Noi in Cina queste cose non le mangiamo, le facciamo solo per voi turisti». Stavo per dirle che in realtà noi, qui a Milano, anche in Paolo Sarpi, siamo nativi, non turisti. Invece le ho chiesto: «Ma del formaggio, al posto del tofu, non è che ce l'avete?».
Fruttivendoli e internet point cingalesi, ristoranti e alimentari sudamericani, macellerie e kebab arabi, centri-massaggi e incasinatissimi bazar di cinesi multitasking dove tra cellulari e computer trovi anche delle parrucche, se il taglio a 8 euro del negozio accanto non è proprio un capolavoro: siamo in via Padova, in viale Monza, in via Sarpi, in piazzale Corvetto, all'Isola e in Porta Venezia. Siamo a Milano, città del nuovo millennio, che non è «Parigi, dove paghi di più ma puoi fermarti al tavolino quanto vuoi. Siamo a Milano, dove tutto se fa de pressa: velocemente». Siamo in giro con Anita, Samir, Stefania, Tony, Gioia, Pietro, Laura e Lejla, fra panchine e bar dove anche gli incontri e gli amori vanno di corsa.
Written in a vivid documentarist style keenly attuned to the rhythms of the urban street, with dashes of dialect serving as cymbal crashes and characters from earlier chapters reappearing in later ones like the fleeting reprise of a fanfare, this suite of stories set in immigrant neighborhoods of Milan is at once a study in urban geography and a portrait of displacement and ~sradicamento~ among its four principal characters as it follows their reconnoitering of the metropolitan wilds of Via Padova and Via Paolo Sarpi in search of food, sex, cappuccino, and comradeship, and a few minutes’ relief from urban anomie. Nervy, incisive, brilliant stuff.
Mi è piaciuto molto il libro. Una buonissima descrizione di una Milano moderna, molto cambiata dagli anni 90, epoca in cui sono vissuto per alcuni anni. la descrizione delle strade e di diversi quartieri ti porta propio lì. E come se fossi lì di nuovo.
Da viale Monza a Paolo Sarpi, a Corvetto. Personaggi accomunati dal letto a soppalco dell'Ikea. Milanesi vecchi e nuovi, con pelli e accenti diversi, che vivono la loro versione della città, si sfiorano o si incrociano. Più che personaggi, sono quartieri personificati.