Autunno 1952. Silvio Arieti, vecchio liberale e docente universitario in pensione, viene trovato morto nel suo appartamento. Il cadavere è legato e porta sulla schiena una scritta, incisa sulla pelle in una lingua simile al greco moderno: «Erkete o Tanato», «Viene la morte». Dell'indagine si occupa il colonnello Anglesio insieme ai suoi due uomini di fiducia: il maresciallo Medardo Vercesi e il brigadiere Mattia Ferrari. Quello di Arieti è solo il primo di una serie di omicidi che hanno evidentemente a che fare con il conflitto da poco concluso. Per risolverli, tra intervalli culinari e distrazioni dovute alla giovane fidanzata Letizia, Anglesio dovrà fare i conti con il proprio passato e con quello di persone molto vicine a lui.
Un romanzo che ha dell'incredibile, ambientato nella Genova degli anni '50, una città che ha visto da vicino la guerra e che vuole lasciarsi tutto alle spalle si trova a vivere una serie di delitti apparentemente inspiegabili ma inevitabilmente connessi tra loro. Il colpo di scena ovviamente è la chiave di tutto il racconto il passato torna a prendere i suoi debiti, cosi come la morta che ariva senza rispettare niente e nessuno. Scrittura alle volte troppo complessa, troppo piena di subordinazioni che non lo rendono scorrevole, ma nel complesso mi è piaciuto molto in special modo per i rimandi a canzoni e a romanzi conosciutissimi
In una Genova calda e profumata di inizio autunno,il colonnello Anglesio, ex partigiano, si trova ad indagare su degli efferatissimi delitti che sembrano seguire un unico filo conduttore. Una rocambolesca e pericolosa avventura che si dipana tra i vicoli e le alture di una città alle soglie della modernità ma che porta ancora le cicatrici della guerra finita da poco. Un thriller complicato, robusto e sconvolgentemente romantico. Non conoscevo Defilippi e ora non vedo l'ora del prossimo romanzo.