Jump to ratings and reviews
Rate this book

La vergogna e la fortuna. Storie di rom

Rate this book
Ci sono le ladre rinchiuse nel carcere romano di Rebibbia e le bambine mandate a mendicare, ma anche la giovane regista di Torino superpremiata per il film in cui racconta la storia della sua famiglia e la sua passione per Woody Allen, l'artista che ha scolpito il monumento in onore del Porrajmos, l'Olocausto rom, l'ex maestro che rifiutò di insegnare nelle classi speciali per i rom e che, alla guida di un'associazione, si batte per tirar fuori la sua gente dal degrado dei campi nomadi, il ragazzino di origine slava che a scuola è tra i primi della classe e da grande vuole fare il soldato, i rumeni sgomberati dalle baraccopoli abusive di Milano che oggi vivono in dignitosi appartamenti. È un caleidoscopio di storie che riunisce italiani, slavi, rumeni nel ritratto sorprendente di un popolo apparso in Italia nel 1422, ma ancora oggi considerato sempre e solo straniero. Rimprovera all'autrice la fragile «Ci giudicate senza averci conosciuto». Il viaggio che questo libro propone è un viaggio di conoscenza, un utile antidoto contro l'assedio dei luoghi comuni, a cominciare dal primo, il più diffuso, che gli zingari siano nomadi.

349 pages, Kindle Edition

First published January 21, 2014

9 people want to read

About the author

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
1 (12%)
4 stars
5 (62%)
3 stars
2 (25%)
2 stars
0 (0%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Cristina.
874 reviews38 followers
November 5, 2015
Un libro commovente, e illuminante, sulla condizione dei Rom e dei Sinti nel nostro Paese. Scritto in maniera asciutta e obiettiva, descrive senza abbellimenti e senza pietismo la vita e le difficoltà che devono affrontare i Rom in Italia.
Non nascondendo le problematiche di una convivenza difficile (a essere ottimisti) cerca comunque di essere positivo, di dire che la vita in comune è possibile, che non esiste un loro e un noi, ma che se cercassimo di conoscerci un poco meglio forse tanti problemi non ci sarebbero più o sarebbero più gestibili.
Mi resta la sensazione che la convivenza sia difficile, certo, tra incomprensioni e diffidenze reciproche, ma che come molte alre questioni anche quella dei Rom sia utilizzata in Italia da molti per ricavarne guadagno, e speculare sulle miserie altrui, per creare panico, e sfruttare tutto lo sfruttabile, senza risolvere un bel nulla. Del resto, uno sgombero fa sempre comodo, e si può sempre agitare il vessillo dei salvatori della Patria o quello del nemico pubblico per far fare alla gente quello che si vuole, o per farsi affidare un incarico direttamente.
Come purtroppo troppo spesso succede non ci facciamo una bella figura.
Profile Image for Terra.
1,242 reviews12 followers
September 18, 2025
tante storie vere, alcune te le aspetti altre no. per esempio, non mi aspettavo che al 50% dei bambini nomadi che vanno a scuola sia diagnosticato un qualche problema di apprendimento, quando tra gli altri bambini la percentuale è un decimo o meno. oppure non mi aspettavo che le donne zingare si facessero mettere in carcere apposta per sfuggire ai maltrattamenti dei mariti o alle gravidanze seriali, o anche alle botte quando i furti non sono soddisfacenti. sarò ingenua io. poi il libro racconta altre storie meno stupefacenti o storie eccezionali come quella della nomade laureata (che non trova lavoro), del musicista, della cooperativa di zingari bravissimi nel recupero del ferro e via così. alla fine quallo che a me è rimasto è ciò che segue. gli zingari hanno le loro colpe, è ovvio. alcuni - molti, ma non di tutte le etnie - sono dediti al furto, molti si lasciano affascinare dalla droga (una novità degli ultimi anni), moltissimi di adagiano nell'assistenzialismo povero che l'italia riserva a quelli come loro. tutti, chi più chi meno, sono fatalisti: forse è un difetto, se si è condannati a lottare. le colpe degli italiani però sono illustrate così chiaramente, in questo libro, come non le avevo mai viste. e tra burocrazia, pregiudizio e crudeltà ce n'è per tutti i gusti. forse leggendo questo libro si arriva a guardare gli zingari con occhi un po' diversi, anche le "anime belle" di sinistra, come dice acidella l'autrice.
Displaying 1 - 2 of 2 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.