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Il pomeriggio del 14 agosto 1936 a Berlino, sullo specchio d'acqua del Langer See, sotto gli occhi di Adolf Hitler e di una folla immensa si svolge la finale dell'otto maschile, la gara di canottaggio più attesa dell'XI Olimpiade. In sesta corsia, la meno favorevole, l'equipaggio statunitense si prepara a coronare un sogno incredibile, la conquista della medaglia d'oro, in uno dei più emozionanti e sorprendenti trionfi negli annali della specialità.
Solo pochi mesi prima, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulle possibilità di vittoria della squadra dell'Università di Washington, formata da ragazzi di umili origini, figli di un'America messa in ginocchio da una spaventosa crisi economica. Eppure, spinti dall'insopprimibile desiderio di cambiare un destino apparentemente segnato, gli studenti della Washington sostengono senza battere ciglio allenamenti sfiancanti in condizioni climatiche proibitive e, grazie all'aiuto di tecnici esperti e inflessibili, ma ricchi di umanità, imparano a superare individualismi e gelosie, e a fidarsi ciecamente l'uno dell'altro, trasformandosi in una delle migliori squadre di canottaggio di tutti i tempi.
Tra questi ragazzi spicca Joe Rantz, entrato nell'equipaggio per guadagnare un po' di autostima e trovare il proprio posto nel mondo insieme alla sua adorata Joyce. Per lui in particolare, con una dolorosa vicenda familiare alle spalle, la disciplina imposta dallo sport agonistico traccia il faticoso percorso verso la maturità, dandogli l'orgogliosa consapevolezza – ancora ben viva settant'anni dopo – di aver compiuto un'impresa memorabile.
Alla luce di una grande mole di documenti dell'epoca – quotidiani, giornali radio, notiziari cinematografici, diari privati – e di interviste e colloqui con i protagonisti e i loro parenti e amici, Daniel James Brown racconta con la passione e la leggerezza del romanziere una pagina di storia sportiva troppo a lungo ignorata, tracciando dapprima il fedele ritratto di un'America che tenta faticosamente di uscire dalla Grande Depressione, e poi, attraversato l'oceano, descrivendo la straordinaria avventura vissuta da nove ragazzi dello Stato di Washington in una ventosa giornata dell'estate 1936 nella Berlino nazista. Un raggio di luce alla vigilia di uno dei periodi più bui dell'umanità.
546 pages, Kindle Edition
First published June 4, 2013

“To be of championship caliber, a crew must have total confidence in each other, able to drive with abandon, confident that no man will get the full weight of the pull. . . . The 1936 crew, with Hume at stroke, rowed with abandon, beautifully timed. Having complete confidence in one another they would bound on the stroke with one powerful cut; then ghost forward to the next stroke with the boat running true and hardly a perceptible slowdown. They were a classic example of eight-oar rowing at its very best “
—George Yeoman Pocock
“Men as fit as you, when your everyday strength is gone, can draw on a mysterious reservoir of power far greater. Then it is that you can reach for the stars. That is the way champions are made.”
—George Yeoman Pocock
Although not particularly a fan of boat racing, I found this work of non-fiction and the many tidbits of historical data laced throughout the story informative and memorable...........a truly amazing and inspirational read! 4.5 Stars.
It was a shared experience—a singular thing that had unfolded in a golden sliver of time long gone, when nine good-hearted young men strove together, pulled together as one, gave everything they had for one another, bound together forever by pride and respect and love.
runner: marathon
(A) envoy: embassy
(B) martyr: massacre
(C) oarsman: regatta
(D) horse: stable
They were rowing perfectly, fluidly, mindlessly. They were rowing as if on another plane, as if in a black void among the stars, just as Pocock had said they might. And it was beautiful.