A Steamwood, nel piccolo regno di Enchanted Forest, Biancaneve e il suo principe hanno conseguito il tanto meritato lieto fine dando persino alla luce una bambina, riflesso della madre: Biancabrina. Una felicità raggiunta a discapito però della “povera” Grimilde che, sopravvissuta, si è nascosta nella cittadina di Steamgrow e ha ordito una tremenda vendetta a danno della figliastra, lanciando nel momento più opportuno una maledizione sul regno, un sortilegio a cui, per sua sfortuna, Biancabrina è riuscita a sottrarsi. Tra elementi della fiaba classica e quelli innovativi dello steampunk, una nuova improbabile principessa tenterà di riconquistare il regno che le spetta di diritto e apporre la parola fine sulla sua “nonnastra”. Nell’impresa non sarà sola, ma accompagnata dal fidato amico Dopey e i suoi mecha-nani. Biancabrina riuscirà a guadagnarsi il lieto fine e portare a compimento la sua vendetta o sarà ostacolata dalle creature di Steamwood e dal Narratante, sommo signore di quelle terre? Tra ferro e vapore, magie e pozioni, ottone e marchingegni, tutto ha inizio con… Once Upon a Steam.
ONCE UPON A STEAM Steamwood non è un regno da favola. È immerso nel vapore e le sue esalazioni nascondono le stelle, lasciando intravedere nel cielo soltanto una cupa vastità illuminata da due lune gemelle. In un’ambientazione a tratti vittoriana e a tratti steampunk, si muovono i protagonisti delle novelle della serie, incontrandosi – e scontrandosi – sullo sfondo di un universo in bilico tra l’incanto e una minacciosa profezia circa l’arrivo della Stagione dell’Insomnia. Il Narratante, una figura misteriosa senza volto né voce, farà da collante alle varie storie, manifestandosi in modi sorprendenti. Ogni racconto è la rivisitazione di una fiaba classica, ben conosciuta dai lettori, ma che si rivelerà ai loro occhi con nuove sfumature.
Ornella Calcagnile, diplomata all’Istituto d’Arte e laureata in Scienze della Comunicazione, apprezza la creatività in tutte le sue forme.
Nel 2008 ha iniziato a dedicarsi alla scrittura con un blog di racconti e lavorando come copywriter.
Nel 2012 ha fondato il blog letterario Peccati di Penna. Ama libri, serie TV e il buon caffè, rigorosamente espresso.
Il suo genere favorito è il fantasy e negli anni ha pubblicato con Ute Libri (2013), Lettere Animate (2015), Dunwich Edizioni (2015-2021), Nativi Digitali Edizioni (2020), Sága Edizioni e Winter Edizioni.
Il suo sogno è trasmettere emozioni e creare avventure in cui il lettore possa perdersi.
Un retelling in chiave Steampunk di Biancaneve dalle tinte cupe ma in grado di affascinare. L'ambientazione è veramente ben studiata e molto ben descritta, la favola riprende alcuni elementi del classico Disney unendo insieme personaggi e elementi nuovi e rivisitati.
Quando si dice che la mela non cade mai lontano dall'albero non è sempre vero. Questo lo dimostra la protagonista di questo nuovo lavoro di Ornella Calcagnile. Biancabrina è la figlia di Biancaneve e del suo amato Principe Florian. Viziata e ambiziosa, la principessa è ben lontana dall'essere come i suoi genitori. Ha la bellezza bruna della madre e il coraggio e forza del padre ma in lei alberga l'oscurità. Non ha un cuore puro come coloro che l'hanno messa al mondo e come gli abitanti di Enchanted Forest ed è per questa ragione che si salverà dall'agguato del Cacciatore che con un fumo velenoso riduce le persone buone in vecchi. Grazie all'aiuto del suo caro amico Dopey riuscirà a scappare dal suo castello, ormai sotto assedio del Cacciatore e della regina Grimilde, per andare a rifugiarsi a Steamgrow. Lì penserà a un modo per vendicarsi e riprendersi il regno ma la sua avventura la metterà a dura prova. La vendetta la consumerà a tal punto da far uscire in lei un vero e proprio lato maligno.
Dimenticatevi dell'innocente favola di Biancaneve, sua figlia ci porterà ad esplorare una storia ricca di amicizia e vendetta, in cui ci sarà una vera lotta tra il bene e il male nel cuore della ragazza. Biancabrina è per il progresso, per un paese come Steamgrow dove invece di persone e animali in carne ed ossa, puoi trovare anche esseri fatti di ingranaggi e metallo, e dove esistono vapori per ogni necessità. La malvagia regina Grimilde, il suo fedele leccapiedi il Cacciatore, il simpatico e protettivo amico Dopey... sono tutti personaggi, che a differenza del ruolo che hanno, si finisce per apprezzarli comunque. Una cosa che mi ha fatto tanto contenta è che la storia di Biancabrina si andrà ad intrecciare per brevi momenti con quella di Brunella, la cara Raperonzolo di questo mondo, e saranno proprio le due ragazze ha sacrificare una parte di loro per la salvezza di Enchanted Forest.
Non vi dirò se ci sarà un lieto fine o no, questo ve lo lascerò scoprire da soli ;) ma posso dire che è una lettura che merita molto. Ben descritta, personaggi misteriosi e interessanti, Ornella ha costruito con perizia un mondo fiabesco in chiave steampunk in cui gli amanti del genere possono perdersi. Ho trovato davvero geniale mischiare storie alla "Once upon a time" con una buona dose di elementi dark e meccanismi complessi e non vedo l'ora di leggere i prossimi racconti della serie.
3.5 - Voto . Avendo già letto dei racconti di Ornella Calcagnile, non sono per nulla sorpresa della sua bravura. In una mia precedente recensione infatti, ‘avevo chiesto’ all’autrice trasformare i suoi racconti in un romanzo, perché come potrete verificare leggendo appunto le poche pagine dei suoi racconti scrive veramente bene. Rinnovo quindi il mio desiderio anche in questo caso! Il suo stile è fluente, di errori non me ne intendo, ma posso affermare che la trama è scorrevole e anche nella sua brevità, si legge in modo fluido e avvincente. In questo racconto Ornella Calcagnile ha rivisitato la fiaba di Biancaneve e della sua progenie, infatti, la protagonista indiscussa è sua figlia Biancabrina. Non mi aspettavo questo genere di racconto devo essere sincera, anche se dovevo immaginarlo perché il titolo è “Un Cuore per un Cuore (Once Upon a Steam Vol. 1)” però il risultato è molto positivo perché l’autrice è riuscita a creare una nuova versione sia negli eventi che dei luoghi, diversi rispetto a quanto ci si possa immaginare. Non voglio raccontarvi più del necessario poiché potrei cadere nella trappola dello spoiler anche perché come ho detto, è un racconto quindi non troppo lungo, ma una cosa voglio dirvela e lo farò statene certe. In primis Ornella Calcagnile nei suoi racconti, a parer mio, inserisce sempre una morale, qualcosa che fa riflettere. In questo caso, ho imparato che in ognuno di noi, nel nostro cuore, esiste una parte oscura; non possiamo essere unicamente buoni e gentili (cioè anime senza macchia) perché tutti nascondiamo un lato malvagio. Così come è vero che poi spetta a noi saper distinguere il bene dal male e quindi renderci più o meno buoni. In questo racconto vediamo proprio come un’anima a metà cambia, scegliendo quindi una parte rispetto a un’altra. La vendetta a volte non è la soluzione e questo porta anche a perdersi. Un vecchio detto ricorda “La vendetta è un piatto che si serve freddo” questo è vero ma alla fine, bisogna vedere qual è il prezzo che si deve pagare per raggiungerla, e a volte questo può essere alto e non sempre è un bene. Secondo, sono consapevole che scrivere un libro non sia una cosa facile, anzi penso sia un lavoraccio, ma bisogna spezzare una lancia in favore degli autori o autrici, che come la Calcagnile, scrivono racconti perché, se da una parte è leggermente più facile articolare una storia o raccontare dei personaggi ed esplicare in modo più dettagliato le ambientazioni in 300 e più pagine, lo stesso non vale per i racconti da 50/60 pagine. Qui sta la bravura di questi scrittori, nel saper spiegare il tutto in poche righe. Non posso fare a meno di confermare la mia stima all’autrice e farle i miei complimenti più sinceri. Mi auguro che anche voi ne apprezziate la bravura, detto questo non posso far altro che consigliavi di leggerle questa storia. Ultima cosa, spero che mi farete sapere se anche voi la pensate come me su quanto ho compreso del racconto e se così non fosse mi diate la vostra opinione. Questo è il bello della lettura, poter dallo stesso testo, trarne differenti messaggi e punti di vista, per poi poterci confrontare. . Lady Shanna - per RFS
Protagonista del primo racconto della serie Once Upon a Steam è Biancabrina, figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro. A differenza della madre però Biancabrina non è una pura di cuore, in esso alberga un lato oscuro che tende a uscire fuori attraverso i suoi atteggiamenti ribelli e scontrosi. Tuttavia sarà proprio questo suo cuore a difenderla dalla vendetta pianificata dalla matrigna di Biancaneve, Grimilde. Biancabrina è disposta a tutto pur di salvare il suo regno, anche fare un patto col Narrante, l'essere apparentemente incorporeo che governa Steamwood. Sinceramente non mi sarei mai aspettata una Biancabrina così diversa dalla madre: diciamo che i detti "tale madre, tale figlia" o "la mela non cade lontano dall'albero" non valgono per questo racconto. Biancabrina è molto diversa da Biancaneve per il modo di agire, basti pensare che quest'ultima non farebbe male a una mosca mentre la figlia è disposta anche a uccidere ed è proprio questo carattere a renderla un personaggio originale. Sinceramente non ho mai apprezzato Biancaneve come buona per antonomasia, l'essere troppo buoni alla lunga porta a essere raggirati e da questo racconto l'autrice ha voluto mettere in chiaro che non tutte le favole finiscono con la solita frase "e vissero per sempre felici e contenti". Questo è uno di quei finali che lasciano quei lettori abituati alle favole senza parole, mettendoli di fronte alla realtà: non sempre l'amore e i Buoni vincono su tutto. Talvolta il destino gioca a loro sfavore. Per questo ritengo il racconto unico anche se avrei preferito che l'autrice approfondisse di più molti aspetti antecedenti la scelta di Biancabrina. Inoltre la figura del Narrante non mi è ancora del tutto chiara: verosimilmente assomiglia molto a Rumple del telefilm Once Upon a Time. "Magic always has a price". E così l'accordo stipulato con la nostra protagonista ha un prezzo molto alto. Spero solo che nel corso della serie, il suo ruolo venga approfondito ancora perché è un personaggio su cui vale la pena puntare. Faccio i miei complimenti a Ornella Calcagnile per essere riuscita a imprimere in così poche pagine tutto il rancore e la ribellione di Biancabrina, la prima anti-eroina di Steamwood.
Un cuore per un cuore è il titolo del primo di una serie di racconti steampunk della Dunwich Edizioni. Ammetto di non essere un’amante di racconti, mi piacciono le storie lunghe, articolate e piene di scene e soprattutto romance, ma appena ho visto la cover e ho letto la trama mi è stato impossibile ignorarlo! La storia parla di Biancabrina, la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro, che si trova nella posizione di dover salvare l’intero Regno dalla strega cattiva, che ha scagliato una maledizione su di loro, facendo diventare tutti anziani. Biancabrina è un’eroina fuori dagli schemi, coraggiosa e impenitente e molto diversa da sua madre. Mi è piaciuta la sua caratterizzazione, è un personaggio forte e trainante. Al suo fianco troveremo Dopey, uno dei sette nani con risvolti inaspettati che mi sono piaciuti un sacco. Ornella Calcagine ha una bella penna, fluida e ricca. Quando si legge si viene inevitabilmente trasportati in quel mondo da fiaba e se ne rimane affascinati. Le descrizioni sono bellissime, un mondo creato ad arte e perfetto per ambientare anche gli altri racconti successivi. Mi sarebbe piaciuto leggere più dialoghi e vedere approfondito il rapporto di Biancabrina e Dopey e anche quello con i suoi genitori, ma mi rendo conto che in un racconto si hanno delle limitazioni. Il finale mi ha lasciato triste e spero che nelle storie che seguiranno si potrà capire cosa succederà alla protagonista. Che dire, complimenti all’autrice per la fantasia e aspetto con ansia i racconti successivi!
3 stelle (e sono buona). Carino, ho apprezzato la chiave steampunk ma non mi ha convinto; alcuni particolari mi sono sembrati troppo presi da Rapunzel (e.s. il nome Gothel, i capelli che da biondi una volta tagliati diventano marroni), Once upon a time (e.s. la strega catriva che strappa i cuori, la figlia di bianca neve ed il principe l) e Biancaneve ed il cacciatore (e.s. il bagno in un liquido simil latte, le fattezze dello spirito dello specchio). Okay retelling ma certi particolari copiati da telefilm e film...non li ho apprezzati.
L'idea di base di mescolare la favola di Biancaneve con il filone steampunk mi è sembrata molto originale ed interessante. Biancabrina, la figlia di Biancaneve, fa parte di quella seconda generazione di principesse che si salvano da sole; indipendente e ribelle non vuole saperne di adattarsi alla vita di corte, non sogna il suo lieto fine fra le braccia di un principe azzurro; vuole ereditare il suo regno per apportare finalmente tutte quelle innovazioni che lei ritiene necessarie per essere un reame al passo con i tempi.
Moderno come Steamwood, il regno vicino in cui ancora abitano i sette nani, che tuttavia hanno perso quasi totalmente la loro umanità; a forza di sostituire parti del loro corpo con protesi meccaniche sono ormai diventati sei mecha-nani gestiti dal più giovane di loro, l'ormai vecchio Dopey, l'unico ad essersi mantenuto (quasi) intatto e ad essersi guadagnato l'amicizia della nostra principessa.
Non manca la strega cattiva, Grimilde, che ora si fa chiamare Gothel e tiene una "Raperonzolo" di nome Prunella imprigionata in una torre senza porte, per sfruttare a suo favore la magia insita nella lunga chioma dorata della ragazza. Tuttavia non è cambiata di molto e ancora intende vendicarsi della bellezza di Biancaneve attaccando il suo regno, scatenando così una Biancabrina assetata di vendetta che infine la sconfiggerà definitivamente (e ne prenderà il posto?)
Ripeto, bella l'idea di base, peccato per la realizzazione tecnica. Tutto il racconto sembra un unico "spiegone" incspace di creare atmosfera e coinvolgimento. SHOW, DON'T TELL. I dialoghi sono freddi e banali, e le frasi utilizzate per i terapie con "lo specchio magico" sono esattamente quelle del cartone animato della Disney, il che mi ha fatto parecchio storcere il naso. Manca completamente di ritmo e le azioni vengono riportate in asettica sequenza, dando a volte più spazio a banalità (tipo quando si veste, descrivere tutto ciò che indossa) che a fatti più rilevanti (tipo farle uccidere la strega in otto secondi netti).
Si insomma, alla fine sono rimasta parecchio delusa.
Dimenticate la favola tradizionale di Biancaneve, anzi, dimenticate proprio la struttura fiabesca: i nostri eroi non sono gli impavidi e dal cuore puro e in questa storia non c'è una netta distinzione tra il bianco e nero. Ho già letto altri lavori di Ornella e il suo stile è sempre piacevole e scorrevole come le sue storie. L'elemento Steampunk si nota dal momento in cui Biancabrina fugge dal reame e si rifugia in una cittadina dove il vapore e il ferro sono elementi predominanti. Devo ammettere che questo genere non è tra i miei preferiti, ma quando c'è di mezzo la rivisitazione di qualche fiaba la curiosità prende il sopravvento e così mi sono catapultata in questa lettura. Ho trovato le scelte di Ornella originali e ben costruite per non parlare del finale che ho adorato! Ovviamente con una storia non tradizionale non vi potete aspettare un classico finale fiabesco. Se avete voglia di una favola diversa e avventurosa con una punta di cinismo, "Un Cuore per un Cuore" di Ornella Calcagnile fa al caso vostro.
Se vi piacciono le favole, state attenti a questa versione molto particolare del seguito di Biancaneve. Ci troviamo infatti trasportati in un mondo molto diverso dalla foresta in cui la principessa cantava. Qui il vapore e le macchine hanno permesso grandi avanzamenti tecnologici, andando ad arricchire il regno.
La protagonista è Biancabrina, la figlia di Biancaneve, una ragazza giovane a un bivio della sua vita. Il suo cuore, infatti, non è puro come quello della madre, ma questo non vuol dire che sia cattiva. Le sue scelte e il suo comportamento andranno ad influenzare la sua indole, dichiarando così se farà parte dei “buoni” o dei “cattivi”. La ragazza si capisce che sia molto viziata, il che non la rende piacevole nei primi capitoli. Si aspetta che tutto le sia dovuto e che il regno sia destinato a lei, senza aver però fatto nulla per dimostrare di essere all’altezza.
Tutto potrebbe andare per il verso giusto se non arrivasse Grimilde a interrompere il percorso di crescita della nostra protagonista. La sua voglia di rivalsa è rimasta la stessa, nonostante siano passati diversi anni, e il suo piano è di poco diabolico. Peccato che non abbia calcolato che ormai nel regno non ci sono solo principesse indifese e inerti, ma anche una ragazzina che non si fa problemi a usare la violenza.
Nel libro ci sono due note stonate, che a volte rallentano la lettura. La prima è che alcuni luoghi o personali hanno un nome in inglese. Non si capisce perché sia stata fatta questa scelta, visto che anche in italiano avrebbero trasmesso la stessa intensità. La seconda è una presenza maligna, che fa la sua comparsa a metà del libro, che stravolge gli equilibri che con qualche difficoltà avevamo creato fino a quel momento. La sua importanza sarà forse spiegata nei prossimi libri della serie, che ci presenteranno nuovi personaggi e nuove storie, tutte ambientate nello stesso regno.
Un cuore per un cuore è una piacevole novella che, anche se considerata da molti la rivisitazione della storia di Biancaneve, per me l'autrice ha voluto più regalarci un altro ipotetico seguito della Favola che noi tutti conosciamo. Qui non si parla infatti della storia di Biancaneve e il suo principe azzurro, Floriant, che hanno ormai avuto il loro lieto fine felice, ma di loro figlia, Biancabrina, una ragazza ribelle e al difuori di tutti gli standard della perfetta principessa... Troverete la recensione completa sul Blog IL SALOTTO DEL GATTO LIBRAIO http://ilsalottodelgattolibraio.blogs...
Un inizio davvero promettente quello della serie Once Upon a Steam! Entrare in contatto per la prima volta con gli elementi che caratterizzano il genere steampunk è stato davvero interessante e mi ha incuriosito molto quindi sono contenta di essermi finalmente approcciata a questo genere, e poi ho trovato le descrizioni davvero belle. Oh e ho adorato i rimandi alla favola originale!
Oh my God. E chi l'avrebbe mai detto che avrei divorato questo racconto in così poco tempo? Breve ma intenso ecco cos'è questo libro. Ti lascia letteralmente a bocca aperta, ben strutturato e con una fantasia eccezionale che ti tiene incollata alle pagine fino alla fine.
Questo è il primo libro di una serie chiamata Once Upon a Steam. Rivisitazioni steampunk delle fiabe più famose dei fratelli Grimm. In particolare in questo racconto, conosciamo Biancabrina, figlia di Biancaneve. Al contrario della madre, la piccola non è la. Solita principessa bella, docile, in cerca del principe azzurro; è una ragazza ribelle, fuori da ogni standard principesco e fuori da ogni regola. Dovrà essere lei a salvare il regno in pericolo, e potrà farlo perché il suo cuore non è totalmente buono come per il resto del regno. Fra roccambolesche avventure, malefici nani, cavalli meccanici e sbuffare di vapore la scrittrice riesce a trascinarti in un mondo del tutto nuovo, dal sapore vivace ed innovativo. Un racconto denso di emozioni e pregno di avventura, da leggere assolutamente per gli amanti del genere e non.
3.5 Un retelling steampunk che ha come protagonista la figlia di Biancaneve e Florian, Biancabrina. E' il primo racconto che leggo di Ornella Calcagnile, e devo dire che nonostante qualche ripetizione ho trovato il suo stile di scrittura molto fluido, delicato e che andava dritto al punto. Tre qualità che apprezzo davvero molto in uno scrittore o in una scrittrice <3
Il libro è carino, ambientazione particolare e diversa. Il finale giusto e sentimentale. Però non è un libro che rileggerei poiché da metà in poi è risultato noioso e lento rispetto l’inizio. Non lo consiglierei così di getto, ma chi volesse una storia di Biancaneve rivisitata questa non è male.
«Che ne devo fare di te? Domestico o prigioniero? Magari potrei darti in pasto ai licantropi che cacciavi prima di diventare l’essere abietto che sei oggi. Cosa ne pensi?» domandò Biancabrina con voce bassa e crudele.
«Allora è vero che nel tuo cuore alberga l’ombra, Principessa, figlia di nobili sovrani… Questa volta la mela è rotolata lontano dal suo albero, non è così?»
Uno sparo, tanti uccellini meccanici a spiccare il volo, una grossa nube a velare nuovamente le lune e quella notte sembrò spegnersi.
In un mondo fantastico chiamato Steawood, è situato Enchanted Forest, antico reame dove Biancaneve e il principe Florian regnano in pace. Dopo il "vissero per sempre felici e contenti", la vita per la giovane coppia è continuata ed è nata una splendida e ribelle figlia, Biancabrina.
La Principessa sentiva di non dover dimostrare nulla a nessuno né di dover piacere a qualche nobiluomo. Non aspettava il principe azzurro sul cavallo bianco, ma faceva di tutto per essere indipendente e libera. Anche nei modi la giovane dava qualche grattacapo, non mostrava eleganza e raffinatezza, ma era dispettosa, scorbutica, egoista e troppo viziata dal padre.
Un giorno, mentre Biancabrina sta per scappare nuovamente dal palazzo per una delle sue avventure, arriva uno strano corriere con un grande scrigno in dono per i sovrani.
«Maestà, vi porto in dono questo prezioso forziere tempestato di smeraldi, ricco di ciò che producono le nostre terre a Steamgrow», annunciò il messo, indicando con un gesto teatrale lo scrigno nero, la cui chiusura era l’effige di un cuore trafitto da una spada.
All'interno del forziere, però, non vi sono pietre preziose ma è racchiuso un potente incantesimo che soggioga tutta la popolazione del castello. Biancabrina riesce a fuggire insieme al suo unico e fedele amico, Dopey, e capisce ben presto che il sortilegio è opera della matrigna cattiva Grimilde.
Per la giovane principessa ha inizio l'avventura più importante di tutte: salvare il regno.
"Un cuore per un cuore" è il primo episodio della raccolta "Once upon a steam" - un titolo meraviglioso, secondo me!
L'autrice è riuscita a mantenere uno stile elaborato adatto all'ambientazione e alla storia che ha creato. La narrazione è in terza persona quasi come se l'autrice fosse lo stesso "Narratante", l'entità onnipresente e misteriosa che all'interno della storia è conosciuta per aver creato ogni cosa.
Mi è piaciuto molto il mondo che l'autrice ha creato e amo i toni steampunk che ha dato alla storia!
Steamgrow era una pentola a pressione dove ribollivano non solo vapori letali, o di consumo comune, ma c’erano anche vapori rari straordinariamente magici e preziosi. Talmente rari da essere quasi introvabili. [..] A Steamgrow tutto funzionava con i vapori del suolo. C’era il vaporettrico che generava energia elettrica, il vapacqueo che scorreva come fiumi sotterranei e passava dallo stato gassoso a liquido a contatto con il ferro, il vapofoco che generava fiamme composte, cosa che i comuni gas non avrebbero mai potuto produrre. In tutte le case, attraverso intricate condutture che sorvolavano le abitazioni, arrivavano questi vapori di prima necessità.
La caratterizzazione è quasi superficiale, ma è ben proporzionata alla brevità del romanzo. Biancaprina è una principessa rivoluzionaria e fuori dalle righe: viziata, arrogante, violenta e testarda, e forse tutto questo la rende ancora più affascinante! (In me ha provocato sentimenti di amore/odio.) «Sono una Principessa, ma non posso aspettare il principe che venga a salvarmi, devo cavarmela da sola, e poi… neanche mi piacciono i principi. Loro e quelle orribili calzamaglie.»
Molto bello anche il personaggio di Dopey, l'ultimo dei sette nani della famosa favola di Biancaneve. Il rapporto con Biancabrina è molto particolare e penso sia solo grazie a lui che la protagonista mantiene un po' di quella purezza di cuore che, nonostante tutto, la contraddistingue.
Dopey era sempre stato considerato lo stolto e l’ingenuo del gruppo, ma la piccola reale fin dalla culla aveva mostrato una preferenza per la sua buffa faccia. Era scattato una sorta di imprinting tra i due. Anche se la Principessa si mostrava scostante e irritante con la maggior parte delle persone, con lui si era sempre comportata in modo amichevole. Forse li accomunava il sentirsi pesci fuor d’acqua in contesti che, anche se in modi diversi, esercitavano su di loro una certa pressione. Lei, ereditiera con il compito di essere all’altezza dei genitori; lui con il peso del lavoro sulle spalle e una tradizione in miniera da rispettare.
"Un cuore per un cuore" è un racconto particolare e innovativo con un finale per nulla scontato! Non vedo l'ora di leggere i prossimi racconti della raccolta: non lasciateveli scappare!
Ognuno di noi conosce a memoria la fiaba di Biancaneve, riproposta ormai in quanti più modi possibili: dalla fiaba al cartone Disney, dal cinema con le varie pellicole che spesso la prendono anche solo come riferimento, all'approfondimento di un personaggio a tutto tondo e ricco di sfumature come avviene nella serie tv Once Upon a Time. Ecco, vi ho fatto un breve riepilogo ma ora dimenticatevi di tutte queste versioni. Certo, la Biancaneve che appare in questo racconto non è molto diversa dall'icona, ma lei è, appunto, una comparsa, perché la protagonista è sua figlia Biancabrina; chi lo avrebbe mai detto che dall'amore, dal lieto fine, e dalla bella coppia felice di Biancaneve e il Principe sarebbe poi nata una creatura che è tutto il contrario dei genitori? Poco femminile, brusca, saccente, e anche un po' antipatica; non le importa nulla delle buone maniere, tanto meno del galateo, e piuttosto che pensare a cose frivole come incontrare il grande amore, Biancabrina brama il potere della corona e aspetta con ansia di poter governare.
La cornice in cui si muove la storia è Steamwood, all'interno del quale c'è la Enchanted Forest (foresta incantata) che tutti conosciamo, ma in una versione completamente trasformata: la grande differenza la dice la parola stessa, Steamwood è una "foresta di vapore", per cui troviamo, ad esempio, le Foreste Ferrose che hanno visto la natura fondersi con l'artificialità, e i nani come mecha-nani dove Dopey (cucciolo) è l'unico dei sette rimasto umano, salvo qualche piccolo dettaglio meccanico qua e là. Lo confesso: pur provando una certa attrattiva verso l'universo steampunk non avevo mai letto nulla del genere. Il mio battesimo è stato proprio con questa novella, ed è stata un'esperienza stimolante al punto che mi ha fatto venir voglia di leggere altre storie con quest'ambientazione fatta di fumi, polvere da sparo, marchingegni e strani aggeggi, per non parlare del caratteristico look dei personaggi (Biancabrina ci è presentata come una che indossa gonne corte, bustini di pelle, accessori di metallo e stivaloni con le cinghie alti fino al ginocchio). Questa lettura mi ha fatto comprendere che non c'è solo il fantasy (o la fantascienza) per dar libero sfogo all'immaginazione; se il fantasy ha la magia, e la fantascienza la scienza e il progresso, lo steampunk ha la tecnica e l'ingegneria. Il merito per avermi affascinato va senz'altro all'autrice Ornella Calcagnile che mi ha subito catturata con la sua capacità descrittiva che è al tempo stesso sintetica e dettagliata: in poche righe sa perfettamente proiettare l'immagine dell'ambientazione nella mente del lettore, e certe idee sono davvero sorprendenti, come gli "alberi mobili" detti Muphus, che si crede un tempo fossero dei maghi, oppure l'idea delle cortecce e delle foglie della Foresta Ferrosa che tagliano, graffiano, ma possono essere anche utili per produrre utensili e macchine.
In effetti ho apprezzato molto di più l'ambientazione che la protagonista, ma penso che questo sia un po' il rischio che si corre quando si sceglie di dare l'impronta dell'anti-eroe, e a conti fatti, pur macchiandosi di alcune buone azioni, Biancabrina non è riuscita a redimersi ai miei occhi.
Nonostante le grandi differenze rispetto l'originale, la novella riesce a mantenere alcune caratteristiche proprie, non della fiaba ma della favola: il sortilegio e l'ossessione della regina cattiva (Grimilde) per la bellezza, ma soprattutto, la morale! Purtroppo il titolo del racconto fa intuire come andrà a finire prima del dovuto, ma ho apprezzato comunque la scelta di trasmettere quel preciso messaggio, mentre l'epilogo che accenna le mosse del Narratante (enigmatico personaggio che sembra l'essenza degli autori del progetto) incuriosisce quanto basta per desiderare di leggere gli episodi successivi di "Once Upon a Steam". La storia di Biancabrina, però, sembra concludersi qui; nel volume successivo cambia la fiaba di riferimento, quindi anche la protagonista e l'autrice.
Il piano del Narratante continua con "Petali di Luna (Once Upon a Steam - Episodio 2" di R. M. Stuart!
Non conoscevo questa autrice, sicuramente non la conosco ancora, ma devo dire che come inizio non c'è male. Una storia carina, scorrevole e particolare. Del resto, essendo periodo di novità, anche il genere steampunk mi è nuovo. O forse non del tutto. Se non sbaglio avevo letto un altro libro che dovrebbe rientrarci. Ma era totalmente diverso. Partendo dalla storia di Biancaneve, effettivamente, ci ritroviamo a leggere, non tanto una rivisitazione, ma come una continuazione. La protagonista è Biancabrina, la figlia di Biancaneve, lontana dall'essere la classica principessa delle fiabe, ma per questo più simpatica. La strega cattiva, Grimilde, c'è ancora ed è sempre "nemica" di Biancaneve. Un sortilegio sul regno di Steamwood fa invecchiare tutti, tranne Biancabrina che in quel momento, grazie al suo carattere ribelle, si trova lontana e quindi risparmiata dal sortilegio. Toccherà a lei, aiutata da un "nano", suo fidato amico, risolvere la situazione, combattere la strega e liberare il suo regno. Anche perché lei non "buona" come la mamma ma nasconde un cuore "velato di nero". Ci sono degli altri libri, una serie, scritta da altri autori e con altri protagonisti e altre storie ma tutte con un filo conduttore, una voce narrante, il Narratante che non ho ben capito chi sia e che ruolo abbia di preciso. Ma che mi ha incuriosito e fatto venire la voglia di leggere gli altri, anche se non credo avverrà molto presto.
Grimilde, la regina cattiva cade in un dirupo e Biancaneve e il principe azzurro possono finalmente vivere per sempre felici e contenti...o no? E se la regina cattiva non fosse davvero morta? E se la loro unica figlia si scopre non essere così buona e pia come la madre? O come direbbe Grimilde: "questa volta la mela è caduta lontana dall'albero".
È questa la storia che Ornella ci racconta fra regni fiabeschi e reami incantati fatti di ferro e vapore: Biancabrina, figlia di Biancaneve e Florian (il principe azzurro) non è per nulla la principessa dolce e gentile che era stata sua madre, ma cerca l'indipendenza con la propria forza di volontà e anche brutalità, certe volte. Anche i nani si sono dovuti adattare ai nuovi tempi e la vendetta di Grimilde non si farà attendere. Confesso di aver detestato la protagonista del racconto: mi va benissimo una principessa tutto pepe che non cerchi di emulare la - inutile - madre (fra le principesse Disney Biancaneve mi è sempre sembrata la più passiva... dopo Aurora), però certi atteggiamenti e alcune battute mi hanno proprio dato sui nervi. Però il finale me l'ha fatta un po' riscattare: è stato dark al punto giusto e in linea con il personaggio e ciò è riuscito a farmi incuriosire sul seguito. Finale che chiaramente non posso dirvi altrimenti farei un mega spoiler! ;D
La scrittura di Ornella è come sempre piacevole e scorrevole. Questo è il suo terzo racconto che leggo (gli altri due li ho recensiti qui) ma mi piace il modo in cui narra le sue storie. In conclusione non posso fare a meno di consigliare questo racconto a chi ama le storie dei Grimm rivisitate, con una vena steampunk e dark che farà impazzire molti e con un finale... non proprio da favola o da vissero felici e contenti. ;)
[...] Questa è la prima volta che leggo una storia caratterizzata da una sfumatura steampunk e devo ammettere di esserne rimasta impressionata: anche se tale peculiarità non è troppo evidente, questa sua leggerezza ha comunque permesso a una favola conosciuta da grandi e piccini di diventare qualcosa di diverso, inaspettato e sorprendente. Ovviamente in tutto ciò, gioca un ruolo fondamentale Biancabrina, questa nuova protagonista che, grazie al suo carattere diverso e fuori dagli schemi, non sembra quasi rientrare in alcun ambiente davvero fiabesco: la ragazzina dona la vitalità necessaria ad accendere un nuovo e ritrovato interesse verso la storia di sua madre, portando con sé un evidente cambiamento che non solo non passa inosservato, ma anche non snatura la trama di partenza. Nonostante l’autrice abbia curato perfettamente ogni dettaglio, arricchendo fin nei minimi particolari la storia, grazie alla sua scrittura molto scorrevole, è riuscita comunque a non appesantire la narrazione e a non renderla lenta e faticosa. Oltre a ciò, Ornella Calcagnile ha adottato un linguaggio d’altri tempi, antico, importante, probabilmente influenzata dal tono solenne dello stesso filone narrativo, ma questo aspetto non ha mai leso la trama: infatti l’artificiosità e la relativa pesantezza di un tale stile sono state smorzate dall’utilizzo sporadico ma decisivo di termini più attuali e di ogni giorno, trovando così una giusta via di mezzo, un equilibrio che le ha permesso di non propendere né verso un’eccessiva formalità né verso una prevedibile ordinarietà. [...]
Il primo racconto di questa serie è stato una gran delusione, spero fortemente nei successivi che ho acquistato d'impulso, attratta dal rimando allo steampunk. La storia non è nulla di che, si mescolano un po' le favole di Biancaneve e di Raperonzolo senza che ne esca qualcosa che mi abbia colpito troppo. I lati negativi, ben più di quelli positivi, sono stati la protagonista, Biancabrina (però il nome è bello!) figlia di Biancaneve e del suo principe, che non è né carne né pesce, non è buona e non è cattiva, ma che ho trovato fastidiosamente viziata e prepotente. Quella cattivona di Grimilde invece sembra non aver imparato nulla dal passato e si ripete nei suoi schemi lasciando un po' annoiati. La versione rivisitata di Cucciolo è totalmente inutile alla trama ed è quasi fastidioso nella sua futilità, soprattutto alla fine, apparendo come un fessacchiotto. Il Narratore è l'idea più originale del libro che spero venga utilizzata meglio. Lo steampunk infine, vera nota dolente per me.... Non c'entra nulla, viene preso, buttato nel calderone della storia come una spezia un po' fuoriluogo in un minestrone. Cioè se non ci fosse, se i nani non fossero automi, se i cavalli fossero veri, se Steamwood fosse Forestaqualsiasi, la storia non subirebbe alcuna variazione. E in una saga che si chiama Once upon a STEAM, mi aspettavo che questo genere venisse gestito un pochino meglio.
Il primo romanzo di Once Upon a Steam ci racconta le vicende successive al "... e vissero per sempre felici e contenti" della famosissima favola Biancaneve e i 7 nani. Biancaneve ed il suo principe danno alla luce Biancabrina, di una bellezza incantevole come la madre ma dal caratterino niente male. Non è la classica principessa viziata ed altezzosa che possiamo trovare in una favola, anzi, è una ragazzina scontrosa e ribelle. Il migliore amico di Biancabrina non è altro che Dopey, il nostro tenerissimo Cucciolo, il più giovane dei 7 nani. A Biancabrina piaceva passare il tempo con Dopey, lo considerava quasi uno zio, un po' tonto e benevolo, ma superprotettivo e che la assecondava in ogni stramberia. La vita scorre nella normalità a Steamwood, dove tutto funziona grazie al vapore che viene trasformato in energia, quando la "nonnastra" Grimilde lancia un terribile sortilegio su tutta la Foresta Incantata e che si abbatte solo sulle persone dal cuore puro. Cosa succederà alla nostra eroina? Riuscirà a salvare i suoi genitori ed il regno?
Lettura godibile e veloce. Stile fiabesco, linguaggio semplice - a volte troppo - trama carina. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio. Non l'ho trovato un racconto originale, troppi rimandi a Once Upon A Time, la mia mente non era sgombra ma piena di cose già viste qua e là. Gli elementi steampunk mi sono piaciuti ma non è bastato. I personaggi non mi hanno detto nulla, non ho fatto in tempo ad affezionarmi. Non mi sono emozionata. In definitiva, non mi ha convinta.
Bellissimo! Sono curiosa di leggere il seguito (perché ci sarà il seguito, vero?) perché il finale mi ha scioccato! Non può finire così! La recensione completa sul blog --> http://bookmarksarereadersbestfriends...