Una delle letture più pulite degli ultimi tempi, dove "un testo non è solo un testo" e il labor lime è il mantra implementato in ogni paragrafo.
"Con parole precise - Breviario di scrittura civile" si apre citando T.S. Eliot e i suoi "Quattro quartetti". Prosegue in tutto il saggio riportando riferimenti culturali, soprattutto letterari, come fossero prove di un processo all'uso sconsiderato, confusionario e non ragionato che si fa delle parole. I danni in ambito politico, sociale, economico, e anche relazionale, sono evidenti. Si è spesso superficiali nelle parole che compongono le frasi dette o scritte semplicemente perché prima non si pensa e non le si elabora, non le si adatta. Non si tengono in considerazione il contesto, l'interlocutore, a volte nemmeno lo stesso messaggio che si vuole trasmettere che, a quel punto, ne risulta enormemente influenzato. Inoltre, stiamo usando la nostra versione di ogni termine, ciò che abbiamo salvato nel dizionario della nostra memoria; ma siamo sicuri che le stesse voci abbiano le stesse definizioni nelle menti degli altri? Serve maggiore consapevolezza e un incremento delle capacità di percezione, ed è esattamente lo scopo che si prefigge il libro: pesato, pensato, coerente con sé stesso.