Erminia Dell'Oro is an Eritrean writer and novelist. Dell'Oro is of Italian ascendancy. She was born on 4 April 1938 in Asmara, the city where she spent the first twenty years of her life. Her paternal grandfather moved from Lecco to Eritrea in 1886 following the colonial adventures of Italians at that time and supported by the Italian government. Her childhood and adolescence was experienced in Eritrea where she grew up under colonial occupation along with her family. At age twenty, Dell'Oro left Eritrea for Milan, where she planned to become a journalist, but worked mainly as a bookseller. Her family and the influences of living under colonialism encouraged her to publish her first autobiographical novel, Asmara Addio in 1988.
Il mio gusto e lo stile dell’autrice non si sono incontrati se non in alcuni paragrafi. La sensazione è che nell’intento di voler raccontare tutto, si sia detto poco; o che la costruzione scelta abbia penalizzato l’approfondimento dal punto di vista storico e sociale (il rapporto tra i coloni e gli indigeni, per esempio) rendendolo lacunoso. Forse perché, come viene accennato solo alla fine, si tratta di ricordi di una bambina il cui sguardo scivolava sulla vita intorno? E quindi, sono molti i personaggi che attraversano gran parte del racconto senza lasciare una vera traccia, e tanti che fanno una breve apparizione senza lasciare traccia neanche loro. O forse il problema è lo stile narrativo? Quei passaggi netti e improvvisi da una scrittura che ho trovato monocorde alle improvvise incursioni verso le descrizioni del paesaggio, della natura – queste piuttosto belle – dove l’autrice si spende di più e diversamente, dispiegando una ricchezza e un’intensità del lessico che riaccende l’attenzione. Un libro che, anche se l’ho portato a termine, non posso dire che ricorderò se non per le domande che lascia aperte. O invece no. Lo ricorderò, eccome!, per l’innumerevole quantità di refusi di cui è disseminata questa edizione. In queste proporzioni, la sciatteria editoriale dimostra una enorme mancanza di attenzione e di rispetto per il lettore e per l’autore. Passi che un libro sia percepito come incompiuto, che non soddisfi le aspettative; ma che risulti fastidioso per l’incuria dell’editore è la sorpresa che non ti meriti.
Ero molto interessata all’argomento ma sono rimasta delusa: le pagine sono intrise di lirismo, avrei preferito una narrazione più oggettiva, che permettesse davvero di capire quanto avvenuto in Eritrea negli anni a cavallo della II Guerra Mondiale, i rapporti tra gli italiani e gli eritrei, i conflitti interni al Paese. Qualcosa si intravede pure, sotto i cumuli di descrizioni poetiche e ridondanti, ma, nella maggior parte del libro, nulla di più di uno sfocato contorno.