Quando Bianca Riario è costretta ad abbandonare Roma per ritirarsi nella residenza di Forlì, è ormai rassegnata a un ruolo di secondo piano all’ombra della madre, Caterina Sforza. Guidata dallo storico Leone Cobelli, apprenderà tuttavia la complessità delle relazioni politiche che coinvolgono la sua famiglia, fino a comprendere il tradimento che si sta consumando ai danni del Serpente degli Sforza e della Rosa dei Riario. Unico indizio nelle sue mani, alcune quartine dal significato oscuro che parlano di complotti, in anni in cui è sempre più difficile distinguere alleati e nemici. Tra congiure e lotte per mantenere il potere, Bianca e Caterina tengono tra le mani le sorti della Romagna anche quando ogni speranza sembra vana.
Abito a Imola, città in cui lavoro. Sono stata archeologa, guida, giornalista e redattrice, ma oggi mi dedico a ciò che più mi appassiona: l'insegnamento. Amo lo sport, l'arte, la storia, l'archeologia e la lettura. Adoro divorare biografie di personaggi femminili e scappare a Roma alla prima occasione.
ROMANZI ❈ Il serpente e la rosa, I Doni delle Muse, 2015 ❈ L'ultimo segreto di Botticelli, Tre60, 2019 ❈ L'ultimo segreto di Botticelli, TEA, 2020 ❈ La regina senza corona, Tre60, 2020 ❈ L'erborista di corte, Tre60, 2022
RACCONTI ❈ La rosa del deserto, (1° classificato al "Verbania for Women"), 2018
SAGGISTICA ❈ Cento passi di donne, Bacchilega Editore, 2017
Recensione a cura di Sonia Morganti per il Blog di Babette Brown. Ogni anno, mi innamoro di un libro e lo regalo a feste e compleanni. Uno dei romanzi a cui è toccata questa sorte è “Il serpente e la rosa”, di Lisa Laffi. Il romanzo racconta la storia di Bianca Riario e di Caterina Sforza e lo fa in maniera impeccabile, elegante, delicata, con una scrittura che è un piacere e una trama che avvolge. Chiunque abbia letto sia il libro di Lisa che quello di Carla Maria Russo non ha dubbi nel dire che il primo è ingiustamente meno conosciuto. “Il serpente e la rosa” va letto perché la trama, la storia e lo stile si armonizzano perfettamente, perché è piacevole e preciso, perché tocca il cuore e la fa con mano delicata. Lisa ha una penna eccezionale ed è una giovane donna che unisce una preparazione approfondita al talento e al garbo.
Bianca Riario è solo una bambina quando scopre di non essere solo la figlia della famosa Tigre della Romagna: nel suo sangue scorre un antico potere che le permette di vedere il futuro. I tumulti degli anni che precedono la scoperta dell’America e l’ascesa dei Borgia è il teatro in cui Bianca cresce e in cui dovrà affrontare le conseguenze del suo dono e le spietate ingiustizie della vita. A volte dimentichiamo che storie di intrighi politici e tradimenti erano all’ordine del giorno nel nostro paese: nel rinascimento le vite dei nobili erano tutt’altro che sicure, spesso i giochi di potere erano gestiti e influenzati grazie ai matrimoni, alle relazioni clandestine e alla forza d’animo di donne che erano considerate mere fattrici. Questo per ricordarvi che non c’è bisogno di un Trono di Spade perché una storia sia cruenta, a volte basta la storia a tingere di rosso sangue un libro. Il periodo storico che Lisa Laffi decide di raccontare è uno dei più belli a mio parere: in molti sognano le crenoline vittoriane e la sfacciata ricchezza di Versailles, dimenticando che nel nostro ben paese ci sono troppe storie che potrebbero appassionare e coinvolgere come nessun’altra saprebbe fare. Siamo negli anni in cui Leonardo è tra gli artisti più famosi, dove le signorie si dividono il potere e il papato domina sugli uomini nonostante la corruzione al suo interno. Lo stile di questa autrice ci porta a conoscere bene la storia di Imola e Forlì, senza che si riveli una mera successione di eventi o si rischi di piegare i fatti storici alle necessità narrative. Sembra una stupidata ma quanti autori riescono a raccontare la storia senza che appaia al lettore come uno spiegone? Oppure riuscire a incastrare fatti reali e incontri senza adattare con forzature la storia? Ebbene ci saranno capitoli fitti dove ci saranno fiumi di sangue insurrezioni e rivoluzioni, altri più calmi incentrati su Bianca e la Tigre della Romagna, Caterina Sforza. Non si può negare la maestria dell’autrice e il fatto che la storia coinvolge come poche altre saprebbero fare. L’unico mio appunto è legato a Bianca che è protagonista e spettatrice: avrei voluto di più, forse non ero pronta alla parola fine; si noti che ho trovato questo libro lunghissimo (non nel senso di pesante ed interminabile bensì fitto di eventi che a volte occupano solo un capitolo ma che sembrano narrati come se li avessi letti in cento pagine). Veder crescere e dover lasciare Bianca, sebbene di lei mi rimanga la splendida storia celata dietro al ritratto che le fece Leonardo mi ha turbato: ai fini della storia non sarebbe servito ma avrei voluto di più conoscere il suo passato romano e anche la sua vecchiaia. Devo però ammettere che non è Bianca la vera protagonista e che forse non sono stata in grado di accettarla come avrei voluto, perché la storia di Bianca mi ha travolto. In definitiva cinque stelle. Devo ammettere che libri a tema storico sono sempre lenti, pomposi e spesso non sono così fedeli come si vuole credere, questo volume invece si rivela una storia fedele e sinceramente intrigante, senza che ci sia una storia d’amore passionale o una cospirazione da Codice da Vinci. Consigliatissimo a chi cerca un libro bello, scorrevole, storico e appassionante, su un’eroina realmente esistita e su una donna che ha tenuto in scacco l’Italia.