I saggi qui raccolti propongono una lettura articolata e dialogante del grande russo non solo come approfondimento di inedite prospettive su temi ampiamente dibattuti dalla critica, ma soprattutto come interpretazione unitaria del suo pensiero. L'intero ragionare di Pareyson si fonda su tre momenti legati a diversi ordini d' del bene e del male, della libertà e di Dio. Ma esperienza primissima è qui anche quella della lettura dei libri di Dostoevskij, «occasioni» per l'avvio di una meditazione che trascende il semplice commento al testo per divenire interpretazione dell'esperienza religiosa in quegli aspetti di universalità capaci di suscitare l'interesse e la partecipazione di ogni uomo, tema, questo, centrale nell'ultimo Pareyson. In questo senso, "Pareyson su Dostoevskij" era un libro necessario molto prima di essere scritto.
In questo saggio postumo Pareyson affronta l'ateismo ed il cristianesimo in Dostoevskij tramite le fondamentali lenti dell'uomo, della sua ambiguità (bene/male) e della libertà di base che egli ha e di cui si dispera. Per quanto purtroppo manchino quasi sempre i riferimenti bibliografici alle citazioni dostoevskiane, Pareyson torna ancora ed ancora sui temi rendendoli chiari e saldi. Le ripetizioni possono però ad un certo punto stuccare, soprattutto quando si scopre che i primi due capitoli della seconda parte sono sostanzialmente un sunto della prima parte. Il capitolo finale, invece, dedicato alla sofferenza inutile dei deboli è pur sempre girante attorno ad un tema già trattato, ma lo espande in senso teologico ed unendo il piano divino a quello umano, effettuando una sintesi filosofica adatta come finale. Assieme ai saggi di Berdjaev, Givone, Bachtin etc. è fondamentale.
Un saggio molto molto ma molto valido se siete interessati ad approfondire la visione poetica filosofia e antropologica di questo grande, immenso scrittore che era Fëdor Dostoevskij. Consigliato sia a chi deve approfondire la questione per motivi di studio, sia per chi è un semplice amante di questo autore.