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Regina di fiori e radici

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Quasi nulla di quello che è stato detto riguarda me, nonostante sia la mia storia.
Si è narrato della passione di mio marito, della disperazione di mia madre, della decisione di mio padre. Si è parlato della sofferenza dei mortali e dei riti che da allora vengono compiuti, per far sì che ciò che accadde non debba mai più ripetersi. Si sono narrate storie parallale e storie contrastanti, si ricordano particolari suggestivi, ma di ciò che riguarda me, di ciò che accadde a me, sembra si conosca ben poco.
Eppure è la mia storia.
Non è la storia di Ade, il signore dell’Oltretomba, delle anime dei defunti e di tutto ciò che cresce nel sottosuolo; non è la storia di Demetra, la Madre Terra che errò nel mondo alla ricerca della sua unica figlia, scomparsa nella tenebra di Erebo; e, certamente, non è la storia di Zeus, che permise tutto ciò avvenisse, finché i mortali non gli ricordarono, attraverso la loro mortalità, ciò che doveva fare. In questa storia ci sono anche loro, ma non è la loro storia.
È la mia.
La storia della dea della primavera e regina dell’Averno, contesa tra due mondi, finché la contesa non mi obbligò a compiere la mia scelta. Quasi nulla si sa di ciò che significò, per tutti.
Eppure rese il mondo ciò che è.
Perché io sono regina di fiori e radici.
Io sono Persefone.

304 pages, Paperback

First published September 7, 2015

5 people are currently reading
185 people want to read

About the author

Laura MacLem

12 books61 followers
Autrice innamorata non corrisposta delle materie scientifiche ma ricambiata dalle discipline umanistiche, o almeno così le piace credere.

Ha pubblicato L'Incanto di cenere per Asengard edizioni, vari racconti per editori piccoli e medi, quindi è approdata al self publishing con Regina di Fiori e Radici e Il Quarto Fato.

Nati due volte è un dittico fantasy ambientato nella Creta minoica della tarda età del bronzo che racconta il mito di Arianna dal suo proprio punto di vista.

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29 (9%)
1 star
4 (1%)
Displaying 1 - 30 of 56 reviews
Profile Image for Katerina.
334 reviews168 followers
January 20, 2016
A me Ade e Persefone sono sempre piaciuti: non so perchè, ma ci ho sempre visto un po' di analogie con La Bella e la Bestia (sì, dovrebbe essere il contrario, ma come molti ho conosciuto prima la favola e poi i miti greci) e Ade è sempre stato una delle mie divinità greche preferite. Era il fratello responsabile, quello che mentre la famiglia faceva di tutto se ne restava nel suo regno a fare il suo lavoro, perchè la morte non può permettersi di essere paziale o succede un casino.
Mi piaceva: ho sempre avuto un debole per lo sfavorito di turno, e l'impressione generale era che Ade fosse odiato e temuto non perchè cattivo ma perchè rappresentava qualcosa che non piace a nessuno.
Praticamente è solo con Persefone che Ade dimostra di condividere qualche gene con la sua famiglia, ma i miti mi sono sempre sembrati o di parte o incompleti. Mancava la voce di Persefone, ecco. Non si capiva mai cosa ne pensasse lei di tutto il dramma: non sembra mai ribellarsi né esprimere un parere nonostante fosse una dea (e nemmeno una da poco) e non una ninfa a caso, e le sue nozze con Ade venivano a tutti gli effetti celebrate dal popolo.
L'impressione avuta durante e dopo la lettura è che Laura Mac Lem la pensasse esattamente come me e abbia voluto porre rimedio a questa mancanza.

Regina di fiori e radici è un bel libro, punto. E teoricamente potrei chiudere qui la recensione, perchè questo è uno di quei casi in cui non ho tanto voglia di parlare del libro quando di scrollare la gente urlando "Leggilo! Ne vale la pena! LEGGILO!"
Ma credo sia illegale, quindi vi tocca la versione lunga.
Lo stile è più che buono: moderno ma senza stonare con l'ambientazione e si sente che l'autrice sa di che cosa sta parlando. Non si è limitata al "Ade rapisce Persefone perchè la lovva tantissimo e vai di sindrome di Stoccolma": conosce i miti, conosce l'epoca, conosce i nomi (che sembra una cavolata, ma esistono retelling dove Demetra viene chiamata Diana). Ogni reinterpretazione dei fatti nasce non tanto dal gusto personale ma dall'analisi approfondita di cosa succede e - in buona parte - di cosa non succede nel mito: non è che se non c'è scritto allora può succedere di tutto, dev'essere qualcosa che sia coerente con tutto il resto.
E questo, alla fine, rende la storia così soddisfacente perchè non si limita ad essere un retelling, ma anche un "Ok, posso accettare che - se è andata - è andata così".

I personaggi sono delineati molto bene: la protagonista indiscussa è Persefone, dea della primavera. La conosciamo che sembra una bambolina, per aspetto e per il carattere che si tende ad associare a questo aggettivo: con una madre impressionante come può esserlo la terra, e circondata da sorelle con una volontà d'acciaio, Persefone è la sorellina che diventa il cuscinetto della famiglia. Non importa quanto Atena e Diana possano essere diverse, lei è quella attorno a cui vanno d'accordo.
Lei è la primavera, tiepida e dolce e piena di fiori.
Ade è, per molti versi, il suo opposto: inflessbile, implacabile, fondamentalmente incapace di comonicare e con la tendenza a considerare Persefone un'adulta (tutti gli altri la considerano una ragazzina) e - nello stesso tempo - qualcuno il cui parere non conta.
In effetti il problema dei vari personaggi di contorno è che non si curano mai di chiedere alla protagonista cosa ne pensa o cosa vuole, costringendola ad adeguarsi a decisioni prese da altri per il suo bene. Finchè, alla fine e comprensibilmente, esplode di brutto. E cavolo se non è un momento catarchico anche per il lettore: lei è tanto buona e cara, ma alla fine bisogna pur dire basta... anche con le persone che si amano e che ci amano.

Un'altra cosa che ho apprezzato moltissimo è la relazione tra Persefone ed Ade: non ci sono abbellimenti, niente è reso meno brutale.
Ade rapisce la ragazza e la trascina terrorizzata e piangente nel suo regno, senza una parola gentile o una spiegazione: Persefone è in un mondo che non capisce (e apparentemente ostile), lontana da tutto ciò che conosce e - per una volta - siamo in uno scritto dove l'autrice si prende la briga di far vedere come evolvono i suoi sentimenti verso la nuova situazione e verso lo sposo perchè è questo uno dei punti cardine della storia, e se non lo fai vedere tanto vale che tu non scriva il retelling (sì, ho ancora il dente avvelenato per The Goddess Test, in caso non si fosse notato).
Ecco, se proprio dovessi cercare qualcosa che non mi è piaciuto, andrei con la caratterizzazione di Ercole: un cretino a livelli epocali, e io sono ormai di parte dopo aver letto Euripide.

Quindi che dire? Leggetelo.
Ma non subito: se di Ade e Persefone vi interessano i retelling, prima leggete gli altri. Questo è quello definitivo.
Ora come ora non riesco a pensare che qualcuno possa scriverne uno migliore.
Profile Image for Giorgia.
Author 4 books808 followers
May 26, 2021
[2.5] Sinceramente non me la sento di dargli 3 stelle perché, a fronte dei problemi che ho individuato, la lettura non è riuscita a coinvolgermi emotivamente. Ma andiamo con ordine.
Problema principale: il romanzo è una riscrittura piuttosto pedissequa e piatta del mito originale, dunque fino al 60% mi sono annoiata non poco. Il tocco personale dell'autrice arriva solo nell'ultima parte che, per quanto non mia sia dispiaciuto affatto nella sua idea di base, è confusa in maniera abbastanza fastidiosa. Il fatto è che si basa sul non detto, ma la storia è narrata in prima persona (anche se al passato) da Persefone stessa: vengono omessi dettagli fondamentali per la comprensione con lo scopo di creare aspettativa, ma per quel che mi riguarda ho trovato la resa poco efficace e inutilmente "misteriosa".
Lo stile è piuttosto pretenzioso e barocco, cosa che non stona necessariamente con l'epoca di cui si va a narrare. Tuttavia ci sono pezzi di dialogo, soprattutto nella parte finale, che virano in modo brusco verso un colloquialismo che cozza com la prosa.
Infine, ho trovato i personaggi piuttosto dimenticabili, in primis quello di Ade che manca del tutto di carattere. Persefone invece mi ha solo annoiata.
Profile Image for Angharad Eldrige.
83 reviews10 followers
October 29, 2015
Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.i...

Adoro la mitologia in generale, quella greca in particolare, pertanto potevo lasciarmi scappare questa rivisitazione? Considerando poi che dell’autrice avevo già letto e apprezzato Incanto di cenere , retelling della fiaba di Cenerentola, e avevo potuto saggiare la sua bravura, ero abbastanza certa che Regina di fiori e radici mi sarebbe piaciuto.
A lettura ultimata, dire che mi è piaciuto sarebbe decisamente riduttivo: mi sono innamorata di questo romanzo.
Il mito a cui si ispira è piuttosto conosciuto, sicuramente uno dei più famosi: il rapimento di Persefone da parte di Ade e la conseguente diatriba tra il dio dei morti e Demetra, madre della fanciulla. Tuttavia, vi siete mai chiesti cosa ne pensasse Persefone del conflitto tra due persone così importanti nella sua vita? Se abbia accettato di buon grado la decisione finale di Zeus di passare sei mesi sulla Terra e sei nell’Averno?
Ebbene, l’autrice sì (e lo spiega molto bene nella postfazione, che vi consiglio di leggere) e risponde a modo suo nel romanzo a questi quesiti.

In uno dei miei primi ricordi – e so che è uno dei primi perché, in quelli che vengono dopo, l’erba e le zolle profumate sono lontane quanto possono esserlo dalla statura di una fanciulla e non da quella di una bimba – un fiore cadeva dal mazzo.

Dopo aver colto dei fiori per farne dono alla madre, Demetra le spiega che ogni creatura non divina è mortale e come tale destinata all’Averno.
Ed è quello il suo primo contatto con la morte e il momento che darà il via gli eventi successivi, perché Persefone da quel giorno dona i fiori recisi ad Ade, suo zio e re dell’Averno.

I fiori sotto il ciliegio erano secchi.
Non appassiti, ancora in grado di riaversi, se immersi nell’acqua fresca addolcita con il miele: erano rigidi e anneriti, privi di qualsiasi vita, come se una fiamma li avesse disseccati di colpo.
Il re dell’Oltretomba aveva accettato il mio dono.


Ade è un dio temuto e odiato da mortali e dei. Eppure Persefone non riesce a odiarlo, ne è anzi affascinata, pur non avendo avuto mai modo di incontrarlo. Riflette sul ruolo della morte e del regno del sottosuolo rispetto alla vita, che le è così familiare.

“Non si pronuncia il suo nome!” Mi rimproverò Artemide.
“Non si parla di lui,” precisò Atena, “domina l’Averno e il sottosuolo e governa un reame immenso, nel quale tutti i mortali dovranno recarsi, alla fine del loro ciclo terreno. Lo temono come non temono neppure Zeus.”
Per un fugace momento mi tornarono alla mente i fiori disseccati. Ma ero stata io a coglierli. Se c’era qualcuno colpevole di averli uccisi, ero io: non certo il dio che, se mai, aveva il merito di averli accettati nel proprio reame.


Ed è proprio questa sua curiosità che una notte la spinge ad assistere ai riti in onore del dio. E in quell’occasione viene salvata proprio da Ade, quando Aristeo, divinità minore, tenta di stuprarla prima e di strangolarla poi. È il suo unico incontro con lo zio, prima del rapimento.

Questo è solo il principio del romanzo, di cui ho voluto solo darvi un assaggio senza rovinarvi la sorpresa, perché, sebbene a grandi linee la vicenda sia nota, l’autrice ha utilizzato la mitologia a suo piacimento e rivelando troppo vi negherei il piacere di scoprire come abbia plasmato il mito.
Nel corso della storia fanno la comparsa personaggi ben conosciuti, a cui Laura MacLem ha attribuito una caratterizzazione del tutto personale. Mi è particolarmente a cuore l’inserimento del mito di Orfeo ed Euridice, uno dei miei preferiti, che ho amato rivivere attraverso gli occhi di Persefone.
L’originalità del romanzo sta proprio nella figura della dea della primavera e nella sua caratterizzazione: è lei la protagonista, è lei che ci racconta cosa sia veramente successo. Prende forma dalla penna della MacLem una Persefone gentile, ma forte, non passiva agli eventi. L’autrice le dà la voce che per troppo tempo le è stata negata, ne esce fuori un’eroina molto moderna, che non accetta di essere divisa dalle due persone che più ama.

Con un sorriso, mi accontentò, come faceva sempre, perché mia madre mi ha sempre amata e io ho sempre amato lei. Strano, pensare che fu il fatto che tutti mi amassero a causarmi tante sofferenze.


Ade è l’altro personaggio con più presenza scenica e che, quindi, conosciamo meglio, insieme a Persefone. Il ritratto offertoci dall’autrice è di un dio giusto, ma inflessibile; all’apparenza è freddo e distante, ma è capace di amare la moglie in modo totale.
Rendere il rapporto tra i due non era semplice, considerato soprattutto il fatto che è un matrimonio nato dal rapimento. Eppure ci viene mostrato come le radici per l’affetto e l’amore tra i due si siano formate molto tempo prima di quell’evento, un rapporto che nasce dal dono di fiori e uno scambio di sguardi.
Lo stile è un altro punto a favore del romanzo. È descrittivo nella giusta misura, le parole sono ponderate e scelte con attenzione, e ha il sapore del mito e della fiaba. Già lo avevo apprezzato in Incanto di cenere e qui ho avuto la conferma dell’abilità di Laura MacLem.
Regina di fiori e radici è una storia d’amore, di crescita, di presa coscienza del proprio potere e della propria individualità, di ribellione alle imposizioni. È la storia di una ragazza, una dea, che fa sentire la sua voce al mondo.
È un romanzo che mi ha conquistata completamente in tutti i suoi aspetti e lo consiglio vivamente.

Fate attenzione, scorrete le pagine anche dopo la bibliografia, perché c’è una piccola sorpresa: un racconto bonus davvero delizioso. Potete trovare un ulteriore extra Sale di primavera, stavolta dal punto di vista di Ade, scaricabile gratuitamente sul sito dell’autrice cliccando qui.
Profile Image for Marta.
52 reviews27 followers
November 18, 2018
Libro terminato settimana scorsa. Sì, è self. Sì, è un romance - una specie, non credo sia sbagliato classificarlo come romance, anche se è soprattutto una riscrittura abbastanza fedele al mito originario. Sì, mi è piaciuto. E tanto.

Mi trovo un po' in imbarazzo a scrivere un commento perché non posso dire che sia stato bello tout-court, ha un sacco di difetti che sono abbastanza comuni nei self in generale. Eppure.

Eppure la storia mi ha colpita. Come ho detto prima, l'autrice rielabora il mito di Persefone integrando varie fonti e aggiungendo dettagli personali, per arrivare a un risultato, secondo me, originale ma in linea con lo "spirito" della mitologia classica. Conosce quello di cui parla: le descrizioni dell'Averno sono dettagliate e vivide, non ci sono situazioni troppo improbabili, le divinità hanno una caratterizzazione coerente con la loro tradizione. Per tutto il libro si fa un uso appropriato di attributi e simboli, una finezza che ho apprezzato. Ho anche apprezzato lo sfoggio di conoscenza botanica in varie parti - nonostante l'errore di confondere la corolla con la corona del narciso, più di una volta. Corolla = petali esterni + corona di petali interna.

All'inizio del libro Persefone è una tipica eroina romantica, giovane, tanto ingenua, tanto buona e cara da diventare irritante; insomma una specie di principessa Disney in salsa classica - Megara non fa parte del francise quindi non conta. Eppure. Eppure poco dopo la metà del libro subisce una trasformazione incredibile, catartica, e dopo il capitolo che ho trovato più brutto e fastidioso mi ha regalato i due capitoli più emozionanti che abbia letto da tanto, proprio quando meno me lo aspettavo.

Due capitoli che da soli valgono tutti i difetti: le virgole usate con un po' troppa liberalità, soprattutto nella prima parte, i tic verbali ("perdonami" sulla bocca di una divinità non si può sentire imho), la mescolanza poco controllata di termici aulicizzanti e gergali (per dire, in un capitolo Persefone dice "ho veduto" e in quello dopo "una figura da stupida completa", senza, a mio parere, un motivo valido) e di registro tragico e comico, la caratterizzazione dei personaggi, Ade soprattutto, che a volte va "fuori fuoco" - per esempio, se si dice che non parla se non ha qualcosa da comunicare non può uscirsene con "I miei fratelli continuano a seminare prole, eh?", se si dice che è composto non si può descriverlo, poche righe dopo, mentre cammina avanti e indietro incessantemente. Metafore e descrizioni di situazioni amorose un po' cliché. Infodump a volte troppo invasivo. Instalove. E altre sbavature di questo genere che impediscono al romanzo di diventare un piccolo capolavoro. Perché, guardando solo alla potenza dell'idea, questa storia aveva tutto il potenziale per diventare una pietra miliare del fantastico. Per permettermi una similitudine, leggere questo libro é stato come guardare una bellissima messinscena attraverso un vetro smerigliato: ho visto l'ombra di quello che avrebbe potuto essere, eppure, anche così, è stato fantastico e sono molto grata di averla potuta vedere.

Eppure, eppure, alla fine della fiera, é valsa la pena di leggere questo libro, e faccio i miei complimenti all'autrice e la ringrazio tanto.
Profile Image for Beatrice.
Author 10 books23 followers
September 8, 2015
Quattro stelle, ma solo perché riservo le cinque a pochissimi titoli.
Regina di fiori e radici ci racconta la storia del rapimento di Persefone... dall'ottica di Persefone stessa. Scordatevi quello che vi hanno raccontato alle medie, scordatevi quello che dicono i poeti greci e latini, qui è la giovane a prendere la parola e raccontarci la sua versione. Come già Christa Wolf, Laura MacLem dà una voce contemporanea a una figura femminile affascinante e potente, facendo della sua vicenda un romanzo che mescola femminismo, autodeterminazione e romanzo di formazione.
Se all'inizio la narrazione sembra incalanarsi in un'ottica tradizionale, nella seconda parte la protagonista fiorisce, diventando quasi un'eroina dei nostri tempi.
Il libro è scorrevole, ha un buon ritmo, soprattutto si nota la padronanza che l'autrice ha della mitologia e delle sue interpretazioni, della storia e dell'antropologia.
Non vedo l'ora che dalla sua penna vengano trattate altre figure del mito antico!
p.s. La copertina è semplicemente meravigliosa.
Profile Image for Tra Le Braccia Di Un Libro.
970 reviews42 followers
February 15, 2019
RECENSIONE DI LIDIA
VOTO 5

https://tralebracciadiunlibro.blogspo...

Il mito di Ade e Persefone è noto, ai più, dai rudimenti di mitologia appresi alle scuole dell’obbligo. Viene considerato in genere uno dei miti più tristi, connotato da violenza e sopraffazione: il re dei morti, Ade, si invaghisce della giovane dea della primavera, Persefone, e la rapisce, facendola sua sposa contro il volere della madre di lei, Demetra, la dea della terra e dei raccolti.
Demetra si dispera e manda in rovina i campi, provocando una terribile carestia, al punto che Giove, fratello sia di Ade che di Demetra, interviene per una mediazione che vedrà Persefone per sei mesi accanto alla madre in superficie (e saranno la primavera e l’estate) e per sei mesi tornare allo sposo e al suo regno sotterraneo e buio.
Da questo spunto, con puntuale conoscenza delle fonti antiche ma anche con la voglia di immaginare un punto di vista inedito e più “femminista” sulla vicenda, l’autrice lascia la parola alla giovane Persefone, che già da bimba aveva subito una fascinazione inspiegabile per il mondo sotterraneo, il mondo delle radici: lei, dea dei fiori, sapeva per istinto che ciò che viene alla luce è nutrito da qualcosa che nasce dall’ombra, e, viceversa, ciò che muore alla luce va a nutrire la promessa di una nuova vita.
La giovanissima e appena sbocciata dea colpisce il signore dell’Ade in modo ineluttabile: non la vuole soltanto sedurre, ne vuole fare la propria regina. Il padre di Persefone, Zeus, non pone il veto a tale unione, anche se ai suoi occhi di seduttore seriale l’invaghimento del fratello Ade gli sembra un po’ eccessivo. Ma come convincere la madre, Demetra, a privarsi di una figlia amatissima per concederla in sposa al sovrano del regno delle ombre?
Semplice, basta cogliere di sorpresa la giovane, rapirla su un cocchio tirato da cavalli neri e sprofondarla nel regno dell’oltretomba, dove nessun vivente potrà mai seguirla o andarla a reclamare.
Persefone, tuttavia, in questo romanzo non è un muto pacco postale, rubato e conteso, né il tavolo passivo su cui tutti gli dei dell’Olimpo giocheranno una partita di potere e di influenze.
Persefone è innamorata di Ade. Ne subisce il fascino da sempre, e benché il rapimento sia un’iniziativa che la sconvolge, piano piano accetta il ruolo di regina del sottosuolo e dei morti, non perché non ha alternativa, anche se realmente non ce l’ha, ma perché è molto presa dallo sposo e per amor suo inizierà ad abituarsi a tutte le creature strane degli inferi e agli inquietanti servitori e cortigiani di Ade.
Ma l’autrice non si ferma qui, non le basta il riscatto affettivo della giovane dea, né creare una storia d’amore lì dove il mito ci consegnava una fredda procedura di nozze forzate. Qualcosa accadrà, in Persefone, che la farà crescere come dea e come donna, che le donerà nuova assertività, che le farà riprendere in mano la propria vita, in barba a tutti i proclami del padre, le vendette della madre, l’ira funesta dello sposo.

Ho amato questo romanzo in modo totale e viscerale; mi ha conquistata, è vero, con le sue suggestioni classicistiche, ma poi ho adorato le atmosfere idilliache e quelle infernali, le vecchie Parche con telai, fusi e forbici, come le ingenue ninfe dei boschi e delle fonti. La storia d’amore tra Ade e Persefone è raccontata in modo meraviglioso, comprese le scene di passione. I personaggi sono tutti vivi e pieni di personalità; ci troviamo di fronte a un mondo mitologico ma modernissimo quanto a sensibilità, che possiamo senza problemi classificare come fantasy, se proprio non vogliamo ammettere che i nostri professori delle superiori avevano ragione, su quanto fosse affascinante e formativa la mitologia classica.
Questa perla, che ho scoperto grazie ai consigli di un gruppo di lettori, è un self della prima ora, di qualche annetto fa; non mi è mai capitato il piacere di interagire con la scrittrice, che forse su Facebook frequenta un giro diverso dal mio; la cover del libro, che non posso definire proprio accattivante, sconta il confronto con la rapidissima evoluzione del self publishing degli ultimi anni, che si è fatto sempre più raffinato nel packaging del prodotto.
Ma in conclusione, se il genere vi incuriosisce, vi posso garantire che troverete una storia avvincente e narrata con perizia. E anche se l’epica o il fantasy non fossero proprio l’acqua in cui navigate di preferenza, mi sento di invitarvi a fare uno strappo alla regola. In un panorama sempre più omologato, una storia d’amore che non tiene conto delle mode del momento, ma capace di farci battere il cuore e muoverci gli “ormoni” parlando di dei e di miti è un bene raro e prezioso, che merita la massima considerazione.

P.S.: se invece la rivisitazione dei miti classici vi appassiona, vi consiglio altri due piccoli capolavori. Si tratta di due meravigliose novelle, “Cassandra” e “Medea”, di Christa Wolf, dove, per entrambe le famose protagoniste, viene raccontata con occhio moderno una femminilità depositaria di coraggio, saggezza, lealtà, ma penalizzata dal mito, espressione della cultura di una antica società maschilista e ferocemente guerriera.
Profile Image for Laura.
125 reviews4 followers
June 11, 2025
Questo è di gran lunga il miglior retelling che ho letto sul mito di Ade e Persefone (nonchè il mio preferito) e voi direte, eccerto, ma mica ne hai letti poi così tanti! Vero. Cerco di scegliermeli scrupolosamente perchè in casi simili, è davvero troppo facile incappare in ciofeche e poi, a un certo punto, è cmq difficile trovare qualcosa di positivamente diverso o nuovo, che sappia incoccare la giusta chiave di rilettura per un mito che presenta comunque un rapimento, coercizione e perchè no, anche una buona percentuale di Sindrome di Stoccolma.

Leggendo la postfazione sono rimasta poi altrettanto soddisfatta nel sentire, nella voce dell'autrice, molto delle idee che mi sono fatta immaginandomi la coppia divina al di là del mito. Ed eccomi, allora, ad aver amato COME Persefone si renda amante e moglie dell'Oltretomba scegliendolo già prima del tempo il consorte, poichè innamorata delle Radici e non solo dei Fiori; eccomi innamorata di come Persefone dimostri che il mito di Leuce e Menta non siano altro che una maldicenza perpetrata nel tempo (spiace ma l'unico marito davvero con dei diritti in quel dell'Olimpo è proprio Ade e nessuno mi persuaderà a credere che abbia tradito la sua sposa con un paio di ninfee solo perchè era più plausibile); ed eccomi innamorata delle piccole chicche messe qua e là che parlano anche di altri miti e soprattutto DI COME SONO CARATTERIZZATI ADE E PERSEFONE. Specialmente lei che spesso trovo incoerente nelle altre rivisitazioni, l'ho recepita qui molto più sè stessa di quanto sia difficile e complesso immaginarla. È sempre una giovane dea che deve crescere in un mondo di olimpi e cronidi che rappresentano una generazione più anziana rispetto la sua, ma non pecca mai davvero di ingenuità o stupidità (da qui forse il fatto che chi scrive, sia ben consapevole di come delineare comportamenti "divini" che a volte a noi paiono inspiegabili - vedesi anche l'astuzia di Ade nell'essersi lasciato ferire da Eracle nell'Averno così d'avere una leva su Zeus).
Complice poi la prosa più aulica che va a braccetto perfettamente con il periodo e il mito che si intende narrare.

Ciò nonostante c'è un 'ma' che mi ha frenato dal dare 5 stelle così come mi ero proposta di fare già dall'inizio della lettura.
Purtroppo non mi sono ritrovata con la risoluzione finale scelta dall'autrice - e qui cmq, metto le mani avanti, è un rispettare la sua scelta che poco comprendo basandomi ovviamente sul mio gusto.
Ho trovato geniale e anche congeniale che Persefone diventasse la dea Triplice, incarnazione stessa dell'idea di Ecate, quando e se riunita alla madre e alla figlia, però al tempo stesso, mi ha come dato l'impressione di deresposabilizzare Persefone del suo compito e anche potere, e dunque, del far rifiorire il mondo intero grazie solo alla sua unica presenza - cosa questa che farà però la figlia Kore. Quindi insomma, per me, del tutto strano e inutile far fare alla primavera, il compito assegnato alla Primavera quando, di Primavera, ne avevamo già una e tutto faceva capo a lei (ancora di più se la carestia sul mondo, si mostra poi, averla profusa proprio Persefone e non Demetra, come viene spesso indicato, per disperazione).

Forse una parte di me, sperava che quella bambina fosse o Melinoë (anche se ci è stata data sottoforma della triplice Ecate) oppure Makaria.

Ciò detto, resta comunque un buonissimo libro e provvederò presto a farmelo spedire in cartaceo. Ho come l'impressione che resterà primo in top tra i retelling riguardo la dea della primavera e il re dell'oltretomba per un po'!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Lele.
43 reviews2 followers
April 22, 2018
La prima cosa che ho notato leggendo il libro è l'estremo rispetto che Laura MacLem usa nel trattare la mitologia in generale, e in particolare mi ha colpita molto il lavoro fatto coi miti di Persefone e Demetra. Il mito di Persefone viene rivisitato, reso più accessibile per il gusto moderno, e persino modificato in alcuni passaggi, eppure mantiene una coerenza con il corpus mitologico di Persefone, Demetra, Kore e Ecate che raramente ho trovato in altre opere. Ogni cambiamento è talmente ragionevole e coerente che potrebbe essere semplicemente un'altra antica variante del mito che conosciamo. Questa cura si estende, seppure in misura minore (o meglio proporzionata alle loro parti nella storia), anche agli altri personaggi divini e semidivini, rendendoli oltre che credibili anche più comprensibili per il lettore moderno.
L'uso poi degli epiteti in riferimento alle divinità, come in effetti ai tempi dell'antica Grecia si usava, mi ha fatta andare in brodo di giuggiole, così come l'uso di alcune parole in greco, la cui traduzione esatta in italiano avrebbe probabilmente richiesto un numero non indifferente di righe. Questo a mio parere ha contribuito non poco a dare un tono anticheggiante alla narrazione, avvicinandola al mito. Essendo io una maniaca sfegatata della mitologia, ho riconosciuto senza difficoltà i vari termini, ma in ogni caso il significato delle due parole greche mi è sembrato facilmente intuibile, per lo meno a grandi linee (come ho detto non è un concetto che si liquida in due parole, e in questo caso capire il senso generale è più che sufficiente). Quanto agli epiteti, il significato non sarà spiegato, ma a chi sono riferiti è palese, quindi anche in questo caso direi che non ci sono problemi.

Passando ora alla storia narrata, Laura MacLem ci racconta la storia di una fanciulla e poi donna che la tradizione ha sempre dipinto come una figura inerme, che viene rapita, contesa e poi spartita in modo passivo; nelle uniche volte in cui è ricordata come figura attiva, è una supplice che intercede presso il marito. Qui Persefone rivendica la sua individualità, svela il legame che fin da ragazzina la unisce ad Ade, quel legame che ha un suo significato nell'indissolubilità tra la creazione e la morte nel ciclo della vita, e soprattutto rivendica il suo diritto di decidere della sua esistenza, di determinare se stessa anche sfidando gli dei. Quella di Persefone diventa se vogliamo l'emblema della persona umile (essendo lei divinità minore) che sfida le ingiustizie dei potenti (le divinità maggiori), della donna che sfida la società patriarcale (sono Zeus e Ade a combinare le nozze, escludendo sia Persefone sia Demetra), della persona inerme che lotta per rivendicare i suoi diritti.

Giusto per fare finta che il buon uso della mitologia da parte dell'autrice non mi abbia comprata, aggiungo che una cosa che non mi ha convinta c'è: la presenza di un Aristeo adulto quando poche pagine prima ci viene mostrata un'Artemide ancora ragazzina. O è trascorso del tempo e non si è percepito oppure Apollo un figlio adulto in quel momento non lo può ancora avere.
Profile Image for Libri & SognaLibri.
966 reviews35 followers
November 7, 2018
RECENSITO DA LEXIE PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI"
description
Cosa c’è di più affascinante di una leggenda tratta dalla mitologia greca?

Beh, la sua rivisitazione in chiave romantica, partorita dalla penna superba di una scrittrice nostrana.

Tutti noi conosciamo il mito di Ade e Persefone, perlomeno la versione diffusa nei testi classici che abbiamo studiato tra i banchi di scuola.

Nessuno, tuttavia, si è mai posto il problema di come sarebbe stato rivivere l’intera vicenda attraverso gli occhi, la mente e il cuore di Persefone.

Nessuno tranne Laura MacLem.

Quello che vi aspetta è un’avventura indimenticabile, struggente e mozzafiato nei meandri dell’Averno… talvolta più nero di una notte senza stelle… talvolta luminoso e colorato come solo i Campi Elisi possono apparire.

Ma questa è soprattutto la storia di Persefone, dea della Primavera, rapita dal possente e tenebroso Ade – fratello di Zeus e Signore degli Inferi – divenuta regina oscura contro la sua volontà e costretta a vivere per sempre nella gelida reggia di alabastro dell’Averno.

“…un paradiso che viene imposto smette di essere il paradiso, per quanto splendido sia.”

Ma sei davvero prigioniera quando sei destinata a trascorrere l’eternità assieme all’uomo che desideri e ami contro ogni logica?
Persefone è un’eroina con la “E” maiuscola, una di quelle capaci di lasciare un segno indelebile nel cuore di chiunque si accinga a leggere la sua storia. Compreso il mio. Soprattutto il mio.

È una fanciulla fiera, impavida, sempre pronta a sfidare il suo inquietante sposo e stupirlo in ogni modo possibile.

Una donna lacerata a metà, dall’amore per sua madre e quello per il superbo Signore degli Inferi.
...
LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG:
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Profile Image for Beatrice Penco Sechi.
Author 8 books5 followers
October 1, 2022
Meraviglioso.
Mi sono goduta questo retelling con calma, sino in fondo. Il mito di Ade e Persefone è calato nel suo contesto originale, ma con diverse scelte stilistiche e narrative che rinfrescano una storia conosciuta, ma che non smette di appassionare (e sì, anche di sorprendere) come la prima volta che ci si è imbattuti. Sia Ade che Persefone sono descritti meravigliosamente, e gli altri dei sono una goduria da leggere.
Rientra di diritto tra i rarissimi libri che considero una confort zone a cui fare ritorno per una è più riletture, e il più bel retelling del mito della Primavera Rapita insieme a “Il Giudizio di Persefone” di G. Calligola.
5⭐️
Profile Image for Alex.
Author 3 books22 followers
April 29, 2016
Bella bella resa di Persefone, che sboccia durante la storia, proprio come i fiori che tanto ama, e lo fa in maniera sorprendente. Mi ha fatto piacere leggere di questa dea che non è vergine e guerriera come le sue sorelle, una figura che sa di fresco nel panorama di personaggi femminili. Non ho mai trovato fastidiose le sue lacrime all'inizio, quando piangeva più spesso, perché facevano parte integrante del suo carattere, che comunque non era fatto solo di lacrime, ma anche di curiosità e desiderio di apprendere. Alla faccia di Zeus, Persefone è tutt'altro che una sempliciotta!
Quel che mi ha davvero conquistata in maniera definitiva è la sensazione di soffocamento e disperazione di Persefone quando assiste a marito e madre (con tanto di padre da arbitro) che decidono il suo destino per lei. Impossibile non immedesimarsi in quella sensazione, è così vera e vicina...!

Interessantissima anche la rivisitazione e la combinazione di miti e figure mitologiche (Ecate!). E poi, vabbè, siccome mi piacciono i dettagli apparentemente insignificanti che tornano durante la storia, ogni volta che qualcosa ricompariva e assumeva un senso ero felicissima.

Altre note sparse:
• negli ultimi anni la prima persona mi aveva stufata, ma in questo caso sono riuscita a leggerla senza problemi (e ho fatto pure tardi a leggere quando non avrei dovuto). È ben gestita e mi ha fatto sopportare quei momenti di "commento" del narratore – forse avrei risparmiato qualche volta in cui ci viene detto che Menta e Leuce non sono state amanti di Ade, ma per il resto, i commenti servivano a dare uno sviluppo al personaggio o alla situazione quando non c'era altro modo di darlo nella storia corrente (penso alla questione del rapimento, che avrebbe creato una sottotrama problematica a parte e allungato il libro forse, ma annacquato la trama principale);
• quando si usa la prima persona non vado matta per le visite negli altri punti di vista... ma qui erano inseriti in maniera coerente con i personaggi, kudos for that;
• ZEUS, OMFG, è lui! Ho riso delle sue battute mentre volevo picchiarlo, è stato glorioso;
• Demetra così orgogliosa e con una maternità tutta sua e non scontata: l'ho apprezzata, nonostante volessi scuoterla anch'io con Persefone perché, cavolo, ascolta tua figlia! (e tu, Ade, ascolta tua moglie!);
• avrei voluto più momenti di vita matrimoniale tra Ade e Persefone, ma capisco la necessità di non annacquare il racconto, che aveva il giusto ritmo e non mi viene in mente nessun episodio che non fosse utile alla trama principale.

Posso dirmi soddisfatta e mi chiedo perché abbia esitato tanto a leggerlo!
Profile Image for Serena Marina.
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September 15, 2015
Laura MacLem già autrice di un’inedita rilettura della fiaba di Cenerentola ne “L’incanto di cenere”, questa volta ci fornisce la sua versione di uno dei miti più amati, quello di Ade e Persefone.
La storia è ben nota: il dio dell’oltretomba si invaghisce della dea della primavera, la rapisce e ne fa la sua regina; la madre di lei impazzisce per il dolore e poco ci manca che sul genere umano venga scritta la parola fine, titoli di coda, si ringrazia per la collaborazione Zeus e il governo Greco.
Quello che Laura si chiede (e non solo lei, in effetti) é: ma possibile che, in tutto questo Persefone, la DEA della primavera, non abbia avuto nessuna voce in capitolo?
Beh, a quanto pare l’ha avuta eccome, ma questo lo vedrete leggendo questa storia che, finalmente, da voce a lei, la fanciulla rapita, la figlia contesa, l’oggetto di un amore in grado si sconvolgere il mondo.

È lei, Persefone, a narrare la propria storia, è il suo punto di vista quello che viene preso in esame, le sue ragioni quelle che vengono mostrate e quella che ne emerge è tutto fuorché una figura passiva e sottomessa.
Persefone è una divinità, una delle più importanti, se il suo sposo governa la morte, lei domina la vita, è quindi inconcepibile il pensiero che gli eventi si siano svolti senza il di lei consenso.
I personaggi descritti in questo romanzo, pur rimanendo fedeli al mito, appaiono attualissimi e le loro scelte, quando anche non siano condivisibili, appaiono sensate e pienamente comprensibili.

Questa è una delle abilità di Laura MacLem: condurre il lettore ad immedesimarsi con i personaggi, descrivere in maniera esauriente e funzionale anche le figure secondarie al punto che, poco per volta, ogni tassello scivola docilmente al suo posto.
La storia, le scene, gli ambienti e i personaggi sono resi tutti con un linguaggio ricco e dettagliato, dal quale emerge il fine lavoro di documentazione svolto dall’autrice.
Anche nei punti dove decide di distaccarsi dal mito e percorrere una nuova strada questo non viene mai fatto senza un attento ragionamento e uno scopo preciso.
Nulla è mai campato in aria, nelle storie della MacLem, ogni capitolo è frutto di una cura maniacale.

L’edizione, pur trattandosi di un’autoproduzione, vanta una notevole cura.
Personalmente spero di vedere presto altri dei suoi romanzi ricevere lo stesso trattamento e di belle storie nel cassetto, questa autrice, ne ha tante, come sa chi frequenta il suo sito.

Come ultima cosa, cercando di non spoilerare niente, devo dire di aver amato in particolare la scena dietro i titoli di coda.
Profile Image for Laura Costantini.
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October 23, 2015
Sì, è difficile dare il massimo dei voti a un romanzo. Ma questo romanzo li merita. Punto per punto.
La scrittura è giusta, funzionale, mai scabra, mai ridondante. Immaginifica, questo sì. Ti accompagna, ti guida, ti suggerisce.
La storia. Vi rendete conto dell'originalità assoluta di prendere un mito, un archetipo della mitologia classica e farne il canovaccio, fedelmente seguito, di un romanzo diverso da qualunque altro? Di questo stiamo parlando.
I personaggi. Si direbbero scontati. Il dio oscuro e potente. La fanciullina in fiore, un po' sciocca e, ovviamente, vergine. Ecco, niente di più sbagliato. L'autrice scava nella psiche stessa degli dei dell'Olimpo e ci consegna una figura maschile che meriterebbe altri due romanzi. Ade ha un potere oscuro ed enorme, ma lo gestisce con un distacco, una malinconica consapevolezza e una severità senza cedimenti che lo rendono insieme umanissimo e inaccessibile.
Persefone è giovanissima, dolce, delicata. Ma è donna. Ama con intensità e lotta per quello che vuole. Vuole Ade. Lo vuole da subito. Ma non sopporta l'idea che lui abbia deciso anche per lei. Non vuole un rapimento e uno stupro (che non avviene). Vuole un uomo che le dichiari amore e le dia possibilità di dire sì. Perché vuole dirlo. Ma non vuole che lo si dia per scontato. Persefone è modernissima. Le piace il sesso. Ama suo marito. Ma lo tratta da pari a pari, incurante della forza, del potere, del pericolo che Ade sembra costituire.
Si dice spesso che i romanzi d'amore, e questo lo è (anche, ma non solo), perpetuino lo stereotipo della femmina in fuga che anela ad essere presa, in tutti i sensi, dall'uomo machi, forte, pericoloso e potenzialmente stupratore. Ecco, no. Persefone sceglie di farsi rincorrere nei campi elisi durante la prima notte di nozze. È la dea della Primavera, è veloce come un refolo. Può sfuggire. Ma sceglie di farsi raggiungere. Ed è lei a scegliere come e dove. Trova sexy da morire quel marito tenebroso e innamorato. Lo vuole almeno quanto lui vuole lei. Il sesso è una celebrazione di vita. La dea della rinascita con il dio della morte. In questo romanzo la simbologia è importantissima perché il mito di Persefone è un archetipo. Il seme va interrato, deve morire nell'oscurità per rinascere. Persefone vuole il potere delle radici oscure oltre quello delle corolle luminose. E dimostra all'intero Olimpo maschile che non esiste potere più grande della nascita.
Leggetelo. Mi ringrazierete.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
December 16, 2015
Una premessa, per chi si approcciasse a questa lettura, è obbligatoria: la stessa autrice, nelle note a conclusione, chiarisce di essersi concessa delle licenze a fini narrativi sulla storia mitologica della dea Persefone e del mito che riguarda lei, la madre Demetra e il consorte (nonché fratello della madre) Ade. Nonostante questo aspetto, basilare per poter apprezzare maggiormente l’opera, la storia intessuta dall’autrice presenta diversi punti di forza tali da rendere questa lettura accattivante.
In primo luogo l’aspetto che di sicuro convince è la voce: il lettore si accosta alle vicende di un mondo lontano, eppure così vicino alla nostra cultura, proprio grazie agli occhi, i gesti e, anzi, alle gesta di una donna divina.
Per quanto Persefone sia incastrata in un’epoca mitologica, con tante regole e restrizioni che oggi ci farebbero storcere il naso, la sua personalità emerge con forza dalle pagine, tanto da regalare un’eroina moderna con tutti i crismi, capace di insegnare l’emancipazione e la continua lotta per affermare se stessi al di sopra dei dettami culturali. Un concetto su cui ancora oggi, a livello sociale, abbiamo una grande necessità di riflettere.
L’altra caratteristica che rende questa lettura gradevole è proprio la dimensione dello studio, non solo del mito ma delle abitudini sociali che sottendevano la sua creazione, con tutti i dettagli al loro posto, e soprattutto con tutte le scene che si muovono nella trama in modo puntuale e preciso, motivando a volte in chiave attuale le scelte dei protagonisti in alcune parti, o attenendosi scrupolosamente alla leggenda nelle sue sfumature chiave.

Continua su:
http://www.lastambergadeilettori.com/...
Profile Image for Martina Palma.
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January 15, 2022
Parlando di rivisitazioni, non ho potuto non leggere questo libro sul mito di Ade e Persefone di cui ho scoperto l'esistenza tramite primereading. Di storie su questo mito ne ho lette molte - soprattutto fanfiction - ma mai un libro vero e proprio, quindi ero molto curiosa.
Le mie aspettative sono state in parte soddisfatte, perché globalmente si è trattata di una bella lettura dove le divinità sono state ben rappresentate, gli elementi del mito ben considerati, e l'atmosfera coinvolgente grazie a una buona capacità descrittiva. Punto forza è la trama, nel riprendere il mito e allo stesso tempo nel modificarlo in alcuni punti chiave in modo da rendere questa rivisitazione speciale.
Tra i personaggi, mi ha convinto il personaggio di Ade, molto meno quello di Persefone che ho trovato in più parti incoerenti e a tratti irritanti.
Il mio giudizio su Persefone si lega a quello che secondo me è un pochino il problema del libro: l'impostazione narrativa. Persefone narra le vicende in prima persona, scelta non particolarmente appropriata secondo me, specialmente perché sono presenti apostrofi al lettore (un "pubblico" che però in altri momenti è assente), una sovrapposizione di momenti narrativi differenti e soprattutto, in una scena in particolare, la mancata rivelazione di un colpo di scena (di cui pure Persefone era ben consapevole, quindi come tacerlo al lettore?).
Tolta la scelta di impostazione, la scrittura è comunque piacevole e il registro globalmente adatto alla vicenda narrata.
Resto curiosa di leggere altro di questa autrice.
Profile Image for Alessandra  Nicolini.
542 reviews18 followers
September 5, 2020
Amo la mitologia greca.
E amo le scrittrici che la rielaborano con intelligenza, maestria e un pizzico di delizioso romanticismo, dando vita a un sublime gioiello stracolmo di emozioni.
Laura MacLem l'ha fatto.
Altroché se l'ha fatto.
Mi ha fatto innamorare per la seconda volta di un mito che brilla nei secoli, ha donato superbo splendore alla divinità più tetra e insondabile del mondo greco e ha riscattato la figura femminile dipingendola come una gloriosa e incantevole eroina.
Un'eroina che, con la sua Primavera, è riuscita a donare luce e colore persino al cupo abisso degli Inferi... persino al cupo abisso di un cuore che sembra fatto di ghiaccio ma che, non appena inizia a pulsare, diventa così caldo da bruciarti quasi l'anima.

Recensione completa:

https://libriesognalibrils.wordpress....
Profile Image for Ermione.
315 reviews37 followers
May 18, 2018
Ad invogliarmi alla lettura sono stati, lo confesso, il titolo e la cover. Poi, quando ho letto che si trattava di un retelling del mito di Ade e Persefone, ho avuto un attimo di scetticismo, sventato dalle tante recensioni positive. Che poi, va be’, anche delle emerite ciofeche spesso hanno recensioni positive, ma quando sono ben scritte e dettagliate danno un briciolo di affidamento in più…
Ero inizialmente sospettosa nei confronti di una storia romanzata che traeva spunto dalla mitologia greca, ma da subito mi sono dovuta ricredere. Tengo subito a specificarlo: non si tratta di una “puzzonata” tipo “Percy Jackson”, con le giovani divinità olimpiche che si incontrano in un campeggio americano, per intenderci. L’autrice “ha studiato”: è chiaro anche a chi, come me, non può definirsi un’esperta di mitologia greca, ma ha sempre avuto un certo interesse per l’argomento, corroborato da una formazione classica. Niente è fuori luogo, niente è stonato, né le immagini, né i comportamenti dei pur notissimi personaggi, né i loro dialoghi. Si tratta chiaramente di un fantasy, ma è un fantasy assolutamente credibile e, per me, paradossalmente (ma neanche tanto), la credibilità e la verosimiglianza sono degli ingredienti fondamentali per un buon romanzo che voglia rientrare in questo genere: insomma, devo poter credere che qualcosa di irrealistico, in quel momento, mentre leggo, sia reale. Aggiungo che è scritto molto bene, con uno stile ricercato (in senso buono, senza "ostentazioni") ma pulito.
Questa coppia apparentemente male assortita mi ha sempre intrigato (ma posso dire che, in generale, mi capita con molte coppie apparentemente male assortite), anche quando da bambina leggevo il mio librone di mitologia greca... perché sì, mi reputo fortunata di aver conosciuto Ade e Persefone ben prima che "C'era una volta Pollon" fornisse a noi bambini degli anni '80 la sua "originale" versione dei divini regnanti dell'Oltretomba.
Persefone e Ade sono il giorno e la notte, la luce e la tenebra, la vita e la morte. Gli opposti che si attraggono e si appartengono, perché l'uno non può esistere senza l'altro.
E poi, questo Ade, in fondo, mi è sempre stato simpatico. Sì, ok, diciamo che inizialmente, come il mito racconta, con Persefone le sue strategie persuasive lasciavano un po' a desiderare... però poi si è sempre comportato "da signore", senza alimentare divini gossip e, contrariamente ai suoi tanti immortali fratelli, cugini e nipoti, senza zompare addosso a una ninfa ogni tre per due, ingravidando a destra e a manca (perché, vivaddio, anzi vivaade, la morte non può generare la vita). E poi, diciamolo, se ne sta quasi sempre nel suo regno parallelo sotterraneo, circondato dalla sua corte un po' dark, amministra la sua giustizia e si fa gli affari suoi, senza andare a rompere l'anima ai mortali con meschine vendette scatenate da futili motivi, come fanno tanti membri del suo bizzarro parentado. È una persona seria lui. Se è vero che rapisce Persefone, lo fa per sposarla e per farne la sua regina, non solo per soddisfare un capriccio, sedurla e poi mollarla come una cosa inutile.
Non da ultimo, come si fa a non guardare di buon occhio Ade quando si ha avuto la fortuna di vedere con i propri occhi "Il ratto di Proserpina" di Bernini? Perché tanto l’osservatrice (ma anche l’osservatore, direi) arriva sempre alla stessa conclusione... "A Persefone, ma 'ndo' scappi, figlia mia?!".
Qui a raccontare la sua versione della storia è proprio la dea della primavera, che non appare certo un personaggio passivo, contrariamente a come il racconto mitico spesso ce la presenta: la fanciulla rapita e poi contesa tra il marito e la madre, costretta a dividersi tra due mondi come un fantoccio in balia dei desideri altrui. Questa Persefone ha una personalità e riesce a far valere le proprie ragioni nei confronti di tutti quelli che vorrebbero dominarla e controllarla. Non è una povera giovinetta rapita e stuprata: sì, il “ratto” avviene, ma non solo Ade ne dà una ragione convincente, ma soprattutto Persefone, che ha già avuto occasione di incontrarlo, è attratta e affascinata da lui. Il personaggio che emerge non è quello di una dea “minore”, senza troppo spessore, ma quello della degna compagna del signore dell’Averno: forte, decisa, risoluta, pur nella dolcezza e nella vitalità che la contraddistingue.
Una bella lettura inaspettata!
2 reviews
January 7, 2022
Questo libro mi è capitato per caso tra i consigli di Amazon nella sezione autori indipendenti, e, anche se non è più il genere che leggo da tanto tempo, ormai, ho deciso di fare un tentativo. Direi che non me ne sono pentita, visto che l'ho divorato in tre giorni, e per di più in formato kindle, che non mi è esattamente congeniale. E' anche la mia prima esperienza con un'opera auto-pubblicata, e devo dire che non è andata male.
In mezzo a una platea di lettori divisa fra la lode sperticata e la critica più puntigliosa, mi sembra di potermi assestare quietamente nel mezzo, e per i seguenti motivi.
Al di là della tematica Ade-Persefone, che è qualcosa come un archetipo personale, per me, l'impressione generale è quella di leggere una fanfiction scritta molto bene, di quelle che si trovavano online fino a qualche tempo fa, e questo è un complimento. Il linguaggio sembra incantato, setoso, elegante, a volte forse anche troppo, visto che non lascia al lettore spiragli per respirare. La storia d'amore parte bene, bella l'idea dell'attrazione di Persefone per il mondo sotterraneo delle radici sin da quando era bambina, in linea con un filone speculativo/narrativo che vuole la giovane protetta di Ade meno inerme di quanto il mito tramandi, senza tuttavia perdere in originalità. Il personaggio di Ade, dolente e imperturbabile (o quasi) appare un po' indefinito, un po' piatto, ma dopotutto questo è il romanzo di Persefone, quasi esclusivamente su di lei è la focalizzazione, e anche l'ambientazione è asservita a lei sola - i luoghi fantastici e vaghi dei boschi sacri agli Dei, pieni di ninfe, e dell'Averno, sono (s)personalizzati, e assumono significato e pregnanza solo nel momento in cui è Persefone a solcarli. Questo contribuisce un po' a rendere la storia come sospesa nel nulla, lenta e pesante, anche se si tenta di trovare qualche appiglio qua e là ad altri miti olimpici, che dovrebbero caratterizzare in qualche modo il contesto. Una storia insomma sospesa tra i moti dell'animo di Persefone e le imposizioni che gli altri (Zeus, Ade, Demetra) le fanno di volta in volta, con la scusa che è una dea minore, dedita a null'altro che a intrecciarsi fiori nei capelli, e una storia in cui il character arc della giovane divina appare ben congegnato, nel solco di una sempre maggiore presa di consapevolezza e bisogno di rivalsa, di rivendicazione dell'autonomia delle proprie scelte. Ho trovato tutto questo francamente molto bello, assieme a un impianto narrativo che, fatto salvo qualche scivolone, mi pare impostato abbastanza bene. Nei fatti, invece, i suddetti moti dell'animo di Persefone non appaiono sempre chiari, ma turbolenti e un po' caotici, nell'esposizione e nell'atteggiamento, e per nulla aiutati da un'impostazione che, come dicevo, poco permette di deviare dal focus principale. Anche i dialoghi appaiono frettolosi e poco curati, e forse avrebbero potuto beneficiare di una riflessione maggiore. Ortografia non sempre corretta, più disturbante in alcuni punti che in altri.
Concludendo, mi pare di aver letto un romanzo un po' sbilanciato, con una bella idea di fondo e una bella destinazione, ma di esecuzione un po' raffazzonata, come se si fosse assecondato il libero e disordinato fluire di parole e di emozioni a scapito di un ordine preciso e di un'adeguata analisi delle scene in fase di editing. Ciò nonostante, non lo bollerei come un romanzo "brutto", perché ha i suoi meriti, e mi ha fatto passare qualche bella giornata. Spero che l'autrice faccia altro e di meglio.
Profile Image for Feel The Book.
1,739 reviews55 followers
April 17, 2018
Recensione a cura di Elbereth per Feel the Book

Alzi la mano chi ama i miti greci e le loro rivisitazioni nei libri.

Siete in tanti, lo so, e non potrebbe essere altrimenti, soprattutto quando si leggono libri così belli da farvi rivalutare persino uno degli dèi considerato da tutti sempre il più cattivo.

Ovviamente, in questo caso, parliamo di Ade.

“Regina di fiori e radici” è la rivisitazione del mito di Ade e Persefone, e vi posso assicurare che vi farà vedere tutto sotto un’altra prospettiva. Ade, crudele come non mai in certi libri, qui viene delineato come un dio che non è cattivo, ma giusto. Un dio che conosce alla perfezione le leggi del suo mondo, l’Oltretomba, e le applica a dovere.

Ma oltre al dio abbiamo l’uomo, quell’uomo orgoglioso, ma elegante e paziente, che perde la testa per Persefone e la rapisce per averla con sé per sempre.

Persefone è la Primavera, ama i fiori, il sole e la frescura del vento, ma è attratta dalle radici. Quelle radici che lei non può vedere, perché si trovano nel sottosuolo, un sottosuolo che nasconde uno degli dèi da cui lei è attratta fin da bambina: Ade, la morte.

Persefone vi sorprenderà e, da dea ingenua e anche un po’ capricciosa, si tramuterà in guerriera. Una guerriera proprio come le sue sorelle che lei ha sempre guardato con invidia.

Farà valere il suo potere, il suo essere una donna e una dea che merita di dire la sua su come vivere la propria vita e, soprattutto, con chi.

L’amore tra questi due esseri così diversi (Ade silenzioso, pacato, che non ha familiarità con gli scherzi e i sentimenti; Persefone così chiassosa, tendente allo scherzo e perdutamente innamorata) è originale e vi farà sospirare più di una volta.

Ancora non capisco come non si parli molto di questo libro. È scritto con uno stile così elegante, a tratti poetico, da richiamare proprio i miti greci e le canzoni dedicate alle gesta dei grandi eroi.

Non vi dirò altro, voglio solo lasciarvi le mie sensazioni e punti di vista, perché è un libro che va letto e scoperto da solo. Se credete di conoscere già la storia e che non ci sia altro da dire, beh, questo libro vi farà ricredere e vi farà sognare. Ovviamente l’autrice si prende molte libertà, ma è un libro che va preso per quello che è: un fantasy, una rivisitazione che nulla toglie al mito. Anzi, aggiunge particolari in più che a me sono piaciuti moltissimo.

Il libro è autoconclusivo ma, a dirvi la verità, anche se è passato un po’ di tempo dalla pubblicazione, non posso negare che mi aspetterei un continuo, dedicato a un altro personaggio. Mi piacerebbe davvero molto.

Ma cos’altro dire?

Grazie a questo libro ho scoperto che Ade può essere amato e che, dietro la sua corazza forgiata nel Tartaro, c’è molto di più.

Perché un dio è pur sempre un uomo.

Editing a cura di Lilith per Feel the Book
Profile Image for Debora Parisi.
Author 29 books32 followers
September 29, 2020
Già dalla trama si fa intendere che Persefone voglia combattere per i propri diritti. Che sia lungi lontana dalla figura passiva del mito. Che dire, la storia inizia con una Persefone bambina che scorrazza per le foreste, venendo salvata da suo zio Ade, mentre un dio minore tenta di stuprarla. Sì, ho detto bene, Ade è suo zio. Ma non siate indignati, la maggior parte delle divinità hanno legami familiari ambigui, da cui molto probabilmente Beautiful ha preso ispirazione, ed in più sono dei, mortali, zitti e muti. Fatto sta che da quel giorno la giovane proverà una forma di riconoscenza (e credo anche infatuazione) nei confronti del suo salvatore.
Ade rimase incantato dall'innocenza della ragazzina ed aspettò l'età da marito ( sedici anni per l'epoca) per chiedere la sua mano a Zeus, dato che questi ne era il padre (inutile dire che la madre di Persefone, Demetra, era sorella di Zeus). Zeus suggerì al fratello di rapirla. Usanza molto in voga all'epoca, non scandalizzatevi.
Così Ade segui il consiglio, rapendo la nipote. Se pensate che questa sia una storia di violenza sessuale, state sbagliando. L'Ade ritratto nel romanzo è così onorevole che mai alzerebbe un dito sulla sua sposa se lei non acconsentirebbe (a parte sulla faccenda del ratto, ma erano altri tempi e Zeus è pessimo nel provare empatia).

Per tutto il romanzo vedremo Persefone adattarsi agli inferi e provare sentimenti contrastanti per il cupo, ma onorevole Ade. E devo dire che le reazioni sono realistiche per una ragazza nella sua situazione, non certo come libracci alla After oppure alla cinquanta sfumature ed Ade non è un individuo disturbato.

L'autrice è riuscita a dare una voce alla muta Persefone. La nostra fanciulla è un'eroina moderna, che matura ed acquisisce sicurezza in sé stessa. Per tutto il romanzo lei non ha voce in capitolo sulla disputa tra suo marito e sua madre. Perfino Zeus non la degna di diritto alla parola. E sarà proprio Persefone a ribellarsi i mezzo ad adulti che pensano sia ancora una bambina. La scelta di non scegliere permette alla donna di nascere definitivamente. Come il mito originale ci insegna, Persefone è la metafora della donna che matura lasciando il focolare della famiglia. Solo vedendo il mondo esterno (anche se nel suo caso parlerei più di mondo sotterraneo) ed affermando la propria indipendenza, Persefone potrà scoprire sé stessa.
La recensione continua qui: https://elmicioracconta.blogspot.com/...
Profile Image for Neve.
285 reviews11 followers
September 25, 2022
Oramai è assodato, se @ladyeiry mi consiglia un libro posso anche evitare di chiedermi di che tratta, lo amerò!

Ho trovato questa lettura davvero interessante, sia per il modo in cui tratta il mito classico, sia per come i personaggi sono stati resi.
Non ho letto molti retelling, e ormai sono così tanto di moda che mi sono stancata anche solo di sentirne parlare, ma questo mi ha davvero rapita il cuore (o forse è questo Ade ad avermi rapito il cuore?)

Persefone è una Dea che al contrario degli altri Dei non ha mai cercato di far vincere l'orgoglio, è sempre stata mite, sempre benvoluta, sempre buona. Tanto che uno dei suoi primi ricordi è quando da bambina ha scoperto che i fiori colti sarebbero morti e che c'era un Dio che li avrebbe accolti. Un Dio che nessuno amava ma a cui lei bambina decise di fare dono dei suoi fiori. Dono che da allora venne sempre accettato.

Persefone e Ade sono legati nel mito, legati in maniera differente di altri legami tra Dei.

Ade non vuole un'amante vuole una moglie, sua pari con cui dividere l'eternità. Ade vuole solo Persefone e lei, dopo un normale smarrimento, non ne sembra tanto infastidita, del resto non gioisce quando scopre di poter tornare dalla madre in primavera e estate ma gioisce quando Ade la rassicura che non la sta ripudiando e che l'aspetterà ogni autunno. E sì sarà una visione troppo romantica, ma io non ho mai detto di non esserlo (vogliamo dire rispetto a Era che fortuna ha avuto Persefone?)

Quello che ho capito di questo libro rimane invariato:

1. Se avete letto la saga dell'attraversaspecchi e avete amato Thorn amerete Ade alla follia
2. Persefone sono io da piccola quando mi dispiaceva per i personaggi considerati cattivi perché erano sempre soli (e sono io ora quando cerco inutilmente di rendere tutti felici)
3. Gli eroi greci hanno un ego smisurato ma un cervello più piccolo di mezza arachide. Mettersi contro un Dio è una grandissima idiozia, ma far incaxxre Ade credo sia la cosa più stupida che qualcuno possa fare.
4. Le riunioni Zeus-Ade-Demetra sono tra le cose più spassose che abbia mai letto.

La quinta stella l'ha guadagnata non per la qualità eccelsa (anche se l'autrice ha una bella penna a mio parere) ma per la gioia che la lettura mi ha dato.

Quello che ho capito di me è che devo essere figlia del Caos...e della sovversione delle decisioni, anche mie, vabbè settembre non è ancora finito almeno uno delle mille liste che mi ero fatta riuscirò a leggerlo...forse
Profile Image for Alessia Palumbo.
Author 10 books33 followers
September 1, 2017
Mi sono avvicinata a questo libro perchè da sempre il mito di Persefone e Ade è stato il mio preferito.
Ho avuto occasione di conoscere virtualmente l'autrice, lo ammetto, di sfuggita, sul Writer's Dream, e quindi questo romanzo è rimasto per lungo tempo prima della mia wishlist di Amazon, e poi nella mia libreria.
Il pregio principale di quest'opera è senza dubbio catturare il lettore e tenerlo incollato alle pagine; ho iniziato la lettura ieri notte e l'ho terminata stamattina appena sveglia. Si nota subito lo sforzo che ha fatto l'autrice per documentarsi sugli dei, sui loro rapporti e sulle loro storie.
Per quanto questo libro mi sia piaciuto, e mi è piaciuto proprio tanto, non è certo esente da difetti. In primis, ho notato una decina di errori di battitura disseminati lungo tutto il testo, alla fine ci stanno, e non inficiano di certo la piacevolezza della lettura. A volte ho trovato dei passaggi narrati con troppa velocità; avrei gradito un numero maggiore di spiegazioni. Io non ho studiato il greco e il latino alle superiori l'ho fatto solo in italiano, e certamente non conoscevo la parola hybris o il suo significato; me la sono dovuta andare a cercare su Wikipedia. Non mi è piaciuto inoltre il fatto che spesso Persefone si interroghi a lungo di come gli uomini possano aver cambiato il mito, in particolare delle presunte amanti di Ade. Bastavano un paio di righe, eppure l'autrice ci calca molto la mano.
Anche il capitolo finale, poco contestualizzato e con una comparsa assai priva di spessore, nonostante le migliori intenzioni, ha lasciato un po' il tempo che trovava. Visto che è ambientato nei nostri giorni, avrei gradito oltremodo un approfondimento sul rapporto divinità pagane/religione cristiana.

Tutto sommato una lettura più che piacevole e di cui avrei letto volentieri un seguito.
Profile Image for Valentina Tini.
Author 2 books5 followers
November 6, 2020

Voto: 2.75

Ero molto titubante ad avvicinarmi a questo libro perché dell’autrice avevo già letto "L’incanto di cenere", un retelling di Cenerentola che avevo trovato noioso, pretenzioso nello stile e privo di sostanza. Però ho sempre amato il mito di Ade e Persefone ed ero curiosa di vedere se sarebbe riuscita a farmi cambiare idea.

Lo stile rimane a mio parere poco coinvolgente. Si sforza di adottare una prosa arcaica e in generale ricalca la narrazione usata un tempo per fiabe o epica. Quello che andava secoli fa, però, non va più adesso e il risultato è solo una storia con molto raccontato che impedisce il coinvolgimento. Anche il fatto che copra un periodo di tempo molto lungo non aiuta affatto.

Il suo secondo problema è che, ancora una volta, finisce per essere troppo letterale in questo retelling. La storia segue punto per punto le tappe che chi conosce un po’ di mitologia greca già sa. Questo toglie qualsiasi possibilità di sorprendere il lettore. Solo una cosa viene reinterpretata dal suo personale punto di vista, ma non si tratta comunque di una rivelazione inaspettata.

Il terzo grosso e secondo me principale problema è l’assenza di introspezione o più in generale di attenzione per i personaggi e le loro interazioni. Non si riesce affatto ad affezionarsi a loro perché rimangono distanti dal lettore. Non ci mostra come Persefone finisce per innamorarsi di Ade né viceversa e nemmeno come lei finisca per adattarsi al suo rapimento. Semplicemente, un secondo prima è terrorizzata e cerca di scappare e quello dopo vuole fare l’amore con lui senza un senso logico e subito dopo c’è il salto temporale.

Se poi comunque ero curiosa di leggere del rapimento e dell’interazione tra questi due personaggi, tutta la parte dopo è stata di una noia mortale: una serie di avvenimenti senza interesse e slegati tra loro, dovuti solo alla sua intenzione di seguire pedissequamente ogni cavolo di mito che nominasse Persefone. Questo ha fatto perdere molto slancio alla storia, che a mio parere avrebbe dovuto concentrarsi solo sulla parte del rapimento. Ampliando e approfondendo quella parte sarebbe riuscita a creare una storia più organica e coinvolgente e magari anche a far affezionare ai suoi personaggi se ne avesse approfittato per dedicare un po’ più di spazio ai loro sentimenti e alle loro interazioni.

Questa storia finisce per non essere altro che una versione romanzata dei miti legati a Persefone, ma senza dare un valore aggiunto a delle storie già conosciute. Dà l’idea di essere solo un compitino in cui lei ha voluto rimettere insieme tutti i pezzi dell’epica, ma senza sforzarsi di creare una storia sua. Questa non è la versione di Laura MacLem del mito di Ade e Persefone, ma la versione dell’epica classica raccontata da Laura MacLem. C’è una differenza abissale ed è proprio questo a togliere freschezza e potenzialità alla storia.

Ho finito per trovare noioso anche questo suo nuovo libro. Forse migliore di "Incanto di cenere", ma comunque una storia insipida e senza slancio, che non ha saputo camminare con le proprie gambe, finendo per appoggiarsi troppo al mito conosciuto. Qua non si parla più di retelling, ma solo di romanzare il mito.
Profile Image for Flavia.
386 reviews8 followers
September 12, 2017
Che noia! La prima metà è stata pesantissima sopratutto perché Persefone era una svampita e Ade una statua. La storia d'amore è davvero misera, anche perché è un ista-love... quindi non c'è magia nell'innamoramento. Mi aspettavo di più sinceramente.
Ho tenuto duro ed ho continuato a leggere, la storia aumenta il ritmo ma per me non ci sono emozioni, ho faticato tantissimo a finirlo e non l'ho mollato solo perché lo stavo leggendo per il contest del mese, anzi ho tenuto duro con il mantra "Dai Flavia prima lo finisci e prima te ne liberi" xD
Non metto in dubbio la preparazione dell'autrice ed è il motivo per cui non dò solo una stella. Per il resto la sua Persefone per quanto possa essersi ribellata e aver preso in mano il suo destino come solo un'eroina sa fare ai miei occhi è rimasta patetica. Di Ade non so davvero cos'altro dire, averlo definito una statua credo che sia sufficiente, si anima giusto quando cede alla lussuria, ma anche lì è parco... poche parole, pochi gesti, meno male che Persefone lo capisce anche solo con lo sguardo, beh beata lei! A me sarebbe piaciuto conoscerlo meglio.
Gli altri personaggi sono stati caratterizzati come sono sempre caratterizzati i personaggi mitologici... quindi anche qui NOIAAAAA
Insomma mi dispiace, ma proprio non mi è piaciuto :( mi rendo conto di essere una singola voce fuori dal coro e quindi il problema è solo mio xD ma la conclusione per me è: una brutta copertina per un altrettanto brutto romanzo. :)
Ah un'ultima cosa, lo stile dell'autrice l'ho trovato davvero pesante e poco fluido, ha solo contribuito a rendere la lettura ancor più tediosa.
Profile Image for Romantic engineers books.
440 reviews
July 23, 2022
Dear romantic readers, da qualche tempo avevo in libreria “Regina di fiori e radici” ma tra le tante letture l’avevo quasi dimenticato. Grave errore perché se vi piace la storia di Ade e Persefone allora dovete proprio leggerlo.
Qui troviamo il mito e qualunque altro libro che leggerete dopo su di loro vi sembrerà strano.
Persefone è la piccola e dolce fanciulla che intreccia fiori e passeggia con le ninfe presso Pergusa. Un giorno attirerà l’attenzione di Ade che la porterà nel suo regno rendendola la sua regina.
Persefone non era mai riuscirà a dimenticare quell’uomo silenzioso dallo sguardo duro che però dinnanzi a lei diventa l’amore.
Esploreremo la mente di Persefone e le domande che ci ponevano sul mito avranno risposta!
Quando si scrisse il mito, i tempi erano altri e Persefone sembra essere stata sballottata da una parte all’altra senza facoltà di scelta. Quindi come prese le scelte fatte da Zeus?
Ade è un dio tenuto da tutti, tranne da lei. Anzi ne è affascinata, tanto da voler vedere e conoscere da vicino. Lui è giusto, inflessibile ma in grado di amare Persefone sopra ogni singola cosa. Ed è questo che adoro di lui.
Il loro amore nasce quasi istantaneamente tra i fiori e le radici, tra due sguardi che si incrociano.
Quindi io vi consiglio l’ennesimo libro si questi due. Perché anche Persefone tramite individualità e indipendenza merita di avere una sua voce! Una donna che sfida i potenti cercando finalmente i propri diritti.
Devo ammetterlo Ade e Persefone mi ricordano tanto Belle e la Bestia, avrei tanto voluto avere più scene tra i due.
P.s. dovete assolutamente leggere il capitolo dopo l’epilogo!!

…. recensione completa sul blog
Profile Image for Chiara.
91 reviews1 follower
March 13, 2023

Non so bene come descrivere l'esperienza di lettura di questo libro.

La storia è chiaramente una versione romanzata del mito di Persefone, in questo caso narrato dal punto di vista della dea stessa, e perciò con dei risvolti differenti da quelli che conosciamo. Trovo che l'idea sia efficace, la mitologia greca è molto affascinante e in tanti apprezzano leggere dei rifacimenti di quelle storie epiche, me compresa. Ed è proprio per questo che sono stata attirata da questo libro. Non posso dire che non abbia incontrato del tutto le mie aspettative, poiché la storia di per sé è abbastanza interessante e coinvolgente, la narrazione molto scorrevole, il che facilita senz'altro la lettura e la rende piacevole.

Tuttavia, trovo che lo stile sembri fin troppo quello di una fanfiction. Le riflessioni intime dei personaggi e anche alcuni dialoghi e gesti sono fin troppo contemporanei, nonostante l'autrice non abbia scelto di ambientare i fatti ai giorni nostri; i personaggi si dimostrano spesso ingenui, infantili a tratti, pur essendo degli dei. Sono tutti aspetti che a mio parere rovinano l'esperienza. Per non parlare poi dei numerosi errori, a dimostrazione del fatto che questo libro necessitava di un lavoro di editing decisamente più accurato prima della pubblicazione. In generale poi la scrittura è molto acerba, inesperta, e purtroppo non posso dire di averla gradita granché. Peccato, perché la storia di per sé mi è piaciuta. A parte il finale, decisamente troppo confusionario e poco esaustivo.

Profile Image for Babette Brown.
1,116 reviews29 followers
March 12, 2019
La recensione di Amalia Frontali

Laura MacLem è una di quelle autrici che fanno cambiare idea, che abbattono le prevenzioni. Io non sono un’amante delle riscritture e dei retelling. Quelli austeniani li temo perfino, e ne leggo, in generale, pochi. Figuriamoci l’antica grecia e la mitologia.
Mi capitò fra le mani (in senso lato, sul kindle) questo romanzo, che vi propongo, “Regina di fiori e radici” la cui cover, per inciso, non mi piaceva. Ma qualcosa nel mito di proserpina mi ha sempre talmente affascinato, che ho deciso di sfidare i miei pregiudizi.
Un romanzo splendido, una dinamica psicologica e narrativa così lirica e al contempo credibile, che la cornice del mito “tradizionale” sembra sfaldarsi davanti agli occhi del lettore per rivelare una verità, un reale – se reale può essere una storia che parla di divinità – svolgimento dei fatti. Un senso più profondo da cui il mito ha preso origine scolorendosi e appunto mitizzandosi. Pagina dopo pagina ti convinci che debba essere andata così, coma Laura racconta.
Brava, bravissima.
Copia acquistata
57 reviews1 follower
March 30, 2019
Adorando la mitologia in generale, quella greca in particolare, non potevo proprio lasciarmi scappare questa chicca. Difficile, molto, riuscire a ricreare una trama originale, che ha per protagonisti dei personaggi che nell'immaginario di tutti sono già estremamente stereotipati. Laura MacLem ci è riuscita in maniera perfetta: mi sono letteralmente innamorata di questo romanzo.
Il mito del rapimento di Persefone da parte di Ade è noto, come la conseguente diatriba tra lo stesso Dio dell'oltretomba e la Dea Demetra, madre di Persefone. Tuttavia, vi siete mai fermati a chiedervi che cosa ne pensasse Persefone del conflitto tra due persone così importati nella sua vita? Che cosa ne pensasse che altre figure decidevano del suo futuro e della sua esistenza? Ebbene, l'autrice si e risponde nel suo romanzo, a questi quesiti.
Libro molto bello, bellissimo, scritto in maniera introspettiva, profonda ma fluida.
Consiglio caldamente la lettura.
Profile Image for Karl Stark di Grande Inverno.
523 reviews18 followers
April 17, 2020
Oh, finalmente un'autrice italiana che sa scrivere!
Buonissima rilettura di un mito greco, scritto bene e con una splendida scorrevolezza.
La trama è piuttosto semplice ma i personaggi sono ben delineati: anzi, in alcuni momenti sorprendono per quanto vengano tratteggiati in modo gustoso e realistico, il che è paradossale visto che sono Dèi!
Giustamente l'autrice non inserisce cose inventate a caso, proprio per non far perdere l'aura mitologica ed allontanarsi troppo dalla storia originale. Si infila invece nelle "fessure narrative" lasciate libere da quel che è giunto fino a noi, e imbastisce una storia d'amore senza mai scadere nella stucchevolezza o nella banalità.
Insomma, non sarà La torcia, ma è comunque un bel romanzo fantasy / fantastico.
Ed è italiano!
Incredibile!
Displaying 1 - 30 of 56 reviews

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