Questo è uno di quei romanzi che lascia ammirati dall'impegno che ci si mette nell'affossare una storia e la narrativa. La sagra degli stereotipi, personaggi piatti e stilizzati (l'anima se la sono presa gli alieni, ah ah), scrittura incerta e, di riflesso, prolissamente superflua, dialoghi tra l'infantile e il grottesco. Una lettura che mi ha esacerbato l'animo. Si nota?