Un breve testo che apre ferite e, attraverso le storie che racconta, le connessioni che rintraccia, le riflessioni che ci dona, vi butta sopra il sale per trattenerci ancora un po' su queste ferite - perché le ferite del mondo sono anche le nostre ferite, direbbe forse la Walker -, per impedirci di girare la testa dall'altra parte di fronte allo scempio che l'uomo è in grado di realizzare (e, se non mi credete, leggete, per esempio, la storia di Generose e poi cercate di trovare il coraggio per venirmi a dire che non siamo delle bestie, che non abbiamo la potenzialità - e spesso la concretiamo - di essere delle bestie). A ben guardare, una domanda accompagna tutto questo tremendo viaggio di Alice Walker: «Cosa è accaduto all'umanità?». E chiara risulta la consapevolezza del fatto che non possiamo girarci dall'altra parte, appunto, perché «qualunque cosa sia accaduta all'umanità, qualunque cosa le stia attualmente accadendo, sta accadendo a tutti noi». Quindi, non restate muti! Non restiamo muti! Non restiamo muti poiché, recuperando le parole di Audre Lorde, poetessa, scrittrice e attivista statunitense, riprese da Alice Walker, «il nostro silenzio non ci proteggerà».