Dylan Thomas (Swansea, 1914 – New York, 1953) è stato forse l'ultimo dei grandi Bardi della letteratura occidentale. Poeta visionario, attore, narratore, la sua vita breve e turbolenta ha contribuito a fare di lui un autore di culto dall'aura leggendaria. Ereditò la tradizione di Blake e W.B. Yeats e ispirò in modo decisivo la Beat Generation, i Beatles, Bob Dylan, Jim Morrison, divenendo una sorta di genio tutelare degli artisti eversivi e delle anime inquiete. Ebbe con la sua terra d'origine, la campagna del Galles, un legame mistico e totalizzante. Acclamato oratore in grado di ammaliare le folle, declamò versi dal palco fino a poche ore prima di divenire incosciente, in un bar di Manhattan, in un coma da cui non si sarebbe risvegliato. Tra biografia, romanzo e critica, Cesare Catà ne ripercorre arditamente la vita e ne evoca l'icona, seguendo le sue tracce tra le pagine e i pub, tra le brume celtiche e gli incanti delle sue parole.
Cesare Catà è nato tra il 2 e il 3 agosto dell’81. Filosofo e performer teatrale, è autore di vari saggi di filosofia e letteratura, di traduzioni, di testi drammatici, e del libro di racconti “Efemeridi. Storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori”. Si esibisce regolarmente con monologhi e lezioni-spettacolo sia in teatro che in luoghi inusuali come pub, boschi, ristoranti e spiagge.