“Diario di un cinico gatto” di Daniele Palmieri pag. 150
In questo libro il protagonista è Gatto, un felino irritato dai bipedi, alla continua ricerca di nuovi modi per infastidire il suo vicino e sempre preso a rimuginare su quanto il mondo possa essere un posto migliore se a governare fossero i gatti.
Se non fosse per il pollice opponibile, Gatto avrebbe il mondo in pugno e gli umani sarebbero già stati messi al loro posto, alla stregua di inservienti.
Gatto ha rubato assieme si suoi padroni un diario ed una penna rossa, in modo che il colore ricordasse il sangue, dove annota vari momenti della sua vita, pensieri e note biografiche rigorosamente numerate, che forniscono sempre più dettagli del suo passato. Gatto ha un triste passato e i suoi ricordi hanno lasciato anche in me (non particolare amante di nessun animale) una sensazione di amarezza.
Ma la tristezza non dura con Gatto, presto fa sorridere di nuovo con qualche considerazione decisamente poco gentile sui cani, o sugli stupidi umani.
Gatto è cinico, egoista ed orgoglioso ma anche desideroso di raccontare la sua particolare visione del mondo tra il dramma per l’arrivo di una “cucciola di umano”, la costruzione di amicizie destinate crudelmente a concludersi troppo presto e il racconto di un'avventura vissuta da piccolo, in compagnia di indimenticabili amici.
Questo libro è così stuzzicante, accattivante, ironico, caustico e scritto così bene, che ogni riga ti invoglia ad andare avanti persino una persona come me che non ha particolare attrazione per nessuna forma animale.