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Albion #2

Albion: Ombre Writer's edition

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Edizione con note dell'autrice.

TRAMA:
Marco Cinquedraghi e i suoi amici hanno scoperto di essere portatori di una peculiarità genetica che si fonda nella leggenda. Sono le nuove incarnazioni di Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Ma qual è il prezzo del loro privilegio? A cosa si deve rinunciare per guadagnarsi un destino già scritto? Marco preferisce non chiederselo. Saranno gli errori commessi e le bugie a trascinarlo in una spirale che lo obbligherà ad aprire gli occhi, mentre anche l'eredità di mago Merlino si risveglia e reclama il proprio tributo. Tra amicizie che si incrinano, amori condannati per le colpe del passato, l'ombra di una fata leggendaria e un'indagine su una morte sospetta che sembra portare a una tragica verità, i ragazzi dell'Albion College proseguono il loro cammino per diventare grandi. Ma capire cos'è la vera grandezza comporta un sacrificio che ognuno di loro dovrà affrontare da solo, per salvarsi.

AUTRICE:
Laureata in Lettere, Bianca Marconero non ha mai superato l’infatuazione per la lirica cortese. Dal 2008 lavora come redattrice di riviste per teenager, legate a popolari brand, e come editor per saggistica e narrativa. Nel 2012 ha ideato e scritto i testi di una serie di libri per la prima infanzia, editi da RTI Mediaset. Con lo pseudonimo di Dante B. ha scritto "La prima cosa bella", i cui diritti di pubblicazione sono stati subito acquisiti da un’importante realtà editoriale italiana. Vive in una casa sempre più minuscola insieme a una fatina che cresce, un folletto apolide e il principe azzurro.

WRITER'S EDITION:
L'edizione digitale contiene una postfazione con note dell'autrice. Al termine del romanzo, troverete appunti di editing, curiosità e collegamenti con le fonti del ciclo Bretone.
Chi acquista l'edizione cartacea, può richiedere gratuitamente il PDF con le note della postfazione a info@limitededitionbooks.it o scrivendo alla pagina Facebook della saga di Albion.

PIANO DELL'OPERA:

Ciclo del Primo Anno
Albion (Albion #1) – disponibile
Albion – Diario di un’Assassina (Albion #1.5) - disponibile
Albion – Ombre (Albion #2) – disponibile
Albion – Il principe spezzato (Albion #2.5) - Dicembre 2015

Libri della Cerca
Albion - Eredità (Albion #3) - in arrivo nel 2016
Albion #4 - TBA
Albion #5 - TBA

Pagina Facebook della saga: https://www.facebook.com/AlbionBianca...
Sito internet: http://albion.limitededitionbooks.it/

649 pages, Kindle Edition

First published October 17, 2015

1 person is currently reading
128 people want to read

About the author

Bianca Marconero

32 books550 followers
STAND ALONE

Lady Pride and Mister Prejudice
Dream Kiss
L'ultima notte al mondo
Un altro giorno ancora
Stand by me
Il ritorno del conte

SERIE

*Forever Series*
Un maledetto addio (Book 0.5)
Un maledetto lieto fine (Book 1)
Montreal (Book 1.5)
Un maledetto per sempre ( Book 2)


*Tabloid Building series*
Non è detto che mi manchi (autoconclusivo)
Le nostre prime sette volte (A&A #1)
L'ultimo bacio (A&A #2)

*Serristori- Preludi*
Un'estate al mare
Jacopo salva il Natale
L'ultimo dicembre

*Serristori - Romanzi*
Dillo alla pioggia
Cuore di neve

*Albion*
Albion (Book 1)
Albion - Ombre (Book 2)



Fuori Commercio:
La prima cosa bella
Amalfi
Cinque e sei
Albion - Diario di un'assassina (novella)
Albion - Il principe spezzato (novella)

pagina facebook:
https://www.facebook.com/biancamarcon...

profilo instagram: https://www.instagram.com/bianca_marc...


https://www.facebook.com/biancamarcon...

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5 stars
106 (59%)
4 stars
52 (29%)
3 stars
16 (9%)
2 stars
1 (<1%)
1 star
2 (1%)
Displaying 1 - 30 of 47 reviews
Profile Image for Bianca Marconero.
Author 32 books550 followers
Read
October 10, 2015
(non proprio una) RECENSIONE (ma più una presentazione dei contenuti "speciali" presenti nell'edizione e-book)

In appendice all'edizione digitale di Albion Ombre troverete le "note".
Si tratta di una sezione piuttosto corposa, composta da 101 introduzioni ai capitoli e da 340 lemmi circa, per un totale di 200 pagine di extra.
Troverete note di editing, qualche digressione etimologica, molti riferimenti alle fonti del ciclo bretone e infine le mie divagazioni.
Siamo a metà tra un "diario di produzione" e un "backstage", dedicato a chi, terminata la lettura, avesse la curiosità di sapere il come, il quando e il perché della storia.

I possessori della copia cartacea possono richiedere le note in formato pdf, scrivendo all'editore (info@limitededitionbooks.it) oppure con un MP, alla pagina Facebook di Albion (https://www.facebook.com/AlbionBianca...)

Profile Image for Valy P..
381 reviews77 followers
November 22, 2015
Ma..ma.. ma... ma adesso voglio subito il seguito!!! Non può finire così!!! :'(
Splendido secondo libro di serie!

Recensione qui: http://sparklefrombooks.blogspot.it/2...
Dopo circa due anni dall’uscita di “Albion”, primo capitolo di questa serie fantasy tutta italiana, è finalmente giunto tra le nostre mani “Albion. Ombre”.
“Albion. Ombre” rappresenta per la storia un vero punto di svolta. Racchiude in sé una grande evoluzione che, in un certo senso, nel finale, conduce ad una sorta di conclusione degli eventi narrati finora. Molto cambia, molto viene svelato e il tutto porta il racconto ad innalzarsi verso un livello superiore. Come in un cerchio che con Albion si apre e, per molti versi, con Ombre si chiude. Si chiude ma solo per dar modo ad un altro di aprirsi e svilupparsi lungo altri percorsi molto più lunghi e complessi. Percorsi che possono esistere solo grazie alle solide basi fornite dai primi due libri, trampolini di lancio verso un disegno più grande che scommetto saprà stupirci ancora di più.
Ho trovato il titolo perfettamente azzeccato. In quella sola parola si cela l’essenza stessa del libro. Ad essa corrispondono innumerevoli significati applicabili ad altrettante situazioni. L’ombra del proprio senso di colpa o della propria inadeguatezza. L’ombra del passato e quella del futuro. L’ombra del sospetto e del tradimento. L’ombra del confronto con ciò che è stato e quella di un destino che sappiamo essere più grande di noi. E molte altre ancora..
Si tratta di un libro molto complesso, che basa tutto su un gioco di infinite sfumature. Un gioco di luci e di ombre in costante duello tra loro per il predomino delle une sulle altre. Turbinano, si intrecciano, si allontanano per poi riunirsi di nuovo, creando una danza senza tempo destinata a non vedere mai un vincitore. Una lotta senza sosta per il passaggio da una parte o dall’altra di una linea. Un confine nebuloso da scorgere e ancora più difficile da attraversare che rappresenta però una tappa fondamentale e inevitabile per il cammino di ogni essere umano e, in questo caso, di tutti di nostri personaggi. L’unico risultato che se ne ottiene è la “consapevolezza”. L’accettazione di essere non solo bianco o solo nero, ma ciò che sta nel mezzo. La sfumatura, l’ombra, l’unione di infiniti colori che caratterizzano la nostra vita, il nostro carattere e il nostro essere. Un qualcosa che può essere principalmente ricondotto, oltre che ad una concatenazione di eventi, ad una questione di scelte e al saper convivere, per il resto dei nostri giorni, con le relative conseguenze.
«La mia ombra?» ripeté e alzò il volto su cui ora albergava una traccia di stupore. «Sì, l’ombra è parte di noi, occorre accettarla perché è ciò di cui siamo fatti. Non importa quanto male facciamo e quanti errori commettiamo, l’ombra non ci abbandona. […] Devi solo accettare di essere come sei.»
La narrazione riprende esattamente nel punto in cui si era concluso il primo libro, o meglio, nei giorni immediatamente successivi agli eventi di Montecassino. Marco, Deacon, Lance, Erek ed Helena sono arrivati a Santiago, città dell’infanzia della ragazza, dove hanno deciso di passare il resto delle vacanze invernali. Profondamente segnati dalle scoperte fatte nell’abbazia benedettina e dal tradimento della loro “amica” cercano di ritagliarsi una piccola bolla di felicità e dimenticare per un momento i loro problemi. Purtroppo, questo, si rivelerà ben presto essere un piano impossibile, perché le complicazioni e le stranezze sembrano proprio riuscire a trovarli ovunque vadano.
Di fatti l’intero libro sarà contraddistinto da questa caratteristica. Tutta una serie di piccole coincidenze, incomprensioni, verità celate e colpe non confessate daranno origine ad eventi a catena che, a lungo andare, porteranno a creare una spaccatura nei rapporti. Un vero abisso si aprirà tra molte relazioni, altre invece nasceranno e altre ancora si rafforzeranno. Ma soprattutto si verrà a creare, in quasi ogni personaggio, una frattura interna, così dolorosa e talmente profonda da considerare quasi impossibile anche il semplice pensiero di poterla rimarginare.
Lo stile di Bianca Marconero continua ad essere scorrevole, accattivante e ricco di bellissime descrizioni. Non mancano i vari richiami al mito e ho trovato particolarmente riuscita l’integrazione tra quest’ultimo, la fantasia dell’autrice e la realtà. Ciò che ho più amato, però, sono senza alcun dubbio i personaggi. Nella loro caratterizzazione, nel modo di passare da un PoV all’altro, adattando perfettamente la narrazione all’atteggiamento e al modo di pensare di ognuno, Bianca eccelle assolutamente.
Nonostante li apprezzi tutti moltissimo e li trovi intriganti e affascinanti sotto moltissimi punti di vista, Marco rimarrà per me sempre il migliore. Il migliore non perché sia perfetto, perché intendiamoci, è lampante che non lo sia. Ma è proprio questa sua imperfezione a renderlo così speciale. Questo e l’incredibile complessità che si cela dietro a quegli occhi verdi. Perché Marco è un personaggio che si scopre piano piano, errore dopo errore. Ma soprattutto perché è un personaggio che noi lettori impariamo a conoscere allo stesso tempo in cui lui finalmente impara a conoscere se stesso. L’Albion per lui rappresenta proprio questo: l’occasione per scoprire se stesso.
Un ragazzo fragile, molto insicuro di sé e con un grande cuore estremamente facile da spezzare. Gli è stato insegnato a nascondere le proprie debolezze, a non mostrare mai niente in pubblico e ad esibire sempre e comunque la superiorità derivata dal suo status sociale. L’unico a comprenderlo e a costituire un’eccezione nella sua infanzia era suo nonno, ma, con la sua morte, è stato come perdere anche l’unico appiglio concreto alla vita che ci fosse. Per questo indossa molte maschere, cerca di essere sempre ciò che non è. Il continuo bisogno di sentirsi accettato, approvato e amato, condizione in cui la vita con il padre lo aveva continuamente costretto, ha da sempre caratterizzato la sua esistenza. Questo suo atteggiamento era presente anche in “Albion”. Certo, in quel caso succedeva non più per le persone sbagliate, ma per i suoi amici e per tutti coloro verso cui provava rispetto, ammirazione e affetto. Non che questo sia sbagliato. Ma non è neanche del tutto giusto. In “Ombre” Marco si troverà a dover fronteggiare moltissime prove, ma la più difficile sarà quella contro le proprie insicurezze e i propri limiti. Capirà la differenza tra il fare ciò che gli altri si aspettano che uno faccia e il fare la cosa giusta perché è ciò che va fatto. La differenza tra l’essere una persona migliore per rendere felice un altro e l’essere una persona migliore per se stesso. Il processo di crescita, già innescato nel primo capitolo, raggiungerà adesso l’apice e ciò che resterà, dopo aver gettato ogni singola maschera, sarà un persona nuova tutta da scoprire.
Profile Image for Lady LightMoon (Elena Serboli)  .
185 reviews70 followers
December 6, 2015
RECENSITO PER ROMANTICAMENTE FANTASY SITO.
Nessuno saprà mai a cosa ha pensato. La morte ci sorprende sempre da soli.

Cito questa frase perché per me rappresenta la potenza e il vigore di cui si pregia lo stile dell’autrice, primo e indiscusso protagonista del tanto atteso seguito di Albion: Ombre. Indiscutibile il fatto che una trama assolutamente poderosa, direi pazzesca, sia accompagnata da uno stile narrativo debordante, tanto perfetto da risultare incredibile e, per chi come me ama la vera scrittura, addirittura emozionante. Dante B. Marconero non solo non delude con un seguito ormai intriso di attese, ma esalta, sorprende e stravolge il lettore, in primis stravolgendo, appunto, e sconvolgendo i personaggi stessi, la trama, il mondo creato all’Albion college. Un seguito che sa di nuovo inizio, un titolo che mai fu più galeotto.
Sì perché Ombre è evocativo, premonitore, il sunto di tutta una trama che apre il sipario a nuovi scenari, sanando quelli rimasti aperti. Là dove Albion ci ha saluto con un epilogo sorprendente, Ombre inizia a ritmo battente, in una corsa che lascia senza fiato i lettori e i protagonisti, disseminando ombre in ogni elemento con cui viene a contatto, insinuandosi latente e aleatorio, nell'anima e nella mente di tutti i ragazzi, trasformando e plasmando verità e menzogna in un ensemble pericoloso, ma assolutamente esaltante.
Niente è come sembra, tutto è evidente.

Le gambe formicolavano. La testa ronzava. I pensieri si erano aggrovigliati, il cuore le era salito fino alle orecchie e rimbalzava come se glielo stessero prendendo a schiaffi. Lui se ne andava. Lui se ne andava con…

Scelgo alcuni piccoli passaggi che riportano, unitamente allo stile meraviglioso dell’autrice, il senso di ombra, di nebbia, oscurità e intrigo di cui è composta la trama: una ragnatela di eventi complicatissimi, un incastro perfetto di tasselli che nascono come un enorme e irrisolvibile rompicapo a cui, il procedere della lettura, sembra non dare tregua; anzi aggiunge situazioni, personaggi, momenti atti a non sanare mai quelli pregressi, ma che poi, come per magia, guidati da una mano potente, si riuniscono in un punto, e, formando una perfetta quadratura del cerchio, dissipano ogni ombra.
La demarcazione tra bianco e nero, realtà e fantasia, bene e male, in questo romanzo è sottile come un capello, ma altrettanto preponderante. Tutto si basa, si svolge, su un’infinita scala di colori, di sfumature che si insinuano pericolosamente in ogni avvenimento, portando la trama a picchi di suspense, sofferenza ed esaltazione avvincenti. L’autrice non risparmia nessuno, se stessa e lettori compresi, oltre che al suo gioiello Ombre, il lavoro di cui si pregia è colossale, anche oltre ciò che leggendo si possa inizialmente interpretare.

Marco tiene il fiato. Non respira più. Non è paura, la sua. È rabbia. La rabbia lo soffoca perché spezza i polmoni, mentre l’orgoglio gli tiene la testa alta e alto lo sguardo. Una sfida impari, lo sdegno contro una pistola, ma per Marco non conta: ha sempre avuto un’idea tutta sua dei rapporti di forza.

Le ombre disseminate nel romanzo cattureranno in primis i protagonisti per mezzo dei quali, in un trait d’union perfetto, l’autrice porterà avanti la trama. Le loro voci, pensieri, debolezze e paure uniti al coraggio e a una rivisitazione di se stessi sofferta, ma esaltante, accompagneranno passo dopo passo il lettore, alla scoperta di un mondo celato da sfumature che tutto stravolgono. Conosceremo Marco in una veste mai vista, impareremo che ogni sua paura e debolezza, che il suo modus operandi lo porteranno alla scoperta della verità… ma ricordatevi che nella vita non esiste scoperta, non c’è verità alcuna, se prima non si arriva a conoscere, stravolgere e, infine ma non meno importante, a scoprire e accettare se stessi. Non credo di conoscere parole adatte a rendere merito a un’autrice così immensa, quindi che lei possa perdonare le mie lacune, accettando tutti gli applausi del mondo e la mia rinnovata, indiscussa stima.
Profile Image for Lara.
340 reviews
February 11, 2016
Dopo una lungo periodo, ed una gestazione alquanto complicata, finalmente ha visto la luce il secondo capitolo della serie Albion scritta da Bianca Marconero, la mia recensione giunge con imperdonabile ritardo, visto e considerato che Bianca mi ha concesso il grande onore e privilegio di leggerlo in anteprima e in occasione dell’uscita grazie al regalo stupendo che mi ha fatto. Meglio tardi che mai si dice e quindi eccomi qui ad esprimere la mia sincera ed onesta opinione.
Dovete leggerlo! Ecco e se non vi basta questo imperativo vi dico anche il perchè.

Innanzitutto per l’originalità con cui Bianca riprende il mito arturiano della tavola rotonda, dei cavalieri e di Avalon trasportandolo ai giorni moderni con l’ausilio anche dei templari e altre figure leggendarie. Un calderone penserete voi? No, perché gli avvenimenti, le situazioni, i legami sono ben armonizzati tra di loro e nascondono segreti e misteri che sono certa ci terranno buona compagnia per il seguito della serie. Ma il valore aggiunto di questa storia sono i personaggi. E’ vero che ognuno di loro ha caratteristiche e prerogative relative al personaggio arturiano di riferimento ma anche è vero che sono descritti magistralmente e presentano aspetti capace di sorprendervi perché in netto contrasto invece con quanto si aspetterebbe da loro. Il personaggio certamente che ruba il cuore, nel bene e nel male è Marco, vi dirò la voglia di prenderlo a calci non mi è ancora del tutto passata, ma è anche vero che dallo stronzo del primo libro emerge un nuovo ragazzo, le cui insicurezze lo portano a commettere errori, a volte fatali, a volte dovuti a troppa ingenuità. In questo libro in Marco inizia ad emergere l’uomo che diventerà, il re che con il suo coraggio e la sua saggezza è stato capace di riunire uomini diversi intorno ad un tavolo e renderli tutti uguali, ma un re può anche commettere errori, sarà però l’uomo colui in grado di riconoscerli ed assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Un uomo che deciderà di sacrificarsi per il bene di coloro che ama. E poi abbiamo helena i cui sentimenti per Marco lottano con il passato che che le è stato cucito addosso, che altri pensano faccia parte di lei. Lance rimane il più imperscrutabile del gruppo, tanti misteri avvolgono il cavaliere del lago, segreti che celati rischiano di rovinare per sempre il suo legame con il re, re per il quale è pronto a dare la vita ma non ad amare con onestà.
Vi dirò, se fossero tutti un po’ più chiari, un po’ più sinceri, un po’ più onesti con loro stessi e gli altri, camperebbero meglio loro ma non certo noi lettori.
E poi abbiamo il mago e il cavaliere generoso, entrambi danno sfoggio in questo libro delle loro capacità ma anche dei loro momenti non esattamente migliori, ma sono ragazzi e diamogli tempo di crescere.

I miei personaggi preferiti restano comunque la fata e l’assassina, Morgana e Samira. Morgana è il personaggio che ho amato sempre di più nei miti arturiani, descritta come malefica, manipolatrice, intrigante, una strega insomma, in realtà è guidata dall’affetto per un fratello e un re finalmente ritrovato e un destino che anela di essere vissuto e rilevato, non prendetevela con lei se vi sembrerà che metta un po’ troppe volte il bastone tra le ruote ai vostri beniamini, non è cattiva e che da secoli la disegnano così!!! Samira in questa storia è il personaggio che ha subito la crescita e l’evoluzione maggiore, da semplice esecutrice di ordini, da agente cieco e obbediente, sta diventando una persona che si fa domande, non agisce spinta solo dal dovere ma anche da un sentimento che ha paura di riconoscere. Riottenere la fiducia di questo sgangherato quintetto diventa per lei vitale più di obbedire a ordini di cui non comprende le ragioni.

http://stellenelliperuranio.blogspot....
Profile Image for Leda.
65 reviews20 followers
November 24, 2015
Sono giorni che mi trascino questa recensione perché ho difficoltà ad esprimere tutta la mia adorazione per questo secondo volume di Albion di Bianca Marconero. Ho letto il primo libro, Albion, anni fa e da allora ne è passata di acqua sotto al ponte. Albion mi era piaciuto da morire grazie alla mia smisurata passione per la leggenda di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda e lo stile dell’autrice che amo in particolar modo. Ho atteso anni per avere fra le mie mani il secondo volume che temevo non arrivasse mai. Visto che in questi anni i miei gusti sono cambiati, avevo un pizzico di paura che non mi soddisfacesse come il primo. Invece tutta questa attesa mi ha ripagato: Bianca ha scritto un seguito degno del primo, anzi, ancora più bello.

Ombre come vi ho accennato mi è piaciuto tantissimo. La storia riprende dalla scoperta dei ragazzi dell’Albion di essere gli eredi della Tavola Rotonda. Il protagonista romano Marco Cinquedraghi non riesce a farsi carico della sua responsabilità di essere l’erede di Re Artù e finirà in una spirale di bugie senza fine. Bugie dette al suo migliore amico Lance, a Helena, a Deacon e a Erek. A rendere ancora più difficili le cose, c’è l’arrivo di Morgana che incarna proprio la Fata. Il secondo anno all’Albion si fa ancora più interessante quando viene proposta la riapertura del club esclusivo di combattimento per i più valorosi, proprio quello che ha visto la morte di Riccardo, il fratello di Marco. Come è morto Riccardo? Quali segreti si nascondono dietro le mura dell’Albion?

Queste cinquecento pagine sono dense di avventure e emozioni. Non ho mai trovato una sola pagina, una sola riga, noiosa. Mi sono ritrovata la sera tardi a leggere Albion e a riprendere la lettura anche nei miei dieci minuti sacri di pausa al lavoro. Albion – Ombre è stato una bellissima lettura. Era da tempo che non mi capitava di leggere in modo così appassionato vista la mia crisi da lettrice. Bianca ci ha fatto attendere parecchio, ma ne è valsa la pena. Penso che di questa autrice leggerei anche un libretto di istruzioni o un bugiardino, purché sia scritto di suo pugno. E’ una delle poche autrici ha la capacità di scrivere bene e di raccontare storie meravigliose.

I personaggi che ha creato Bianca sono indimenticabili. Ho da sempre adorato Marco, fin da quando ad altri lettori non piaceva. Ho avuto la conferma che in questo libro, nonostante gli errori e le scelte sbagliate, è il mio preferito. Marco è il degno erede di Artù e sono sicura che lo dimostrerà nei prossimi libri. Lance che incarna Lancillotto, ancora non mi ha conquistato al cento per cento e forse mai lo farà per via di Helena, Ginevra, e per il fatto che lo trovo troppo perfetto. Deacon, mentre in Albion l’avevo semplicemente adorato, in Ombre l’ho sopportato a stento. Spero che si riprenda! Infine, la new entry Morgana che incarna la Fata, non mi è piaciuta. E’ il personaggio che ha portato un sacco di guai e tante volte avrei voluto strozzarla.

La storia è articolata, praticamente impossibile da riassumere tanti sono i dettagli e gli eventi. Mi è piaciuta ancora di più del primo volume e non vedo l’ora di sapere ovviamente come andrà a finire e cosa combineranno i ragazzi dell’Albion. In sospeso ci sono parecchi segreti da svelare e sono sicura che Bianca non ci deluderà. Spero solo di non dover aspettare troppo tempo per leggerlo!
Profile Image for gio.
967 reviews377 followers
November 14, 2015
4.25

Premessa #1: il libro meriterebbe pure di più, ma...se l'angst nella prima parte mi è sembrata perfetta nel contesto, non si può dire lo stesso della seconda metà. Sarà che sono una persona estremamente razionale, ma per me la comunicazione tra personaggi è fondamentale. I conflitti presenti nel gruppo mi sono piaciuti parecchio inizialmente, anche se ho vissuto con la testa nel barattolo di Nutella, ma si sono protratti un pochino troppo per i miei gusti.

Premessa #2: questo libro mi ha costretta a cibarmi di cioccolata, non garantisco di formulare pensieri coerenti e/o obiettivi.

Albion: Ombre è un enorme passo avanti rispetto al primo volume della serie. Ciò non si riflette pienamente dalla valutazione in stelline (stupide stelline), ma, presumendo di essere ancora alla parte seria della recensione, posso dire che questo sequel è decisamente migliore del primo libro. Stile, trama e caratterizzazione dei personaggi sono di tutt'altro livello.

Si tratta sicuramente di un volume più corposo rispetto al primo, ma che si legge benissimo e scorre davvero velocemente. La trama è più complessa, così come l'intreccio, la cui costruzione mi è sembrata davvero magistrale. Ma, probabilmente, la cosa che più mi è piaciuta e mi ha fatto soffrire (sono evidentemente masochista) sono stati i personaggi. Avrei voluto ucciderli tutti a un certo punto, ma li ho amati. E, cosa sorprendente, ho parteggiato spudoratamente per Marco. Marco, quell'amorevole testa di cavolo, è riuscito non solo a redimersi, ma a farmi parteggiare per lui. Lo hanno lasciato solo tutti, uno per uno, ma la crescita del suo personaggio è stata evidente nel modo in cui si è rialzato. Mi è piaciuto molto Lance e io a dispetto di tutto e tutti li shippo ancora (sì, non bastano nemmeno le note dell'autrice a farmi cambiare idea xD). Avrei preso a mazzate Deacon per 3/4 del libro, ma almeno ora ho trovato una ship pure per lui e sono troppo gasata. Interessante l'introduzione del personaggio di Morgana, specie per quanto riguarda le dinamiche di gruppo.

La nota dolente per me è stata Helena. Ah, Helena, le bastonate che ti avrei dato. Non mi è piaciuta. Non amo il personaggio di Ginevra in sè, ma Helena mi ha dato immensamente fastidio. Del resto, come ho già detto, ad abbassare un po' il voto è stato questo continuo tira-e-molla tra Helena e Marco e il loro fraintendersi ogni volta.

Detto questo...niente, beh niente a parte: argh, sto maledetto cliffhanger. I MIEI FEELS.

Mi sento come Charmander abbandonato sotto la pioggia
Profile Image for Anncleire.
1,345 reviews99 followers
December 29, 2015
Real vote: 4,5

Recensione anche sul mio blog:
http://pleaseanotherbook.tumblr.com/p...


“Albion: Ombre” è il secondo volume della saga fantasy, tutta italiana, di Bianca Marconero, ispirata alle leggende classiche del ciclo arturiano. “Albion” avvolge nel mistero una scuola e un segreto millenario che affonda le sue radici nelle storie dei Cavalieri della Tavola Rotonda per ridisegnarlo a suo uso e consumo. La storia è incredibilmente complessa e unisce in maniera ammirevole romance e mistero, amicizia e tradimenti, vendetta e protezione, in un mix che avvinghia il lettore e lo imprigiona fino all’ultima pagina. Sorprendente e letale, come lo può essere solo un libro con un cliffhanger da paura.

Ammetto di non aver mai trovato un fascino particolare nei Cavalieri della Tavola Rotonda pur navigando con una certa incresciosa sicurezza nei meandri dei bei amici che si stringono intorno ad Artù. Ma il potere della leggenda orchestrata anche per mano di Merlino, quel senso potente che arriva dall’impugnare Excalibur non passa di certo inosservato. Uomini che si sfidano con la spada per l’onore e non solo giocano sempre con la fantasia. E quando al fantasy più puro si unisce una certa giustificazione scientifica, allora ne resto completamente vittima, da ingegnere biomedico certe strambe diavolerie catturano sempre la mia attenzione. L’impianto narrativo costruito dalla Bianconero è solido e ad onor del vero ampliamente giustificato nelle sue note alla fine del libro che ho letto avidamente con la curiosità di chi ama immergersi completamente nella testa di chi scrive, trovando le risposte a domande ricorsive nel corso della lettura e dettagli che erano andati completamente perduti. Leggere Ombre è tornare a casa e scoprire che quella casa ha passaggi segreti e interi piani completamente sconosciuti. E quando si pensava di aver capito tutto ci si rende conto di non aver capito niente.
In un perpetuo alternarsi di punti di vista, efficace e senza perdita di continuità, la Bianconero cella e svela, rimescola i suoi protagonisti e ce ne mostra di nuovi, riecheggiando la consolidata tradizione del ciclo e aggiungendo le prospettive della modernità degli anni duemila. “I cavalieri addormentati nei corpi di adolescenti imborghesiti” diventano il mezzo per creare un contrasto forte, che si riscontra in tutto il libro. La vera forza della saga però sta nel fatto che non ci sono solidi confini tra buoni e cattivi, tra portatori di luce e traditori, ma in tutti i personaggi convivono luci e ombre, generosità ed egoismo, ed ognuno di loro è attraversato non solo dalle bizze tipicamente adolescenziali ma anche e soprattutto dalle memorie delle vite passate che si uniscono per tratteggiare personalità contrastanti, alleanze pericolanti, traiettorie che allontanano o avvicinano a seconda delle specifiche necessità. E allora abbiamo da un lato un riluttante Marco, secondogenito degli illustri Cinquedraghi, inconsapevole fautore di un progetto che non gli aggrada, leader per diritto, ma assolutamente inconsistente per quanto riguarda doti da condottiero. Marco, irruente, attaccabrighe, impulsivo, l’orso che non può essere imbrigliato, alla ricerca della sua personalissima redenzione. Marco non è assolutamente pronto ad affrontare il suo destino, Marco con la sua bellezza mediterranea e il suo fascino selvaggio, deve prima fare i conti con sé stesso, per affrontare il mondo che lo circonda. D’altra parte abbiamo l’affascinante, il galante, lo straordinario Lance (si ok è il mio preferito, il cavaliere che ha fatto breccia nel mio cuore e che difenderò a spada tratta fino alla fine) amico fidatissimo di Marco, deve anche lui scendere a patti con sé stesso, con la sua natura, con il suo passato. Colto, elegante, meravigliosamente super partes, si districa nel capannello di sciagure che gli precipitano addosso conservando sempre il suo sorriso, la sua maschera per il mondo che lo vuole a tutti i costi svelare. E poi c’è Deacon, il mago, l’integerrimo, il ragazzo dall’attenzione selettiva che deve imparare a gestire i suoi poteri, che non accetta compromessi, che vuole sbarazzarsi dei suoi nemici, che cerca di scrollarsi di dosso la sua impotenza. E Erek il bibliofilo, l’esperto della tradizione, il filo conduttore tra tutti i malcapitati del gruppo. Erek che non si arrende, che pretende rispetto e lealtà, che rifugge dagli inganni, ma che alla fine riesce a capire chi è meritevole della sua fiducia, che in fondo il compromesso è necessario, anche nella sua vita da guaritore, anche nel suo mondo che non prevede menzogna. Helena che mi dispiace non sopporto, nella sua fragilità, nella sua incertezza, nel suo inalberarsi nelle sue convinzioni senza cedere il passo alla possibilità di un errore, di una valutazione sbagliata. Irruenta come solo una spagnola focosa può essere, soffre del suo retaggio del passato e deve anche lei riconoscere i suoi errori per poter andare avanti. Menzione d’onore per la sorella di Lance che ho adorato dal primo all’ultimo momento. Ogni personaggio del resto ha il suo ruolo, il suo compito, è un tassello del puzzle solo apparentemente disordinato che la Marconero sta costruendo nella sua saga.
Il world building che si avvicenda non solo con sogni e frammenti di passato, ma con poteri ed elementi squisitamente fantasy, ci concretizza al massimo nella scuola, che è non solo ambientazione meravigliosa e elegantemente descritta, ma è anche quasi personificata. Il castello sembra respirare al fianco dei giovani studenti, quasi pretendendo da loro un impegno intriso di sacrificio.

Il particolare da non dimenticare? Un lago…

Un impianto narrativo complesso e affascinante, un volume che non soffre della sindrome del secondo libro di una serie, personaggi vividi e tridimensionali che si muovono su un filo sottile tra retaggio di un passato altisonante e un presente molto più mondano e meno prestigioso. Un mistero da risolvere e una sana spolverata fantasy. Un libro che affascina e strega anche attraverso un percorso di crescita in solitudine, perché si cammina insieme ma si cresce da soli. Vado ad aspettare in un angolo solitario il terzo volume.
Buona lettura guys!
Profile Image for Annie Caffeine.
30 reviews42 followers
November 6, 2015
Sono profondamente innamorata di questa serie e dei suoi protagonisti. Anche questo libro è stato un rollercoaster di emozioni e avrei voluto avere già il seguito a portata di mano ç_ç Aspetterò con (im)pazienza il prossimo romanzo.
Prestissimo recensione nella Tana!

Profile Image for Lily Beatrice .
76 reviews17 followers
December 14, 2015
Recensione completa su Lily's Bookmark

È difficilissimo scrivere una recensione su ALBION-OMBRE di Bianca Marconero. È difficile digitare sulla tastiera parole o quantomento qualcosa che si avvicini ad un discorso sensato e non un puro farneticare in preda al più feroce fangirlismo… perché quando leggi un libro così meraviglioso, uno di quei libri talmente belli che non vorresti che finisse, tanto da farti desiderare di svegliarti la mattina e scoprire che nella notte le pagine rimanenti si siano magicamente moltiplicate assicurandoti ancora altre avventure e batticuore in compagnia dei tanto amati protagonisti… È quello il momento in cui capisci di aver letto un romanzo magnifico, di quelli che non dimenticherai e le cui emozioni rimarranno con te per sempre.
Tornare all’Albion College è stato un po’ come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Tornare a leggere sulla pagina i nomi di Marco, Lance, Deacon, Helena, Erek e Samira è stato come ritrovare dei vecchi amici e, a quel punto, l’unica cosa che rimane da fare è accoccolarsi tra le parole e lasciarsi trasportare dagli eventi.

Secondo capitolo della saga, Albion-Ombre di Bianca Marconero esplora il complicato e oscuro percorso di crescita e presa di coscienza di sé dei protagonisti.
Inesorabili si ergono su di essi le Ombre del passato e del presente: l’ombra di un destino che sembra doversi ripetere secondo un percorso prestabilito – a ciclo continuo – senza alcuna possibilità di potervisi sottrarre; l’ombra della colpa scaturita da segreti e bugie inconfessabili; l’ombra di Riccardo, il cui ricordo distorto rischia di riflettersi su Marco.
L’ombra di un grande amore offuscato dal più terribile dei tradimenti. Marco è innamorato di Helena e lei lo ricambia. Entrambi sembrano muoversi nella stessa direzione, ma su frequenze diverse, scatenando un’incomprensione dopo l’altra.

Albion-Ombre di Bianca Marconero è un romanzo straordinariamente affascinante, ricco di mistero e suspense, in cui lo spirito di sacrificio reciproco e l’amicizia dimostrano di essere, ancora una volta, l’arma più efficace contro i nemici. Nonostante forze centrifughe provino a spezzare quei legami così faticosamente creati, Marco comprenderà che solo insieme, lui e i suoi amici, sono più forti di qualsiasi segreto o forza malvagia che tenti di separarli.
Profile Image for Rosa Campanile.
Author 9 books62 followers
November 24, 2015
Quattro stelle e mezzo!
La mia recensione completa sul blog Briciole di Parole ---> http://bricioleparole.blogspot.it/201...

A differenza di Albion, che parte in sordina e poco dà sviluppo alla storia, in Ombre adesso conosciamo già tutti i personaggi chiave e abbiamo una chiara visuale di ciò che significhi realmente essere all'Albion College. Perciò sono molti gli scenari possibili su quello che potrebbe accadere e, fatemelo dire, molto accade in questo volume di cinquecento pagine, che nonostante la mole, si legge davvero con passione dalla prima all'ultima pagina e mai per dovere (io ci ho messo quasi due settimane a finirlo solamente perché non avevo tempo per leggere, altrimenti l'avrei concluso molto prima.)
Innanzitutto, c'è una nuova new entry. A nessuno era venuta la curiosità su chi fosse la ragazza dai capelli rossi che appare in copertina quando è stata rivelata prima dell'uscita? Beh, a me sì, anche perché nessuna delle protagoniste femminili aveva i capelli rossi. Viene infatti introdotto un nuovo personaggio, Morgana, la scaltra furba e mai del tutto sincera Morgana, e già dalla sua prima apparizione si capisce che metterà a dura prova i fragili legami di amicizia che si sono creati tra Marco e i ragazzi dell'ala est. Sarà lei il motore portante della storia, in effetti, tra sotterfugi e un mistero del passato che verrà alle luci solo negli ultimi capitoli e che riguarderà soprattutto Marco e la sua famiglia.
Marco, proprio lui. Non lo sopportavo in Albion, mi stava antipatico, ma qui devo dire che si è redento e alla grande. Ha avuto una evoluzione che passo dopo passo, errore dopo errore, l'ha portato in una situazione tale in cui, solo scoprendo di essere veramente da solo ha potuto finalmente comprendere la strada giusta da intraprendere. E alla fine sono stata orgogliosa di poter vedere uno scorcio di quel Re che dovrebbe diventare in futuro.
E le Ombre del titolo? Sono molte, nascoste, pronte all'agguato, e non tutte sono state smascherate alla fine, ma proprio qui sta il bello. L'autrice sa cosa svelare e cosa no e lo fa sempre al momento giusto, mantenendo così alta l'attenzione e mettendo una bella suspense addosso al lettore.
Profile Image for Denise Aronica.
Author 3 books118 followers
November 23, 2015
Dire che questo libro mi è piaciuto sarebbe riduttivo. L'ho semplicemente adorato! Ammetto che mi ci sono volute un centinaio di pagine per ingranare con la lettura, ma una volta superate quelle mi sono sentita di nuovo a casa, come se in realtà non avessi mai l'asciato l'Albion e i suoi studenti. E credetemi se vi dico che non avrei voluto lasciarlo di nuovo.

Recensione completa su Reading is believing clicca qui per leggerla !
Profile Image for Angela Ryan.
Author 6 books113 followers
February 12, 2016
Un libro d’impatto.
Quando ho saputo dell’uscita di Albion-Ombre, ho avuto delle reazioni che poco si addicono al concetto di normalità, ma la normalità, si sa, è sopravvalutata, quindi ho perseverato in atteggiamenti fanatici, tipo segnare sulla mia agenda data di uscita, contornandola di cuori, il nome di Marco Cinquedraghi sottolineato più volte, accompagnato da diversi punti esclamativi, neanche fosse un fidanzato il cui ritorno aspettavo da lungo tempo, e lasciare delle pagine vuote da dedicare ad ogni impressione che mi avrebbe fatto il libro leggendolo. E credetemi, non lo faccio con tutti i libri.
Da perfetta fangirl che si rispetti, ho acquistato prima la versione e-book con le note dell’autrice, per me importanti quanto il romanzo stesso e in seguito, anche la versione cartacea, perché non sia mai che io non abbia questo libro in ogni versione in cui esso si presenti.
Ma, tralasciando questi macabri dettagli da fan delirante, veniamo ora alla recensione vera e propria.
Una volta ho visto un film in cui il protagonista dichiarava che la vita è fatta di momenti di impatto. Ecco: il perfetto riassunto di questo romanzo. Un romanzo di impatto. Ho aperto il libro alla prima pagina con aspettative esagerate, pensando: “Non potrà mai essere più bello del primo”. Smentita dopo il primo capitolo. È esageratamente, smodatamente, incredibilmente, magicamente bello, e perdonate l’uso spropositato degli avverbi, ma in questo caso, ci stanno tutti.
La fusione fra la realtà cavalleresca, a cui appartengono i personaggi del mito arturiano, (ciclo bretone o arturiano) e la modernità del nostro mondo, arricchito ancora di più da elementi che sfiorano il fantascientifico, fanno sì che si crei una sorta di ponte che attraversa la storia e renda la leggenda più viva che mai. Nel ciclo bretone, i cavalieri simboleggiano, per certi versi, la glorificazione di se stessi e la conquista del grande amore, attraverso imprese epiche. Un riassunto molto riduttivo questo, mi rendo conto, ma la letteratura di genere, a tal proposito, presenta così tanti temi, che dovremmo stare a parlarne per mesi. In questo caso, voglio solo riassumere quello che rappresentano i moderni cavalieri di questa storia.
Tutti, da Mago Merlino, nella persona di Deacon Emrys, a re Artù, nella persona di Marco Cinquedraghi, tentano, in questo romanzo, di “venire fuori”, di celebrare la loro presenza tra le pagine, ognuno con i propri pregi e difetti, senza apparire mai incredibili, ma perfettamente credibili, nonostante gli elementi fantasy che li contraddistinguono. E ci riescono, ci riescono in modo assoluto.
Sono eroi talmente imperfetti, talmente veri, da farti pensare che, magari, uno di loro potresti incontrarlo per strada, e non sarebbe così stupefacente la cosa. (Giusto per la cronaca, quello che vorrei incontrare io è Marco, senza Helena intorno).
Non c’è un personaggio che prevale sull’altro. Tutti hanno lo spazio che gli spetta, tutti, compresi i villain.
Deacon Emrys, il mago. La sua figura risalta tra le pagine come un ranuncolo in mezzo alle rose. Bello, perfetto. Nudo. (Capiterà spesso in questo romanzo e non lo sarà per quello che si crede). È la guida, ma tarderà a capirlo e farà tanti di quegli errori, che un personaggio del suo calibro, si potrebbe pensare, non dovrebbe fare. E invece no. Li deve fare eccome. Non stiamo parlando del MAGO, quello con la barba lunga, il cappello a punta, la bacchetta magica e un gufo di nome Anacleto come animale da compagnia e collaboratore, che ci accompagna fin dall’infanzia, forse anche grazie e per colpa di Walt Disney. Parliamo di un adolescente in piena tempesta emotiva che scopre di essere l’erede genetico del più grande stregone di tutti i tempi. Forse e senza forse, questo gli crea degli scompensi non indifferenti.
Lance, il primo cavaliere, Lancillotto. Il più algido, in senso buono, il più riflessivo tra i personaggi del “Ciclo di Albion”. Colui che ama il re più di tutti. Forse l’unico che agisce senza toppare mai, perché la sua figura è quella della solidità e della certezza. Una colonna portante in tutto il libro. Quella a cui Marco si appoggia sempre e nonostante tutto, tranne in un solo caso. Anche allora, Lance, non smetterà di essere fedele al suo re. Tanto di cappello.
Erek il guaritore. Una presenza fondamentale ai fini del world building di questo romanzo, senza la quale, molti casini non sarebbero stati risolti. Erek è il più simpatico di tutti, con un potere spaventoso, quello di guarire gli altri da ossa rotte e ferite varie. Se dovessi paragonarlo a un personaggio delle fiabe, direi Cucciolo dei sette nani, se mi è concesso il confronto. Ma al contrario del nano muto, lui ha la lingua piuttosto affilata e quando meno te lo aspetti, sgancia una delle sue battute che stendono.
Samira, l’Assassina. Un personaggio ambivalente. Un po’ “Avenger” un po’ “Buffy, l’ammazzavampiri”, un po’ “Ma che diavolo sta combinando?”. Ma comunque un personaggio positivo, che sbroglierà matasse piuttosto ingarbugliate.
Morgana, la fata. Ho da fare una premessa su Morgana. Io amo il suo personaggio, che non sempre ha avuto connotazione negativa. In Albion Ombre, conferma esattamente questo mio pensiero. È una figura piena di contraddizioni, amareggiata, arrabbiata, lesa nello spirito, per questo, in parte, giustifico il suo atteggiamento. Resta un personaggio di grande prestigio, come un gioiello raro, che ha bisogno di essere sgrezzato un po’ ma che, temo, non permetterà a nessuno di farlo.
Helena, la regina. Ginevra. Quanto avrei da dire su questo scriccioletto. Suscita in me emozioni contrastanti, un sorta di amore/odio. E non so decidermi da che parte stare, nonostante il primo, spesso, prevalga sul secondo. Tutte le sue azioni, nel romanzo, sono comprensibili ma il lettore, onnisciente, a volte fatica a giustificarla, a volte vorrebbe impedirle di saltare subito alle conclusioni, di reagire in maniera sbagliata di fronte a degli atteggiamenti di Marco. Ma questo lo sa solo il lettore, lei, non lo sa, per cui, come si può rimproverarla? Anche lei, è un personaggio assai credibile nel contesto. È come deve essere. E per questo ancora più apprezzabile.
E ora veniamo al pezzo forte. Marco Cinquedraghi. Il RE. Eviterò di lanciarmi in lodi troppo sperticate perché sono, evidentemente, di parte quando si parla di lui. Marco è l’antitesi dell’eroe. La pietra grezza che aspetta di diventare diamante, il brutto anatroccolo (brutto non lo è affatto) che crede di non poter essere migliore e invece non sa che lo aspetta un destino da cigno. Un cigno che morirà sul lago come nell’opera di Pëtr Il'ič Čajkovskij? Non ci è dato saperlo?
La storia finisce sempre in un modo, lo si legge spesso nel romanzo, ma dovremo pazientare ancora un po’ per saperlo, perché la storia, intanto, non finisce qui.
Manca l’elemento fondamentale: Bianca Marconero. L’autrice. La vera anima di questo libro. Colei che è un po’ tutti loro e scivola tra le pagine in silenzio, con una destrezza che appartiene a pochissimi autori, dosata con precisione, mai abusata e una padronanza del tema che richiede anni e anni di studio. Una cultura che le è propria e di cui non fa mai vanto.
«Chi è la Spada, Marco?», si chiede nel romanzo. A me viene da dire, Bianca Marconero.
Conclusioni finali? Una sola. Albion-Ombre, al pari di Albion, si conferma il mio libro di genere preferito. Il Top One. Quello su cui poggio il paragone con tutti gli altri della sua categoria e contro il quale, ahimè, escono miseramente perdenti.
Chi mi conosce, sa che non esagero tanto per esagerare. Questo libro merita la mia esaltazione.
Profile Image for Susi.
967 reviews97 followers
November 7, 2015
Recensione presente anche sul Blog Bookish Advisor http://bookishadvisor.blogspot.it

Aspettare i seguiti di una serie è una delle cose più brutte che possa accadere ad un lettore ma se poi il risultato è stupefacente, se il risultato è un libro bello quanto Albion – Ombre di Bianca Marconero, è inutile che vi dica che potrei aspettare un'intera vita per i suoi libri.

Come una bambina che ha il permesso di mangiare tutte le caramelle che vuole mi sono fiondata a capofitto nella lettura di questo libro, Ombre per me è stato uno di quei libri da cui non ti puoi staccare, uno di quei libri che ti prendono dalla primissima pagina, perché quei personaggi, le loro avventure all'improvviso, come se non fosse passato neanche un giorno dalla conclusione del primo libro, ritornano folgoranti e si vieni risucchiati in uno dei mondi fantastici più belli che ho avuto mai a fortuna di leggere.

Il libro si apre presentandoci i nostri cinque protagonisti in Spagna, poco dopo la conclusione del primo libro, più uniti che mai, inseparabili pronti a godersi gli ultimi giorni delle vacanze di Natale prima di far rientro ad Albion, l'esclusiva scuola legata al mondo dei Templari e dei Cavalieri della tavola rotonda.

Ancora una volta la narrazione è corale, ognuno dei protagonisti si ripresenta al lettore mostrando il proprio PoV da Marco il testardo e caparbio, Deacon l'irreprensibile, Erek l'altruista, Lance l'integerrimo e Helena l'idealista, e non voglio dimenticare Samira, l'imperterrita guerriera a difesa dei protagonisti.

Se nel primo libro i protagonisti venivano solo presentati e mostrati al lettore in questo secondo possiamo vedere e percepire come ognuno di loro risponda agli avvenimenti accaduti a termine del primo libro, ognuno di loro cerca di fare i conti con il peso insostenibile di un passato che non gli appartiene e di un futuro che sembra più imminente e incerto di sempre, tormentandosi con l'ineluttabilità di scelte fatte da altri per loro e la scoperta di segreti che vengono misteriosamente a galla.

L'ingresso di un nuovo personaggio metterà seriamente in squilibrio le forze all'interno della storia, entrerà in scena Morgana, solitaria, ambigua, indecifrabile, una sferzata di novità che metterà seriamente alla prova i nostri cavalieri, ma soprattutto Marco, attratto dalla suo carisma e fascino.

Come nel più comune coming of age ognuno dei protagonisti verrà chiamato in causa e rispondere ai cambiamenti ma quello che più di tutti farà i conti con i cambiamenti è Marco, l'anima del libro, il protagonista assoluto: il ragazzo solitario, abituato a contare solo sulle sue forze per la prima volta avrà degli amici su cui appoggiarsi, delle vere amicizie per cui farebbe di tutto ma è difficile fidarsi quando pian piano sembra di essere messi con le spalle al muro e tutti e tutto gli rema contro.
È struggente vederlo soffrire, allontanarsi dai suoi migliori amici, gli unici che lo abbiano mai accettato senza remore e perdonandogli il suo carattere scorbuti e troppo orgoglioso, ma è altrettanto magnifico per il lettore vederlo crescere affrontare le sfide e uscirne a testa alta, capendo che nella vita non si è mai da soli ma che le scelte, quelle che contano, quelle importanti, per aver una vera valenza devono nascere dentro di noi, perché solo allora avranno la forza di fare la differenza.

Ombre è un libro sull'amicizia, uno dei sentimenti più forti di questo mondo, mette in risalto i veri rapporti, quelli che non muoiono alla prima difficoltà e mette sotto i riflettori i rapporti fasulli, quelli che nascondo nelle ombre più segreti di quanti si possa immaginare.

Ma l'amicizia non è il solo tema che viene sviluppato in questo libro: amore, tra gelosie e incomprensioni, l'onestà e l'accettazione, di se stessi e dei propri errori ma soprattutto accettare gli altri e, infine, il tema fondamentale di Ombre, la forza di fare le scelte giuste e coraggiose per il bene comune.

Ma Ombre è più di quanto si possa pensare, tantissimi temi importanti che fanno riflettere il lettore ma mescolati e integrati in una trama ricca di avvenimenti e azione, non un momento di stallo che portano il lettore a non staccarsi dalle pagine perché investito da una carica di eccitazione per la storia, per gli sconvolgimenti, twist e imprevisti e segreti da rivelare che lo portano a leggere e finire il libro in pochi giorni.

Il worldbuilding della storia viene ampliato e arricchito di nuovi contenuti e significati, vengono alla luce nuove scoperte e presentati nuovi personaggi che ingrandiscono la scena rappresentata ma soprattutto vengono chiarite alcune faccende che nel primo libro erano solo state accennate portando il lettore a poter fare supposizioni, teorie sulle vicende di cui ora riesce a comprendere molto di più, arrivando anche a leggere i significati nascosti tra le righe.

Non solo un fantastico Urban che rielabora in maniera originalissima i miti del Ciclo Bretone ma anche un magico romanzo che riapre le questioni amorose di uno dei triangoli più conosciuti della letteratura: può un cuore avere tanto forza da amare due persone? Può un amico riuscire a mettersi da parte per lasciare che possa stare con la donna che ama?
Scene incredibili, di baci, carezze, incomprensioni e malintesi che portano Ombre ad essere un Urban con un'impugnabile dose di relazioni vere tra i personaggi che lo abitano.

Un libro divertente, intenso e alle volte drammatico ma soprattutto dei libri più avvincenti, appassionanti ed emozionanti che abbia mai letto.

Ed ora che mi appresto a salutare questi personaggi già mi mancano incredibilmente e il mio solo augurio e di ritornare al più presto ad Abion pronta ad affrontare nuovi personaggi, nuovi scenari e riabbracciare una delle mie storie fantasy preferite.

5 Stelle
Author 9 books79 followers
February 17, 2016
Recensione presente sul magazine We Smile: http://www.wesmile.it/it_IT/albion-om...

Secondo romanzo della serie Albion dell’autrice italiana Bianca Marconero, Ombre ci racconta dell’amicizia e del coraggio di questo gruppo di giovani eroi alle prese, non solo con i problemi normali dell’adolescenza e del diventare adulti, ma anche con il destino che bussa alla loro porta e che non vuole aspettare. Loro sono i Cavalieri della Tavola Rotonda: Artù, imperfetto e impetuoso; Lancillotto, altruista e solitario; Merlino, intelligente e serio; Morgana, bellissima e fatale; Ginevra, complessa e cocciuta. Sono proprio loro, i nomi entrati nel mito e nella fantasia di tanti lettori che rinascono nei personaggi della Marconero ed entrano nei nostri cuori per non uscirne mai più.

Marco Cinquedraghi è il fulcro, come per il primo romanzo, del plot, è lui che con il suo carisma riesce, seppur con mille difficoltà e alti e bassi, a tenere unito il gruppo destinato a cambiare il mondo.

La narrazione è in terza persona come per il precedente libro, ma questa volta i punti di vista si alternano in modo sublime per fornirci un maggior coinvolgimento. Il lettore riesce, grazie a questo espediente, a immedesimarsi meglio con tutti i personaggi e i fraintendimenti che vedranno proprio il nostro giovane Artù reincarnato saranno ancora più forti e chiari nella mente del lettore. Marco dirà e farà cose che verranno stravolte dall’interpretazione di tutti gli altri membri del gruppo, facendolo apparire spesso come l’antieroe del momento. Questi malintesi mi hanno fatta arrabbiare tantissime volte, non si può non stare dalla parte di questo giovane cavaliere-studente che si ritrova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lui, trafitto al cuore dal supposto tradimento del suo Primo Cavaliere e della ragazza che ama, tenterà di affrontare il mondo dell’Albion College da solo, con al fianco una Morgana non desiderata, ma che si scoprirà divenire per lui un punto fermo durante gran parte della lettura.

Il mistero dietro la morte del primogenito Cinquedraghi verrà svelato, scopriremo molto di Lance e dei suoi latenti poteri, Samira si presenterà ai nostri occhi in una vesta nuova e più intima. Tutti i personaggi in questo secondo capitolo della serie subiranno una crescita non indifferente e li capiremo meglio e li ameremo tutti, nessuno escluso.

Riuscirà questo manipolo di eroi a stravolgere il destino e a impedire che la storia si ripeti ancora? Riuscirà Marco a fare le scelte giuste per il bene di tutti oppure metterà se stesso prima di ogni cosa?

Una caratterizzazione dei personaggi a dir poco perfetta per una storia ricca di colpi di scena dove nulla è come sembra. L’amore che lega Helena e Marco è struggente e fa male da morire, l’amicizia che segna le pagine riempie di speranza e coraggio perché Albion Ombre getta oscurità sull’asfalto della strada di questi ragazzi, ma il sole continuerà a splendere per loro e tutte le ombre verranno scacciate trasformandoli in giovani adulti ancora più forti e temerari, pronti alla guerra per i loro ideali, per l’amore e la giustizia, per l’amicizia.

Quando il mondo ne avrà bisogno, Re Artù tornerà per salvarci e non sarà solo.

Profile Image for Elena Pizzotti.
48 reviews11 followers
January 20, 2016
Mi è piaciuto molto di più del primo a livello di trama. Come per il precedente secondo me ci sono alcune parti che rendono la lettura lenta, potevano essere velocizzati o tagliati. (mio parere) la scrittura è impeccabile ed emozionante. La terza persona con punti di vista differente ad ogni capitolo mi è piaciuta come scelta, io sono una che apprezza molto la terza persona perché credo che un vero autore bravo si distingua proprio dal saperscrivere in terza persona coinvolgendo bene il lettore. Sis coprono molte verità in questo secondo romanzo e aspetto il terzo. Ottima lettura
Profile Image for Giuseppe.
462 reviews24 followers
November 16, 2015
4.5
Dopo tanto tempo, torna finalmente Bianca Marconero con la sua serie Albion, splendida rievocazione in chiave moderna del ciclo arturiano. Tornano i protagonisti dello scorso libro, accompagnati da nuove comparse. In Ombre i personaggi subiscono una massiccia evoluzione (primi tra tutti Marco, che finalmente sembrerebbe abbandonare via via il suo carattere orrendo e antipatico).
Voglio senza dubbio leggere il seguito, sperando di non dover aspettare, di nuovo, anni (anche se il prodotto dell'attesa è stato un bel libro).
Profile Image for Lu .
261 reviews40 followers
Want to read
September 22, 2015
Sono l'unica anima vivente a cui Albion non è piaciuto, proprio per nulla. Però cavolo se mi sono innamorata della copertina di questo seguito -non riesco a staccarmici-, mi ci vedo benissimo a comprarlo (e quindi leggerlo) solo per questa ragione.
Profile Image for Ink.
67 reviews53 followers
October 9, 2016
Ho bisogno di riprendermi. E di un fangirlo urgente, presto!
Profile Image for Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls.
3,070 reviews77 followers
December 10, 2015
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls


Avevo da pochissimo finito di leggere il primo romanzo (che per una qualche strana ragione mi ero fatta sfuggire per ben due anni), quando ho saputo che sarebbe stato pubblicato a breve il secondo.
Ero felice e in trepidante attesa, attesa che, anche se breve, è stata ampiamente ripagata.
Avevamo lasciato i nostri personaggi preferiti, Marco, Helena, Lance, Deacon e Erek, alle prese con la scoperta della verità sui loro strani poteri e sull’Albion College: sono le reincarnazioni di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda a causa di un incantesimo operato da Merlino, in modo che la genetica sopravvivesse nel tempo. Una verità non facile da accettare, o in cui credere, ma reale.

“Ma quando scarti l’impossibile, ciò che resta, per quanto poco plausibile, è la verità”


L’apertura del romanzo vede i nostri protagonisti a Santiago de Compostela, luogo di nascita di Helena, poco prima di tornare in Svizzera all’Albion College. E’ in questo punto esatto, nella piazza principale della città, che compare il personaggio mancante per completare il quadro dell’eredità e della leggenda: Morgana. Bellissima, empatica e piantagrane, reintegrata come assistente degli insegnanti, i cui poteri si sono risvegliati molto tempo prima dell’attivazione del re in Marco, ha combinato qualcosa di talmente grave da portarla all'espulsione dall’Albion tre anni prima. Esattamente nello stesso momento in cui il fratello di Marco, Riccardo, muore di infarto sul campo da giostra. Sarà implicata in qualche modo?


Con la sua astuzia e i suoi modi di fare che riescono sempre ad incantare tutti, Lance decide di indagare su questo e sulla fin troppo misteriosa morte del maggiore dei fratelli Cinquedraghi, complici alcune videocassette che gli vengono fatte recapitare in modo misterioso.


Deacon, nel frattempo, è alle prese con un sogno ricorrente, in cui prova un forte struggimento per il lago della leggenda, attualmente “abitato”, così sembrerebbe, da un enorme e terrificante mostro che tenta di fargli del male; Erek non è ancora riuscito a perdonare del tutto il tradimento di Darlin/Samira, non dopo aver scoperto che la ragazza è in realtà un’Assassina (e io spero sotto sotto che ci sia del tenero), che ha precisi ordini su di lui; Helena continua la sua tormentata relazione affettiva/non con Marco, in un’angosciante catena di alti e bassi e Marco stesso è alle prese con la sua oscurità interiore e le sue insicurezze, in uno spiraglio che lo porterà quasi all'autodistruzione.

“Quella frase la toccò in modo inaspettato e le diede il tipo di felicità che provocano le coincidenze. Come le canzoni che sorprendono, rivelandoci qualcosa che non sapevamo di noi stessi, quasi fossero specchi”


Se il primo romanzo aveva presentato i personaggi, li aveva delineati, ognuno nel suo carattere personale e quello ereditario e ci aveva portati dentro la storia, “Ombre” mi sentirei di definirlo angosciante. Un angosciante positivo, perché tutti, almeno una volta nella vita, si sono trovati a fare i conti con la propria interiorità: non sentirsi mai all'altezza della situazione, chiedersi se si ha davvero una certa libertà di scelta o c’è un destino che ci è stato prestabilito, il primo amore con le sue relative prime incertezze, il sacrificio, la rinuncia, la lealtà.


Anche quando viene meno, questi ragazzi hanno uno spirito di gruppo e una presenza molto forti, che li legano aldilà di ogni difficoltà e ostacolano che potranno mai trovare sul loro cammino. E di ostacoli ce ne sono e ce ne saranno sempre tanti, per chi porta con sé un peso così monumentale.
All'inizio, ho temuto una regressione di Marco, che accadesse qualcosa che lo facesse tornare a quel ragazzo viziato e odioso che era nelle prime pagine del primo romanzo. Fortunatamente sono stata smentita: avrei voluto prenderlo a pugni pochissime volte! Specialmente quando si trova insieme ad Helena, scoccano le scintille: i due non sono assolutamente d’accordo su nulla, o quasi, eppure sono inevitabilmente attratti l’una dall’altro, due poli opposti che per quanto possano respingersi, non ci riusciranno mai del tutto. Ma Helena è fragile, molto fragile dentro, potrebbe spezzarsi con nulla, e Marco sa di dover fare molta attenzione.

Chi invece ha perso ogni freno inibitore è Deacon, che non si fa più problemi a dire ciò che pensa, di tutto e di tutti, che non riesce a controllare bene il suo potere (che a quanto pare non dovrebbe nemmeno più esistere), che diventa sempre più scorbutico, indomabile e infinitamente adorabile. Sono convinta che dovrebbe stare più a contatto con Lance, anche se sembra che stia cominciando a cedere un po’. Continua a non voler accettare il suo potere, ma vi sarà costretto: ho come l’impressione che tutte le organizzazioni amiche dell’Albion College non lo lasceranno rinunciare così facilmente.


Non volendone sapere più niente inizialmente, Erek decide che forse non è poi così male tentare di ricucire il rapporto con Samira, soprattutto perché quest’ultima non ha nessuna intenzione di mollarlo: non solo per gli ordini, come ci è dato intuire.
Ma non vi svelo assolutamente nient’altro, ho già detto fin troppo!

Morgana. Io aspettavo il suo arrivo. La sua figura nella mitologia arturiana mi ha sempre affascinata moltissimo, e anche qui non è stata da meno: può essere la ragazza pronta a farti a pezzi pur di farti stare alle sue regole, o la persona più leale del mondo, quando si tratta di aiutare Lance a scoprire chi si cela dietro a strani personaggi col cappuccio nero, misteriosi attentatori alla vita degli studenti dell’Albion College. Sono certa che ci riserverà altre belle sorprese in futuro. E poi, con Marco che la attrae come una calamità, non si può mai dire!

In conclusione, in un’ambientazione fantasy, tra una lezione di filologia romanza, una giostra e un allenamento con la spada, ho solo una cosa da chiedere: dov’è la mia lettera di ammissione all’Albion College?
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,984 reviews237 followers
March 27, 2019
"Nessuno saprà mai a cosa ha pensato. La morte ci sorprende sempre da soli."

Cito questa frase perché per me rappresenta la potenza e il vigore di cui si pregia lo stile dell’autrice, primo e indiscusso protagonista del tanto atteso seguito di Albion: Ombre. Indiscutibile il fatto che una trama assolutamente poderosa, direi pazzesca, sia accompagnata da uno stile narrativo debordante, tanto perfetto da risultare incredibile e, per chi come me ama la vera scrittura, addirittura emozionante. Dante B. Marconero non solo non delude con un seguito ormai intriso di attese, ma esalta, sorprende e stravolge il lettore, in primis stravolgendo, appunto, e sconvolgendo i personaggi stessi, la trama, il mondo creato all’Albion college. Un seguito che sa di nuovo inizio, un titolo che mai fu più galeotto.
Sì perché Ombre è evocativo, premonitore, il sunto di tutta una trama che apre il sipario a nuovi scenari, sanando quelli rimasti aperti. Là dove Albion ci ha saluto con un epilogo sorprendente, Ombre inizia a ritmo battente, in una corsa che lascia senza fiato i lettori e i protagonisti, disseminando ombre in ogni elemento con cui viene a contatto, insinuandosi latente e aleatorio nell’anima e nella mente di tutti i ragazzi, trasformando e plasmando verità e menzogna in un ensemble pericoloso, ma assolutamente esaltante.
Niente è come sembra, tutto è evidente.

"Le gambe formicolavano. La testa ronzava. I pensieri si erano aggrovigliati, il cuore le era salito fino alle orecchie e rimbalzava come se glielo stessero prendendo a schiaffi. Lui se ne andava. Lui se ne andava con…"

Scelgo alcuni piccoli passaggi che riportano, unitamente allo stile meraviglioso dell’autrice, il senso di ombra, di nebbia, oscurità e intrigo di cui è composta la trama: una ragnatela di eventi complicatissimi, un incastro perfetto di tasselli che nascono come un enorme e irrisolvibile rompicapo a cui, il procedere della lettura, sembra non dare tregua; anzi aggiunge situazioni, personaggi, momenti atti a non sanare mai quelli pregressi, ma che poi, come per magia, guidati da una mano potente, si riuniscono in un punto, e, formando una perfetta quadratura del cerchio, dissipano ogni ombra.
La demarcazione tra bianco e nero, realtà e fantasia, bene e male, in questo romanzo è sottile come un capello, ma altrettanto preponderante. Tutto si basa, si svolge, su un’infinita scala di colori, di sfumature che si insinuano pericolosamente in ogni avvenimento, portando la trama a picchi di suspense, sofferenza ed esaltazione avvincenti. L’autrice non risparmia nessuno, se stessa e lettori compresi, oltre che al suo gioiello Ombre, il lavoro di cui si pregia è colossale, anche oltre ciò che leggendo si possa inizialmente interpretare.

"Marco tiene il fiato. Non respira più. Non è paura, la sua. È rabbia. La rabbia lo soffoca perché spezza i polmoni, mentre l’orgoglio gli tiene la testa alta e alto lo sguardo. Una sfida impari, lo sdegno contro una pistola, ma per Marco non conta: ha sempre avuto un’idea tutta sua dei rapporti di forza."

Le ombre disseminate nel romanzo cattureranno in primis i protagonisti per mezzo dei quali, in un trait d’union perfetto, l’autrice porterà avanti la trama. Le loro voci, pensieri, debolezze e paure uniti al coraggio e a una rivisitazione di se stessi sofferta, ma esaltante, accompagneranno passo dopo passo il lettore, alla scoperta di un mondo celato da sfumature che tutto stravolgono. Conosceremo Marco in una veste mai vista, impareremo che ogni sua paura e debolezza, che il suo modus operandi lo porteranno alla scoperta della verità… ma ricordatevi che nella vita non esiste scoperta, non c’è verità alcuna, se prima non si arriva a conoscere, stravolgere e, infine ma non meno importante, a scoprire e accettare se stessi. Non credo di conoscere parole adatte a rendere merito a un’autrice così immensa, quindi che lei possa perdonare le mie lacune, accettando tutti gli applausi del mondo e la mia rinnovata, indiscussa stima.
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Aletheya - per RFS
Profile Image for Amaranth Chevalier.
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January 5, 2016
Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.i...

Avevamo lasciato i sei dell'Albion College a Montecassino, poco dopo aver appreso di essere i discendenti di Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. In Ombre li ritroviamo a Santiago de Compostela, dove Marco, Lance, Deacon ed Erek hanno accompagnato Helena.

A Santiago Deacon si aggira, alle prime luci dell'alba, nudo, completamente nudo, esattamente come mamma l'ha fatto.


Come se questo non bastasse a metterlo nei guai con le autorità, perde il controllo su i suoi poteri e provoca un'esplosione che ferisce gravemente Lance. Grazie all'intervento di Erek, Lance si riprende, ma il controllo su Deacon si fa più stretto tanto che viene obbligato a indossare un bracciale per il monitoraggio dei poteri.

Non è l'unica novità che aspetta i ragazzi al rientro al College: il Maggior Consiglio ha riaccolto un'ex-studentessa, Morgana, come assistente di Du Lac, e la Confraternita del Ferro, club di scherma avanzata, è stato riaperta.



In Ombre i rapporti nati nel primo volume vengono messi alla prova, rivelando le debolezze dei ragazzi e della loro amicizia. E come avrete forse già intuito dal sottotitolo, il più massacrato è Marco (Povero Marcolino!). Infatti, mentre Cinquedraghi ha una crescita in positivo, sforzandosi di migliorare proprio per essere degno dei suoi nuovi amici, vengono rivelati i lati oscuri del resto del gruppo.

Se finora Lance era lo studente e l'amico perfetto, in questo capitolo della saga scopriamo che nasconde un oceano di segreti e nei confronti di Marco mostra meno empatia del solito. Nonostante non vengano rivelati tutti i misteri che lo avvolgono, da questo personaggio ci aspettiamo altre rivelazioni.

Persino Erek sempre così pronto a perdonare e tendere la mano, rivela, soprattutto nei confronti di Samira, una durezza inaspettata.



«Siamo intesi: non toccare niente, tu, come cavolo ti chiami».

«Samira» suggerì Deacon.

«Lo sa» ribatté lei.

Erek non aggiunse altro e se ne andò.

Deacon guardò la botola che si chiudeva, poi guardò la ragazza. «Mi sento il figlio di genitori divorziati».



Anche se siamo state spesso preda di raptus omicida scatenati dai comportamenti dementi dei ragazzi verso Marco piccino, abbiamo apprezzato l'approfondimento dei personaggi che già nel precedente romanzo erano stati ben caratterizzati, ma che con Ombre acquisiscono una maggiore realisticità.

Merita una mazzata citazione a parte Morgana, una costante del romanzo, che manipola la situazione e le persone per i propri fini, alimentando le incomprensioni all'interno del gruppo. È difficile decidere se abbia una valenza positiva o negativa perché, sebbene porti scompiglio all'Albion, a modo suo cerca di proteggere Marco, anche se le motivazioni restano poco chiare.


*Le Belle dimostrano il loro affetto a Morgana*



La Marconero conferma l'abilità narrativa di cui aveva dato prova nel suo esordio urban fantasy. Ancora una volta ogni parola risulta scelta con attenzione, restituendo descrizioni accurate e vivide. I dialoghi frizzanti e divertenti compensano l'atmosfera di "disastro imminente" che permea il libro. Dai, lo sappiamo che in fondo tutti si aspettano che 5Draghi, o chi per lui, ne combini una (Marco, ti vogliamo bene, ricordalo!).



«Parlava solo francese» gli fece notare Erek.

«Mai sentita cosa più assurda» sbottò Deacon. «A chi può venire in mente di parlare
solo francese?»

«Tipo ai francesi» suggerì Marco.




Per appassionati e nerd questo romanzo è una miniera di citazioni a leggende e romanzi del ciclo arturiano, ma anche a film e serie tv, videogiochi e tutto l'humus culturale del genere che potrete approfondire nell'edizione digitale con le note dell'autrice.



Riferimenti simili si trovano anche nelle pagine del primo libro e, grazie alla rilettura, abbiamo potuto apprezzarli maggiormente cogliendo la complessità della costruzione narrativa.

Diventa sempre più evidente che la costruzione complessiva di Albion è minuziosa e che ogni romanzo è un tassello che porta a una rivisitazione molto interessante del ciclo arturiano.

Tuttavia, bisogna proprio dirlo, la Marconero ha dimostrato un sadismo non indifferente con la conclusione del romanzo: illude il lettore di aver trovato la felicità, la pace dei sensi, il nirvana, per poi farlo piombare nella disperazione. Perdoneremo l’autrice solo se non dovremo aspettare a lungo Eredità, anche se Ombre è valso ogni minuto di attesa.

Profile Image for Michela Mattiazzi.
1 review4 followers
November 15, 2015
Il secondo capitolo delle vicende dei ragazzi dell'Albion College, è una girandola di sentimenti all'insegna della crescita personale dei nostri cavalieri. Perchè onore, coraggio, virtù non sono innati, ma si acquisiscono, anche attraverso la sofferenza.
Per chi non lo sapesse (ma no, ma dai, ma davvero non avete ancora letto Albion? Recuperate subito. Vi prego!), il genere a cui appartiene questo libro è il fantasy, ma io dico che è anche (anzi soprattutto) un romanzo di formazione e pure corale perchè racconta la storia seguendo i punti di vista dei vari personaggi. Inoltre ci sono anche dei misteri da risolvere e pure l’amore (si, ma non quelle robe melense da carie ai denti)! Ah nel caso vi piacessero i combattimenti e le giostre medievali: siete accontentati pure su quello. Lagnatevi poi!
Spero di farvi entrare nell'Albion-tunnel elencandovi i motivi per cui considero questa saga è una delle migliori in circolazione.
Non menziono la storia, perché mi pare scontato che a me sia piaciuta ma magari per voi potrebbe non essere lo stesso. Ho cercato di darvi qualche motivazione in più, sperando di farvi capire meglio!
• I dialoghi e i personaggi sono verosimili. I ragazzi parlano da veri adolescenti, in un linguaggio credibile e si comportano come tali. Sono presi da dubbi, si innamorano, si arrabbiano, compiono anche azioni discutibili. Non sono modelli di virtù, piuttosto persone che crescono sbagliando. Sono un complicato connubio di luci e ombre (a buon intenditor…).
• I capitoli hanno una loro struttura ben determinata (apertura, descrizione dell’azione o dell’avvenimento importante, chiusura con frase che lascia il lettore in sospeso oppure fa riflettere sulle azioni dei personaggi) e sono di simile lunghezza. Ho notato che questo a me piace perché rende il libro un po’ come una canzone: è un concetto che fatico ad esprimere ma spero mi capiate.
• Si alternano più punti di vista ma il lettore non si perde. Mai. Si passa dai pensieri di Marco a quelli di Helena a quelli di Lance (solo per fare un’esempio) senza avere alcuna crisi di identità, nessuna schizofrenia.
• La Marconero ha studiato e si vede. Tanto. E se non mi credete e pensate che io stia esagerando compratevi Ombre (il secondo libro) in versione digitale e leggetevi le Note dell’autore. Poi ci sapremo raccontare. Anzi ci troveremo a contenderci “Le storie di Artù” di Malory o il “Perceva"l di Chrétien de Troyes.
• La Marconero cura il dettaglio. Vi dico solo che, per descrivere una scena ambientata a Santiago de Compostela, non solo ci è andata ma ne ha anche verificato la plausibilità testandola di persona (vedi le Note ad Ombre).
• C’è l’amore ma anche l’amicizia. Insomma ma lo vogliamo dire che nell’adolescenza e nella vita contano entrambi? Il che rende questo libro adatto ad un pubblico eterogeneo (ebbene si, so usare anche io parole formate da più di tre sillabe), sia maschile che femminile.
• Il libro è pieno di citazioni più o meno velate, riferimenti a film, canzoni. A me ste robe piacciono, chevvedevodì!
• I personaggi sono tormentati dall’aver scoperto di essere legati ad un destino già segnato e il lettore è preoccupato dal fatto che i finali delle storie più famose non possono essere riscritti (sono volutamente sibillina, altrimenti vi svelo troppo).
Nella speranza di avervi convinto, attendo il seguito!
Profile Image for manu.
34 reviews
January 2, 2016
Leggere "Albion. Ombre" è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, muoversi con dimestichezza in un ambiente familiare, come se non si fosse trascorso un solo giorno lontano da lì.
Il secondo capitolo della saga ha qualcosa in più rispetto al precedente. Gli equilibri e i rapporti faticosamente instaurati nel primo libro vengono messi a dura prova da segreti inconfessabili, incomprensioni e fraintendimenti, le tre parole-chiave di questo romanzo.
Vengono messe a nudo le luci e le ombre (più o meno fitte) di ogni personaggio, senza esclusione di colpi, creando un cast di personalità e caratteri verosimili in tutto, da quelli già presentati nel primo volume, che vengono approfonditi, a quelli che compaiono per la prima volta: dal leale Lance, a Erek e il suo senso di giustizia e la voglia di aiutare il prossimo, a Helena e la sua insicurezza, all'enigmaticità di Morgana, a Niniane, appena accennata, ma dall’incredibile potenziale, a Deacon, che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, fino ad arrivare a Marco, il più vero e umano tra i protagonisti.
Marco Cinquedraghi ha dimostrato di meritare la fiducia che avevo riposto in lui già dal primo libro. Un protagonista in costante crescita, un ragazzo che ha cominciato la scalata verso l'eredità di Re Artù, passando attraverso delusioni e tristezze, ma vincendo la più importante e rischiosa battaglia, quella con se stesso. Ed è impossibile non amarlo, perché tutti, chi più chi meno, ci riconosciamo negli errori di Marco che si affanna per cercare la propria strada. Marco non è un re nato, e il bello è proprio questo, vederlo crescere e poterlo accompagnare.
La verità è che, grazie al vasto campionario di punti di vista forniti, si arriva ad amare la maggior parte dei personaggi, soprattutto per i loro difetti, mentre si arriva ad odiare i più meschini, ammirando comunque l’abilità di Bianca Marconero nel caratterizzarli psicologicamente.
Quello che doveva essere il colpo di scena, per me si è rivelato una conferma dei sospetti che nutrivo già da metà libro circa. Questo non ha comunque pregiudicato la lettura, perché ero estremamente curiosa di sapere come l’autrice avrebbe trovato il modo di legare insieme tutti i tasselli del puzzle, cosa che ha realizzato senza deludere le mie aspettative.
Il ritmo della narrazione procede incalzante, scandito da capitoli brevi, ma carichi di emozioni e di situazioni che lasciano il fiato sospeso, in una corsa verso un degno finale, senza cadute di attenzione. Il tutto modellato sull’inconfondibile stile di Bianca Marconero, una scrittura ironica, viva ed evocativa, capace di passare da descrizioni sublimi alla dinamicità dei dialoghi.
In conclusione, un libro composto da parole e personaggi indimenticabili, da amare, per cui è un piacere struggersi il cuore. Una storia dal sapore antico, di una leggenda che, mischiandosi con gli elementi della modernità, prende forma e diventa reale.
Profile Image for Patrisha.
Author 19 books160 followers
February 13, 2016
Se potessi dare dieci stelle a questo romanzo lo farei subito, peccato che Goodreads non mi aiuti.
Se già avevo amato il primo della saga, Ombre mi ha conquistata in maniera dirompente e totale. Ogni aspetto della trama e della sottotrama principale si incastra con una perfezione che sa di magia e di sublime. Ogni tassello trova la sua collocazione ideale tra realtà e mito, tra ancestrali reminescenze e dramma quotidiano.
Le vite dei protagonisti, mai così ben tratteggiati, si intersecano, si sfiorano, si rincorrono e lo fanno catturando l'attenzione del lettore, che sfoglia le pagine divorando le belle parole, perché deve assolutamente sapere. Helena chi amerà tra Marco e Lance, quale sarà il destino di questo sfortunato triangolo?
Deacon riuscirà a dipanare i misteri che lo circondano?
Erek e Samira riusciranno a essere di nuovo amici, a costruire qualcosa nonostante i destini scritti per loro?
Morgana che gioco avrà negli incastri che il fato ha già delineato per tutti loro?
E la domanda più importante di tutte: quello stesso destino si ripeterà all'infinito o potrà essere cambiato?
Ho amato Marco con tutto il cuore, ho sofferto con lui, mi sono arrabbiata con lui, ho provato pena per lui, ed è stato bello vederlo diventare uomo e re. E finalmente Lance mi è entrato dentro, mi ha emozionato e anche lui fatta arrabbiare ma non importa. Quando un autore smuove i sentimenti di chi legge, vuole dire che sta facendo davvero bene il suo mestiere.
Un secondo romanzo che non sa di transizione e di preparazione, ma di continua sorpresa e meraviglioso stupore. Colpi di scena, impennate impreviste, virate di storia e tanti sentimenti in ballo che soffocano il lettore, lo coinvolgono, lo stravolgono e lo innalzano.
Amore, tradimento, sospetto, crudeltà, paura, inadeguatezza, odio, passione e tanto altro si intrecciano e legano il lettore alle pagine.
Tante pagine eppure non ci si accorge, perché filano via che è una gioia e una volta giunti alla fine ci si rammarica di non averne altre.
Bianca Marconero ha confermato una eleganza di stile e di ingegno veramente da plauso, questa saga merita un'attenzione speciale perché oltre che a essere scritta con geniale originalità, è orchestrata con una dovizia di attenzioni e cura rara da trovare.
Assolutamente da non perdere.
Profile Image for Ele Errari.
23 reviews1 follower
December 11, 2015
Questo secondo romanzo è un inno a Marco, con i suoi difetti eppure tanto umano e normale da conquistare il cuore delle lettrici. Se nel primo in parte mi aveva fatto incavolare e non lo avevo amato particolarmente questa volta mi sono ricreduta e la sua scelta finale mi ha emozionata!
Profile Image for Katerina.
334 reviews169 followers
September 26, 2016
Secondo volume, tante complicazioni, e spoiler.
In effetti più che una recensione è il mio (lungo) delirio da fangirl.

Stando alle note la stesura di Ombre è stata difficile e non stento a crederlo: questo libro è tanto, non solo per il numero di pagine. Ha un sacco di carne al fuoco: la rottura tra i Cavalieri e gli altri membri dell'alleanza; i rapporti sempre più tesi tra quelli che nell'alleanza ci sono ancora con Samira tirata nel mezzo; i misteri relativi alla scuola; venire a patti con nuovi poteri e nuove scoperte... e affrontare la vita del liceo, influenzati da quella che era - più o meno - la vita passata.
Tanta, tanta roba.
Perchè non aggiungere un arrivo ingombrante come Morgana, quella Morgana?
Dico subito che ci sono alcune cose che non mi hanno convinta, e una che non mi ha coinvolta. Partiamo da questa, ossia la sottotrama thriller: in questo libro diventa chiaro che Riccardo Cinquedraghi è stato assassinato e siccome scuola e famiglia non hanno voluto indagare spetta ai ragazzi - capitanati da Lance - scoprire cosa sia successo tre anni prima.
È un giallo.
E a me i gialli non piacciono.
Fortunatamente per la sottoscritta questa parte funge da combustibile per la sottotrama che mi piaceva, ossia le paturnie adolescenziali condite col dramma arturiano.
(non credo che potrò mai ringraziare abbastanza la Marconero per avermi dato l'occasione di scrivere una frase simile)
Pensavamo che le cose si fossero chiarite per i nostri intrepidi eroi? Eravamo degli illusi: se a Deacon ed Erek le rivelazioni di Montecassino hanno aperto una porta, a Marco sembra che gliele abbiano chiuse tutte e poi gli abbiano stretto un cappio intorno al collo.
Insicuro, affamato di affetto e approvazione, con la maturità emotiva di un bambino, Marco sente fino in fondo il peso di una corona che non porta: gli adulti danno per scontato che abbia tutte le doti che hanno reso Artù straordinario, mentre i ragazzi si comportano come se dovesse essere rieducato in virtù del suo ruolo.
La rottura con i ragazzi dell'ala est appare presto inevitabile: è vero che Marco si fa troppi problemi sul compito rubato, ma il clima di terrore per cui una cosa del genere è imperdonabile l'hanno creato Deacon ed Helena.
Il risultato è che nel momento in cui avrebbe bisogno della comprensione degli amici, questi prendono cantonate enormi come pensare che una persona con alle spalle la vita, i rapporti e gli insegnamenti dei Cinquedraghi sarà immediatamente in grado di integrarsi con loro. Che vedersi sbattere in faccia la propria inadeguatezza un giorno sì e quello dopo pure non porterà Marco all'esasperazione.
Morale della favola: Lance, Helena e gli altri si mettono ad indagare sulla morte di Riccardo proprio quando con Marco i rapporti sono tesissimi e il loro disperato tentativo di proteggerlo finisce per aggravare la situazione: per paura di farsi scappare qualcosa lo tagliano fuori, e questo ferisce Marco molto più di quanto avrebbe fatto la verità.
In questo dramma totale arriva come un uragano la bellissima Morgana, nipote di Angus con l'identità arturiana sbandierata nel nome, che con Marco ha un rapporto tanto stretto quanto conflittuale: Artù e Morgana sono stati fratelli, amanti, e - grazie all'incantesimo - la stessa persona per qualche minuto. Ora più che mai si completano e si cercano, a prescindere da tutto e tutti.
Inclusi loro stessi.
Morgana, personaggio ambiguo a essere generosi, è un conflitto con le gambe: amava Riccardo e considera Marco l'usurpatore del suo re, ma - allo stesso tempo - è attratta da lui come una falena dal fuoco. Lo umilia e lo protegge, lo ferisce e lo consola, lo allontana e lo cerca.
La ragazza arriva forte di una conoscenza della loro condizione maggiore (la verità le è stata rivelata a quattordici anni, ne ha tre di vantaggio su tutti gli altri), ma sembra legata alla sua identità passata in modo malsano: lei si comporta davvero come se fosse la Morgana originale e come se non avesse altra scelta che percorrere i suoi passi. Non solo, cerca anche di convincere Marco che tutti sono destinati a fare lo stesso: Lance ed Helena sono destinati a tradirlo. Deacon è destinato ad usarlo. Erek è destinato a non metterlo al primo posto. Lei, e solo lei, è destinata a restare a suo fianco nonostante tutto.
In fin dei conti, anche se non mi è chiara la tempistica delle morti in questa versione (Mordred li ha uccisi entrambi... ?), nella maggior parte dei miti a portare il corpo del Re ad Avalon è proprio la Fata, a prescindere da quanto si siano odiati e a riprova di quanto fossero legati.

Già qui ho scritto un papiro e non sono neanche a metà: a tutto questo si aggiungono anche Lance, Helena e Marco. In questo volume arriva la rivelazione, quella che tutti avevamo un po' sospettato e per non esserci arrivata ho fatto un facepalm così grande che ho ancora la mano stampata in fronte: Helena è Ginevra. Tutto il mega-dramma di attrazione e nostalgia e paura e rimpianto che c'è tra questi ragazzini è dovuto alle reminescenze di Artù, Ginevra e Lancillotto. Sul serio: non solo devono affrontare un triangolo senza avere la più pallida idea di come si gestisca una cosa del genere, ma devono farlo mentre il loro istinto li spinge a sentimenti ancora più complessi. Helena, che eredita non solo l'attrazione per entrambi i ragazzi, ma anche la paura dovuta alla punizione inflitta da Artù a Ginevra. Lance, che vuole disperatamente essere fedele al suo amico, ma non riesce a tenere Helena a distanza. E Marco geloso di niente, che ha paura, con le ombre della sofferenza di Artù, che vide le persone che più amava soffrire perchè amandosi l'avrebbero tradito.
(è un gran casino ma lo è anche nella versione originale)
Marco ed Helena sono una coppia esplosiva, tra loro sembra sempre che stia succedendo di tutto anche quando non sta succedendo niente, mentre con Lance c'è un maggiore equilibrio anche se ho avuto l'impressione che, una volta entrati in confidenza, Helena fosse propensa a considerarlo un amico piuttosto che un potenziale fidanzato; probabilmente perchè Lance è troppo ingessato e tendente a perdere il controllo quando si tratta del re più che della regina.
Vorrei però spezzare una lancia in favore di Helena: la ragazza fa bene a volere che Marco si salvi da solo e non credo che rifiutarsi di fare da crocerossina sia così terribile. Sbaglia ad escludere Marco durante la Caccia, e anche lui non si comporta bene: la espone alla derisione pubblica in un ambiente come l'Albion, trae le sue conclusioni e agisce di conseguenza un sacco di volte. Non mi sembra che Helena si meriti la corona di colpevole più degli altri.

Detto questo, le parti che non mi hanno convinta sono due: la prima riguarda le varie organizzazioni che collaborano con i Templari e gli assassini, che continuano a sembrarmi eccessivamente in contrasto con l'ambientazione scolastica ma - allo stesso tempo - sono qui a sperare che si vedano tutte e che abbiano molto spazio (perchè l'importante, nella vita, è essere coerenti). La seconda è il club di spada, che ha messo a dura prova la mia sospensione dell'incredulità: è una cosa troppo pericolosa, con le imprese che vanno oltre il bullismo e le droghe fornite dalla scuola che Morgana spaccia come se niente fosse nell'indifferenza generale. Per me è la parte più debole del libro e spero vivamente che non se ne faccia mai più parola in quelli a venire.
Più la delusione che è stata l'estrattore: montanto egregiamente come personaggio pericolosissimo, fa lo stesso botto di un palloncino sgonfiato quando si arriva al dunque. Mi aspettavo di più da lui.
Mi è piaciuto un sacco, invece, tutto quello che avviene attorno alla vicenda: Angus sta facendo di tutto e di più per mantenere Marco a scuola (incluso aprire le iscrizioni ai secondogeniti, che avrà delle implicazioni interessanti considerando che la sorellina di Lance è chiaramente Nimue), e inizio a chiedermi cosa farà se Marco non dovesse comportarsi come vuole lui. Più cosa farà se davvero Morgana deciderà di onorare il patto (ha detto aver preso una decisione importante, in disaccordo col nonno, per assicurarsi che gli assassini di Riccardo paghino... per me si unirà ai Templari & Co.).
Ho apprezzato molto anche la figura di Tristan: nonostante l'antipatia che prova per Marco e Morgana alla fine ha preso la decisione giusta, mettendo da parte i suoi sentimenti personali (complice anche Marco che, quando segue il suo cuore, riesce a tirare fuori il carisma del suo illustre antenato).

Insomma, pur con due o tre pecche, questo è un buon seguito: conosciamo meglio i personaggi e si allarga moltissimo l'ambientazione. Vengono inseriti elementi per il proseguo della storia (la cerca) ma anche indizi su qualcosa successo molto prima (l'incantesimo del nonno di Deacon e qualunque cosa riguardi la precedente generazione di cavalieri attivati). Più il fatto che, nel prossimo libro, ci sarà Niniane-Nimue e già vivo per le interazioni tra lei e Deacon.
Certo, però, che l'incantesimo di Merlino non ha funzionato proprio come aveva programmato: al di là delle intenzioni sembra che abbia trasportato nel corso dei secoli tutto il mito arturiano, e proprio per questo dubito fortemente che sia riuscito a tagliare fuori Mordred (sono ancora convinta che sia Tommaso).
This entire review has been hidden because of spoilers.
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