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Tre modi di vedere il Sud

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La questione meridionale sembra essere scomparsa dal dibattito pubblico, scalzata dall'emersione della questione settentrionale. Ma questa scomparsa è tutt'altro che indolore perché si scontra con la durezza della cronaca, gli indicatori economici e la confusa vicenda della nascita di un partito del Sud. E' quindi necessario provare a fare un po' di chiarezza, mettendo a confronto le diverse prospettive teoriche che nel corso di questi decenni si sono venute misurando con la condizione del Sud. Solo una nuova definizione della questione meridionale può aiutare a superare lo scarto drammatico oggi esistente tra la ormai dominante "regionalizzazione della ragione" e l'ampiezza di vedute necessaria per conservare l'unità del nostro paese proiettandola nel futuro.

108 pages, Kindle Edition

First published August 1, 2009

8 people want to read

About the author

Franco Cassano

21 books7 followers
Franco Cassano was an Italian sociologist and politician. He was full professor of Sociology and Sociology of Cultural and Communicative Processes at the University of Bari Aldo Moro, alongside his academic activity that of essayist and columnist. Among his best-known works Il pensiero meridiano (1996) and L'umiltà del male (2011). In the 2013 political elections he was elected deputy of the XVII legislature of the Italian Republic in the XXI Puglia constituency for the Democratic Party.

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,030 reviews207 followers
December 17, 2014
Non so come classificarlo.
E' una lettura interessante, ma in sostanza non aggiunge molto di nuovo all'argomento
Profile Image for charta.
306 reviews5 followers
September 1, 2017
- Hmmm, la burrata era squisita!
- Te lo dicevo io...
- Il servizio però faceva schifo. Di un lento insopportabile.
- La solita nordica presciolosa. Mangiare è un atto meditativo. Richiede calma, pacatezza, un giusto iato fra due portate.
- Come la vedete una bomba alla nutella? Renato stranisce con i paroloni e propone roba più terrena.
- Siiii, ho ancora un po' di spazio da occupare. L'insopprimibile entusiasmo di Anna, donna dai facili dolciumi.
Gruppetto di occasionali compagni di vacanza, esce spensierato dal ristorante di un borgo pugliese, dopo essersi deliziato con le specialità locali.
- E questo? Adele indica uno scooter incollato alla monovolume di Alberto.
Alcuni ragazzetti voltano la testa.
- Ehi, è vostro? Claudia, cipiglio arrogante, mani sui fianchi strizzati dal vestito, li dardeggia con un'occhiata di fuoco.
- Me' e pure che fosse? Risponde uno, strafottente
- Lo devi levare, mona.
- Ce sta dicenno questa? domanda retoricamente il ragazzino.
- Dice che hai a llivari lu motorìn. Replica un altro.
Anna, sguardo incupito, ai bomboloni non ci pensa più. I giovani autoctoni sghignazzano dandosi gomitate.
- A regazzi' la signorina te sta a dì che devi da levva' 'sto catorcio. Ancora Renato in pieno trip testosteronico. Si avvicina lentamente, torace gonfio, spalle dritte. I pischelli schizzano nel ristorante. Claudia e Adele accennano un sorriso compiaciuto. Renato ammicca, Marco non si pronuncia. Alberto se ne infischia: guarda se la vernice è graffiata, sfrega amorevolmente un angolo della carrozzeria con un fazzolettino di carta e fa per smuovere lo scooter. Solo Anna si sottrae all'ilarità generale.
- Chiederglielo più gentilmente no? domanda a Renato.
- Ma figurati, sono quattro coatti di paese! Anche Marco ha detto la sua.
Ricompare uno dei ragazzini seguito da quattro adulti, stazza e movenze stile camallo. -
So' loro? chiede uno.
- Sìne, Vince'. Vincè, il marcantonio capo s'approssima, seguito a ruota dagli altri.
- Allora? Chiede ai turisti a cui il riso è morto in gola. Che facciamo? Scuse o mazzate?
In sottofondo risuona indifferente la risacca. Un lampione al sodio strappa riflessi alle onde.
- No, senta... Anna s'avvicina a “Golia”. Quello si gira e la guarda incuriosito.
- Per favore non discutiamo. Nessuno voleva offendere. Basta che il ragazzo sposti lo scooter, così ce ne andiamo.
Ora l'altro la fissa proprio. Lei ricambia, occhi negli occhi rischiando un torcicollo.
- Ma non perdere tempo con questi terroni di merda! Claudia, grassa, grossa, il mento sporgente per una malocclusione di terza classe freme: vede allontanarsi la sua libbra di carne.
Parte uno schiaffo, quasi controvoglia. Braccia che scattano, piedi che calciano, graffi, ginocchiate. Uno strano lombrico fatto di capelli, mani, unghie ondeggia ubriaco per la strada
- Scannatevi! " La pacifista, cinque segni rossi sulla guancia, gira i tacchi e se ne va. ...
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