Per Michael Farner sono lontani i tempi in cui era uno scrittore di bestseller: oggi è sovrappeso, depresso, dimenticato dal pubblico e bistrattato dal proprio editore. Il motivo? Non riesce più ad uccidere i propri personaggi, bel problema per un autore di thriller. Quando Michael “uccide” un personaggio nelle sue bozze se lo ritrova infatti davanti in carne ed ossa, intenzionato a dargli il tormento fino a che non verrà “riportato in vita”. Ma questo è solo l’inizio dei guai per il povero scrittore… “Lo strano caso di Michael Farner” è un racconto che ironizza su cliché e consuetudini del mondo dell’editoria spiazzando continuamente il lettore, portandolo a ribaltare più volte la sua prospettiva e suggerendogli che ci sono tanti modi diversi per osservare una realtà solo apparentemente lineare. Sarà lo scrittore ad avere l’ultima parola, uno dei suoi personaggi…o chi altro?
Ho ricevuto questo libro dall'editore in cambio di una recensione onesta. Questo breve racconto mi ha incuriosita davvero molto, peccato per la sua breve lunghezza. Se fosse stato sviluppato e ampliato, sarebbe potuto diventare un romanzo davvero interessante ma, dato il modo in cui le scene si susseguono passando da un momento ad un altro continuamente, il racconto si presenta frammentato, quasi fosse incompleto. Lo stile di scrittura, nel suo complesso, è scorrevole.
Quando leggo il libro di un amico, e in particolare quando ne leggo uno di un altro membro del Sad Dog Project, sono sempre indeciso se onorare il mio impegno di commentare tutte le mie letture o soprassedere per non sembrare di parte. Alla fine ho sempre fatto la scelta di recensire comunque ciò che ho letto, in tutta trasparenza.
Questo racconto ruota attorno al mondo della scrittura e si basa su un’idea molto accattivante. Abbiamo uno scrittore di successo in crisi che non riesce più a consegnare all’editore nuovi romanzi. Questo però non avviene perché al povero Michael manchino idee per andare avanti, ma per un motivo ben diverso: tutti i personaggi che uccide nei suoi libri si materializzano nella sua vita reale e lo tormentano finché non cambia il manoscritto salvandoli. Considerando che Michael è uno scrittore di gialli potete immaginare la difficoltà.
C’è una bella dose di ironia nel racconto che prende in giro il mondo dell’editoria e i suoi riti. Nonostante la brevità del testo (un racconto lungo o novelletta, non so bene come definirlo) c’è parecchia carne al fuoco e la storia si dipana in maniera interessante e avvincente. Non serve aggiungere che Lorenzo scrive bene, vero? Edito da Nativi Digitali trovate il libro in formato ebook su tutti gli store.
Michael Farner è uno scrittore di gialli caduto nel dimenticatoio, che tenta disperatamente di riemergere con un nuovo romanzo, ma quello che nessuno sa è che appena uccide un suo personaggio, tempo qualche ora, quest’ultimo prende vita ed inizia a tormentarlo, criticando persino il suo lavoro. Questo è il caso di Lipford, personaggio che non accetta di morire.
Alle prese con le scadenze del suo editore, deve cercare di spremersi le meningi per concludere qualcosa. Il suo più grande rimpianto è quello di aver ucciso Greg Merchant, personaggio della trilogia “Il sonno della Medusa”, che gli aveva permesso di scalare le classifiche, piazzandosi ai primi posti.
La sua vita si complica quando decide di rimpiazzare Lipford con un’affascinante scrittrice di nome Valery Sinclair e questo sarà solo l’inizio dei guai per lo scrittore.
Sartori ironizza sul mondo dell’editoria, mettendo in scena uno spettacolo che, per quanto divertente, spinge a riflettere. Cosa accade a uno scrittore una volta che il suo momento è passato? Un po’ come i tormentoni estivi, la fama arriva e poi svanisce. Questo è il caso di Farner, che disposto a rivedere la gloria si spreme le meningi, rischiando di far esplodere la testa. Una cosa è certa, è che nonostante la fama, ci saranno altri fortunati sul trono. Lo vediamo oggi, uno scrittore passa lo scettro ad un altro e quest’ultimo ad un altro ancora, creando così una catena senza fine. Quello che conta ormai non è più tanto il genere ma l’idea.
Oggigiorno chiunque può diventare scrittore, ma è davvero così? Avere buone idee può portare lontano? Dipende. Milioni di copie vendute vogliono dire poco in confronto a chi ha talento, ma agli occhi del mondo quello che conta è la persona che si trova ai primi posti. Questo oscura chi ce la sta mettendo tutta per emergere e non solo, attraverso il racconto dell’autore, vediamo che è difficile stare al passo anche per chi ha già toccato la vetta.
L’editoria punta tutto sulle vendite, che siano capolavori o lavori mediocri. Esempio calzante Hennings, l’editore di Farner e del suo acerrimo nemico Pierce. Fortunatamente non è sempre così, ci sono realtà indipendenti che cercando ancora di spingere il talento al guadagno.
“Lo strano caso di Michael Farner” si presenta come una catena di eventi dinamici, ricchi di colpi scena e di esilaranti situazioni che strappano il sorriso. È la storia nella storia di personaggi divenuti autori e viceversa. Un racconto nel quale è difficile dire che sia tutto scontato. Su questo bisogna dare una nota di merito allo scrittore, che ha saputo rendere stuzzicante le peripezie di Michael Farner.
“Lo strano caso di Michael Farner” si presenta come una catena di eventi dinamici, ricchi di colpi scena e di esilaranti situazioni che strappano il sorriso. È la storia nella storia di personaggi divenuti autori e viceversa. Un racconto nel quale è difficile dire che sia tutto scontato. Su questo bisogna dare una nota di merito allo scrittore, che ha saputo rendere stuzzicante le peripezie di Michael Farner.
La capacità dell'autore è stata proprio quella: in pochissime pagine fa credere una cosa fino all'ultimo e poi stravolge tutto. Quindi il lettore si ritrova a cercare di capire quello che è accaduto e che cosa ha letto fino a quel momento.
Il libro narra di Michael Farner, uno scrittore di gialli. Nel suo ultimo libro fece morire il personaggio di Greg Merchant e da quel momento la sua vita cambiò. Non riuscì più a scrivere nulla di decente. L'interesse nei suoi confronti è talmente scemato che il suo agente Paul Heggins gli dà appuntamento senza nemmeno riceverlo. Nonostante tutto, si percepisce che la mente di Michael sia piena di idee, ma nessuna lo convince del tutto. Il vero problema di Michael è che non riesce a far morire nessun personaggio e un giallo senza omicidio non può definirsi tale. Infatti, quando Michael scrive che John Lipford è morto, come per magia, se lo ritrova di fianco a rompergli le scatole sul perché lo scrittore abbia fatto uscir di scena lui piuttosto che quell'altro a pagina 23. Sì, perché Michael ha consegnato solo una quarantina di pagine e i tempi sono stretti.
Lipford è davvero pedante e pur di levarselo di torno, lo scrittore decide di far morire un altro personaggio. Ma chi? Gli viene in mente che forse un nuovo personaggio, una donna per esempio, sarebbe stato il giusto compromesso. L'avrebbe chiamata Valery.
Ammetto di non aver capito subito quello che l'autore volesse trasmettere al lettore. Ho dovuto riflettere molto e, forse, ne sono venuta a capo.
Lorenzo Sartori ironizza sul mondo dell'editoria. Michael Farner può essere paragonato a un qualunque scrittore che entra nel mondo dell'industria libraria.
Il primo libro di uno scrittore può essere il romanzo del secolo, ma si sa che il secondo libro è il più difficile da scrivere: le aspettative dei lettori che hanno letto un bestseller sono altissime e non si aspettano di meno. Ma cosa succede se queste aspettative non sono state soddisfatte? Si finisce come Michael Farner che elemosina attenzioni dal suo agente troppo impegnato a puntare tutto su un altro autore più promettente.
Un libro che di certo consiglio a tutti, ma soprattutto a chi vuole entrare nell'editoria per farsi una sana risata.
Prendetelo come una lettura veloce, simpatica e divertente (ma che vi farà riflettere) e che stravolgerà ogni vostra logica.
Ho trovato l'idea originale e intrigante, anche se un minimo accenno alla notizia della "sparizione" avrebbe contribuito a rendere più verosimile la trama. Non posso spoilerare per spiegarmi meglio, però. Capisco che è fiction e non sindaco su questo, però fa storcere un pochino il naso lo stesso. Nel complesso comunque è un racconto godibilissimo, scritto con uno stile asciutto e scorrevole. La scena iniziale nell'ascensore, nonostante si intuisca cosa ci sia davvero dietro quello scambio di battute, è una piccola perla. Buona anche la confezione grafica ed editoriale. Unica pecca? Troppo breve.
La storia coinvolgente, lo stile sobrio e scorrevole, fanno si che il lettore s'immerga nella trama, seguendo passo passo Farner, in questa avventura assai curiosa. Per nulla scontata, la vicenda porta avanti il protagonista, accompagnato da deduzioni e sospetti, sino alla conclusione, forse un pelo succinta. Ottima lettura, molto piacevole.