Riverside, Regno Unito. Le quattro e mezzo di un pomeriggio qualunque. Una scuola abbandonata e cadente alla fine di Silverbell Street. Come la venticinquenne Amabel scoprirà presto, non si tratta di un edificio qualunque: al suo interno, i banchi sono ancora al loro posto e si respira, nell’aria, polvere di gesso. Tutti gli orologi, da quello al di sopra del portone d’ingresso sino al pendolo del salone, sono fermi alle nove e diciannove di chissà quale giorno di chissà quale anno. Cosa è accaduto nella vecchia scuola? Quale evento è stato così sconvolgente da fermare il tempo all’interno di quelle mura? E soprattutto, chi è quel ragazzo in divisa scolastica che si presenta agli occhi di Amabel affermando di frequentare la scuola, benché quest’ultima non sia più in funzione da anni? Tra passato e presente, Bianca Rita Cataldi ci guida in un mondo in cui gli eventi possono modificare lo scorrere del tempo, dimostrandoci che ognuno di noi ha un proprio universo parallelo col quale, un giorno o l’altro, dovrà scendere a patti.
Bianca Rita Cataldi vive tra Dublino e Galway, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso la University of Galway. Con HarperCollins Italia ha pubblicato I fiori non hanno paura del temporale (2018) e i primi due volumi della Saga dei Fiorenza e dei Gentile: Acqua di sole (2020, Premio Zocca Giovani-Marco Sant'Agata 2021) e La stagione del tuono (2022). Nel campo della traduzione letteraria, ha tradotto in italiano testi di Anne Griffin, Jessica Berger Gross, Monica Heisey e John Patrick McHugh.
Il libro nel complesso mi è piaciuto, e sono sinceramente curiosa di andare avanti, tuttavia c'è qualcosa che non mi ha convinta fino in fondo. Diciamo che non ho particolarmente apprezzato lo stile di scrittura, troppo semplice, e i dialoghi talvolta banali (caratterizzati da un linguaggio non sempre adatto al contesto e al personaggio, a mio avviso, e da ripetizioni inutili). In alcuni momenti ho avuto l'impressione che ci fosse una buona costruzione del racconto, in altri che non si sapesse con esattezza dove andare a parare. C'è da dire che la storia intriga e fa venir voglia di scoprire cosa succederà nei prossimi volumi. Il finale mette tanta curiosità nel lettore ed è quello che lo spinge a proseguire con Dollhouse, tuttavia, spero sinceramente che questo secondo volume metta più carne al fuoco, visto che nel primo non succede granché. Voglio essere fiduciosa perché l'idea di base sembra molto interessante!
Amabel è la giovane protagonista di una storia originale e carica di mistero. Lo stile dell'autrice è a dir poco impeccabile e molto evocativo. Mi sono subito fatta catturare dalla scuola abbandonata di Riverside e le mille domande che sorgono sin dalla prima pagina sono tante. Riverside è il primo libro della trilogia omonima e sembra volerci guidare, mano nella mano, tra i pensieri di Amabel che si ritrova, da un istante all'altro, in una Riverside completamente nuova. Cosa è successo?
Es una historia sencilla, pero con una ambientación hipnótica. Esas descripciones son una delicia y las sensaciones que tienes a lo largo de la historia. Es un libro corto, pero aún así esta bien escrito, pero lo mejor son las descripciones.
Riverside è una storia paranormale, un po’ fantasy e un po’ horror. E può essere che l’abbia visto solo io, oppure è la mia speranza, ma ha anche qualche lievissima pennellata di romance. La protagonista è Amabel, una ragazza di venticinque anni che vive con la sorella e la nipotina. Un pomeriggio come tanti invece di imboccare la solita strada per tornare a casa, ne prende un’altra, una via che non ha mai percorso e che la conduce a una scuola abbandonata. E proprio dalla visita in questo luogo vecchio e polveroso ha inizio tutto. Strani sogni, case di bambole, una vita parallela… Amabel viene catapultata in una realtà di cui non sa praticamente nulla, alla quale deve adattarsi in fretta perché ha un ruolo ben preciso. Oltre alla trama avvincente non posso non lodare lo stile dell’autrice, a dir poco perfetto, fluido e ricco, che scaraventa nel contesto da lei creato e immerge nelle emozioni, dalla confusione alla paura, dalla determinazione all’angoscia. Un libro bellissimo che tiene incollati alle pagine, la curiosità ti divora e vuoi solo scoprire perché, perché e perché! Che bello, aspetto il seguito con ansia! PS: Ho fatto un paio di fantasie su Damian… Chissà che non trovi riscontro positivo nel continuo della storia. È il primo libro che leggo di Bianca Cataldi e di sicuro andrò a leggere tutti gli altri. Complimenti!
3'75/5: No las tenía todas conmigo, pero me ha gustado muchísimo y he visto que está toda la trilogía en español ¡GENIAL! Amabel es un personaje que me ha gustado porque se toma las cosas con filosofía y su "cambio de vida" le traerá más de un problema. Me lo he pasado bomba con Amabel y el hecho de estar fuera de su sitio. Me ha intrigado muchísimo todo y ese colegio tiene mucho misterio. No hay muchos personajes, son los justos y necesarios para crear ese halo de misterio (Rachel, Damian, Megan...). La autora describe que es un gustazo leerlo y me ha parecido que ha creado un halo de intriga que al lector invita a leerlo de una sentada todo. Aunque queda todo muy abierto y no se resuelve nada, te deja con ganas de continuar y ver que la situación va a ponerse más difícil para Amabel. Se hace corto y creo que debería haber cerrado algún puntillo. He disfrutado viendo lo perdida que está la protagonista y que le cuesta ubicarse a la nueva normalidad que le ha tocado vivir. Seguiré con la trilogía seguro.
Non vedo l'ora di leggere il seguito: si è interrotto proprio sul più bello! ancora una volta resto incantata dal modo di scrivere dell'autrice, poetico, elegante e brillante, e dal suo stile, che tiene sempre alta la mia curiosità. La storia, di per sé, mi è sembrata molto originale, io poi amo alla follia le case delle bambole. I personaggi sono tutti ben delineati e sono fantastici, mi sono affezionata proprio a tutti.
La storia è orginale e la prosa dell'autrice sottile e pregevole come in altri suoi romanzi. La poesia che si mescola nella narrazione, in tutt'uno, rende la penna di Bianca Cataldi forte di uno stile proprio, prerogativa di ogni grande autore. Ho divorato la lettura; nelle mie mani attendo il continuo annunciato nell'ultima pagina. Sarà sicuramente mio! Consigliato!
Quando l’autrice mi aggiunse su Facebook non potevo mai pensare che era così brava nello scrivere i suoi libri. Mi sono ricreduta veramente.
Il libro non ha un inizio lento,inizia subito con il botto e mantiene un livello di tensione alto fino alla fine. Non è il solito libro thriller,non c’è nessun omicidio,nessun assassinio. C’è un mistero da scoprire.
La protagonista Amabel trova una scuola abbandonata,entra dentro perché curiosa da questa grande struttura che non aveva mai visto,e si ritrova a parlare con un ragazzino,un alunno di quella scuola. Spaventata scappa,credeva che il posto era abbandonato e invece non è così. Torna a casa e gioca con la sua nipotina,si addormenta e si risveglia in un letto,nel suo corpo,in una casa che non conosce,in una vita non sua.
Da qui inizia la grande avventura per Amabel,avventura che la porterà a mettere in dubbio la sua esistenza,tutto quello che è e che è stata. Conosce un’altra Amabel,ma nonostante la grande sorpresa si ritrova spesso a pensare a sua sorella e alla sua nipotina.Che fine hanno fatto? E lei come è arrivata in questa nuova vita? Come fare per tornare indietro? e soprattutto perché quell’orologio era fermo alle 9:19???
Riverside è il primo di una saga che si prospetta molto,ma molto interessante. Lo consiglio non solo perché la storia è originale,qualcosa che non avevo mai letto,ma anche perché l’autrice ha auto pubblicato il suo libro e anche se la copertina non mi avrebbe attirato al primo sguardo questo è proprio il caso di dire NON GIUDICATE UN LIBRO DALLA COPERTINA,appena inizierete a leggerlo ve ne innamorerete!
...E come dinanzi a uno specchio distorto, vedeva la sua immagine incrinarsi, sconvolgersi fin quasi a svanire, in un turbine di colori sconosciuti.
Ho sempre creduto che ci fosse un universo parallelo, un'altra dimensione dove io sono sempre io, ma con una vita totalmente diversa, magari riuscendo a connettermi con questa dimensione attraverso i miei sogni. Questo romanzo colpisce con la sua originalità, con il suo stravolgerti; con il suo tenerti sulle spine. Bianca Cataldi è un'autrice esperta nel far girare il romanzo come in una spirale, ti prende, ti trascina, ti sconvolge e ti lascia 'sospesa' come la vecchia scuola di Riverside. Un romanzo centrato sul mistero, ma ho notato anche una nota di romanticismo, ma questo è tutto da appurare leggendo il secondo volume della serie "Reverside". Ho adorato l'ironia tra le pagine, ma in fondo Bianca è così, ironizza e con la sua simpatia ti rapisce nel suo mondo parallelo. Arrivata all'ultima pagina... cercavo di sfogliare, sfogliare, ma la scritta continua... mi diceva che dovevo leggere il seguito." Mi son detta:" Bianca non può lasciarmi così... sospesa, in bilico!" Quindi devo assolutamente leggere "DollHouse" il secondo volume di Riverside. Io devo tornare a Riverside. Devo incontrare Amabel e Damian che già adoro! Leggetelo, non vi deluderà.
Adoro lo stile narrativo di Bianca, leggendo un suo lavoro vi innamorerete prima della sua scrittura e dopo della storia. Riverside catapulta in un'ambientazione in cui il reale e l'irreale sono divisi da una linea sottile, troverete un'atmosfera dai toni cupi e inquietanti per la situazione che vive la protagonista. Il lettore riesce subito a entrare in sintonia con Amabel, che è una semplice ragazza di venticinque anni turbata da quello che le sta succedendo, ma nonostante tutto non si abbatte e razionalmente cerca una soluzione. Damian è un personaggio che ho adorato fin dalla sua prima comparsa: un ragazzino spigliato, irriverente, sfacciato e provocatore che non smette di prendere in giro la povera insegnante di storia. Mi è piaciuto molto il rapporto tra questi due personaggi carismatici e interessanti e sono proprio curiosa di sapere come evolverà. La storia non termina in questo volume e il finale lascia un grande senso di ansia e di interesse nel lettore. Non vedo l'ora di leggere il seguito.
La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo la trama di Riverside è stata la curiosità di scoprire cosa l’autrice, Bianca Rita Cataldi, avesse in serbo per il lettore. Si presenta come un lavoro molto valido e con tutte le carte in regola: 120 pagine, primo libro di una trilogia avvolta in un misterioso gioco del tempo con una giovane protagonista, Amabel , ed un ermetico ragazzino sedicenne con un ruolo cruciale nella storia, Damian, una scuola abbandonata (o forse no) nelle vie di Riverside fa da sfondo alla vicenda, ospitando tra le sue aule segreti, rivelazioni e chissà quale sconvolgente verità.
Il libro scorre velocemente, quasi senza accorgersene si arriva alle ultime pagine, la lettura è piacevole e l’idea è notevole ma una leggerezza, che sembra tingersi di superficialità, si insinua tra una virgola e l’altra, andando così a ledere i punti forti del romanzo. Dilemmi esistenziali e riflessioni profonde sulla vita si alternano a citazioni che stonano (come il riferimento a Chuck Norris) attraverso uno stile di scrittura estremamente semplice, forse troppo in alcuni punti.
Regno Unito e note di mistero con un tocco di vintage sono sempre una buona premessa per me. E' per questo motivo che ho iniziato a leggere Riverside di Bianca Cataldi, ma dopo un paio di pagine ho avuto come l'impressione che qualcosa mancasse, o che - al contrario - ci fosse qualcosa di troppo.
La protagonista Amabel, una ragazza venticinquenne come tante laureata in economia (questo fatto viene svariate volte ripetuto all'interno del libro, come a marcare un'importanza anche se a mio avviso non è rilevante), viene inspiegabilmente sbalzata al di fuori del suo mondo per atterrarne in un altro completamente identico nei luoghi e nei tempi ma totalmente diverso circa le persone che si ritrova attorno. Come abbia fatto, e quale sia stato l'elemento scatenante affinché si verificasse questo viaggio inter-dimensionale (o come vogliamo chiamarlo) non ci è dato a sapere... almeno in questo primo volume. Ed è proprio codesto uno degli elementi che rendono tutto il libro traballante. [...]
Di questo romanzo mi ha colpito soprattutto (e nuovamente) lo stile: curato, evocativo, con un velo di ironia. Uno stile scorrevole e accattivante, funzionale a una trama che invoglia a leggere e farsi domande. L’elemento misterioso, degno di un mystery d’altri tempi (l’atmosfera a tratti mi ha ricordato “Il giro di vite” di H. James), è scomposto molto bene nel corso della storia, come le tessere un mosaico che prima o poi sarà completo: si passa dalle aule polverose dei primi capitoli a quelle piene di vita della seconda metà del libro, dall’atmosfera rarefatta e uggiosa dell’inizio, a quella luminosa di un tempo che non si sa dove collocare con precisione, se nel passato o in un presente alternativo. Amabel a un certo punto sembra dimenticare la sua “vecchia” vita e abbracciare completamente la nuova.
Ho iniziato a leggere questo testo incuriosita dalla trama e dalla cover, avevo già letto in passato Isolde non c'è più e lo stile di scrittura della Cataldi, seppur all'inizio mi avesse confusa, andando avanti mi ha incuriosita. Un racconto paranormal abbastanza suggestivo, una scuola dove il tempo pare essersi arrestato, lasciando in sospeso le vite e catapultando Amabel in una realtà parallela. Nonostante io non sia ferrata sul genere, devo dire che sono stata incollata per tutto il testo. Bianca ha catturato la mia attenzione, lasciandomi spiazzata sul finale. Come già detto in altre recensioni, attendo di scoprire di più. Complimenti all'autrice, libro consigliato.
Il mio voto oscilla tra i 4.5 e il 5. Che dire? La saga promette benissimo! La storia è originale, ben costruita, accattivante e lo sono anche i personaggi. Ho adorato Amabel e la sua acidità, la sua corazza per difendersi dalla fragilità e in parte mi ci sono rivista. Ho adorato anche la strafottenza di Damian e quel aura di mistero che lo avvolge perennemente. E, infine, ho adorato Riverside, che ho immaginato essere cupa, gotica, fredda.
Pensò che tutto ciò che vediamo, tutto ciò che riusciamo a percepire ci sembra l’insieme delle cose esistenti, e che spesso crediamo che non ci sia altro, al di là di ciò che avvertiamo come reale.
Parte piano, quasi a rilento, ma finisce per trascinarti nella storia finché arrivi all'ultima pagina e non ci stai a restare in sospeso. Urge secondo volume!
Un'altra lettura che giunge al termine, da consumare in un battito di ciglia e di cui procurarsi immediatamente il seguito. - Recensione in preparazione -
Bianca Cataldi mi è piaciuta molto come scrive, ma la storia in sé mi ha un po' lasciata così. Nel senso che più che un romanzo (primo di tre) mi sembra un incipit, una storia breve o insomma una short story. Quindi mi appresto a leggere il seguito sperando sia più lungo. Comunque una bella storia che consiglio.
Ma solo per me è inquietante da morire che la protagonista più che trentenne abbia una relazione con un suo studente del liceo? Questa è pedofilia e a sessi inversi si griderebbe allo scandalo, ma per qualche assurda ragione in questo caso è considerato un romanzo romantico. Inquietante e disgustoso.
Questa recensione mi risulta particolarmente difficile! Il racconto in se è sicuramente ben scritto e ho grandi aspettative per il secondo capitolo, ma c’è qualcosa che mi lascia il cd amaro in bocca...
Amabel entra in una vecchia scuola abbandonata per perlustrare i corridoi e una classe in particolare; trova un ragazzo che le spiega il significato del motto della scuola e afferma di essere uno studente. Sembra impossibile viste le condizioni della scuola, e Amabel non si spiega la sua presenza, fino a quando non si risveglia in una casa che non è la sua e sarà costretta a vivere una vita che non è la sua.
Catapultata in un universo parallelo, dovrà cercare di somigliare il più possibile alla sé di quella realtà e allo stesso tempo capire come tornare indietro, come è finita lì e, soprattutto, perché.
Convinta si trattasse di una storia romantica, sono rimasta spiazzata e questo mistero mi ha catturata fin dal primo istante. Amabel mi è entrata nella testa come pochi sono riusciti fino ad ora, costringendomi a pensare a lei anche quando ero lontana dal libro. Una storia emozionante, ancora piena di misteri da svelare. Sono troppo curiosa di capire cosa sta succedendo e come Amabel riuscirà nel suo intento. E Damian che ruolo avrà in questa storia?
Non resta che continuare la lettura con il secondo capitolo.