Pubblicato nel 2015, questo libro raccoglie storie brevi, molte delle quali già pubblicate sul blog. A unirle c'è una metastoria che funge da collegamento, confermando ancora una volta la capacità dell'autore di trasformare esperienze personali in narrazioni universali, capaci di far riflettere ma anche sorridere.
La maturazione dell'uomo Michele Rech è tangibile, qui la prospettiva da cui guarda il mondo è più adulta; la storia si dipana come un viaggio tra ansie quotidiane e riflessioni esistenziali. Gli "accolli", quei fardelli, responsabilità e situazioni difficili che ciascuno si trova a dover affrontare nella vita, si accumulano con tutto il loro peso e il protagonista compie un viaggio metaforico (ispirato a "Il Signore degli Anelli") rappresentando le difficoltà come una missione epica tutta interiore.
Mi è piaciuta molto l'idea del camminare sulle uova con i pesi tra le braccia, rende perfettamente il concetto di ciò che si vuole trasmettere, senza cedere al vittimismo.
Lo stile è sempre immediato, colloquiale e coinvolgente, con le varie citazioni pop che sono cifra stilistica di Rech, l’amico Armadillo, coscienza/compagno/guida/ostacolo, insieme al perfetto equilibrio tra profondità e sarcasmo, rende questo volume un connubio riuscito tra leggerezza e riflessione.
Ancora una volta, termino la lettura entusiasta!