta il tentativo di scrivere il romanzo della nazione perché non ci vuole molto a capire che non verrà mai alla luce, ma l’importante è raccontare, raccontare, raccontare…Si parte dai genitori, che per anni ci hanno dato certezze e alla fine si spengono lentamente, smarriti nella mente tra ospedali, badanti, case di cura. Il padre soldato in Africa, poi partigiano, elettricista, operaio ma anche poeta dilettante, e “costruttore di nazioni”, che alla richiesta del medico di scrivere le prime parole a caso se ne esce con “vivere di sogni è un’utopia”, la madre meno sognatrice e più pratica, Adorna, che accolse il futuro marito in casa ai tempi di guerra e finì per fare la staffetta suo malgrado, ignara del contenuto nella borsa. Il nonno Gariboldo che ruppe dal nervoso ogni cosa che gli veniva in mano, perché il parto di Adorna era molto complicato (e Maurizio, forse per il forcipe, ne uscì con un paio di orecchie a sventola incredibili). Maurizio che il 1° maggio va al corteo vestito della festa con il padre, quando era veramente la festa dei lavoratori che votavano per dei veri partiti di sinistra… Maurizio che nel 68 vuole la rivoluzione maoista e rischia di essere preso a sberle dai compagni della CGIL…Maggiani racconta per libera associazione, di ricordo in ricordo, come se non ci fosse mai una fine… il racconto poi si sposta alla seconda metà dell’ottocento con la costruzione dell’arsenale di La Spezia e il varo e la storia della Dandolo, la prima nave da guerra uscita da quei cantieri. Le storie si moltiplicano, si tirano in ballo Mazzini e Cavour, poi in lampo si parla di ebrei e palestinesi (e cosa c’entrano?) e anche di anarchici. E il romanzo della nazione? la Nazione, sempre con la maiuscola, è composta dai singoli individui uniti da una comunità di intenti, di ideali e aspirazioni. È fatta dai lavoratori che lavorando sognano la loro utopia…Siamo storie e siamo fatti di storie. Maggiani è bravo a raccontarle, a passare da una all’altra, fino a far perdere l’orientamento al lettore (e lui lo mantiene sempre?), con qualche nozionismo di troppo in quadro di ampio respiro. Ero rimasto un po' deluso con il Coraggio del pettirosso, questa volta, più preparato, mi sono felicemente lasciato andare sull’onda delle mille storie (più sopra ne ho solo menzionate alcune, è impossibile riportarle e ricordarle tutte…). Quattro stelle.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
October 1, 2017
"La gran parte dei romanzieri difetta in generosità, pensano di avere una limitata disponibilità di tempo e di pagine, pensano di dover fare in fretta. Così consumano il loro genio ad architettare meccanismi di straordinaria complicazione perché tutto fili liscio e in fretta fin dove vogliono arrivare. Mai abbastanza lontano, in verità. Mai abbastanza per rendere giustizia di come vanno davvero le cose del mondo degli uomini. Il mondo degli uomini non è un orologio che uno si mette in tasca e sta lì a sentire che gira, gira, gira. Il mondo degli uomini è un po’ più grande e un po’ più inaspettato. Qualunque singola vita è infinitamente più vasta di un romanzo scritto senza adeguata generosità. E dura molto più a lungo. E a volte si muove così velocemente, zigzagando in modo così vertiginoso, che non c’è maniera di poterle dare un appuntamento." (p. 178)
73 reviews
November 8, 2018
Dopo i primi capitoli mi aspettavo qualcosa di diverso, comunque mi è piaciuto il modo di scrivere che ha Maggiani, è il primo suo libro che leggo, ne leggerò altri.
Profile Image for Paola Sangiovanni.
17 reviews
July 16, 2019
Bel libro. Il libro che avrei voluto scrivere se fossi uno scrittore. (Avrei però tagliato la parte su Fatima e Anna, che secondo me c’entra poco).
Profile Image for Giulia.
98 reviews
February 26, 2018
Mah. Non è completamente il romanzo di quello che vuole scrivere il romanzo della Nazione, né il romanzo della Nazione.
Maurizio, forse non ho capito. Ma mi ricorderò che hai detto che i romagnoli dato che sono abituati a vivere il gruppo coltivano il senso della singolarità, per non confondersi l'uno con l'altro. Questo mi è piaciuto.
Profile Image for Matteo Fulgheri.
Author 2 books23 followers
September 17, 2015
In realtà quattro stelle e mezzo. Tutta la parte sul padre, sarà un 20% del libro, è abbastanza noiosa e non legata troppo bene al resto. Sembra una lunga divagazione sconclusionata.
Sconclusionato lo è anche il libro nel suo insieme, ma è uno sconclusionato meraviglioso e lirico, una successione di pensieri che porta via…
Profile Image for Piego di Libri.
585 reviews42 followers
January 27, 2016
Il Romanzo della Nazione non è la classica opera storiografica sul fascismo, la Resistenza, gli anni di piombo o su chissà cos'altro: se la Storia appartiene a tutti coloro che danno un contributo a costruire la Nazione, merita di essere narrata anche la loro storia individuale.
http://www.piegodilibri.it/recensioni...
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