Una raccolta breve ma preziosissima, soprattutto il racconto "Il bruto delle caverne" che narra la vita di Pat, un ragazzo di origini irlandesi che viene cresciuto dal padre nelle foreste del nord della California per imparare a sopravvivere cacciando e pescando; il padre, un noto ex pugile, decide di affidare il figlio al suo ex manager, per farlo lottare e vincere ma gli chiede espressamente il favore di non immischiarlo in lotte programmate e in giri loschi, cose comuni nel mondo della boxe. Pat comincia a lottare e non perde un solo incontro. Il suo fisico forte e primitivo e la sua personalità asociale portano i giornali e gli spettatori a chiamarlo "bruto delle caverne", ignorando del tutto gli altri aspetti della vita di Pat. Nel tempo libero, infatti, si dedica alla fotografia, è un avido lettore (di poesie soprattutto) e adora frequentare musei d'arte, ma alla gente non interessa tutto questo. L'importante, cioè quello che fa scoop - e soldi - è la sua apparenza bruta e selvaggia messa in evidenza dal corpo nerboruto e dai colpi precisi e netti inflitti durante gli incontri. La storia di Pat, scritta in modo magistrale da Jack London, autore che riesce sempre a combinare azione ed emozione in modo armonioso, personalmente l'ho vista come una metafora della società, e non solo come il resoconto del mondo corrotto della boxe. Gli incontri truccati e programmati diventano così una denuncia alla politica corrotta, all'uomo d'affari che miete le anime spossate degli operai umiliati e avviliti che stanno al gioco solo per avere il loro misero tozzo di pane; Pat, innocente ma non ingenuo, insieme alla presenza illuminante di una donna indipendente e intraprendente non ci sta e alza la voce, ergendosi a leader di un movimento sociale che ricerca la verità - e la giustizia. Una lettura davvero bella!