"Venerdi 2 ottobre invece, sul settimanale Internazionale, esce uno storione di 28 pagine dal titolo Ferro e piume, ed è il resoconto di un pomeriggio di fine luglio in Siria, sulla strada per Kobane, e degli incontri che vi si fanno. Come fu per Kobane Calling, non è un trattato di geopolitica, non ci stanno scene splatter e ragazzini morti, e non è manco un reportage di guerra che poi si creano aspettative altissime che invece uno lo prende in mano e dice ammazzachissàchemepensavo. E’ solo il racconto di un piccolo pezzo di un viaggio più lungo e articolato fatto quest’estate di nuovo con la rete di solidarietà con la resistenza curda Rojava Calling, che appena riesco racconterò nella sua interezza perché so’ successe tutte cose ma mo non le voglio spoilerà adesso."
Zerocalcare sul finire del 2011 ha quasi 28 anni e per un sacco di tempo ha fatto soprattutto fumettacci sulle fanzine fotocopiate e locandine per concerti punk hardcore. Oltre ad un numero sterminato di autoproduzioni nel circuito dei centri sociali, ha collaborato anche con il quotidiano "Liberazione" (pagina delle illustrazioni, ormai chiusa), il settimanale "Carta" (chiuso), i mensili "XL" di Repubblica (spazio Italian underground, chiuso) e "Canemucco" (chiuso) e la divisione online della DC comics, Zuda.com (chiusa). Tra le collaborazioni che non è riuscito a far chiudere c’è il settimanale "Internazionale", l’annuale antologia del fumetto indipendente "Sherwood Comix", la "Smemoranda" e frescafresca pure la rivista "Mamma!".
Alla fine del 2011 ha dato alle stampe il suo primo libro, “La profezia dell’armadillo”, autoprodotto sì, ma da Makkox.
A ottobre 2012 è uscito il secondo, “Un polpo alla gola“, edito da Bao Publishing.
Nuova collaborazione con L'internazionale e nuova storia sulle vicende umane nelle zone di guerra,su questa storia c'è veramente poco da dire,ma tanto da imparare,sopratutto su come sia frequente semplificare situazioni estremamente complesse e drammatiche in un eccesso di qualunquismo e su come spesso un fumetto riesca a spiegare dinamiche sociali molto meglio di centinaia di articoli e talk show televisivi,senza, per altro,risultare pesante o eccessivo.